
Il 52° Incontro Nazionale dei Madonnari introduce due importanti novità: per la prima volta gli artisti lavoreranno per due notti consecutive e il sagrato sarà preparato con una tecnica ispirata agli studi di Kurt Wenner. Un’edizione dedicata a San Francesco che conferma Grazie di Curtatone come capitale internazionale dell’arte madonnara.
Le opere dei madonnari nascono sapendo di essere destinate a scomparire. È proprio questa fragilità a renderle uniche: ogni Ferragosto il sagrato del Santuario delle Grazie diventa un laboratorio a cielo aperto nel quale tradizione, ricerca tecnica e partecipazione popolare continuano a reinventare una delle più affascinanti forme di arte effimera italiana.
Esistono manifestazioni nelle quali il valore dell’opera coincide con il momento della sua creazione. L’Incontro Nazionale dei Madonnari di Grazie di Curtatone appartiene a questa categoria: un evento in cui il pubblico non osserva semplicemente un risultato finale, ma assiste alla nascita dell’immagine, seguendone ogni fase fino al completamento. L’edizione 2026, la cinquantaduesima, introduce due significative innovazioni che rafforzano ulteriormente il carattere internazionale della manifestazione e ne confermano il ruolo di punto di riferimento per l’arte madonnara contemporanea.
Inserito nel programma dell’Antichissima Fiera delle Grazie, che nel 2025 ha celebrato i suoi seicento anni di storia, l’Incontro rappresenta da oltre mezzo secolo uno degli appuntamenti più importanti dedicati ai pittori di strada. Sul sagrato del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, ogni Ferragosto centinaia di metri quadrati di asfalto si trasformano in una galleria d’arte temporanea, popolata da opere realizzate esclusivamente con gessetti colorati. È una tradizione che affonda le proprie radici nelle antiche pratiche dei madonnari itineranti, artisti popolari che fin dal XVI secolo decoravano piazze e sagrati con immagini sacre, vivendo delle offerte dei fedeli.
La prima novità dell’edizione 2026 riguarda proprio il tempo della creazione. Per la prima volta gli artisti inizieranno a lavorare già nel pomeriggio di giovedì 13 agosto, subito dopo la tradizionale benedizione dei gessetti prevista alle ore 18, proseguendo fino a sabato 15 agosto. Saranno quindi due le notti dedicate alla realizzazione delle opere, anziché una soltanto. La decisione, voluta dall’Amministrazione comunale di Curtatone, consentirà ai visitatori di osservare con maggiore continuità l’evoluzione dei dipinti e offrirà agli artisti condizioni di lavoro migliori, grazie alle temperature più miti delle ore serali e notturne. Il sagrato diventerà così un grande atelier all’aperto, nel quale il processo creativo acquisterà un ruolo ancora più centrale rispetto al passato.

La seconda innovazione riguarda invece la qualità tecnica delle opere. Il fondo stradale sarà preparato con uno speciale trattamento superficiale ispirato agli studi di Kurt Wenner, artista statunitense considerato uno dei maggiori innovatori della moderna street painting e tra i pionieri dell’anamorfosi tridimensionale su pavimentazione urbana. La miscela, ottenuta combinando pasta bituminosa, sapone di Marsiglia e colla da parati, rende l’asfalto più uniforme e compatto, migliorando l’adesione dei pigmenti e la brillantezza cromatica dei pastelli. Non si tratta di un semplice accorgimento tecnico, ma dell’applicazione di ricerche che testimoniano come anche un’arte profondamente legata alla tradizione continui a evolversi attraverso il confronto con la sperimentazione contemporanea.
L’interesse per questi aspetti scientifici sarà approfondito anche in occasione di un convegno internazionale dell’AIC, previsto a Firenze il 3 e 4 settembre, grazie al contributo di Paola Artoni, direttrice del Museo dei Madonnari, e dello storico dell’arte Paolo Bertelli, che porteranno all’attenzione della comunità scientifica gli studi sviluppati a partire dall’esperienza di Grazie.
L’edizione 2026 è dedicata al tema “Il messaggio di San Francesco nei colori dei Madonnari”, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, ricorrenza che sarà celebrata in tutta Italia. L’immagine ufficiale della manifestazione, realizzata dalla maestra madonnara bergamasca Giulia Monzani, vincitrice dell’edizione 2025, propone una sintesi iconografica di forte valore simbolico. San Francesco rivolge lo sguardo alla Vergine delle Grazie mentre stringe tra le mani i gessetti dei madonnari, creando un ideale passaggio tra spiritualità francescana e arte popolare. Attorno ai protagonisti compaiono il fiore di loto, emblema del territorio, gli elementi naturalistici del Parco del Mincio, un airone che richiama la Predica agli uccelli e il profilo del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, da oltre cinquant’anni teatro della manifestazione.
La vocazione internazionale dell’evento continua nel frattempo a consolidarsi. Nelle ultime edizioni oltre il 20% dei partecipanti è arrivato dall’estero, confermando Grazie come uno dei principali punti di riferimento mondiali dell’arte madonnara. Una forma espressiva che può essere considerata una particolare declinazione della street art, ma che conserva una propria identità storica: nasce nello spazio pubblico, dialoga direttamente con la comunità e accetta come parte integrante della propria poetica la scomparsa dell’opera. La pioggia, il passaggio delle persone e il trascorrere del tempo cancellano inevitabilmente i disegni, lasciando però intatta la memoria dell’esperienza condivisa.
È proprio questa dimensione effimera a rendere l’Incontro Nazionale dei Madonnari un caso quasi unico nel panorama europeo. Per tre giorni il sagrato del Santuario diventa un museo senza pareti, nel quale ogni immagine nasce davanti agli occhi del pubblico e vive soltanto per il tempo necessario a raccontare una storia. L’edizione 2026 conferma questa vocazione, dimostrando come innovazione tecnica, ricerca artistica e tradizione popolare possano convivere senza alterare l’identità di una manifestazione che continua a fare della strada il proprio spazio creativo e della partecipazione collettiva il suo autentico patrimonio culturale.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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