Cavana Stories, memoria notturna nei vicoli amati da James Joyce

Il tour ideato da Cizerouno conduce ancora una volta nel cuore della Cittavecchia, tra letteratura, storia urbana e memoria popolare. Un itinerario che restituisce al quartiere di Cavana la sua identità più autentica, intrecciando le pagine di Joyce, Saba e molti altri protagonisti della cultura triestina.

Passeggiare per Cavana significa attraversare una città che continua a raccontarsi. Il nuovo appuntamento di Cavana Stories invita il pubblico a riscoprire uno dei quartieri più ricchi di stratificazioni storiche di Trieste, dove la letteratura incontra la memoria collettiva e ogni vicolo conserva tracce di un passato ancora vivo.


Le città custodiscono spesso una geografia invisibile, fatta di ricordi, incontri e racconti che sopravvivono ben oltre le trasformazioni urbanistiche. A Trieste questo patrimonio continua a emergere con particolare forza nel quartiere di Cavana, dove la storia della città si intreccia con quella di alcuni fra i maggiori protagonisti della letteratura europea. È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo appuntamento di Cavana Stories, in programma giovedì 23 luglio alle ore 21, quarto incontro dell’edizione 2026 e trentanovesimo tour promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa conduce ancora una volta tra le strade della Cittavecchia, là dove James Joyce ambientò parte delle proprie esperienze triestine e dove maturò alcune intuizioni destinate a confluire nella sua produzione letteraria. Lo scrittore irlandese visse infatti a Trieste per oltre un decennio, tra il 1904 e il 1920, insegnando inglese, scrivendo racconti e lavorando ai primi capitoli dell’Ulisse. La città rappresentò per lui molto più di una semplice residenza: fu un laboratorio umano e culturale nel quale entrarono in contatto lingue, commerci, nazionalità e culture differenti, elementi che sarebbero diventati fondamentali nella sua poetica.

Il percorso proposto da Cavana Stories prende spunto proprio dalla celebre definizione di “night town”, con cui Joyce evocava l’universo notturno del quartiere, fatto di osterie, locali, marinai, commercianti e figure ai margini della società. Ancora oggi quella memoria è richiamata da uno dei neon del progetto artistico Doublin’, installato su Palazzo Morpurgo in via della Pescheria, che restituisce simbolicamente al quartiere uno dei suoi soprannomi più celebri.

Dal suo avvio, nel giugno 2019, il progetto ha coinvolto oltre 889 partecipanti, trasformando una semplice visita guidata in un’esperienza narrativa che unisce ricerca storica e racconto teatrale. Attraverso la voce di Francesca Pitacco, il pubblico incontra personaggi reali e letterari che hanno contribuito a costruire l’identità di Cavana: Zeno Cosini, protagonista della Coscienza di Zeno di Italo Svevo, le poesie di Umberto Saba, i ricordi dello scrittore Pino Roveredo, le pagine dedicate a Trieste dalla storica e narratrice tedesca Ricarda Huch, fino ai personaggi popolari che popolano la memoria del quartiere, come la Muta, la Fernanda, la Zingara e la Francese.

L’itinerario permette anche di osservare Cavana da una prospettiva storica meno conosciuta. Prima dell’importante riqualificazione urbana avviata negli ultimi decenni del Novecento, il quartiere era considerato una delle aree più vivaci e controverse della città. Durante il periodo del Governo Militare Alleato, che amministrò Trieste tra il 1945 e il 1954, questa parte della città era classificata come “Out of Bounds”, cioè interdetta ai militari alleati per ragioni disciplinari, a testimonianza della fama che il quartiere aveva assunto come centro della vita notturna cittadina.

La storia di Cavana, tuttavia, affonda le proprie radici molto più indietro nel tempo. Situata ai piedi del colle di San Giusto, l’area conserva ancora oggi l’impianto urbano della Trieste medievale e moderna. Nei secoli è stata sede di consolati, abitazioni di pescatori, botteghe artigiane e locande frequentate da mercanti provenienti da tutto il Mediterraneo. Questa straordinaria stratificazione sociale e culturale ha trasformato il quartiere in un luogo privilegiato per artisti, scrittori e intellettuali, che vi hanno trovato un osservatorio unico sulla vita quotidiana della città.

Il percorso si conclude davanti al suggestivo Arco di Riccardo, monumento romano risalente al I secolo a.C., dove la memoria storica si intreccia con quella popolare attraverso i ricordi del terrano e dell’opollo di Lissa e con la poesia “Cavana”, composta da Claudio Grisancich come omaggio al progetto e ai suoi partecipanti. In questo finale simbolico convivono la Trieste romana, quella asburgica e quella contemporanea, unite da una narrazione che restituisce continuità alla storia della città.

Anche il mondo digitale contribuisce oggi alla conservazione di questo patrimonio. Parte delle storie raccolte negli anni è infatti disponibile sul sito dedicato a Cavana Stories, estendendo il racconto oltre la passeggiata e trasformando la memoria urbana in un archivio accessibile a tutti. In un’epoca in cui il turismo culturale tende sempre più a privilegiare esperienze autentiche e partecipative, iniziative come questa mostrano come il racconto dei luoghi possa diventare uno strumento efficace di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Il tour prenderà il via alle ore 21 con ritrovo davanti alla Farmacia “Al Redentore” in piazza Cavana. La partecipazione prevede una quota di 15 euro, con pagamento sul posto, ed è riservata a chi effettua la prenotazione preventiva tramite posta elettronica. Il percorso non presenta particolari difficoltà ed è consigliato a un pubblico dai dodici anni in su.


Da info <info@cizerouno.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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