Volti umani e sguardi animali si sovrappongono nelle immagini di Flóra Borsi, costruendo identità sospese fra realtà e immaginazione. La sua serie più nota inaugura Art Suite, mentre Florence Biennale prepara il trentennale con mostre, ritorni e nuovi progetti distribuiti nella città.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base dei comunicati stampa ricevuti da CULTURALIA <info@culturaliart.com>.
Un cigno nero attraversa il volto di una donna e ne occupa quasi interamente una metà, fino a far coincidere l’occhio dell’animale con quello umano. Altrove sono un camaleonte, un fenicottero, uno scoiattolo a entrare nello stesso gioco di sovrapposizioni. È da queste immagini di Flóra Borsi che prende avvio Art Suite, il nuovo progetto ideato e curato da Florence Biennale in collaborazione con Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. La prima mostra, Flóra Borsi. Animeyed, sarà visitabile dal 10 settembre al 10 ottobre 2026, dopo la preview del 9 settembre, dalle 18.30 alle 20.30, riservata agli invitati e alla presenza dell’artista.
La scelta di Borsi non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova sede espositiva temporanea. Riporta a Firenze un lavoro strettamente legato alla storia recente della Biennale. L’artista ungherese è stata infatti Guest of Honour della XIII Florence Biennale del 2021, dedicata al tema Eternal Feminine | Eternal Change. Concepts of Femininity in Contemporary Art and Design, e proprio alcune fotografie della serie Animeyed furono utilizzate per la comunicazione coordinata di quell’edizione. Swan, Black Swan, Chameleon e Flamingo tornano ora in un contesto completamente diverso, non più all’interno di una grande manifestazione fieristica ma negli spazi di un albergo.
La mostra riunisce dieci opere della serie. In Animeyed Borsi costruisce immagini nelle quali il ritratto umano e la presenza animale finiscono per appartenere a una stessa figura. L’autoritratto diventa metamorfosi e il punto di contatto è spesso lo sguardo: l’occhio dell’animale e quello della donna sembrano coincidere, modificando la percezione del volto e mettendo in discussione la separazione tra identità umana e mondo naturale. La fotografia è sottoposta a un’elaborazione meticolosa nella quale performance e costruzione digitale concorrono a rendere incerto il confine tra ciò che appartiene alla realtà e ciò che nasce dall’immaginazione. I temi ricorrenti sono l’identità, la percezione, la vulnerabilità emotiva e il rapporto fra interiorità e rappresentazione esteriore.
È proprio la natura delle immagini di Borsi a rendere particolarmente leggibile l’idea sulla quale è costruito Art Suite. Il progetto nasce con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea nei luoghi dell’ospitalità e di mettere in relazione esperienza espositiva, accoglienza e dimensione privata dello sguardo. L’Anglo American Hotel Florence diventa così uno spazio nel quale l’opera non viene pensata semplicemente come elemento decorativo, ma come presenza con cui l’ospite entra in rapporto.
Accanto alle opere accessibili al pubblico, una copia di uno dei lavori sarà collocata esclusivamente all’interno di una suite riservata agli ospiti dell’hotel. È precisamente da questa continuità tra spazio pubblico dell’esposizione e ambiente privato che deriva il nome Art Suite.
Il percorso di Flóra Borsi ha ormai una dimensione internazionale. Il suo lavoro è stato esposto in Europa e negli Stati Uniti, anche al Louvre di Parigi, e in personali alla Lanoue Gallery di Boston e da Anna Laudel a Düsseldorf; sue opere fanno parte di collezioni museali e private. Inserita nella lista Forbes 30 Under 30, è stata scelta come prima Heroine of the Year da Hasselblad e ha ricevuto il Premio Lorenzo il Magnifico del Presidente alla Florence Biennale. I suoi lavori sono stati presentati anche da BBC Culture e da The Guardian’s Observer. La collaborazione con Adobe l’ha inoltre portata a realizzare l’immagine globale di Adobe Photoshop e l’identità visiva di Adobe Creative Cloud.
La personale fiorentina assume però un significato ulteriore se inserita nel programma con cui Florence Biennale sta preparando la XVI edizione, prevista alla Fortezza da Basso dal 23 al 31 ottobre 2027. Sarà l’edizione del trentennale e avrà come tema Beyond the Sense of Time – Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design: una riflessione sulla trasformazione dell’esperienza del tempo attraverso memoria, transitorietà ed eternità. In questa prospettiva il 2026 funziona come un anno di avvicinamento, con iniziative diffuse a Firenze pensate per ampliare il rapporto tra arte contemporanea, spazi urbani, luoghi dell’ospitalità e nuove comunità culturali.
