Al Museo della Grafica di Pisa la creatività incontra la scienza

Le opere vincitrici di sei edizioni del concorso promosso dal CIRSEC dell’Università di Pisa raccontano il cambiamento climatico attraverso illustrazioni e racconti. Una mostra che affida alle nuove generazioni il compito di trasformare la consapevolezza ambientale in linguaggio creativo.

Dal 27 luglio al 2 agosto 2026 il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi ospita per la prima volta tutte le opere premiate dal concorso del CIRSEC dedicato ai cambiamenti climatici. L’esposizione testimonia come arte, ricerca scientifica ed educazione possano dialogare per costruire una nuova cultura della sostenibilità.


La crisi climatica non si misura soltanto attraverso dati, modelli previsionali o rapporti scientifici. Esiste un altro modo per comprenderla: osservare come viene immaginata, raccontata e rappresentata da chi vivrà più a lungo le sue conseguenze. È da questa prospettiva che nasce Il clima attraverso gli occhi dei giovani, la mostra allestita dal 27 luglio al 2 agosto 2026 al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi di Pisa, dove per la prima volta vengono riunite le opere vincitrici delle sei edizioni del Concorso di comunicazione e creatività sul tema dei cambiamenti climatici, promosso dal Centro Interdipartimentale per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico (CIRSEC) dell’Università di Pisa.

L’iniziativa nasce dall’attività del CIRSEC, centro che riunisce competenze provenienti da numerosi dipartimenti dell’Ateneo pisano per sviluppare ricerca, alta formazione e divulgazione sui temi del cambiamento climatico, della sostenibilità e della resilienza dei sistemi naturali e antropici. Il suo approccio interdisciplinare affronta gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi, sull’agricoltura, sulla salute, sulle città e sul territorio, promuovendo un confronto costante tra comunità scientifica, istituzioni, scuole e società civile.

All’interno di questa attività si colloca il concorso, rivolto alle studentesse e agli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado. Giunto nel 2026 alla sesta edizione, il progetto invita i giovani a confrontarsi con una delle questioni decisive del nostro tempo attraverso due linguaggi complementari: la narrativa e l’illustrazione. La scelta non è casuale. Da sempre le immagini e i racconti rappresentano strumenti privilegiati per trasformare conoscenze complesse in esperienze condivise, capaci di suscitare emozione, riflessione e partecipazione.

Le opere selezionate dimostrano quanto la sensibilità artistica possa dialogare con la conoscenza scientifica. I cambiamenti climatici vengono interpretati attraverso metafore visive, racconti distopici, immagini simboliche e visioni del futuro che traducono dati e fenomeni ambientali in esperienze umane. Il risultato è un percorso nel quale la creatività diventa uno strumento di comunicazione scientifica, senza rinunciare alla forza evocativa propria dell’arte.

Negli ultimi decenni il rapporto tra arte e ambiente ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito culturale internazionale. Dalla Land Art degli anni Sessanta e Settanta fino alle più recenti pratiche dell’eco-art e dell’arte partecipativa, numerosi artisti hanno utilizzato il linguaggio creativo per riflettere sull’equilibrio tra uomo e natura, sulla fragilità degli ecosistemi e sulle responsabilità collettive nei confronti del pianeta. La mostra pisana si inserisce in questa prospettiva, scegliendo però un punto di vista originale: affidare la narrazione ai giovani, chiamati non soltanto a descrivere una crisi, ma anche a immaginare possibili scenari di cambiamento.

Ogni edizione del concorso ha premiato gli elaborati migliori attraverso un riconoscimento che va oltre il valore simbolico: l’esonero dal contributo di immatricolazione all’Università di Pisa. Un incentivo concreto che sottolinea il legame tra merito, formazione e cittadinanza attiva, incoraggiando i partecipanti a proseguire il proprio percorso di studi e a coltivare la capacità di coniugare sapere scientifico e creatività.

L’esposizione propone un itinerario che attraversa sei anni di produzione creativa, dal 2021 al 2026, offrendo una panoramica sull’evoluzione delle sensibilità e delle modalità narrative con cui gli studenti hanno affrontato il tema climatico. I titoli stessi delle opere restituiscono l’ampiezza delle prospettive: da Paint your future a Dead Scientists Society, da Lacrime di Ghiaccio a GenerAzioni, fino ai lavori più recenti come La divina ecologia, Too late, (IN) NO TIME, L’albero della scelta e Custode di un mondo cinico. Ciascun elaborato rappresenta una diversa interpretazione del rapporto tra uomo, ambiente e futuro, componendo un mosaico di linguaggi e sensibilità provenienti da istituti scolastici della Toscana.

Il Museo della Grafica, ospitato nello storico Palazzo Lanfranchi sul Lungarno Galileo Galilei, si conferma così uno spazio nel quale il patrimonio culturale dialoga con le questioni del presente. La scelta di accogliere una mostra dedicata alla comunicazione del cambiamento climatico testimonia la crescente attenzione delle istituzioni museali verso temi che coinvolgono direttamente la società contemporanea, trasformando il museo in un luogo di confronto tra ricerca, educazione e partecipazione pubblica.

Con questa iniziativa il CIRSEC ribadisce il proprio impegno nella diffusione della cultura della sostenibilità, riconoscendo alle nuove generazioni un ruolo centrale nella costruzione di una maggiore consapevolezza ambientale. La mostra non propone soluzioni semplici né messaggi rassicuranti: invita piuttosto a osservare il cambiamento climatico attraverso gli occhi di chi lo interpreta con gli strumenti della creatività, dimostrando che l’arte può diventare un linguaggio capace di rendere più vicine e comprensibili le grandi sfide del nostro tempo. In questo dialogo tra scienza e immaginazione risiede forse il valore più profondo dell’iniziativa: ricordare che ogni trasformazione culturale nasce innanzitutto dalla capacità di immaginare un futuro diverso.


Da Elena Profeti <elena.profeti@unipi.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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