
Il festival “Varcare la frontiera” propone un nuovo percorso esperienziale che attraversa il Porto Vecchio fino al Magazzino 26, dove l’installazione “Balena” di María Sánchez Puyade conclude il proprio dialogo con il Museo del Mare e con la storia della città.
Ci sono città che si comprendono osservandole dall’alto e altre che chiedono di essere percorse lentamente. Trieste appartiene a questa seconda categoria. Le sue piazze, il porto, le architetture e le lingue che vi si intrecciano raccontano una storia complessa che continua a rinnovarsi. È da questa idea di città vissuta nasce “Trieste Plurale”, un walking tour che unisce narrazione urbana e arte contemporanea.
Il prossimo 5 luglio 2026 Trieste diventa il teatro di un’esperienza che invita a leggere il paesaggio come un grande archivio di storie. Nell’ambito della tredicesima edizione del festival Varcare la frontiera, l’associazione Interferenze Cizerouno propone Trieste Plurale, un percorso guidato che parte da Piazza della Libertà, attraversa il Porto Vecchio e si conclude al Magazzino 26 con la visita all’installazione immersiva Balena dell’artista multimediale María Sánchez Puyade.
L’iniziativa si inserisce nella tradizione dei walking tour culturali che negli ultimi anni hanno trasformato il semplice atto del camminare in uno strumento di conoscenza. Non si tratta di visite guidate nel senso tradizionale del termine, ma di percorsi narrativi capaci di mettere in relazione urbanistica, storia, identità sociale e patrimonio culturale. Una modalità ormai consolidata in molte città europee, nella quale il visitatore diventa parte attiva dell’esplorazione e costruisce una relazione diretta con gli spazi attraversati.
A guidare il percorso sarà Francesca Pitacco, figura ormai riconosciuta nell’ambito dei progetti di narrazione urbana promossi da Cizerouno. Il suo itinerario accompagnerà i partecipanti attraverso alcuni dei luoghi più significativi della trasformazione contemporanea di Trieste, mettendo in luce il carattere cosmopolita della città, da sempre punto d’incontro tra culture, lingue e tradizioni differenti. La posizione geografica, al confine tra il mondo latino, quello germanico e quello slavo, ha infatti reso Trieste uno dei principali laboratori culturali dell’Europa centro-orientale fin dai tempi dell’Impero asburgico.
Il punto di partenza sarà Piazza della Libertà, storico accesso monumentale alla città per chi arrivava in treno o dal porto. Da qui il gruppo si muoverà verso il Porto Vecchio, oggi interessato da uno dei più importanti programmi italiani di rigenerazione urbana. Nato nel XIX secolo come infrastruttura strategica dell’Impero austro-ungarico, il Porto Vecchio – oggi Porto Vivo – rappresenta uno straordinario esempio di archeologia industriale affacciata sull’Adriatico. I suoi grandi magazzini in muratura, i moli e gli edifici tecnici raccontano una stagione in cui Trieste era il principale sbocco marittimo dell’Europa danubiana.
L’itinerario conduce fino al Magazzino 26, edificio simbolo di questo patrimonio recuperato, oggi sede di attività culturali e museali. Qui i partecipanti visiteranno Balena, installazione site-specific realizzata da María Sánchez Puyade, artista che sviluppa la propria ricerca attraverso linguaggi multimediali e pratiche partecipative. L’opera si presenta come una balena a grandezza naturale costruita in legno e rivestita da un intreccio di lana bianca, una presenza monumentale che occupa lo spazio espositivo trasformandolo in un ambiente immersivo.

L’installazione non si limita alla dimensione visiva. A completarne l’esperienza interviene una componente sonora costituita da una ballata composta dalla stessa artista. I testi, scritti in italiano, spagnolo e inglese, vengono interpretati dalla cantautrice triestina Irene Brigitte su musiche di Luca Ciut. La pluralità linguistica non rappresenta un semplice elemento formale, ma richiama la natura multiculturale di Trieste, città nella quale il dialogo tra idiomi diversi costituisce da secoli una componente essenziale dell’identità collettiva.
La scelta della balena possiede inoltre un forte valore simbolico. Nella storia dell’arte e della letteratura questo grande mammifero marino è stato spesso associato ai temi del viaggio, della memoria, dell’ignoto e del rapporto tra uomo e mare. In una città come Trieste, il cui sviluppo economico e culturale è indissolubilmente legato all’Adriatico, la sua presenza assume un significato ulteriore, evocando il mare non soltanto come spazio geografico ma come luogo di incontro, di attraversamento e di trasformazione.
La visita rappresenta anche l’atto conclusivo della prima edizione di FOCUS, manifestazione annuale promossa da Liberarti Associazione Culturale e dedicata agli artisti attivi in Friuli Venezia Giulia in dialogo con il patrimonio storico e territoriale della regione. Proprio il 5 luglio, alle ore 18, Balena terminerà infatti il proprio periodo espositivo al Museo del Mare, chiudendo un percorso che ha intrecciato arte contemporanea, spazio museale e riflessione sul paesaggio costiero.
L’iniziativa conferma una tendenza sempre più evidente nelle politiche culturali contemporanee: mettere in relazione il patrimonio storico con le pratiche artistiche del presente. Le opere non vengono più considerate elementi isolati all’interno di uno spazio espositivo, ma strumenti capaci di attivare nuove letture del territorio, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che intreccia conoscenza, partecipazione e scoperta.

In questo senso Trieste Plurale sintetizza efficacemente lo spirito di Varcare la frontiera, festival che da tredici edizioni riflette sul concetto di confine nelle sue molteplici declinazioni, geografiche, culturali e linguistiche. Camminare attraverso Trieste significa allora attraversare anche le molte identità che la città ha assunto nel corso dei secoli, cogliendo come il patrimonio materiale e quello immateriale continuino ancora oggi a dialogare.
La partenza del walking tour è fissata per le ore 10 da Piazza della Libertà. Il percorso ha una durata di circa sessanta minuti, cui segue la visita guidata all’installazione. La partecipazione prevede una quota di 15 euro ed è richiesta la prenotazione tramite l’indirizzo eventi@cizerouno.it. Più che una semplice escursione urbana, l’appuntamento propone un diverso modo di guardare Trieste: una città che continua a raccontarsi attraverso i suoi spazi, le sue memorie e le forme dell’arte contemporanea.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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