Padova 2028: la sfida dell’arte passa anche dalla Fondazione Alberto Peruzzo

La Fondazione entra nella rete dei partner della candidatura di Padova a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Un progetto che punta su ricerca, innovazione e partecipazione, con una direzione artistica d’eccezione guidata da Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah.

Le candidature culturali più solide non nascono da un singolo evento, ma dalla capacità di mettere in relazione istituzioni, università, fondazioni e cittadini. È questa la strada scelta da Padova, che affida la propria candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028 a una rete di competenze e visioni condivise, nella quale la Fondazione Alberto Peruzzo assume un ruolo di primo piano.


La Fondazione Alberto Peruzzo sostiene ufficialmente la candidatura di Padova a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028, progetto promosso dal Comune con il patrocinio della Regione Veneto e costruito attraverso un’ampia collaborazione tra soggetti pubblici e privati. L’iniziativa si inserisce nel nuovo programma istituito dal Ministero della Cultura nel 2024 per valorizzare le città capaci di sviluppare politiche innovative dedicate all’arte contemporanea. Dopo Gibellina, insignita del primo titolo per il 2026, e Alba, designata per il 2027, Padova punta ora a diventare il nuovo laboratorio italiano dedicato alla produzione artistica e alla ricerca interdisciplinare.

La candidatura porta un titolo significativo, “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”, un’espressione che richiama la celebre frase attribuita a Francisco Goya e che sintetizza l’idea di una città capace di rimettersi continuamente in discussione. L’obiettivo non è soltanto valorizzare il patrimonio storico e monumentale di Padova, già riconosciuto a livello internazionale anche grazie ai cicli pittorici del Trecento inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ma affermare una vocazione contemporanea fondata sulla libertà di pensiero, sulla ricerca scientifica, sull’innovazione e sulla sperimentazione culturale.

Il dossier immagina Padova come un laboratorio europeo nel quale arte contemporanea, università, ricerca, formazione, architettura e spazio pubblico dialogano stabilmente. Tra gli obiettivi figurano la rigenerazione di nuovi luoghi dedicati al contemporaneo, l’ampliamento dell’accesso alla cultura, il coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso attività educative e di ricerca, il rafforzamento della cooperazione internazionale e la costruzione di un’eredità culturale destinata a produrre effetti duraturi sul territorio.

All’interno di questa strategia la Fondazione Alberto Peruzzo rappresenta uno dei partner principali del progetto. Il direttore della Fondazione, Marco Trevisan, ha contribuito allo sviluppo del dossier insieme al Comune di Padova, all’Università di Padova, alla Fondazione Chiara e Francesco Carraro, alla Fondazione Bano e a numerose realtà del terzo settore, del mondo produttivo e dell’accoglienza turistica. L’impostazione corale della candidatura riflette la convinzione che la cultura contemporanea possa diventare uno strumento di crescita civile oltre che artistica.

A guidare il progetto sarà una direzione artistica composta da tre figure di rilievo internazionale. Maurizio Cattelan, tra gli artisti italiani più influenti degli ultimi decenni, torna a confrontarsi con la città nella quale è nato dopo una lunga carriera sviluppata tra Bologna, Milano, New York e le principali istituzioni dell’arte contemporanea. Celebre per opere che mettono in discussione convenzioni, linguaggi e sistemi di potere, Cattelan porta nella candidatura un approccio fondato sulla libertà critica e sulla capacità dell’arte di generare dibattito pubblico.

Accanto a lui lavorerà Marta Papini, curatrice che ha dedicato gran parte della propria attività ai rapporti tra arte pubblica, partecipazione e territorio, mentre la dimensione internazionale sarà affidata a Myriam Ben Salah, curatrice franco-tunisina, direttrice della Renaissance Society di Chicago e curatrice del Padiglione francese alla Biennale Arte di Venezia del 2026. Insieme delineano una visione nella quale il contemporaneo non coincide soltanto con la produzione artistica, ma con la costruzione di nuove relazioni tra comunità, ricerca e spazio urbano.

Il progetto è sostenuto anche da un autorevole Comitato Scientifico formato da Cecilia Alemani, curatrice della Biennale Arte di Venezia del 2022, dal Cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, dalla rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli e dall’architetto Renzo Piano, senatore a vita e protagonista dell’architettura contemporanea mondiale. La presenza di competenze così diverse conferma la volontà di costruire un dialogo stabile tra arti visive, architettura, ricerca scientifica, educazione e riflessione sullo spazio pubblico.

Il coinvolgimento della Fondazione Alberto Peruzzo appare coerente con il percorso sviluppato negli ultimi decenni dal suo fondatore. La passione di Alberto Peruzzo per il collezionismo nasce alla fine degli anni Ottanta e si trasforma progressivamente in un progetto culturale orientato alla condivisione del patrimonio artistico. Un passaggio significativo avviene nel 2002 con la pubblicazione del monumentale volume Modern Art – Revolution and Painting, concepito come una sorta di museo in forma di libro, presentato l’anno successivo alla Fiera del Libro di Francoforte e recensito dal Financial Times.

L’evoluzione del progetto prosegue nel 2010 con l’acquisto dell’ex Chiesa di Sant’Agnese, edificio storico nel centro di Padova destinato a diventare la sede della futura Fondazione. Nel frattempo Peruzzo partecipa al recupero del Padiglione Italia della Biennale di Venezia attraverso la società Arzanà Navi, intervenendo nel restauro dell’edificio su invito della maison Louis Vuitton. Nel 2015 nasce ufficialmente la Fondazione Alberto Peruzzo e prende avvio il lungo restauro della chiesa, concluso nel 2023, che restituisce alla città un nuovo spazio espositivo dedicato all’arte moderna e contemporanea.

Oggi la Fondazione custodisce una collezione che attraversa oltre un secolo di storia dell’arte, comprendendo opere di maestri quali Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Pablo Picasso, Joan Miró, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Marc Chagall, Christo, Mimmo Paladino, Fabrizio Plessi, Takashi Murakami e molti altri protagonisti dell’arte internazionale. Le opere vengono esposte a rotazione negli spazi restaurati dell’ex Chiesa di Sant’Agnese, trasformata in un luogo aperto alla città e dedicato al dialogo tra collezionismo, ricerca e divulgazione culturale.

L’adesione della Fondazione Alberto Peruzzo alla candidatura di Padova rafforza così una visione condivisa della cultura come infrastruttura permanente dello sviluppo urbano. Non una semplice successione di eventi, ma un progetto che mette in relazione patrimonio storico, sperimentazione artistica, ricerca universitaria e partecipazione civica. In questa prospettiva la sfida per il titolo di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028 diventa anche l’occasione per ridefinire il ruolo dell’arte nella costruzione della città del futuro, facendo della collaborazione tra istituzioni e realtà culturali uno dei principali strumenti di innovazione sociale.


Da CULTURALIA <info@culturaliart.com> 
Articolo a cura della Redazione Experiences

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