A Venezia un viaggio alle origini del sapere nell’età dell’intelligenza artificiale

Come conosciamo il mondo e quanto resta in ombra proprio mentre crediamo di comprenderlo? Da questa domanda prende avvio “L’enigma umano: il sapere e la sua ombra”, opera prima di SOPHIA NOVA e punto di partenza di un progetto che intende ricomporre la frammentazione contemporanea delle conoscenze.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base dei comunicati stampa e dei materiali ricevuti da CULTURALIA <info@culturaliart.com>.

Dalle pitture rupestri all’intelligenza artificiale corre una storia lunga migliaia di anni, durante la quale l’uomo non ha semplicemente accumulato conoscenze: ha inventato strumenti, linguaggi e sistemi capaci di modificare il modo stesso di guardare il mondo. È lungo questa traiettoria che si muove “L’enigma umano: il sapere e la sua ombra”, poema audiovisivo in sei episodi che martedì 8 settembre 2026, alle 17.30, sarà presentato in anteprima nazionale alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia. L’evento è ideato e organizzato dall’associazione culturale padovana SOPHIA NOVA – L’Unità del Sapere.

L’opera affonda le proprie radici nel pensiero del filosofo Carlo Sini, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, e nell’epistemologia del matematico Giuseppe Longo. Il suo itinerario ricostruisce la genealogia del sapere occidentale soffermandosi su quella che i promotori definiscono insieme la potenza e la malia dell’astrazione: dalle prime forme di rappresentazione alle scritture ideografiche, dalla trascrizione alfabetica della voce alla filosofia e alla matematica della Grecia antica, fino alla nascita della scienza moderna e ai contemporanei tentativi di descrivere il corpo come macchina biologica e il pensiero come rete neurale computabile.

Non si tratta però di una ricostruzione storica condotta secondo un andamento didascalico. SOPHIA NOVA presenta “L’enigma umano” come una narrazione immersiva nella quale immagini, voce e pensiero sono chiamati a lavorare insieme. Platone, Aristotele ed Euclide, Galileo e Cartesio, Hilbert, Gödel e Turing diventano alcune delle tappe di un percorso che interroga la relazione fra linguaggio e conoscenza e, soprattutto, il confine fra ciò che ogni forma di sapere riesce a illuminare e ciò che inevitabilmente lascia fuori dal proprio campo visivo.

È precisamente questa “ombra” a dare senso al titolo. La ricerca dell’associazione parte infatti da una tesi dichiarata: logica, matematica, metodo scientifico, codice genetico e algoritmo sono strumenti conoscitivi di straordinaria potenza, ma ciascuno osserva l’esperienza attraverso un proprio linguaggio e, nel momento in cui mette a fuoco una porzione della realtà, ne lascia inevitabilmente un’altra ai margini. Il sapere, dunque, non funzionerebbe come uno specchio neutrale capace di restituire il mondo così com’è, ma come una lente attraverso la quale esso viene configurato.

Da qui deriva uno dei nuclei teorici più impegnativi dell’iniziativa: l’uomo non sarebbe un osservatore collocato all’esterno della realtà che pretende di descrivere, ma ne sarebbe parte integrante, dotata della capacità di conoscere, inventare linguaggi e trasformare gli strumenti stessi della conoscenza. Per SOPHIA NOVA, riconoscere il limite costitutivo di ogni disciplina non equivale perciò a sostenere una posizione scettica. Al contrario, proprio la consapevolezza dell’esistenza di un punto cieco renderebbe possibile superare i confini dei singoli saperi e spiegherebbe la necessità del confronto tra discipline differenti.

La questione diventa particolarmente sensibile quando il percorso raggiunge l’intelligenza artificiale. Le macchine pensano? Imparano? Potranno arrivare a comprendere? Il progetto contesta anzitutto il modo in cui queste domande vengono formulate, perché ritiene che alla loro origine vi sia una sovrapposizione fra calcolo e conoscenza. Secondo l’impostazione proposta dall’opera, una macchina elabora correlazioni statistiche su quanto è già stato prodotto e formalizzato, mentre l’intelligenza umana possiede la capacità di eccedere le formalizzazioni esistenti e di mettere in discussione paradigmi ritenuti acquisiti. È su questo terreno che entrano nel racconto Gödel e Turing e la riflessione sui limiti dei sistemi formali e degli algoritmi.

Francesco Chillemi, fondatore e presidente di SOPHIA NOVA, Ph.D. alla Rutgers University negli Stati Uniti e docente all’Università Cattolica, individua proprio qui uno degli equivoci centrali del dibattito contemporaneo. Nella sua lettura, il problema non consiste nel temere che una macchina diventi umana, quanto nel rischio che siano gli esseri umani a descrivere se stessi secondo un modello esclusivamente computazionale. La tecnologia non viene demonizzata: l’intento dichiarato è piuttosto comprenderne potenzialità e limiti, evitando di assumere l’efficienza del calcolo come misura esaustiva dell’intelligenza.

