





La dodicesima edizione porta nel cuore della Marca Trevigiana protagonisti del jazz internazionale e italiano, affiancando ai concerti un intenso programma didattico dedicato alle nuove generazioni
Dal 7 all’11 luglio 2026 Castelfranco Veneto torna a essere uno dei principali punti di riferimento del jazz italiano. Concerti, masterclass, incontri, jam session e attività diffuse nel centro storico trasformano il festival in un laboratorio culturale aperto a musicisti, studenti e appassionati.
Non tutti i festival musicali riescono a coniugare spettacolo e formazione con la stessa efficacia. Il Castelfranco Veneto Jazz Festival, giunto alla sua dodicesima edizione, ha costruito nel tempo la propria identità proprio attorno a questo equilibrio. Dal 7 all’11 luglio 2026 la città veneta ospiterà cinque giornate di concerti, incontri e attività didattiche che vedranno protagonisti alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena jazz internazionale e nazionale, in un dialogo costante con gli studenti e con il territorio.
Diretto artisticamente dal trombettista Gianluca Carollo, il festival è organizzato dal Conservatorio di Musica “Agostino Steffani” e dal Comune di Castelfranco Veneto, con il sostegno della Regione Veneto e la collaborazione di numerose realtà culturali e imprenditoriali del territorio. Una formula che negli anni ha consolidato il ruolo della manifestazione come uno dei principali appuntamenti jazzistici del Nord Italia.
L’apertura del festival, martedì 7 luglio al Teatro Accademico, è affidata a una formazione che riunisce quattro autentiche icone del jazz contemporaneo: il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, il sassofonista statunitense Chris Potter, il contrabbassista Larry Grenadier e il batterista Eric Harland. Il progetto First Meeting rappresenta uno degli eventi di maggiore richiamo dell’intera manifestazione. Rubalcaba è considerato uno dei più influenti pianisti della sua generazione, mentre Potter, Grenadier e Harland figurano stabilmente tra i protagonisti della scena internazionale degli ultimi decenni. L’incontro tra questi musicisti promette un dialogo creativo che unisce modern jazz, improvvisazione avanzata e suggestioni latinoamericane.
La giornata inaugurale sarà preceduta dall’incontro Miles, The Last Concert, dedicato al centenario della nascita di Miles Davis. L’appuntamento assume un significato particolare per Castelfranco Veneto, che nel luglio del 1991 ospitò l’ultima esibizione italiana ed europea del grande trombettista americano, poche settimane prima della sua scomparsa. L’incontro, curato da Riccardo Brazzale con la partecipazione di Giuseppe “Momo” Mormile, offrirà l’occasione per ripercorrere una pagina significativa della storia del jazz contemporaneo.
Mercoledì 8 luglio il programma si sposta a Villa Barbarella. Nel Salone si esibirà in piano solo Yakir Arbib, musicista noto per la capacità di intrecciare linguaggio jazzistico e repertorio classico in un percorso di continua reinvenzione. In serata il Giardino della villa ospiterà il J&J Organ Trio guidato da Gianluca Carollo, con la partecipazione di Francesca Bertazzo, Mauro Ottolini e Michele Uliana. Il concerto, dedicato alla memoria del contrabbassista castellano Beppe Pilotto, attraverserà hard bop, swing, blues e latin jazz, confermando la vocazione trasversale del festival.
Particolarmente significativa è la presenza di Mauro Ottolini, tra i più originali musicisti italiani contemporanei. Il trombonista veronese sarà protagonista anche la sera successiva, giovedì 9 luglio, sul Sagrato del Duomo con l’Orchestra Ottovolante e la cantante Chiara Luppi. Il progetto propone una rilettura della musica italiana del dopoguerra attraverso le sonorità del jazz, dello swing, del mambo e del cha cha cha, recuperando una stagione musicale che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo del Paese.
Venerdì 10 luglio sarà invece la volta di Fabrizio Bosso. Considerato uno dei più importanti trombettisti europei della sua generazione, Bosso ha costruito una carriera caratterizzata da una straordinaria versatilità, capace di spaziare dal linguaggio bop alla musica popolare, dalle collaborazioni orchestrali ai progetti dedicati ai grandi maestri del jazz. A Castelfranco si presenterà con il suo quartetto, formazione che negli anni ha consolidato un repertorio fondato su swing, improvvisazione e dialogo collettivo.
La chiusura del festival, sabato 11 luglio al Teatro Accademico, sarà affidata a Maria Pia De Vito con Buarqueana. La cantante napoletana, figura centrale del jazz europeo, affronta in questo progetto il repertorio di Chico Buarque de Hollanda traducendone i testi in lingua napoletana. Il risultato è un incontro originale tra due tradizioni musicali accomunate da una forte componente ritmica e poetica. Samba e tammurriata, Brasile e Mediterraneo, convivono in una proposta che supera i confini geografici e linguistici.
Accanto ai concerti principali, il festival rinnova il format delle Notti Blu, introdotto nel 2024 e oggi diventato uno dei suoi segni distintivi. Nelle serate del 9 e 10 luglio il centro storico si animerà con esibizioni diffuse, appuntamenti musicali nei locali cittadini e le dirette radiofoniche de Il Jazzofono di Radio Café, trasformando l’intera città in un grande palcoscenico aperto.
L’aspetto più originale della manifestazione resta tuttavia il rapporto con la formazione musicale. Molti degli artisti ospiti saranno infatti coinvolti in masterclass e attività didattiche rivolte principalmente agli studenti del Conservatorio “Agostino Steffani”. In un’epoca in cui la trasmissione delle competenze artistiche avviene sempre più spesso attraverso percorsi informali e digitali, il confronto diretto tra giovani musicisti e grandi interpreti conserva un valore insostituibile.
A completare il programma saranno le jam session notturne curate dagli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio, il percorso pittorico con esposizioni e live painting dell’artista Walter Marin e gli spazi dedicati alla convivialità nel Giardino di Villa Barbarella. Elementi che contribuiscono a trasformare il festival in un’esperienza culturale diffusa, capace di coinvolgere pubblici differenti.
La dodicesima edizione del Castelfranco Veneto Jazz Festival conferma così una formula ormai consolidata: portare sul palco alcuni tra i più importanti protagonisti del jazz contemporaneo e, allo stesso tempo, creare occasioni di crescita, incontro e trasmissione del sapere musicale. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare la memoria di una tradizione che continua a rinnovarsi attraverso il dialogo tra generazioni.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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