Roma, New York e Taormina disegnano la geografia umana e artistica di Corrado Cagli. Il tema del nostos, inteso non come nostalgia ma come ritorno capace di trasformare l’identità, è al centro della mostra di Palazzo Corvaja, del catalogo che l’accompagna e dell’incontro in programma a Casa Cuseni.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da v.barbagallo@balloonproject.it.
Il ritorno di Corrado Cagli a Taormina non si esaurisce nelle sale di una mostra. Prosegue nei luoghi che conservano le tracce della sua presenza e soprattutto nel confronto tra gli studiosi che negli ultimi anni hanno riportato al centro dell’attenzione internazionale una figura complessa dell’arte italiana del Novecento. Mercoledì 16 settembre alle 17.30 Casa Cuseni ospiterà la conversazione pubblica legata a “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, esposizione in corso a Palazzo Corvaja dal 10 settembre al 18 ottobre 2026.
L’incontro, a cura di Raffaele Bedarida e Franco Baldasso, riunirà gli studiosi che hanno contribuito al catalogo della mostra: insieme ai curatori saranno presenti John Gerard Champagne e Yasmin Riyahi. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Antonio Bifera, direttore di Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana, e Casa Cuseni – Fondazione Kitson, con il supporto di Sapienza Università di Roma e Bard College.
A introdurre la conversazione sarà Franco Spadaro, presidente della Fondazione R. H. Kitson Casa Cuseni, che affronterà il rapporto creativo tra Cagli e la casa taorminese. Non si tratta semplicemente di una sede scelta per ospitare un appuntamento collaterale: nelle stanze di Casa Cuseni l’artista lavorò e proprio qui il percorso di “Nostoi” trova idealmente il proprio punto conclusivo. Vi è esposto “Piccolo processo”, opera del 1970 che costituisce parte integrante dell’itinerario della mostra. Al termine dell’incontro sarà inoltre possibile trasferirsi a Palazzo Corvaja per una visita speciale all’esposizione guidata dal curatore Raffaele Bedarida.

È il concetto greco del nostos, il ritorno, a fornire la chiave dell’intero progetto. Non un semplice richiamo nostalgico verso ciò che è stato, ma un processo attraverso il quale esperienza, esilio, guerra, memoria e incontro con culture differenti concorrono a ridefinire l’identità. Da questa prospettiva Roma, New York e Taormina diventano molto più di tre coordinate biografiche: sono altrettante stagioni della ricerca di Cagli.
Roma è la città della formazione e degli anni del fascismo; New York quella dell’esilio e della rinascita; Taormina appartiene alla maturità e alla costruzione di una rete cosmopolita di rapporti artistici e intellettuali. La Sicilia diventa così un osservatorio privilegiato dal quale rileggere l’ultima parte della vicenda creativa dell’artista e, contemporaneamente, la particolare storia culturale di una città capace di mettere in comunicazione arti visive, letteratura, teatro, danza e sensibilità provenienti da contesti internazionali differenti.

Questa lettura è sviluppata anche nel catalogo “Corrado Cagli: Nostoi. Roma, New York, Taormina”, pubblicato da Dario Cimorelli Editore e curato da Raffaele Bedarida e Franco Baldasso. Il volume raccoglie, oltre ai loro saggi, i contributi critici di Yasmin Riyahi e John G. Champagne e nasce nel quadro della rinnovata attenzione dedicata all’artista, che aveva avuto un momento significativo nella mostra organizzata nel 2023 al Center for Italian Modern Art di New York.
Saggi, opere e documenti ricostruiscono un percorso che attraversa linguaggi e ambienti diversi, approfondendo in particolare il rapporto con la Sicilia e la produzione della maturità. Tra i nuclei affrontati figurano le “Siciliane”, nelle quali il paesaggio mediterraneo diventa occasione di sperimentazione pittorica e terreno sul quale interrogare ancora una volta il rapporto fra luogo, memoria e identità.
