Dal dialogo fra fotografia, disegno, pittura, installazione e musica prende forma il nuovo numero del bimestrale internazionale dedicato all’arte contemporanea e alla finanza culturale. Un’edizione disponibile online dal 1° settembre e proposta anche in una tiratura cartacea destinata ai collezionisti.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Culturalia di Norma Waltmann.
È affidato alle geometrie di Motorefisico il primo impatto con il numero 28 di ARTonWorld.com Magazine. Il bimestrale internazionale dedicato all’arte contemporanea e alle dinamiche della finanza culturale torna nel settembre 2026 con una Collector Edition che concentra lo sguardo su artisti, manifestazioni e ricerche differenti, mantenendo come riferimento una prospettiva dichiaratamente internazionale.
Il collettivo Motorefisico firma infatti l’immagine di copertina e trova all’interno della rivista uno spazio di approfondimento dedicato alla propria ricerca, alle installazioni e alla posizione occupata nel panorama contemporaneo. Le architetture optical e le geometrie immersive che ne caratterizzano il lavoro diventano così anche l’ingresso visivo a un numero costruito intorno a linguaggi diversi e alle loro possibili relazioni.

La mappa degli argomenti annunciati in copertina è ampia. Si va dalla Biennale di Venezia, con particolare attenzione al Padiglione Italia, ad Art Basel, fino a Organica Abstraction e MAGallery London. A questi temi si aggiungono interviste e contenuti esclusivi, secondo un’impostazione editoriale che guarda contemporaneamente agli artisti e ai luoghi nei quali l’arte viene presentata e discussa.
Il percorso prosegue attraverso alcune figure di rilievo internazionale, affrontate ciascuna secondo un preciso nucleo tematico. Per Anish Kapoor il centro dell’attenzione è il rapporto fra materia, vuoto e percezione; Mimmo Jodice viene osservato attraverso la fotografia intesa come memoria; Omar Galliani attraverso il disegno considerato come disciplina assoluta.
La pittura astratta organica costituisce invece il campo entro il quale viene presentata la ricerca di Camilla Vavik Pedersen, mentre con Giovanni Gorelli l’attenzione si sposta sulla musica e sul suo dialogo con le arti visive.
Ne risulta un indice nel quale mezzi espressivi anche molto distanti vengono accostati senza essere ricondotti a un unico orientamento: fotografia, disegno, pittura, musica e installazione definiscono piuttosto differenti punti d’osservazione sulla produzione contemporanea.
In questo quadro si inserisce anche la sezione speciale riservata a Carla Crosio. Le sue installazioni sono presentate attraverso la ricerca sulla materia e sullo spazio e messe in relazione con le tendenze più recenti dell’arte ambientale. Il numero comprende inoltre opere di altri autori esposte in importanti gallerie internazionali, rafforzando quella dimensione globale che ARTonWorld indica come uno dei caratteri della propria linea editoriale.
Accanto ai contenuti, il numero 28 insiste anche sulla formula attraverso la quale la rivista viene distribuita. L’edizione è consultabile online dal 1° settembre 2026, mentre chi desidera la versione stampata può richiederla attraverso il sito ufficiale. La copia cartacea è concepita in quantità limitata e indirizzata in particolare a collezionisti e appassionati.
È un modello che ARTonWorld, azienda multimediale, presenta come parte della propria sperimentazione editoriale: da una parte la diffusione digitale, dall’altra una produzione fisica volutamente circoscritta. La Collector Edition viene realizzata con materiali sostenibili ed è pensata non semplicemente come supporto per la lettura, ma come oggetto destinato alla conservazione e alla collezione. Il prezzo indicato è di 25 euro.
Il numero di settembre si colloca dunque proprio nell’intersezione fra questi due territori. La dimensione digitale garantisce diffusione e accessibilità, mentre quella cartacea recupera il valore materiale della rivista e della sua costruzione grafica.
È una scelta coerente con un’edizione che, a partire dalla copertina di Motorefisico, attribuisce alla forma visiva e fisica un ruolo tutt’altro che secondario: il contenitore editoriale torna a essere parte dell’esperienza dell’arte che racconta.

