
Una piattaforma italiana integra AI, cloud e data analytics per aiutare musei, gallerie e collezioni a trasformare il patrimonio artistico in un’esperienza digitale, accessibile e personalizzata. Il debutto avviene con la mostra dedicata ai Macchiaioli a Palazzo Reale di Milano.
L’innovazione nel mondo dell’arte non passa soltanto dai nuovi linguaggi creativi. Sempre più spesso riguarda il modo in cui le opere vengono raccontate, conservate e condivise con il pubblico. È in questo scenario che nasce ArtUP, una piattaforma sviluppata in Italia per accompagnare la trasformazione digitale delle istituzioni culturali e rendere l’esperienza di visita più coinvolgente e inclusiva.
La digitalizzazione del patrimonio culturale è ormai una delle principali sfide per musei, fondazioni e siti storici. Non si tratta semplicemente di trasferire cataloghi su supporti digitali, ma di ripensare il rapporto tra opere, istituzioni e visitatori attraverso strumenti capaci di integrare narrazione, analisi dei dati e intelligenza artificiale. È con questo obiettivo che nasce ArtUP, piattaforma sviluppata a Milano per la gestione delle collezioni artistiche e la realizzazione di esperienze digitali sia in presenza sia da remoto. Le caratteristiche del progetto e le modalità di utilizzo sono illustrate nel comunicato di presentazione.
Pensata per musei, gallerie, fondazioni, complessi religiosi e collezioni private, la piattaforma riunisce in un unico ambiente funzioni che normalmente richiedono strumenti differenti. Oltre alla catalogazione delle opere, consente di produrre audioguide multilingue attraverso l’intelligenza artificiale, progettare percorsi curatoriali, guidare il pubblico durante la visita e amministrare contemporaneamente più sedi espositive e più artisti. L’obiettivo è semplificare il lavoro dei professionisti della cultura senza rinunciare alla qualità della mediazione scientifica.
L’idea nasce dall’incontro tra competenze tecnologiche e conoscenza diretta del settore museale. Al progetto hanno infatti collaborato direttori di musei, curatori, galleristi e collezionisti, così da costruire uno strumento modellato sulle esigenze operative delle istituzioni culturali. Fondatore è Federico Bolondi, imprenditore che ha contribuito allo sviluppo dell’internet mobile europeo attraverso le esperienze di Gsmbox e Bitage; al suo fianco Paolo Barbesino, da oltre vent’anni impegnato nell’innovazione digitale dei servizi finanziari. Strategic Advisor è Marco Benatti, architetto di formazione, cofondatore di Matrix e ideatore del portale Virgilio, una delle prime grandi piattaforme dell’internet italiano.
Negli ultimi anni il concetto stesso di museo è profondamente cambiato. La definizione approvata dall’International Council of Museums (ICOM) nel 2022 descrive il museo come un’istituzione permanente che non soltanto conserva e ricerca, ma comunica, interpreta e favorisce la partecipazione delle comunità. In questo contesto le tecnologie digitali rappresentano un supporto sempre più importante per ampliare l’accessibilità e personalizzare la visita, senza sostituire il valore dell’esperienza diretta davanti all’opera.
ArtUP si inserisce proprio in questa evoluzione. La piattaforma abbina un dispositivo fisico, l’ArtUP Box, a un’applicazione universale. QR code, tecnologia NFC e beacon permettono al visitatore di ricevere automaticamente contenuti contestuali mentre si muove negli spazi espositivi. Audio, video, realtà aumentata, percorsi interattivi e sistemi di riconoscimento delle opere vengono così integrati in un’unica esperienza, adattabile all’identità grafica e curatoriale di ogni istituzione. La piattaforma è inoltre predisposta per dialogare con sistemi di biglietteria, e-commerce, NFT e strumenti di lead generation.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’utilizzo dei dati. Attraverso sistemi di analytics è possibile comprendere come i visitatori si muovono negli spazi, quali opere suscitano maggiore interesse e quali contenuti risultano più efficaci. Informazioni preziose sia per migliorare l’organizzazione delle esposizioni sia per sviluppare nuove strategie di valorizzazione del patrimonio culturale.
Secondo i dati diffusi dalla società, oltre il 30% dei visitatori coinvolti nelle prime sperimentazioni sceglie già percorsi personalizzati e ascolta più di dieci narrazioni audio durante la visita. L’obiettivo dichiarato è estendere ulteriormente questa modalità di fruizione attraverso strumenti di realtà aumentata e nuove forme di interazione tra pubblico e opere.
Il debutto operativo della piattaforma è avvenuto con la mostra I Macchiaioli, ospitata a Palazzo Reale di Milano. Per l’esposizione sono stati realizzati sedici audiocontenuti geolocalizzati in collaborazione con Audio Tales, dedicati al contesto storico del movimento pittorico. I racconti si attivano automaticamente quando il visitatore entra nelle diverse sale, attraverso QR code oppure mediante l’applicazione collegata ai beacon installati lungo il percorso. Sono disponibili itinerari differenziati, compreso uno dedicato ai ragazzi, e contenuti in lingua italiana e inglese.
La scelta di rendere disponibile gratuitamente la piattaforma per la gestione di un massimo di dieci opere in due lingue rappresenta un elemento significativo del progetto. L’Italia possiede infatti un patrimonio culturale estremamente diffuso, composto non soltanto da grandi musei ma anche da chiese, ville storiche, castelli, piccoli musei civici e collezioni locali che spesso dispongono di risorse economiche limitate. Un modello freemium può contribuire ad avvicinare queste realtà alla digitalizzazione senza richiedere investimenti iniziali particolarmente onerosi.
Il contesto economico conferma il crescente interesse verso questo settore. Secondo i dati riportati da Nomisma, il mercato dell’arte in Italia vale 1,36 miliardi di euro e ha generato nel 2023 un impatto economico complessivo di 3,86 miliardi. Su scala mondiale l’industria supera i 580 miliardi di dollari e il segmento specifico dell’arte digitale è destinato a raggiungere circa 17,7 miliardi di dollari entro il 2032. Parallelamente cresce l’impiego di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, sulla blockchain, sugli NFT e sulle esperienze immersive, tecnologie che stanno modificando tanto le modalità di fruizione quanto quelle di gestione e valorizzazione delle collezioni.
In questo scenario ArtUP propone una visione nella quale l’innovazione tecnologica non sostituisce il patrimonio artistico, ma ne amplia le possibilità di lettura e di accesso. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento al servizio della conoscenza, capace di supportare curatori e conservatori, migliorare l’esperienza dei visitatori e offrire nuove opportunità di valorizzazione a un patrimonio culturale diffuso che costituisce una delle principali ricchezze dell’Italia.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.






