
Prorogata fino al 6 settembre a Palazzo Venezia la mostra che, partendo da un capolavoro di Piero di Cosimo, esplora la vita delle donne nella Firenze del Quattrocento tra arte, documenti e cultura materiale
Un dipinto rinascimentale, oltre sessanta documenti e manufatti storici e un approccio interdisciplinare che intreccia storia dell’arte e storia sociale. La mostra del VIVE continua per tutta l’estate, offrendo uno sguardo inedito sulla quotidianità femminile nel Rinascimento fiorentino.
A volte un singolo dipinto riesce ad aprire una finestra su un’intera epoca. È ciò che accade con la Maddalena di Piero di Cosimo, protagonista della mostra allestita nelle Antiche cucine di Palazzo Venezia a Roma e ora prorogata fino al 6 settembre 2026. La decisione del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia nasce dal grande interesse del pubblico e dal valore scientifico di un progetto espositivo che ha saputo coniugare ricerca storica e divulgazione culturale. Curata da Edith Gabrielli con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini, l’esposizione si sviluppa in ambienti particolarmente significativi del palazzo romano. Le antiche cucine, restaurate e riaperte al pubblico proprio in occasione della mostra, diventano il luogo ideale per un percorso dedicato alla dimensione quotidiana e materiale dell’esistenza nel Rinascimento.
Il fulcro dell’iniziativa è la tavola dipinta da Piero di Cosimo alla fine del Quattrocento, concessa in prestito dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini nell’ambito di una collaborazione volta a valorizzare il patrimonio museale della capitale. Pittore tra i più originali del Rinascimento fiorentino, Piero di Cosimo occupa una posizione singolare nella cultura artistica del suo tempo. Contemporaneo di Leonardo da Vinci, di Sandro Botticelli e di Filippino Lippi, sviluppò un linguaggio personale, caratterizzato da una straordinaria attenzione ai dettagli naturalistici e da una spiccata capacità narrativa.
Nella Maddalena la santa non appare come una figura distante e idealizzata, ma come una giovane donna del suo tempo. Attorno a lei compaiono oggetti d’uso comune che trasformano il dipinto in una testimonianza preziosa della vita quotidiana nella Firenze rinascimentale. È proprio da questa intuizione che prende forma l’intero progetto espositivo, concepito come un’indagine sull’universo femminile tra Quattro e Cinquecento.
La mostra si distingue infatti per un’impostazione fortemente interdisciplinare. Circa trenta studiosi hanno contribuito alla costruzione del percorso, mettendo in dialogo la storia dell’arte con la storia sociale e della cultura materiale. Ne emerge un racconto che attraversa i momenti fondamentali dell’esistenza delle donne dell’epoca: la nascita, l’educazione, la devozione religiosa, la gestione domestica e le attività produttive.
L’esposizione propone oltre sessanta tra documenti e manufatti d’epoca, comprendenti lettere, libri di conti e manoscritti miniati. Si tratta di materiali che restituiscono concretezza alla memoria storica e permettono di comprendere non soltanto i comportamenti e le relazioni sociali, ma anche le tecniche manifatturiere e i saperi artigianali del tempo. Un articolato apparato didattico e multimediale accompagna il visitatore in questo percorso di approfondimento.
La proroga della mostra si inserisce inoltre in una più ampia strategia culturale promossa dal VIVE. L’iniziativa anticipa infatti il futuro percorso permanente di Palazzo Venezia dedicato alla tradizione artistica e artigiana della penisola, dal Medioevo fino alle soglie del Made in Italy. Una prospettiva che guarda alle radici storiche della produzione italiana e riconosce nella cultura materiale un elemento decisivo per comprendere la formazione dell’identità del Paese.
Visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.45, la mostra è compresa nel biglietto del VIVE ed è accompagnata da una guida e da un volume di studi pubblicati da Silvana Editoriale. La permanenza estiva dell’esposizione offre così un’occasione ulteriore per avvicinarsi non soltanto a un raffinato capolavoro del Rinascimento, ma anche alle vicende, spesso poco conosciute, delle donne che ne hanno abitato il tempo e ne hanno contribuito a costruire la storia.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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