Novantasei candidature e una selezione che guarda tanto alla nuova architettura quanto alla riqualificazione del patrimonio esistente. L’edizione siciliana del Premio In/Architettura torna a Catania per individuare opere capaci di proporsi come riferimenti di qualità nel panorama contemporaneo.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da I PRESS <ipress@onclusivenews.com>.
Novantasei opere costituiscono una fotografia sufficientemente ampia per osservare ciò che si costruisce oggi in Sicilia e, soprattutto, per interrogarsi sulla qualità dei risultati. È il punto di partenza dell’edizione 2026 del Premio In/Architettura in Sicilia, la cui cerimonia si svolgerà venerdì 25 settembre negli spazi di ZO Centro Culture Contemporanee di Catania.
La storia del riconoscimento risale al 1961. Da allora il Premio In/Architettura individua e valorizza nelle diverse regioni italiane progetti ritenuti significativi per la qualità dell’architettura contemporanea. La formula mette sullo stesso piano le diverse componenti che rendono possibile la realizzazione di un’opera, assegnando infatti i riconoscimenti a tre categorie: progettisti, costruttori e committenti.
Un’impostazione che riconosce il progetto come risultato di responsabilità e competenze differenti, chiamate a concorrere alla qualità finale dell’intervento. La cerimonia, originariamente istituita da Bruno Zevi, conserva dunque un legame diretto con una delle figure centrali della cultura architettonica italiana del Novecento.
Nell’edizione siciliana del 2026 saranno 96 le opere sottoposte alla selezione. La consegna dei premi regionali avverrà nel corso dell’evento organizzato da In/Arch Sicilia, Ance Sicilia e Ance Catania, con il patrocinio della Consulta degli Architetti di Sicilia, dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – sezione Sicilia, dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania e della relativa Fondazione.
Il programma dei riconoscimenti permette di leggere il Premio secondo prospettive diverse. Una riguarda le personalità che hanno segnato la cultura del progetto: il Premio alla Carriera sarà attribuito a un professionista italiano vivente, valorizzandone il percorso, l’impegno dedicato all’architettura e il significato di opere entrate a far parte della memoria nazionale.
Alla figura di Bruno Zevi è invece intitolato un riconoscimento rivolto alla comunicazione. Il Premio Bruno Zevi viene assegnato a un’iniziativa considerata particolarmente qualificata nella promozione e nella diffusione dell’architettura contemporanea di qualità nel mondo. Non riguarda quindi direttamente un edificio, ma il lavoro culturale necessario a far conoscere, interpretare e discutere l’architettura.
Il nucleo principale della selezione riguarda naturalmente le opere costruite. Per le nuove realizzazioni degli ultimi cinque anni potranno essere premiati fino a tre interventi eseguiti in Sicilia. Un’analoga attenzione viene riservata al patrimonio edilizio esistente: il Premio ai migliori interventi di riqualificazione prenderà in considerazione opere di restauro, ristrutturazione e rigenerazione realizzate nello stesso arco temporale, individuando anche in questo caso un massimo di tre interventi.
La distinzione fra nuova costruzione e riqualificazione consente alla selezione di confrontarsi con due ambiti ormai strettamente connessi nella pratica contemporanea. Da una parte la possibilità di introdurre nuovi manufatti nel territorio, dall’altra il lavoro sul costruito, attraverso interventi capaci di attribuire nuove condizioni d’uso e qualità al patrimonio esistente.
Due premi speciali concentreranno invece l’attenzione sui materiali e sulla loro capacità di contribuire all’identità architettonica dell’opera. Il Premio speciale “FEDERBETON” sarà destinato a un intervento nel quale sia stato valorizzato l’impiego del cemento e del calcestruzzo; il Premio speciale “LISTONE GIORDANO” riconoscerà invece un’opera capace di valorizzare l’uso del legno.
Materiali da sempre presenti nel mondo dell’architettura e delle costruzioni vengono così considerati in rapporto alle possibilità di innovazione espresse dai progetti contemporanei.
A selezionare i vincitori è una giuria composta da Mariagrazia Leonardi, presidente IN/Arch Sicilia; Rosario Fresta, presidente Ance Catania; Patrizia di Monte di gravalosdimontearquitectos; Federica Doglio, direttore scientifico di “Loqui”-LetteraVentidue; e Serafino Sgarlata dello Studio SM Arch, premiato a livello regionale e nazionale nell’edizione 2023.
Il 25 settembre, a Catania, la proclamazione permetterà quindi di passare dai numeri alle opere. Le 96 candidature rappresentano il campo sul quale la giuria ha lavorato per individuare esempi di qualità nelle differenti componenti del processo edilizio, dalla concezione progettuale alla costruzione e alla committenza.
Nuove architetture e interventi sul patrimonio esistente, insieme ai riconoscimenti alla carriera, alla comunicazione e all’uso dei materiali, comporranno il quadro dell’edizione siciliana 2026 di un Premio che da oltre sessant’anni osserva l’architettura attraverso ciò che concretamente riesce a produrre.

