Due grandi sfere raccontano un pianeta diviso tra terre emerse e oceani. Fra loro, una piccola biglia trasparente rende immediatamente percepibile quanto sia limitata l’acqua dolce disponibile sulla Terra. Da questa immagine prende avvio il lavoro di Alessandro Zannier, che trasforma dati e sistemi complessi in esperienza visiva e sonora.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Paola Martino Press.
Togliere idealmente tutti i mari dalla Terra significa scoprire un paesaggio che non siamo abituati a vedere. Le catene montuose sommerse affiorano come la geografia di un mondo arido, quasi lunare. Separare, al contrario, le terre dagli oceani lascia davanti agli occhi soltanto una fragile superficie azzurra, apparentemente sul punto di spezzarsi. Alessandro Zannier costruisce attorno a queste due immagini “Atlante della sete”, la grande opera dedicata alla futura crisi idrica mondiale che sarà presentata domenica 13 settembre 2026 alle ore 18.00, nello Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano.
Fra le due grandi sfere dell’installazione compare un terzo elemento, assai più piccolo: una biglia trasparente che rappresenta l’esigua quantità di acqua dolce disponibile sul pianeta. La sproporzione diventa così il dato più eloquente dell’opera. Una risorsa indispensabile e limitata viene sottratta all’astrazione delle statistiche e tradotta in una presenza fisica, mettendo in evidenza quanto l’acqua sia destinata a diventare sempre più strategica e, potenzialmente, causa di nuovi conflitti.
È precisamente su questo passaggio dai numeri alle forme che si concentra da anni la ricerca di Zannier. Artista concettuale e musicista, lavora fra ambiente, scienza, big data e sistemi complessi, facendo delle arti visive e della musica strumenti per interpretare le trasformazioni del pianeta. L’appuntamento milanese mette quindi in relazione arte, dati ambientali, divulgazione e suono, mostrando anche alcune delle procedure attraverso le quali le informazioni statistiche vengono trasformate in immagini, animazioni e componenti sonore mediante processi di sonificazione.

A dialogare con Zannier sarà Fortunato D’Amico, curatore d’arte indipendente, architetto, docente e giornalista, impegnato nella ricerca sui rapporti fra arte, scienza, ambiente e società. Nel corso della sua attività D’Amico ha curato numerosi progetti espositivi e multidisciplinari, dedicando particolare attenzione alla sostenibilità e alle trasformazioni contemporanee. L’incontro sarà introdotto da Paolo Mozzo, per ARTantide Gallery e Movimento Arte Etica.
La componente musicale non costituisce un’aggiunta laterale al progetto.
Zannier è infatti anche Ottodix, alias con il quale ha sviluppato un percorso nella musica electro-alternative italiana. Durante l’incontro proporrà una breve performance insieme a Loris Sovernigo al piano synth, oltre a un set tratto da “Cerebro_Mundi”, il nono concept album di Ottodix, pubblicato nel 2026. Il lavoro è dedicato al rapporto fra cervello umano e “cervello planetario” e alle interconnessioni che legano sistemi naturali e artificiali, habitat e strutture complesse.
La convergenza fra dimensione sonora e ricerca visiva attraversa l’intera attività dell’artista. Nato a Treviso nel 1971, Zannier ha partecipato a mostre personali e collettive internazionali, a tre edizioni della Biennale Italia-Cina, alla Biennale di Curitiba del 2019 e a esposizioni al CAFA Museum di Pechino. È stato inoltre presente in due Biennali di Venezia consecutive, nel 2021 per l’Architettura – Padiglione Italia e nel 2022 per l’Arte – Padiglione Camerun.
Il progetto “ENT”, basato su installazioni gemelle che incrociano dati ambientali fra l’Italia e i sei continenti, ha avuto origine tra Venezia e la Nuova Zelanda e si è concluso negli Stati Uniti, dove è stato esposto al New York Institute of Technology con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e con il supporto del curatore e architetto Alessandro Melis. Zannier collabora inoltre con atenei e istituti di ricerca attraverso operazioni artistiche e sonore dedicate ai sistemi complessi e alle correlazioni fra natura, dati e società.
Con il nome Ottodix ha pubblicato nove concept album, due raccolte e un libro, portando progressivamente il progetto musicale anche negli spazi culturali e museali attraverso concerti dedicati a scienza, filosofia e ambientalismo. Nel 2025 la grande installazione immersiva video e sonora “Escalation><Involution”, incentrata sulla crescita esponenziale delle criticità climatiche messa in relazione con l’impoverimento culturale dell’Occidente, è stata esposta all’M9 – Museo del ’900 di Mestre, come parte contemporanea della mostra sull’Impressionismo “Arte Salvata”, dedicata a una raccolta di capolavori sopravvissuti al bombardamento di Le Havre.
Il 2026 segna un’altra tappa del suo percorso: oltre alla pubblicazione di “Cerebro_Mundi”, dal 1° ottobre Zannier rappresenterà l’Italia alla Biennale di Durazzo, in Albania. Dal 2016 aderisce inoltre al Movimento Arte Etica e lavora con ARTantide Gallery.
La presentazione di “Atlante della sete” conclude il percorso della mostra “La misura dell’UNO”, promossa dal Movimento Arte Etica e organizzata da ARTantide Gallery. Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo conviviale. Per partecipare all’appuntamento del 13 settembre è richiesta la registrazione e la conferma della presenza.

