Teatri del suono® / Lontano, a Trieste la musica mette in dialogo distanze e linguaggi

Dopo l’anteprima estiva nel borgo storico di Contovello, Teatri del suono® prosegue il suo percorso tra musica di ricerca, arti e pensiero. La nuova edizione mette in relazione culture e pratiche artistiche lontane nello spazio e nel tempo, trasformando la distanza in occasione di ascolto, conoscenza e condivisione.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Federica Zar <zar@apscom.it>.

La lontananza può separare luoghi, epoche e culture, ma può anche diventare lo spazio nel quale costruire relazioni inattese. È attorno a questa possibilità che prende forma la settima edizione di Teatri del suono® / Lontano, festival di musica e culture contemporanee organizzato da collettivo cantierezero, in programma a Trieste dal 17 al 26 settembre. Il progetto sarà presentato dalla curatrice Stefania Amisano nel corso della conferenza stampa di martedì 8 settembre alle ore 11 alla Libreria Antiquaria Umberto Saba, in via San Nicolò 30b.

La manifestazione arriva agli appuntamenti di settembre dopo una prima parte estiva, ospitata a giugno nel borgo storico di Contovello. Il nuovo capitolo triestino prosegue una ricerca che fin dall’impostazione del festival considera la musica come terreno di incontro con altri linguaggi e discipline. Teatri del suono® si definisce infatti come un festival transdisciplinare, rivolto alla musica colta, d’arte e di ricerca nelle molte forme ibride ed eclettiche assunte nella contemporaneità, ma interessato nello stesso tempo alle sue relazioni con le arti e con il pensiero.

Ne deriva una struttura volutamente mobile, nella quale il concerto non costituisce l’unica forma possibile dell’esperienza.

Performance, installazioni, visioni e incontri con il pubblico si alternano all’esecuzione musicale, componendo un programma che punta su proposte originali, formati innovativi e inclusivi e sul confronto tra generazioni. Il destinatario dichiarato è un pubblico curioso, disposto a misurarsi con linguaggi non necessariamente consueti e ad attraversare territori nei quali ascolto e riflessione procedono insieme.

Per l’edizione 2026 il filo conduttore è appunto Lontano. Il concetto di lontananza viene esplorato attraverso l’incontro fra culture e pratiche artistiche distanti nello spazio e nel tempo. Una prospettiva che permette al festival di mettere in relazione esperienze differenti senza ricondurle a un unico linguaggio, lasciando piuttosto che siano le distanze stesse a produrre nuove occasioni di confronto.

Il programma annunciato riunisce musicisti e ospiti internazionali. Accanto a collettivo cantierezero e al filosofo Giovanni Leghissa, sono previste le presenze della Black Page Orchestra, formazione austriaca, e di Elio Martusciello e Luigi Turra. Una parte significativa della programmazione sarà inoltre affidata al ciclo di concerti cameristici Aus der Ferne… Lontano | Kurtág 100, dedicato alla visione sonora di György Kurtág.

Il ciclo vedrà la partecipazione di Marino Formenti, Roberta Gottardi, Ivan Rabaglia e Anna D’Errico, insieme al compositore Fabio Nieder, del quale è prevista una prima esecuzione per il festival. La presenza di Kurtág come riferimento del progetto cameristico si inserisce con particolare coerenza nel tema generale dell’edizione: Aus der Ferne, “da lontano”, diventa parte dello stesso orizzonte concettuale nel quale la distanza viene affrontata non come semplice separazione, ma come possibilità di mettere in comunicazione esperienze sonore e sensibilità differenti.

La dimensione del festival resta così quella di un laboratorio nel quale la musica viene continuamente spostata oltre i confini del concerto tradizionale.

La successione di forme diverse – dall’esecuzione alla performance, dall’installazione alla visione, fino all’incontro con il pubblico – costruisce occasioni nelle quali l’ascolto può aprirsi alla conoscenza e alla condivisione. È questo carattere caleidoscopico a definire Teatri del suono® / Lontano: non una semplice successione di appuntamenti, ma un programma che utilizza la pluralità dei linguaggi per interrogare ciò che appare distante e provare a renderlo, almeno per il tempo dell’esperienza artistica, più vicino.

Il festival è realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il sostegno di Le Fondazioni Casali, Forum di cultura austriaco di Milano, ZKB Credito Cooperativo del Carso e Trieste, e in collaborazione con il Comune di Trieste – I circoscrizione. Tra i partner figurano il Conservatorio di Musica G. Tartini di Trieste, ETIS – Information Processing and System Teams dell’Université Cergy / Paris, Philosophy Kitchen, rivista online di filosofia contemporanea, La Cappella Underground / TSFF e We-Start centro produzione musica EPS. Collaborano inoltre la Comunità riformata di confessione elvetica – Trieste e la Libreria Antiquaria Umberto Saba.


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