La lingua siciliana non come patrimonio da custodire immobile, ma come materia viva da leggere, ascoltare e praticare. È questa l’idea che guida AMUNINNI, la rivista digitale del Gruppo “Parramu Sicilianu”, giunta al numero 14 con un progetto che mette in relazione tradizione e linguaggi multimediali.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Gaetano Mocciaro <mocciaro@libero.it>
Una lingua continua a vivere quando riesce a passare da una generazione all’altra e, soprattutto, quando trova gli strumenti per abitare il proprio tempo. È su questa convinzione che si muove AMUNINNI, rivista digitale interattiva dedicata alla tutela, alla promozione e alla diffusione dell’identità linguistica e culturale siciliana, della quale il Gruppo “Parramu Sicilianu” annuncia la pubblicazione del quattordicesimo numero. Ideata e curata da Gaetano Mocciaro, la rivista si avvale della consulenza linguistica di Nino Barone, componente del Collegio Scientifico dell’Accademia della Lingua Siciliana. L’impostazione dichiarata è quella di coniugare rigore scientifico e filologico con una divulgazione accessibile e contemporanea, evitando di ridurre la lingua a esercizio nostalgico o a testimonianza di un folklore cristallizzato.
La prospettiva è opposta: considerare il siciliano un patrimonio capace di esprimersi nel presente e di utilizzare le possibilità offerte dalla tecnologia digitale. Il numero 14 costruisce così un itinerario che accosta sapienza antica ed espressione contemporanea, rivolgendosi agli studiosi ma anche alle nuove generazioni e ai lettori internazionali. Uno degli assi portanti è naturalmente il lessico. Parole ed espressioni come addabbanna, sbacantari, ncuttu e tantiari diventano materia di approfondimento etno-linguistico, mentre uno spazio specifico è dedicato all’evoluzione del cuteddu nella cultura popolare, affrontata attraverso una lettura storico-antropologica.
La lingua conduce direttamente alla visione del mondo che l’ha prodotta. Da qui l’attenzione riservata ai proverbi e alla filosofia quotidiana che essi condensano in formule tramandate nel tempo. Il nuovo numero prende in esame massime come “Megghiu pèrdiri ca straperdiri” e “Megghiu sulu ca malu accumpagnatu”, insieme alle osservazioni meteorologico-popolari legate ai santi del calendario. Espressioni brevi nelle quali esperienza, prudenza, ironia e osservazione della realtà trovano una forma destinata alla memoria collettiva.
Allo stesso patrimonio appartengono le filastrocche dell’infanzia. AMUNINNI recupera la formula rituale “Canigghia, canigghia, cu la trova si la pigghia”, riportando l’attenzione su una tradizione ludica nella quale la parola era insieme gioco, ritmo e trasmissione orale. La ricognizione si allarga quindi all’identità gastronomica siciliana, con la ricetta tradizionale degli arancinetti, e alla musica, attraverso un contributo storico-critico dedicato a Mi votu e mi rivotu suspirannu, indicata come una delle pietre miliari del repertorio musicale e poetico dell’isola.
È però sul terreno digitale che il progetto mostra con maggiore evidenza la propria impostazione. AMUNINNI non si limita infatti a trasferire sullo schermo i contenuti di una rivista tradizionale. La componente multimediale entra direttamente nella fruizione: supporti audio integrati nel layout consentono di ascoltare la corretta pronuncia e la declinazione espressiva dei testi. Le letture sono affidate alle voci di Franco e Salvatore Bianca, Gaetano Forti, Vincenzo Giannoni e Margherita Neri.
L’ascolto assume un significato particolare quando si lavora su una lingua nella quale pronuncia, cadenza e sonorità costituiscono parte integrante dell’esperienza linguistica. Il testo scritto viene così affiancato dalla voce, mentre gli strumenti interattivi cercano di rendere l’apprendimento e la consultazione più immediati.
La stessa logica sostiene l’apertura verso un pubblico non esclusivamente siciliano. Il numero propone quiz interattivi in cinque lingue – italiano, sicilianu, inglese, spagnolo e francese – e comprende un’ampia appendice con traduzioni e glossari accessibili direttamente dal formato digitale. L’obiettivo è ampliare la fruibilità dei contenuti e rendere la lingua siciliana accessibile anche fuori dai suoi confini geografici e linguistici.
È in questa combinazione fra memoria e innovazione che il progetto individua la propria direzione. Il principio viene espresso con chiarezza nello stesso comunicato: l’intenzione non è conservare il siciliano “sotto una teca di vetro”, ma mantenerlo nella quotidianità utilizzando le opportunità offerte dall’era digitale e dai linguaggi multimediali.
AMUNINNI prova dunque a intervenire su un passaggio delicato per qualsiasi patrimonio linguistico: conservare senza immobilizzare. Lessico, proverbi, filastrocche, cucina e musica documentano una cultura sedimentata nel tempo; audio, interattività, traduzioni e quiz cercano invece di darle strumenti adatti alla circolazione contemporanea. La tradizione, in questa prospettiva, non viene separata dall’innovazione, ma affidata proprio a essa per continuare a essere praticata e compresa.
Il numero 14 di AMUNINNI è disponibile in formato digitale sfogliabile e interattivo attraverso i canali ufficiali e la community del Gruppo “Parramu Sicilianu”. La redazione e la curatela sono affidate a Gaetano Mocciaro, mentre la supervisione scientifica è di Nino Barone, del Collegio Scientifico dell’Accademia della Lingua Siciliana.


