Orizzonte Terra, la Puglia percorsa a piedi nello sguardo di Franco Giacopino

Dopo il bianco e nero analogico di “Orizzonte Mare”, Franco Giacopino torna a raccontare la Puglia cambiando tecnica, paesaggio e colore. La nuova mostra segue strade di campagna, tratturi e antiche vie di pellegrinaggio, osservando insieme natura, storia e tracce del lavoro umano.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Stefania Di Mitrio <stefania.dimitrio@gmail.com>.

Trentasei fotografie e quasi dieci anni di cammini attraverso la Puglia. È la geografia personale che Franco Giacopino porta nelle sale di Palazzo Starita a Bari con Orizzonte Terra, la Puglia ….. nei miei cammini, mostra fotografica che si inaugura venerdì 11 settembre alle 18.30. Le immagini, selezionate dal critico d’arte Vincenzo Velati, sono fotografie digitali a colori realizzate durante escursioni e percorsi compiuti dall’autore dal 2017 a oggi.

L’esposizione arriva a pochi mesi da Orizzonte Mare, ospitata nella stessa sede dal 20 giugno al 4 luglio 2026. In quell’occasione Giacopino aveva affidato a 35 fotografie analogiche in bianco e nero il racconto di una parte della costa pugliese. Un’esperienza con la fotografia analogica che, nel percorso dell’autore, è stata propedeutica al successivo passaggio al digitale. Con Orizzonte Terra cambiano dunque tecnica e tavolozza, mentre rimane centrale il rapporto diretto con i luoghi.

Il viaggio prende le mosse da Candela e prosegue attraverso buona parte del Tavoliere. Giacopino percorre quindi il tratto della via Micaelica che, provenendo da Benevento, attraversa Troia, Lucera, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo per raggiungere i luoghi della devozione a San Michele e Monte Sant’Angelo. Il cammino si spinge poi a Vico del Gargano, dove l’obiettivo incontra i riti legati a San Valentino, protettore degli agrumeti e degli innamorati, e arriva infine a Vieste e ai suoi trabucchi.

Sono percorsi affrontati in tempi diversi, lungo strade di campagna e antichi tratturi, talvolta seguendo il mare. La fotografia registra la varietà cromatica di una regione nella quale l’azzurro intenso del cielo e dell’Adriatico incontra il marrone caldo della terra. Da Margherita di Savoia a Torre Guaceto compaiono muretti a secco, campi di grano, prati e paesaggi della Murgia pugliese. Lo sguardo dell’autore si sofferma sulla natura senza separarla dal lavoro dell’uomo, seguendo le trasformazioni prodotte nel tempo dalla presenza e dalle attività delle comunità.

Il percorso raggiunge la rocca del Garagnone, nella prateria del Parco dell’Alta Murgia, oggi nel territorio di Poggiorsini, per dirigersi successivamente verso lo Iazzo Sant’Angelo, a Santeramo, luogo che nel tempo ha rappresentato un crocevia di pellegrini e culture. Da qui il viaggio fotografico prosegue nel Parco Terra delle Gravine, fra i grandi canyon di una delle più importanti aree naturalistiche europee, toccando le gravine di Laterza e Castellaneta.

Matera diventa la meta finale attraverso la via Peuceta del Cammino Materano. Ma la ricognizione di Giacopino comprende anche un altro itinerario e i colori di una stagione differente. Nel Salento orientale il fotografo incontra dolmen e menhir, monumenti che il comunicato associa rispettivamente alle pratiche sepolcrali e al culto del Sole e della Madre Terra. Le testimonianze megalitiche emergono nelle campagne tra Giurdignano, Giuggianello e Otranto, inserite in un paesaggio che conserva segni molto antichi della presenza umana.

Tra questi luoghi spicca il menhir di San Paolo, posto a sorvegliare una piccola cripta nella quale sono affrescate l’immagine del santo e una tela di ragno. Nello stesso itinerario, attraverso una campagna segnata dagli uliveti secolari, le fotografie raggiungono i “Massi della Vecchia”, grandi pietre ciclopiche, e la vicina cripta sacra dedicata a San Giovanni Battista. Luoghi che Giacopino legge attraverso la loro dimensione paesaggistica e insieme mistica.

Orizzonte Terra si inserisce in un lavoro che il fotografo porta avanti da anni attorno al viaggio a piedi. Lo stesso Giacopino collega la mostra a Il mio Regio Tratturo – Fotografie appunti di viaggio natura e colori sul percorso tra Abruzzo e Puglia, volume narrativo-fotografico pubblicato alcuni anni fa e accompagnato da una mostra itinerante. La nuova esposizione ne costituisce, nelle parole dell’autore, una sorta di “estratto di viaggio”, nel quale impressioni e suggestioni si condensano nelle immagini di alcuni paesaggi e passaggi pugliesi.

Gravine, cripte, iazzi, ponti, rocche, chiese rupestri e tratturi formano così un repertorio che non viene raccolto come semplice catalogo di luoghi. Attraverso questi elementi Giacopino cerca le antiche vie e la storia dei cammini percorsi nei secoli da pellegrini e pastori transumanti. Il viaggio contemporaneo finisce per sovrapporsi a itinerari molto più antichi, mentre la fotografia trattiene ciò che il camminatore incontra lungo il percorso.

La mostra permette anche di rileggere una ricerca maturata attraverso esperienze artistiche differenti.

Nato a Bari nel 1951, Franco Giacopino ha iniziato dedicandosi alla pittura e alla grafica, per passare successivamente alla fotografia e al video. Dopo l’Accademia di Belle Arti ha approfondito le proprie conoscenze fotografiche a Milano con Giac Casale, Claudio Gaiaschi e Tony Thorimbert e a Zurigo presso la Sinar Photography. Nel corso degli anni ha realizzato fotografie pubblicitarie per Vogue, Glamour, Elle e altre riviste.

Dal 2011 la sua attività si concentra sui reportage fotografici e video realizzati a piedi lungo i “cammini”. Tra le mostre personali figurano Il colore tra realtà ed emozione, Un amore di frutta, Ai limiti, L’immagine di San Nicola nella fotografia, Paravents Photographiques, L’Aldiqua, Tra Puglia e Albania, Ex Foto e Il Mio Regio Tratturo.

All’inaugurazione di Orizzonte Terra parteciperanno Antonio Castorani e Ada Pizzi, rispettivamente presidente e direttrice generale della Fondazione Puglia, il presidente del FAI Puglia Saverio Russo e il critico d’arte Vincenzo Velati. L’esposizione è realizzata con la collaborazione di Fondazione Puglia, che ha concesso gratuitamente gli spazi di Palazzo Starita, e di Puglia Cultura Territorio.

La mostra resterà aperta fino a domenica 27 settembre e sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 17 alle 20. L’ingresso è gratuito e la visita è prevista su prenotazione attraverso il sito di Palazzo Starita.


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