Trieste e Indonesia, la ricerca costruisce nuovi ponti tra biomedicina, matematica e fisica

Dalla ricerca sulle malattie del fegato alla fisica teorica e alla matematica, GRIM 2026 Jakarta ha mostrato come formazione, mobilità internazionale e cooperazione istituzionale possano trasformarsi in relazioni scientifiche durature. Un confronto che ha riunito esperienze sviluppate negli anni fra Trieste e l’Indonesia.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Federica Zar <zar@apscom.it.

Circa sessanta fra ricercatori, accademici, rappresentanti governativi ed ex studenti delle istituzioni scientifiche triestine si sono incontrati a Jakarta per discutere non soltanto di collaborazioni già consolidate, ma soprattutto di quelle che potranno nascere nei prossimi anni. “Sistema Scientifico di Trieste: Opportunità per la Collaborazione Italia-Indonesia” ha portato nella capitale indonesiana un modello fondato sull’internazionalizzazione della ricerca, sulla formazione e sulla costruzione di reti capaci di mantenersi nel tempo. L’appuntamento si è svolto nell’ambito della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo – GRIM 2026 e nel centenario della nascita di Abdus Salam, Premio Nobel per la Fisica e fondatore dell’International Centre for Theoretical Physics di Trieste.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Jakarta, dal Centro Internazionale Abdus Salam per la Fisica Teorica – ICTP e dalla Fondazione Italiana Fegato – FIF, con il supporto dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca e l’Innovazione dell’Indonesia – BRIN e dell’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta. Una compagine che rispecchia la natura stessa dell’incontro, costruito sull’intreccio fra diplomazia, ricerca scientifica, alta formazione e cooperazione internazionale.

A sottolineare il valore della diplomazia scientifica è stato Roberto Carniel, Addetto Scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Jakarta e professore di Geofisica Applicata all’Università di Udine. Il Sistema Scientifico di Trieste è stato presentato come modello di eccellenza, internazionalizzazione e formazione, con particolare attenzione alle relazioni già costruite con il BRIN. È proprio la continuità di queste collaborazioni a offrire una delle chiavi di lettura della giornata: i rapporti fra Italia e Indonesia non partono da zero, ma possono contare su esperienze maturate attraverso istituzioni e percorsi differenti.

Un capitolo importante riguarda la biomedicina. La Fondazione Italiana Fegato lavora da anni con l’Indonesia nello sviluppo di attività di ricerca e formazione. Nel suo videomessaggio Claudio Tiribelli, fondatore e Direttore Scientifico della FIF, ha illustrato il lavoro della Fondazione nel campo delle malattie del fegato e della medicina traslazionale, insieme alle attività formative e alla cooperazione scientifica internazionale. Caecilia Sukowati, coordinatrice della ricerca BRIN-FIF, ha quindi presentato risultati e prospettive di un rapporto di lunga durata, ulteriormente consolidato dal Memorandum d’Intesa sottoscritto nel 2022.

Sul versante della fisica teorica e della formazione avanzata, un ruolo altrettanto rilevante è quello dell’ICTP. L’istituzione internazionale con sede a Trieste opera da sempre per promuovere la ricerca, l’alta formazione e lo sviluppo delle competenze scientifiche, con una particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo. Nel rapporto con l’Indonesia questa attività ha prodotto nel tempo legami che hanno trovato anche una formalizzazione istituzionale: nel 2024 ICTP e BRIN hanno sottoscritto un Memorandum d’Intesa.

Foto di Gruppo

Stefano Luzzatto ha posto l’accento sulla mobilità internazionale, sulle reti accademiche e sui programmi di formazione avanzata come strumenti indispensabili per creare comunità scientifiche solide. L’esperienza dell’International Master in Mathematics – IMM, da lui fondato, è stata presentata proprio come esempio di un modello nel quale la formazione internazionale non termina con il conseguimento di un titolo, ma può diventare il punto di partenza per connessioni fra giovani ricercatori destinate a svilupparsi successivamente.

A dare concretezza a questa prospettiva sono state le testimonianze di studiosi indonesiani che hanno avuto esperienze formative o professionali nelle istituzioni scientifiche triestine. Le loro storie mostrano come il rapporto fra i due sistemi scientifici sia passato anche attraverso percorsi individuali capaci, una volta rientrati nel proprio Paese o proseguita la carriera accademica, di alimentare nuove relazioni di ricerca.

Sri Jayanti, ricercatrice del BRIN ed ex studentessa della Fondazione Italiana Fegato e dell’Università di Trieste, ha raccontato il proprio percorso nella ricerca biomedica. Hani Santosa, già studente dell’ICTP e della SISSA, ha illustrato invece un itinerario scientifico che dalla formazione nella fisica delle alte energie lo ha condotto alla ricerca sulla materia oscura e sulla cosmologia. Intan Muchtadi-Alamsyah, docente all’Institut Teknologi Bandung ed ex collaboratrice dell’ICTP, ha richiamato infine l’importanza delle reti internazionali nella ricerca matematica e nel capacity building.

Sono esperienze diverse, ma accomunate da un elemento: la mobilità scientifica non viene considerata semplicemente come uno spostamento temporaneo di studenti e ricercatori. Quando è sostenuta da istituzioni capaci di mantenere aperte le relazioni, può generare reti che continuano a funzionare dopo la conclusione del periodo di formazione e possono produrre nuove opportunità di ricerca condivisa.

Il confronto conclusivo di GRIM 2026 Jakarta ha guardato precisamente a questa prospettiva. Fra le possibilità individuate figurano nuovi progetti di ricerca congiunta, una maggiore mobilità di ricercatori e studenti, iniziative formative e il rafforzamento delle partnership istituzionali. Biomedicina, matematica e fisica costituiscono i principali terreni sui quali queste relazioni possono continuare a svilupparsi.

La giornata di Jakarta ha così restituito un’immagine del Sistema Scientifico di Trieste che va oltre la concentrazione geografica di istituzioni di ricerca. Il valore messo in evidenza dall’incontro risiede nella capacità di collegare ricerca, alta formazione e internazionalizzazione, facendo circolare competenze e persone e mantenendo attive le relazioni create durante i percorsi accademici.

Più che celebrare quanto è già stato realizzato, GRIM 2026 ha indicato quindi una direzione di lavoro. Le collaborazioni sviluppate dalla Fondazione Italiana Fegato e dall’ICTP con il BRIN mostrano come gli accordi istituzionali possano acquistare consistenza quando sono accompagnati dalla formazione di ricercatori, dalla mobilità e da esperienze scientifiche condivise. È in questo passaggio dalle singole opportunità alle reti permanenti che Trieste e l’Indonesia stanno costruendo nuovi ponti di ricerca.


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