Tra i primi Guests of Honour annunciati per il 2027 figura Stormie Mills, artista australiano legato alla scena internazionale dell’urban art. La sua relazione con Florence Biennale passa anche da The Lost Giant, il murale realizzato a Firenze nel 2018 grazie alla collaborazione tra la Biennale e il Comune. Dopo il danneggiamento dell’opera, Mills tornerà a intervenire nello stesso luogo, trasformando l’accaduto in un’occasione di continuità e resilienza creativa. Per la XVI edizione sta inoltre sviluppando uno speciale progetto espositivo collegato al tema della manifestazione.
Torneranno anche gli artisti iraniani Partin Bastan e Marjan Najafi, protagonisti nel 2023 del progetto speciale I Am Mahsa. Women, Life, Freedom. Durante la XIV Florence Biennale realizzarono dal vivo in argilla il volto di Mahsa Amini; da quell’intervento nacque un percorso che condusse alla fusione in bronzo dell’opera, poi presentata a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, nella Giornata internazionale dei diritti umani. Per il 2027 stanno preparando un nuovo progetto nel quale proseguirà il confronto tra arte, memoria, libertà e responsabilità civile.
Tra le presenze già confermate c’è inoltre la regista Teresa Mular, Guest of Honour nel 2021 e tornata nell’edizione successiva con il film Tango en Penumbras. Nata a Buenos Aires, formatasi inizialmente in medicina prima di dedicarsi al cinema, Mular ha sviluppato una ricerca narrativa attenta alla memoria, alla fragilità, alle figure femminili, alle minoranze e alle trasformazioni interiori. Alla XVI Florence Biennale presenterà una nuova versione della trilogia On the Wings of Time, rimontata appositamente in relazione al tema dell’edizione.
Il programma di avvicinamento alla Biennale coinvolge intanto altri luoghi fiorentini. Dal 18 settembre al 4 ottobre 2026 prosegue la collaborazione con The Social Hub Firenze Lavagnini attraverso una personale del giovane artista Stefano Alvino, già presente nelle ultime due edizioni. Saranno esposti Il Demone Alichino, presentato alla XV Florence Biennale nel 2025, e Bergaraffa, realizzato durante una sessione di live painting alla XIV edizione del 2023, insieme a nuovi lavori concepiti per l’occasione, tra i quali serigrafie su Plexiglas, e a prodotti ispirati al suo linguaggio visivo. La collaborazione con The Social Hub era iniziata nel 2026 con On Time di Chiara Zhu, artista e designer veneziana classificatasi terza nella categoria Design alla XV Biennale e autrice dell’immagine grafica del tema della prossima edizione.
All’interno di questo calendario, Flóra Borsi. Animeyed mantiene una posizione centrale perché inaugura materialmente un nuovo formato espositivo. Dopo Borsi, Art Suite proseguirà dal 16 ottobre al 14 novembre 2026 con una personale di Viktoria Andreeva, incentrata sulla serie fotografica utilizzata come immagine della XIV Florence Biennale del 2023. Vincitrice dell’International Open Call Competition – Photography Award e Guest of Honour di quella edizione, Andreeva lavora sui temi del corpo, della metamorfosi e dell’identità.
Anche gli elementi dell’accoglienza entrano nel progetto. Per l’inaugurazione del 9 settembre è previsto un momento riservato agli ospiti con proposte della cucina dell’Anglo American Hotel e creazioni artigianali di Leonardo Biscotti, realtà della tradizione dolciaria fiorentina, partner dell’iniziativa insieme a Pineider Firenze. In occasione di ciascuna mostra l’hotel proporrà inoltre per un mese un cocktail d’autore realizzato appositamente, estendendo il rapporto tra arte e ospitalità alla mixology.
Il programma che conduce al 2027 prende così forma attraverso scale differenti: la grande manifestazione internazionale alla Fortezza da Basso, gli interventi nello spazio urbano, le collaborazioni con strutture culturali e imprenditoriali e le mostre ospitate in luoghi normalmente destinati ad altre funzioni. Animeyed apre questa nuova fase con immagini che sembrano particolarmente adatte alla dimensione ravvicinata di Art Suite. Lo spettatore incontra un volto, poi si accorge che quello sguardo appartiene contemporaneamente a due esseri. È in questa piccola esitazione percettiva che Flóra Borsi costruisce la forza delle sue fotografie: pochi centimetri separano il riconoscibile dall’impossibile, la realtà dalla sua trasformazione.

