
Da Catania a Palermo, gli architetti spagnoli Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte portano nell’Isola una riflessione sul futuro dello spazio pubblico. Al centro del confronto, il progetto ESTONOESUNSOLAR e le anticipazioni sul Premio In/Architettura 2026.
Non tutte le trasformazioni urbane cominciano con un grande piano regolatore. Talvolta nascono dall’osservazione di un terreno abbandonato, di uno spazio dimenticato o di una comunità che chiede nuovi luoghi di incontro. È questa la filosofia che ha guidato il lavoro dello studio spagnolo Gravalosdimonte, protagonista di un doppio appuntamento siciliano dedicato ai temi della rigenerazione urbana e dell’architettura contemporanea.
L’architettura come strumento di trasformazione sociale è stata al centro della Lectio Magistralis che Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte, fondatori dello studio Gravalosdimonte di Saragozza, hanno tenuto nella sede di ANCE Catania su iniziativa di IN/ARCH Sicilia. L’incontro ha offerto ai professionisti siciliani l’opportunità di confrontarsi con una delle esperienze europee più significative nel campo della rigenerazione urbana partecipata, ponendo l’accento sul rapporto tra progetto, sostenibilità e coinvolgimento delle comunità locali. Lo studio spagnolo è noto a livello internazionale soprattutto per il programma ESTONOESUNSOLAR, avviato a Saragozza nel 2009. Il progetto ha trasformato circa sessanta lotti urbani inutilizzati, i cosiddetti solares, in spazi pubblici temporanei destinati alla vita collettiva. Piccoli boschi urbani, aree gioco, luoghi per attività sportive, spazi culturali e piazze di quartiere hanno restituito funzioni e identità a vuoti cittadini che fino a quel momento rappresentavano soltanto elementi di degrado. L’iniziativa ha inoltre prodotto un significativo impatto sociale, favorendo l’inserimento lavorativo di persone disoccupate di lunga durata e diventando un modello studiato e replicato in oltre duecento città nel mondo. Il progetto è considerato uno dei casi più interessanti di urbanistica tattica e rigenerazione temporanea sviluppati nell’Europa del XXI secolo.
L’idea alla base di questa esperienza è semplice quanto radicale: una trasformazione urbana è realmente efficace solo quando nasce dall’ascolto di chi vive quotidianamente un territorio. La progettazione non viene quindi interpretata come un esercizio formale, ma come uno strumento capace di costruire relazioni sociali e migliorare la qualità della vita.
Durante l’incontro catanese Patrizia Di Monte ha sottolineato come la tutela dell’identità dei luoghi possa convivere con interventi innovativi, trasformando aree marginali in spazi condivisi capaci di rispondere alle esigenze di bambini, anziani, giovani artisti e diverse comunità presenti nei quartieri. Ignacio Grávalos ha invece richiamato l’attenzione sul ruolo dello spazio pubblico e sulla necessità di riequilibrare il rapporto tra automobili e pedoni, ricordando che camminare rappresenta un diritto fondamentale nella costruzione di città più vivibili. Secondo l’architetto spagnolo, il successo della rigenerazione urbana dipende dalla capacità di coinvolgere cittadini e amministrazioni in un percorso comune, sostenuto dalla ricerca scientifica e dall’innovazione progettuale.
L’iniziativa è stata promossa da IN/ARCH Sicilia insieme all’Ordine e alla Fondazione degli Architetti PPC di Catania, ad ANCE Catania, alla Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti PPC della Sicilia e ad AIAPP Sicilia. Dopo i saluti istituzionali di Mariagrazia Leonardi, presidente di IN/ARCH Sicilia, di Melania Salpietro, consigliera dell’Ordine degli Architetti di Catania, e di Paolo Licandri, vicepresidente della Fondazione dell’Ordine, l’introduzione ai lavori è stata affidata a Martina Pappalardo.


Per gli architetti catanesi è stata anche l’occasione di confrontarsi con professionisti la cui attività è ampiamente riconosciuta nel panorama internazionale. I progetti di Gravalosdimonte sono infatti stati pubblicati sulle principali riviste di architettura e presentati in sedi prestigiose come il MAXXI di Roma, il DAZ di Berlino, il Nieuwe Instituut di Rotterdam, la Cité de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi, lo Storefront for Art & Architecture di New York e i Nuevos Ministerios di Madrid. Lo studio ha inoltre partecipato a diverse edizioni della Biennale di Architettura di Venezia, uno dei principali osservatori internazionali sulle trasformazioni del progetto contemporaneo.
Rosario Fresta, presidente di ANCE Catania, ha evidenziato come l’incontro rappresenti un’importante occasione di crescita per i giovani progettisti e per il mondo delle costruzioni, mentre Mariagrazia Leonardi ha annunciato che Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte entreranno a far parte della giuria della prossima edizione del Premio In/Architettura 2026 insieme allo stesso Fresta, a Federica Doglio, direttore scientifico di Loqui – LetteraVentidue, a Serafino Sgarlata e allo studio SM Arch, premiato nell’edizione 2023. L’elevato numero di candidature già pervenute testimonia, secondo gli organizzatori, il crescente interesse dei professionisti verso i temi della rigenerazione territoriale.
L’attività di IN/ARCH, fondata nel 1959 da Bruno Zevi, continua del resto a promuovere il confronto tra cultura architettonica, ricerca progettuale e trasformazioni della società. Attraverso premi, mostre, convegni e attività di divulgazione, l’Istituto Nazionale di Architettura ha contribuito nel corso dei decenni a valorizzare le esperienze più innovative dell’architettura italiana e internazionale, favorendo il dialogo tra professionisti, università e istituzioni.
Il percorso siciliano dedicato allo studio Gravalosdimonte proseguirà venerdì 3 luglio a Palermo, nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia, con il talk “Narrativas de la incertidumbre”, dedicato alle relazioni tra architettura, comunità e trasformazioni urbane. Contestualmente sarà inaugurata la mostra ©ESTONOESUNSOLAR, che ripercorre il pluripremiato programma sviluppato a Saragozza attraverso materiali progettuali, immagini e documentazione dell’intervento. L’iniziativa è organizzata da IN/ARCH Sicilia insieme all’Ordine e alla Fondazione degli Architetti PPC della Provincia di Palermo, con il sostegno della Consulta degli Architetti PPC di Sicilia e il contributo dell’Istituto Cervantes di Palermo e dell’Oficina Cultural dell’Ambasciata di Spagna. La mostra sarà visitabile dal 3 al 17 luglio 2026, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 14.
L’appuntamento siciliano conferma come la rigenerazione urbana sia oggi uno dei principali terreni di confronto dell’architettura contemporanea. L’esperienza di Saragozza dimostra che il recupero degli spazi residuali non produce soltanto nuove funzioni urbane, ma può diventare un motore di inclusione sociale, sostenibilità ambientale e partecipazione civica. Un messaggio che trova particolare risonanza anche nelle città italiane, chiamate sempre più spesso a ripensare il patrimonio esistente prima ancora di consumare nuovo suolo.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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