Da Roma e dall’Argentina a Tokyo, lungo un percorso che intreccia pittura, installazione, design e ricerca sulle energie primordiali. Maria Pacheco Cibils torna nel progetto internazionale OpenArtCode con due lavori nei quali colore, materia e sentimento diventano strumenti di una stessa indagine.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> .
Il colore, per Maria Pacheco Cibils, non si limita a occupare una superficie. Diventa materia, energia, possibilità di dare una forma visibile a ciò che appartiene alla dimensione più difficile da rappresentare: sentimenti, dualismi, tensioni interiori, memorie archetipiche. È lungo questa linea di ricerca che l’artista e designer argentino-portoghese arriva nuovamente in Giappone, selezionata fra i 26 artisti della sesta edizione di OpenArtCode Tokyo.
Dal 9 al 17 settembre 2026 due sue opere appartenenti al ciclo Il colore dei sentimenti saranno esposte al Tokyo Metropolitan Art Museum nell’ambito della 52ª Mostra AJAC. L’apertura è fissata per il 9 settembre alle 13.00. La partecipazione prosegue il percorso internazionale dell’artista, che vive e lavora tra Roma e l’Argentina e sviluppa una pratica capace di attraversare discipline differenti, dall’architettura d’interni alle scenografie, dalle ambientazioni al design di oggetti d’arte, fino alla pittura e all’installazione.
Nelle opere presentate a Tokyo torna una delle componenti centrali della sua ricerca. La curatrice Francesca Barbi Marinetti individua nel lavoro di Pacheco Cibils il progressivo superamento della concezione tradizionale della forma attraverso impasti cromatici corposi e accesi, utilizzati per indagare le energie che governano la materia secondo una visione dell’arte di carattere sempre più olistico.

Il riferimento è a un universo nel quale la dimensione individuale incontra quella ancestrale. Terra, fuoco, aria e acqua, osservati nei loro macro e microcosmi, diventano elementi di una riflessione che comprende anche i dualismi fondamentali dell’esistenza, dalla luce e il buio al maschile e il femminile. Nel ciclo Il colore dei sentimenti questa ricerca si concentra sulle figure archetipiche dell’amore, restituite attraverso stati che possono coincidere con la festa e la passione ma anche con lo smarrimento. Il rapporto con l’opera chiama così in causa lo spettatore: connettersi, riconoscersi e rilanciare la propria esperienza diventa parte di un discorso insieme interiore e universale.
La cornice scelta per questo nuovo appuntamento è quella di OpenArtCode, gruppo che riunisce artisti affermati a livello internazionale impegnati attraverso media, tecniche e approcci creativi differenti. A tenerli insieme è la volontà di costruire un dialogo artistico capace di attraversare i confini nazionali. Nel corso degli anni le loro opere sono state presentate in sedi come il Grand Palais di Parigi, l’Auditorium Rainier III di Monaco, la OXO Gallery sulla South Bank di Londra, la Pudong Library e la CEIBS di Shanghai, Palazzo Cavalli Franchetti a Venezia, la Gare Maritime di Cannes e la Basilica di San Lorenzo a Firenze. Più recentemente OpenArtCode ha realizzato una mostra a Ginevra.
A Tokyo il progetto incontra nuovamente AJAC – All Nations & Japan Artists’ Cooperation, associazione fondata nel 1975 da artisti contemporanei con l’obiettivo di favorire lo scambio tra nazionalità, culture, etnie e generi differenti, sostenendo forme di espressione artistica moderne, indipendenti e aperte.
La collaborazione fra le due realtà ha una storia ormai decennale. La prima edizione di OpenArtCode Tokyo risale al 2016, quando gli artisti del gruppo furono invitati a partecipare alla Mostra AJAC dall’allora presidente dell’associazione, Mr Fukaya.
