Per oltre trent’anni le opere della Collezione Cocif sono rimaste custodite nella sede aziendale. Con “L’Arte celata” escono per la prima volta da quegli ambienti e costruiscono un percorso attraverso alcune delle esperienze più significative della pittura italiana ed europea del Novecento.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da cristina minotti <cristinaminotti.asanisimasa@gmail.com>.
Per più di trent’anni è stata una collezione conosciuta da pochi, cresciuta lontano dai musei e dai consueti circuiti espositivi, negli spazi di un’azienda di Longiano. Adesso quel patrimonio esce per la prima volta dalla dimensione privata nella quale è stato custodito. Sabato 19 settembre, alle ore 18, nella ex Chiesa della Madonna di Loreto, all’interno del Polo Museale del Castello Malatestiano, si inaugura “L’Arte celata. La Collezione Cocif”, mostra promossa e organizzata dalla Fondazione Tito Balestra e visitabile fino al 29 novembre 2026.
Il titolo dice molto della storia che precede l’esposizione. Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Felice Casorati, Massimo Campigli, Antonio Ligabue, Gino Severini e Renato Guttuso sono alcuni degli autori di una raccolta costituita a partire dalla metà degli anni Novanta e rimasta finora sostanzialmente invisibile al grande pubblico. A curare la mostra è Claudio Spadoni, storico e critico d’arte, già direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e curatore di numerose esposizioni in Italia e all’estero.
La vicenda della collezione è strettamente intrecciata a quella di Cocif, storica cooperativa nata a Longiano e oggi azienda attiva nella produzione di porte e finestre. Fu lo storico presidente Vincenzo Bellavista a immaginare, negli anni Novanta, che alla crescita dell’attività produttiva potesse affiancarsi un progetto culturale. Non si trattava soltanto di collezionare opere, ma di stabilire un rapporto fra lavoro, produzione e arte: chi è impegnato nella creazione di bellezza attraverso il proprio mestiere, secondo l’idea alla base del progetto, deve potersi confrontare anche con la bellezza prodotta dagli artisti.

La raccolta si è così sviluppata nel tempo, opera dopo opera, parallelamente alle iniziative culturali sostenute dall’azienda, dal teatro alle arti visive. Nel 2026, in occasione dell’81° anniversario di Cocif, quella scelta compiuta oltre trent’anni fa assume una dimensione pubblica: le opere lasciano gli ambienti nei quali sono state conservate e vengono presentate negli spazi della Fondazione Tito Balestra.
Il percorso permette di attraversare stagioni e linguaggi differenti della pittura del Novecento. Le atmosfere sospese e metafisiche di Giorgio de Chirico incontrano la solidità del paesaggio di Carlo Carrà; le figure enigmatiche di Felice Casorati e Massimo Campigli si confrontano con la forza visionaria di Antonio Ligabue. Accanto a loro compaiono Gino Severini, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Ottone Rosai, Mario Tozzi e Maurice Utrillo, insieme a Giovanni Cappelli, Silvano D’Ambrosio e Roberto Masi.
Fra le opere segnalate nel percorso figurano Vita silente in un paese di de Chirico, Paesaggio toscano di Carrà, La lettera di Casorati, La soprano di Campigli e Castello con troika di Ligabue. A queste si aggiungono L’œuf sur le plat di Severini, Tetti a Roma di Guttuso e Paesaggio con gli ulivi di Rosai. Pur avendo nel Novecento il proprio nucleo più consistente, la collezione comprende anche testimonianze della pittura italiana tra Settecento e Ottocento, ampliando così l’arco cronologico dell’esposizione.
La novità non risiede dunque soltanto nella qualità dei nomi presenti, ma nella possibilità stessa di vedere una raccolta fino a oggi ignota al pubblico. È questo uno degli aspetti sottolineati dal curatore Claudio Spadoni, che ha maturato nel tempo un particolare interesse per le diverse forme del collezionismo, da quello privato a quello delle istituzioni e delle fondazioni. Proprio il carattere inedito della Collezione Cocif e la possibilità di presentare per la prima volta opere rimaste a lungo non accessibili hanno costituito per lui un motivo specifico di interesse. Alla mostra seguirà inoltre la presentazione di un catalogo curato dallo stesso Spadoni.
Il passaggio dagli ambienti aziendali al museo modifica inevitabilmente anche il modo in cui queste opere possono essere osservate. Al Polo Museale di Longiano la Collezione Cocif entra infatti in rapporto diretto con il patrimonio della Fondazione Tito Balestra. Sono due raccolte nate da esperienze differenti, ma accomunate dalla presenza di testimonianze rilevanti dell’arte moderna e contemporanea.
Per Flaminio Balestra, direttore della Fondazione Tito Balestra, ospitare la mostra significa offrire al pubblico l’opportunità di conoscere un patrimonio rimasto nascosto per oltre trent’anni e, contemporaneamente, creare un dialogo capace di arricchire entrambe le collezioni. È proprio questo confronto a dare all’esposizione una fisionomia che va oltre la semplice presentazione di una raccolta privata.
Luigi Marconi, presidente di Cocif, riconduce invece il progetto alle sue origini e alla visione di Vincenzo Bellavista. La collezione nacque quando una cooperativa ormai affermata nella produzione di porte e finestre decise di rivolgere la propria attenzione anche all’arte, considerandola non soltanto terreno di collezionismo, ma fonte di riferimento e ispirazione e possibile punto di connessione fra prodotto artigianale e prodotto artistico. La decisione di rendere oggi visibile ciò che per decenni era rimasto “celato” porta a compimento quella storia.
Anche l’amministrazione comunale legge l’iniziativa come un passaggio significativo per Longiano. Il sindaco Mauro Graziano ha sottolineato il prestigio della mostra e il valore della collaborazione fra Cocif e Fondazione Tito Balestra, che consente di presentare le opere in uno dei luoghi più rappresentativi della città.
“L’Arte celata” diventa così un nuovo momento di collaborazione fra due realtà profondamente legate allo stesso territorio. Da una parte un’impresa che ha costruito nel corso dei decenni un proprio patrimonio artistico; dall’altra un museo chiamato, per sua natura, a rendere le opere accessibili e a creare relazioni tra collezioni, artisti e percorsi culturali. Dopo oltre trent’anni, ciò che era nato e cresciuto negli spazi del lavoro entra nello spazio pubblico del museo. Ed è proprio il passaggio dal custodire al condividere a costituire il senso più preciso dell’intera operazione.
La mostra “L’Arte celata. La Collezione Cocif” inaugura sabato 19 settembre 2026 alle ore 18 al Polo Museale della Fondazione Tito Balestra di Longiano e resterà aperta fino al 29 novembre. È visitabile dal martedì alla domenica e nei giorni festivi, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. L’ingresso è compreso nel biglietto di visita alla Fondazione Balestra, al costo di 7 euro.

