
L’artista statunitense inaugura con un concerto speciale la ventottesima edizione del festival padovano. Un viaggio tra i grandi successi della sua carriera, i classici del soul e dell’R&B e i racconti di una vita vissuta accanto ad alcune delle figure più importanti della musica internazionale.
Prima ancora dell’avvio ufficiale del Padova Jazz Festival 2026, il Gran Teatro Geox accoglierà una protagonista assoluta della scena musicale internazionale. Amii Stewart porterà a Padova uno spettacolo che unisce concerto e narrazione, ripercorrendo una carriera capace di attraversare epoche e generazioni.
Ci sono artisti che riescono a trasformare il proprio repertorio in un racconto sempre attuale. Amii Stewart è l’esempio lampante. Sabato 10 ottobre sarà infatti la protagonista dell’anteprima della ventottesima edizione del Padova Jazz Festival, regalando al pubblico del Gran Teatro Geox uno spettacolo che anticipa l’apertura ufficiale della manifestazione, in programma dal 22 ottobre all’8 novembre 2026. L’appuntamento costituisce il primo momento pubblico del festival, in attesa della presentazione del cartellone completo.
Nata a Washington D.C. e formatasi artisticamente tra danza, teatro musicale e canto, Amii Stewart ha costruito una carriera internazionale caratterizzata da una straordinaria versatilità. Il successo arrivò nel 1979 con “Knock on Wood”, reinterpretazione del celebre brano soul scritto da Eddie Floyd e Steve Cropper nel 1966. La versione della cantante americana trasformò il pezzo in uno dei simboli della disco music internazionale, raggiungendo il primo posto nelle classifiche statunitensi e britanniche e conquistando anche il Grammy Award come miglior interpretazione vocale femminile R&B. Da allora la sua voce, potente e riconoscibile, è rimasta una presenza costante nel panorama musicale internazionale.

L’Italia occupa un posto particolare nel percorso artistico della Stewart. A partire dagli anni Ottanta il suo legame con il nostro Paese si è consolidato attraverso collaborazioni, produzioni discografiche e partecipazioni televisive che l’hanno resa una delle interpreti straniere più amate dal pubblico italiano. Tra i momenti più ricordati figurano il successo di “Friends”, la partecipazione al Festival di Sanremo con “Grazie perché”, interpretata insieme a Gianni Morandi, e numerose collaborazioni che hanno contribuito a definire il suo profilo artistico anche oltre l’universo della disco music.
Il concerto padovano proporrà una rilettura della sua carriera attraverso un programma che alterna grandi successi personali e omaggi ai protagonisti della musica afroamericana. Accanto a “Knock on Wood”, “Friends”, “Try Love”, “Grazie perché” e “Love Ain’t No Toy”, il pubblico ascolterà nuove interpretazioni di pagine fondamentali del soul e dell’R&B come “Ain’t Nobody” di Chaka Khan, “Use Me” di Bill Withers, “Sexual Healing” di Marvin Gaye e “I Wanna Be Your Lover” di Prince. Lo spettacolo comprenderà inoltre composizioni più recenti come “Mama”, “Funk” e il singolo “Grace”, nel quale emerge una dimensione più personale e contemporanea della cantante.
A rendere l’esibizione diversa da un tradizionale concerto sarà anche il carattere narrativo dello spettacolo. Tra un brano e l’altro Amii Stewart condividerà ricordi e aneddoti della propria esperienza artistica, riportando il pubblico dentro alcune delle collaborazioni che hanno segnato la sua lunga carriera. Tra queste, il rapporto con Mike Francis, con il quale incise la celebre “Together”, uno dei brani simbolo del pop italiano degli anni Ottanta, e quello con Ennio Morricone, il compositore che ha ridefinito il linguaggio della musica per il cinema attraverso oltre cinquecento colonne sonore e un’eredità artistica riconosciuta in tutto il mondo.
Sul palco del Gran Teatro Geox la cantante sarà accompagnata da una formazione composta da Paolo Paracchini al basso, Dario Tanghetti alle percussioni, Riccardo Del Togno alle tastiere, Giuseppe Tringali alla batteria e Jeanne Hadley alla chitarra e ai cori. Una band costruita per valorizzare una vocalità che, pur attraversando repertori differenti, continua a conservare l’energia espressiva delle origini e una notevole capacità interpretativa.
L’anteprima conferma la vocazione del Padova Jazz Festival a proporre un dialogo aperto tra il jazz e gli altri linguaggi della musica contemporanea. Nato alla fine degli anni Novanta e divenuto uno degli appuntamenti più consolidati del panorama italiano, il festival ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte artistico, ospitando interpreti provenienti dal jazz, dal soul, dal blues, dal funk e dalla world music. Questa apertura riflette la natura stessa del jazz, linguaggio che fin dalle origini ha costruito la propria identità attraverso l’incontro fra culture, tradizioni e forme musicali differenti.
L’edizione 2026 è organizzata dall’Associazione Culturale Miles, presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova, l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto e con il sostegno del Ministero della Cultura. L’anteprima con Amii Stewart rappresenta così non soltanto un concerto di prestigio, ma anche l’inizio di un percorso che, come da tradizione, farà di Padova uno dei principali punti d’incontro per la musica improvvisata e per le sue continue contaminazioni con le grandi espressioni della cultura musicale internazionale.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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