Il discorso investe direttamente anche l’educazione. SOPHIA NOVA nasce infatti come progetto di ricerca transdisciplinare, produzione creativa e formazione immersiva con l’obiettivo di ricomporre quella che considera una frattura crescente fra discipline scientifiche e umanistiche, arti, sapere specialistico e cultura collettiva. La sua attività si articola in tre aree convergenti: CONSCIENTIA, dedicata alla ricerca sui fondamenti e sui limiti delle diverse forme di conoscenza; INGENIA, nella quale la ricerca viene tradotta in opere culturali attraverso linguaggi artistici e tecnologie; PAIDEIA, rivolta alla progettazione di esperienze formative fondate sul pensiero riflessivo e sulla capacità inventiva.

Proprio PAIDEIA indica uno degli sviluppi futuri sui quali l’associazione sta già lavorando. Il progetto prevede percorsi didattici immersivi e transdisciplinari che intendono modificare il rapporto degli studenti con la conoscenza. Invece di presentare gli esiti di una disciplina come un insieme di dati già acquisiti, il metodo proposto mira a ricostruire il processo umano e storico attraverso il quale quei risultati sono stati raggiunti. Si parte da un problema del presente, se ne ripercorre la genealogia storica, filosofica e scientifica e si coinvolgono gli studenti nella sfida conoscitiva prima di fornire loro le soluzioni elaborate nel corso del tempo.

L’obiettivo dichiarato è riportare il desiderio di conoscere al centro dell’esperienza scolastica e formare giovani capaci non soltanto di apprendere ed eseguire, ma di riflettere, stabilire relazioni e inventare. In questa prospettiva la tradizione non viene considerata un repertorio immobile da conservare, bensì il percorso attraverso il quale comprendere come siano nate le categorie con cui ancora oggi interpretiamo il mondo. È anche su questo terreno che SOPHIA NOVA colloca la questione delle competenze umane non sostituibili dall’intelligenza artificiale.

Alla proiezione veneziana seguirà una conversazione interdisciplinare che porterà questi interrogativi fuori dallo schermo. Il panel internazionale comprende Giuseppe Longo, matematico ed epistemologo, direttore di ricerca emerito del CNRS presso l’École Normale Supérieure di Parigi e membro dell’Academia Europaea; Giorgio Bonaccorso, teologo ed epistemologo e professore emerito all’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova; Francesco Chillemi; Pierluigi Sacco, professore ordinario di Politica economica all’Università di Chieti-Pescara, Senior Advisor per l’OCSE e Senior Researcher presso metaLAB (at) Harvard, che parteciperà con un intervento video.

La composizione del panel chiarisce il senso dell’espressione “unità del sapere” scelta dall’associazione. Non si propone la cancellazione delle differenze fra discipline, ma il loro incontro a partire dalla consapevolezza che ciascun linguaggio possiede strumenti specifici e limiti altrettanto specifici. La transdisciplinarità viene così intesa non come semplice somma di competenze, ma come condizione per rendere visibile, attraverso uno sguardo, ciò che rimane nell’angolo cieco di un altro.

SOPHIA NOVA ha sede a Padova ed è presieduta da Francesco Chillemi, autore anche del volume L’infondamento, pubblicato da Mimesis nella collana “Transiti” diretta da Carlo Sini. L’associazione si rivolge a studiosi, docenti e artisti e concentra la propria ricerca sulla genealogia delle forme del sapere, sui presupposti impliciti delle scienze, sulle intersezioni tra culture differenti e sulla possibilità di trasformare questa ricerca in opere creative ed esperienze formative. “L’enigma umano: il sapere e la sua ombra” rappresenta l’opera prima di questo programma, la sua prima traduzione organica in immagini, voce e pensiero.

L’anteprima nazionale si terrà martedì 8 settembre 2026 alle ore 17.30, alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, San Polo 2454, Campiello San Giovanni, Venezia. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti, con iscrizione prevista attraverso il sito di SOPHIA NOVA. Un appuntamento che sceglie Venezia per mettere in discussione una certezza molto contemporanea: che l’aumento della capacità di calcolare coincida necessariamente con un aumento della capacità di conoscere.


A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in questa pagina sono protette da copyright (diritto d’autore), salvo diversa indicazione, e sono utilizzate da Experiences S.r.l. esclusivamente a fini di informazione e documentazione, per accompagnare contenuti editoriali inerenti. Non ne è consentita l’acquisizione, la riproduzione o qualsiasi altro utilizzo senza l’autorizzazione dei rispettivi aventi diritto. Experiences S.r.l. resta estranea a eventuali utilizzi impropri effettuati da terzi.

↑ MENU

Translate »