Altrettanto importante è la rete delle relazioni. Il catalogo ricostruisce i rapporti di Cagli con personalità della cultura italiana e internazionale, fra le quali Léonide Massine e Saul Steinberg, mentre la conversazione del 16 settembre allargherà lo sguardo anche ai legami con intellettuali e poeti come Giuseppe Ungaretti, Massimo Bontempelli e Carlo Levi. Ne emerge un artista difficilmente riconducibile a un solo ambito disciplinare, immerso in un sistema di scambi che comprende pittura, letteratura, danza, teatro e impegno civile.
La giornata di studi porterà in primo piano anche aspetti meno conosciuti della sua ricerca. Saranno affrontati il rapporto creativo con lo sport e la cultura di massa – in particolare con il calcio – e il contributo di Cagli alla stagione queer di Taormina. La conversazione rientra nel progetto di terza missione “Maschilità Plurali” del dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, coordinato da Romana Andò, e approfondirà la componente omoerotica dell’opera dell’artista e la sua partecipazione a momenti significativi della cultura queer tanto a New York quanto a Taormina.
Calcio e balletto acquistano, da questo punto di vista, una particolare rilevanza: entrambi permettono di osservare l’interesse di Cagli per l’espressione del corpo e la sua esplorazione dell’identità di genere nel territorio di confine fra cultura di massa e avanguardia. La scelta di Casa Cuseni assume quindi un significato preciso anche rispetto a questi temi, per il ruolo svolto dalla dimora nella storia culturale e queer della Taormina novecentesca.
Casa Cuseni fu infatti uno dei luoghi centrali della vita intellettuale della città nel secondo dopoguerra, crocevia di artisti, intellettuali, attivisti e sostenitori delle libertà civili. La sua presenza all’interno del progetto non ha dunque carattere accessorio. Nelle sue sale è oggi esposto “Piccolo processo”, dedicato da Cagli al magistrato Giuseppe Navarra e ispirato alle difficoltà incontrate dalla magistratura nel contrasto alla mafia dopo la strage di Viale Lazio del 1969.
La mostra e il catalogo consentono così di osservare Taormina da una prospettiva che supera l’immagine della città come semplice scenario mediterraneo. La comunità internazionale che vi gravitò nel Novecento ne fece un luogo di incontro e confronto tra esperienze differenti, e la vicenda di Cagli permette di ricostruire parte di questa trama. È proprio nella relazione tra biografia individuale e storia dei luoghi che il nostos acquista il suo significato più fertile: tornare significa misurarsi nuovamente con ciò che si è attraversato, modificandone il senso.
Il progetto “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, curato da Raffaele Bedarida con la direzione artistica di Franco Baldasso e promosso da Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana, utilizza dunque l’esposizione come punto di partenza per una ricerca più ampia. La giornata del 16 settembre completa questo percorso trasformando la mostra in uno spazio di discussione sull’opera dell’artista, sulla sua identità e sulla dimensione internazionale della Taormina del Novecento.
La conversazione a Casa Cuseni, in via Leonardo Da Vinci 5/7 a Taormina, inizierà alle 17.30. L’ingresso è libero, ma è richiesta la prenotazione tramite l’indirizzo indicato dall’organizzazione, elisa.aucello@gmail.com.
La mostra “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina” proseguirà invece a Palazzo Corvaja fino al 18 ottobre. È visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 15.30 alle 20.30, con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Il biglietto intero costa 10 euro e il ridotto 5 euro per scolaresche, residenti a Taormina e ragazzi dai 6 ai 18 anni; sono previste inoltre le gratuità indicate dall’organizzazione e visite guidate su prenotazione.
Tra Palazzo Corvaja e Casa Cuseni si ricompone così una parte importante della geografia siciliana di Cagli. Non semplicemente il ritorno di un artista nei luoghi che frequentò, ma la possibilità di rileggerne oggi l’esperienza attraverso quelle stesse relazioni fra arte, memoria, corpo, identità e cosmopolitismo che fecero di Taormina uno dei luoghi decisivi della sua maturità.

