Diversi universi, un solo linguaggio: l’arte come esperienza condivisa

Il Premio Sinestesie seleziona 72 opere per la quinta edizione dedicata al tema del Multiverso. La mostra e il catalogo critico saranno tra gli appuntamenti di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026

L’arte come attraversamento di mondi possibili, capace di mettere in relazione percezione, immaginazione e ricerca contemporanea. La quinta edizione del Premio Sinestesie conferma la propria vocazione interdisciplinare con una selezione di 72 opere che confluiranno nella mostra “Diversi Universi”, in programma all’Aquila nel novembre 2026.


Il Premio Sinestesie, promosso dall’Associazione aquilana Fuoriscala da oltre vent’anni alimenta un confronto continuo tra linguaggi artistici differenti, favorendo l’incontro tra ricerca, sperimentazione e partecipazione. La quinta edizione, significativamente inserita nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, rappresenta uno dei momenti più importanti della sua storia, riaffermando il ruolo dell’arte come strumento di conoscenza e di dialogo con il presente.
Al termine di una lunga campagna di promozione del bando a livello nazionale, la giuria – composta da studiosi, curatori, professionisti e personalità del mondo dell’arte e della ricerca – ha selezionato 72 opere tra le centinaia di candidature pervenute. I lavori appartengono alle cinque sezioni previste dal concorso – pittura, grafica, scultura e installazione, fotografia e video – e condividono una riflessione sul tema scelto per questa edizione, “Diversi Universi”, interpretato attraverso il concetto di Multiverso e della sinestesia come possibilità di attraversare dimensioni percettive differenti.

Il riferimento alla sinestesia non è soltanto un espediente poetico. In ambito artistico il termine indica la capacità di mettere in relazione sensazioni appartenenti a sfere percettive diverse, trasformando il dialogo tra vista, suono, materia e movimento in un linguaggio creativo. Dalle sperimentazioni simboliste di fine Ottocento alle avanguardie storiche del Novecento, fino alle pratiche multimediali contemporanee, la sinestesia è divenuta uno degli strumenti attraverso cui l’arte ha cercato di superare i confini tradizionali tra le discipline. Il Premio Sinestesie raccoglie questa eredità proponendo il Multiverso come metafora della pluralità delle esperienze, delle identità e delle possibilità interpretative offerte dall’arte contemporanea.

Le opere selezionate saranno raccolte nel catalogo critico della manifestazione e costituiranno il nucleo della mostra collettiva “Diversi Universi”, prevista per il mese di novembre 2026. L’esposizione sarà allestita nella Sala Baiocco, raffinato ambiente liberty della fine dell’Ottocento recentemente restituito alla città grazie a un accurato intervento di restauro. La riapertura dello spazio, resa possibile dalla collaborazione con l’Associazione L’Aquila Young, assume un valore simbolico nel contesto dell’anno dedicato alla Capitale Italiana della Cultura: un edificio storico torna infatti a vivere come luogo di produzione culturale contemporanea. Durante l’inaugurazione saranno inoltre proclamati i vincitori delle cinque sezioni, assegnati i premi in denaro e presentato il catalogo edito dall’Associazione Fuoriscala.

La scelta della Sala Baiocco non rappresenta soltanto una soluzione espositiva. Il dialogo tra un ambiente appartenente alla stagione della Belle Époque e le ricerche dell’arte contemporanea riflette una delle caratteristiche più interessanti delle politiche culturali dell’Aquila negli ultimi anni: valorizzare il patrimonio storico attraverso nuovi usi, facendo convivere tutela, memoria e sperimentazione. In questa prospettiva la candidatura a Capitale Italiana della Cultura non si traduce esclusivamente in una successione di eventi, ma diventa occasione per rafforzare il rapporto tra identità urbana e produzione artistica.

Il Premio Sinestesie si inserisce pienamente in questa visione. Nato oltre vent’anni fa, ha progressivamente consolidato un modello che considera l’arte uno spazio di incontro fra discipline, sensibilità e comunità differenti. L’obiettivo dichiarato non è soltanto offrire visibilità agli artisti emergenti e affermati, ma costruire percorsi realmente inclusivi, capaci di ampliare lo sguardo sul contemporaneo e di favorire il dialogo tra pratiche espressive diverse. La stessa articolazione del concorso, aperta a pittura, grafica, installazione, fotografia e video, testimonia la volontà di interpretare la complessità della ricerca artistica attuale senza rigide suddivisioni disciplinari.

La qualità della selezione emerge anche dall’ampia rappresentanza delle cinque sezioni. La pittura continua a costituire il nucleo numericamente più consistente, affiancata da installazioni e opere scultoree che riflettono la crescente attenzione verso pratiche ambientali e partecipative. Fotografia e video confermano invece il ruolo centrale delle immagini in movimento e dei linguaggi digitali nella ricerca contemporanea, mentre la grafica mantiene viva una tradizione progettuale che continua a rinnovarsi attraverso nuovi strumenti e nuove sensibilità.

L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune dell’Aquila, oltre che di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, e del sostegno di numerose istituzioni culturali, tra cui MAXXI L’Aquila, Fondazione Carispaq, Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema sede Abruzzo, L’Aquila Young, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e Banca BCC L’Aquila. Una rete che conferma come il progetto abbia ormai assunto una dimensione stabile nel panorama artistico nazionale.

Con Diversi Universi, il Premio Sinestesie propone dunque una riflessione che supera il semplice concorso artistico. La pluralità dei linguaggi, la valorizzazione di uno spazio storico restituito alla città e il coinvolgimento di istituzioni culturali e scientifiche convergono in un progetto che interpreta l’arte contemporanea come esperienza condivisa e come strumento di relazione. In un tempo segnato dalla frammentazione delle prospettive, la mostra invita a considerare il multiverso non come fuga dalla realtà, ma come metafora della ricchezza delle visioni che l’arte è ancora capace di generare.


Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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