Un passaggio reso possibile anche dal coinvolgimento dell’artista giapponese Kensuke Shimizu, membro di OpenArtCode e ancora oggi coordinatore dei rapporti tra AJAC e gli artisti internazionali. L’appuntamento del 2026 costituisce la sesta edizione e conferma la continuità dello scambio culturale e artistico costruito nel tempo tra OpenArtCode, AJAC e il Giappone.
La mostra torna inoltre in un luogo centrale nel sistema culturale della capitale giapponese. Il Tokyo Metropolitan Art Museum si trova infatti all’interno di Ueno Park, area nella quale sono concentrate alcune delle principali istituzioni museali della città, tra cui il Tokyo National Museum, il National Museum of Nature and Science e il National Museum of Western Art.

Accanto a Maria Pacheco Cibils partecipano Lawrence Armstrong, Marieluise Bantel, Axel Becker, Anna-Karin Björk, William Braemer, Lloyd Brooks, Brett Cimino, Diego De Erice, Jordan Donnelly, Lore Eckelberry, Anna Galea, David Gildersleeve, Evelyne Huet, Sumio Inoue, Clara Kim, Isolde Mischkot, Anna Parisch, Jeannette Rein, Kensuke Shimizu, Susanne Sjögren, Linda Stella, Wayne Stoner, Karl Stengel, Goga Trascierra e Max Werner. Una presenza che riunisce artisti provenienti da Stati Uniti, Germania, Norvegia, Messico, Canada, Malta, Francia, Giappone, Corea del Sud, Austria, Argentina e Portogallo, Svizzera, Australia, Svezia, Ungheria e Belgio.
Per Pacheco Cibils l’appuntamento giapponese si inserisce in un itinerario artistico costruito attraverso esperienze e linguaggi diversi. Designer e artista visiva, ha lavorato nell’ambito dell’architettura d’interni, delle scenografie e delle ambientazioni, sviluppando parallelamente progetti di design, pittura e installazione. Ha collaborato con riviste, giornali e canali televisivi, organizzato esposizioni di artisti e fotografi e spettacoli di teatro e danza contemporanea. Come curatrice di diversi brand ha inoltre sviluppato prototipi e progetti grafici in Argentina, Paraguay e Italia.
Il nucleo della sua ricerca rimane legato ai temi primordiali e archetipici e, in particolare, ai quattro elementi della natura, considerati come radice delle realtà immutabili ed eterne e dei processi di trasformazione dell’essere umano. Un lavoro portato negli anni in numerose esposizioni personali e collettive in Spagna, Germania, Austria, Stati Uniti, Croazia, Regno Unito e Italia.
Al percorso espositivo si affiancano diversi riconoscimenti. Nel 2023 Maria Pacheco Cibils ha ottenuto il Primo Premio di Pittura “Lorenzo il Magnifico” alla Florence Biennale. Alla Florence Biennale 2025 ha ricevuto il Premio “Lorenzo il Magnifico”, Installation Art Special Commendation from the President. A questi risultati si aggiungono le menzioni al merito del Luxembourg Art Prize nelle edizioni 2021, 2022, 2024 e 2025.
Alla 52ª Mostra AJAC le due opere del ciclo Il colore dei sentimenti portano dunque a Tokyo una ricerca maturata attraverso geografie, discipline e linguaggi differenti. Dentro gli impasti cromatici e le tensioni della materia rimane però costante il punto di partenza: utilizzare gli elementi essenziali e le figure archetipiche per indagare ciò che, nell’esperienza umana, continua a trasformarsi senza perdere la propria origine.
OpenArtCode Tokyo 2026 è visitabile dal 9 al 17 settembre 2026 presso l’Exhibition Gallery 4, al secondo piano del Tokyo Metropolitan Art Museum. L’orario ordinario è dalle 9.30 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17.00. Il 9 settembre la mostra apre alle 13.00; il 17 settembre l’ultimo ingresso è previsto alle 14.00 e la chiusura alle 15.00.

