Flying Racquets: fotografa il tennis come un laboratorio di innovazione sociale

A Trieste la mostra di Ray Giubilo amplia il proprio percorso espositivo con l’integrazione di “Amica”, un sistema intelligente per l’assistenza domiciliare. Arte fotografica e tecnologia si incontrano per raccontare come l’innovazione possa migliorare concretamente la qualità della vita, senza rinunciare al valore dell’esperienza umana.

Fino al 20 settembre 2026 il Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste ospita un nuovo capitolo della mostra “Flying Racquets”. Accanto alle immagini del fotografo Ray Giubilo, un’installazione interattiva dimostra come i sensori intelligenti possano diventare strumenti di cura, prevenzione e autonomia per le persone fragili.


Una fotografia può fermare un istante irripetibile, ma può anche diventare il punto di partenza per immaginare il futuro. Accade a Trieste, dove la mostra Flying Racquets, dedicata all’opera del fotografo Ray Giubilo, si arricchisce di un’installazione che mette in dialogo linguaggi apparentemente lontani: quello dell’arte fotografica e quello delle tecnologie assistive. Il risultato è un percorso nel quale l’immagine non si limita più a essere osservata, ma diventa un’esperienza interattiva capace di raccontare il valore dell’innovazione applicata alla vita quotidiana.
Allestita fino al 20 settembre 2026 al Magazzino 26 – Sala Leonor Fini del Porto Vecchio di Trieste, l’esposizione introduce infatti “Amica”, l’Assistente al Monitoraggio Intelligente per la Cura dell’Anziano, un sistema di domotica assistenziale progettato per monitorare le attività quotidiane delle persone fragili, individuare situazioni di rischio e attivare caregiver e centrali operative soltanto quando necessario. La presenza di questa tecnologia trasforma la visita in un’occasione per riflettere sul rapporto tra cultura, ricerca scientifica e benessere sociale.

L’interazione prende forma davanti a una delle immagini simbolo della mostra, It’s not Halloween, fotografia premiata con il 2025 ITF Tennis Photo Award come migliore fotografia di tennis dell’anno e insignita anche dell’AIPS Award quale migliore fotografia sportiva del 2025. Avvicinandosi allo scatto, un sensore installato sulla parete rileva la presenza del visitatore e attiva automaticamente un video con l’intervista a Ray Giubilo realizzata dall’inviato Rai Sebastiano Franco, mostrando concretamente il funzionamento della tecnologia. Come spiega il curatore Aldo Poduie, il dispositivo consente di comprendere in modo immediato come un sistema intelligente possa trasformarsi, appunto, in una vera “Amica”.

L’installazione costituisce una dimostrazione pratica di una tecnologia sviluppata per l’assistenza domiciliare. Attraverso una rete di sensori discreti distribuiti nell’abitazione, il sistema apprende progressivamente le abitudini della persona assistita, costruendo una routine personalizzata. Eventuali variazioni significative o comportamenti anomali vengono interpretati come possibili indicatori di fragilità o decadimento funzionale, consentendo un intervento tempestivo senza compromettere l’autonomia dell’individuo. Si tratta di un approccio ormai sempre più diffuso nell’ambito dell’Ambient Assisted Living, il settore della ricerca che integra informatica, sensoristica e intelligenza artificiale per favorire l’invecchiamento attivo e la permanenza delle persone anziane nel proprio ambiente domestico.

Secondo Cristiano Gomiselli di PrivatAssistenza, Amica propone un nuovo modello organizzativo dell’assistenza: non sostituisce il lavoro umano, ma lo rende più efficace, monitorando continuamente la situazione e attivando il supporto soltanto quando realmente necessario. Il sistema nasce dalla collaborazione tra ItaliAssistenza, titolare del marchio PrivatAssistenza, la start-up triestina Go2Digital Srl e l’Università degli Studi di Trieste. Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR, attraverso il progetto Anthem Spoke 2 – Techcare, dedicato alla ricerca sulle tecnologie per la salute e l’assistenza.

L’inserimento di questa esperienza tecnologica all’interno di una mostra fotografica non appare casuale. La fotografia sportiva, soprattutto quella dedicata al tennis, è da sempre una disciplina che dialoga strettamente con l’innovazione. Dall’evoluzione delle fotocamere ad alta velocità ai sofisticati sistemi di autofocus e analisi digitale delle immagini, il racconto dello sport è cresciuto parallelamente allo sviluppo delle tecnologie. Ray Giubilo appartiene a quella generazione di fotografi che ha attraversato quasi quarant’anni di trasformazioni tecniche, mantenendo però invariata la centralità dello sguardo umano, capace di cogliere l’istante decisivo oltre la perfezione degli strumenti.

La mostra presenta infatti oltre sessanta fotografie di grande formato, affiancate da centinaia di immagini digitali, realizzate durante quasi quattro decenni di presenza di Giubilo nei più importanti tornei internazionali di tennis. Il percorso espositivo rinuncia a una scansione rigidamente cronologica per privilegiare una costruzione narrativa fondata sulle emozioni, sui gesti atletici e sulle storie che attraversano il grande tennis mondiale. Ne emerge un archivio visivo che documenta non soltanto l’evoluzione dello sport, ma anche quella della fotografia contemporanea.

Realizzata dall’Associazione culturale Triestebookfest, in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con il contributo della Fondazione CRTrieste e la collaborazione di APS Comunicazione, Flying Racquets conferma come le esposizioni fotografiche possano oggi diventare luoghi di incontro tra discipline differenti. La cultura non si limita a raccontare il presente, ma offre occasioni concrete per comprendere come arte, ricerca scientifica e innovazione possano contribuire insieme alla costruzione di una società più inclusiva.

La visita, a ingresso libero, assume così un duplice significato. Da una parte restituisce al pubblico il lungo percorso professionale di un fotografo che ha trasformato il tennis in racconto visivo; dall’altra dimostra come le tecnologie intelligenti possano essere presentate non come semplici strumenti, ma come esperienze capaci di dialogare con la sensibilità delle persone. È proprio in questo equilibrio tra creatività e ricerca applicata che Flying Racquets trova oggi una nuova dimensione culturale, nella quale l’immagine continua a emozionare mentre la tecnologia suggerisce nuove forme di cura e di attenzione verso l’altro.


Da Federica Zar <zar@apscom.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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