Aleksandra Istorik porta sul Lago Maggiore il suo “Surrealismo Dorato”

Dal 16 al 30 luglio l’Hotel Villa e Palazzo Aminta di Stresa ospita la prima grande presentazione italiana della giovane artista russa naturalizzata spagnola. Tra opere inedite e sessioni di live painting, il progetto propone un percorso immersivo in cui luce, materia e simbolismo ridefiniscono il rapporto tra arte e paesaggio.

Più che una mostra, è un’esperienza costruita intorno a un’idea precisa: lasciare che siano le opere, il luogo e il gesto creativo a dialogare tra loro. Con “Surrealismo Dorato”, Aleksandra Istorik sceglie il Lago Maggiore come scenario di una ricerca che unisce suggestioni surrealiste, materiali preziosi e riflessioni sulla trasformazione interiore.


Ci sono artisti che espongono le proprie opere e altri che costruiscono un ambiente nel quale le opere acquistano un significato diverso. Aleksandra Istorik appartiene a questa seconda categoria. Per la sua prima grande presentazione italiana sceglie infatti di affidare un ruolo attivo non soltanto ai dipinti, ma anche al paesaggio del Lago Maggiore, alla luce naturale e al rapporto diretto con il pubblico. Dal 16 al 30 luglio, l’Hotel Villa e Palazzo Aminta di Stresa diventa così il teatro di “Surrealismo Dorato”, un progetto espositivo che supera il formato tradizionale della mostra per trasformarsi in un percorso immersivo tra arte contemporanea e natura.

L’artista, appena ventiseienne ma già presente in esposizioni internazionali tra Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Russia, Messico e Italia, propone una ricerca che trova nel Golden Surrealism, o Surrealismo Dorato, la propria cifra stilistica. Non si tratta di una semplice declinazione contemporanea del Surrealismo storico nato negli anni Venti attorno al Manifesto di André Breton, ma di un linguaggio personale che utilizza la dimensione onirica come strumento per riflettere su temi universali quali la libertà, l’amore, l’identità e la trasformazione individuale.

L’allestimento è pensato come un’esperienza visiva e sensoriale nella quale luce, simbolismo e materia dialogano costantemente con il contesto naturale. Affacciato sulle rive del Lago Maggiore, l’Hotel Villa e Palazzo Aminta non rappresenta soltanto una sede espositiva, ma parte integrante del progetto. Il paesaggio lacustre, con le sue variazioni luminose e atmosferiche, amplifica infatti il carattere contemplativo delle opere, creando una relazione continua tra ambiente, architettura e pittura.

Uno degli elementi distintivi della ricerca di Istorik è l’impiego della foglia d’oro, affiancata ad acrilici, oli e pigmenti dalle tonalità metalliche. Nella storia dell’arte l’oro ha rappresentato per secoli il simbolo della dimensione spirituale, dalle icone bizantine ai fondi oro della pittura medievale italiana fino alle sperimentazioni della Secessione Viennese con Gustav Klimt. Nelle opere dell’artista assume invece una funzione diversa: non richiama soltanto il prezioso, ma diventa metafora della duplice natura dell’esistenza, sospesa tra forza e vulnerabilità, ricchezza interiore e fragilità umana. È proprio questa tensione a caratterizzare il suo linguaggio, che invita lo spettatore a interrogarsi sul valore delle proprie scelte e sul significato della trasformazione personale.

A rendere ancora più dinamica l’esposizione saranno le sessioni di live painting, previste il 17, 19, 21, 23, 26, 27 e 29 luglio. Il pubblico potrà assistere alla nascita di nuove opere direttamente nei giardini della villa, seguendo il processo creativo dell’artista in tempo reale. Una scelta che sposta l’attenzione dal solo risultato finale al gesto pittorico, trasformando la creazione in un momento condiviso e restituendo alla pratica artistica una dimensione performativa che negli ultimi decenni ha assunto un ruolo sempre più significativo nel panorama dell’arte contemporanea.

La vicenda personale di Aleksandra Istorik contribuisce a definire il carattere internazionale della sua ricerca. Nata a San Pietroburgo, si trasferisce in Spagna all’età di tredici anni, dove prosegue gli studi fino alla laurea in Belle Arti presso il Politecnico di Valencia, dopo una formazione iniziata all’Accademia delle Arti della città russa. Nel 2021 fonda a Valencia una propria galleria, spazio dedicato non soltanto alle sue opere, ma anche alla promozione di artisti provenienti da differenti Paesi e attivi in linguaggi espressivi diversi, dalla pittura alla scultura, dal collage all’acquerello. Una scelta che riflette una precisa idea di apertura culturale e di sostegno alla scena artistica internazionale.

Nel racconto autobiografico che accompagna la mostra emerge anche la determinazione con cui ha costruito il proprio percorso professionale. Dopo avere incontrato numerose difficoltà nell’accesso al sistema delle gallerie, spesso legate alla giovane età, alla provenienza e alla condizione femminile, Istorik ha deciso di creare uno spazio autonomo nel quale sviluppare contemporaneamente il ruolo di artista e quello di gallerista. Una scelta imprenditoriale che testimonia come, nel sistema dell’arte contemporanea, la produzione culturale e la capacità di costruire reti internazionali siano sempre più strettamente connesse.

Con “Surrealismo Dorato”, il pubblico italiano ha l’occasione di conoscere una ricerca ancora giovane ma già definita, che unisce formazione accademica, apertura internazionale e sperimentazione tecnica. Il dialogo tra pittura, paesaggio e performance rende la tappa di Stresa non soltanto una mostra, ma un’occasione per riflettere sul modo in cui l’arte contemporanea può trasformare un luogo in un’esperienza di partecipazione e di percezione condivisa.


Da melina cavallaro free trade <melina@freetrade.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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