ORMA, quattro esperienze in rete per dare forza all’arte contemporanea a Messina

Artisti, spazi, curatori e professionalità non mancano: ciò che occorre è una relazione capace di diventare stabile. Da questa consapevolezza nasce ORMA – Officine per la Ricerca, la Mediazione e l’Arte, progetto che prova a costruire nel Messinese un sistema dell’arte contemporanea più connesso.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Da FORO G gallery <forog.gallery@gmail.com>.

Quattro esperienze maturate in luoghi diversi del territorio messinese decidono di incontrarsi e, soprattutto, di lavorare insieme. ORMA – Officine per la Ricerca, la Mediazione e l’Arte nasce dalla collaborazione tra il Collettivo Flock di Barcellona Pozzo di Gotto, il MuRC – Museo Rasocolmo Contemporaneo di Piano Torre, FORO G Gallery di Ganzirri e SMart APS di Pagliara. La nuova rete è stata presentata nella Sala Conferenze della GAMeC “Lucio Barbera” della Provincia e segna un passaggio significativo per realtà che da tempo operano nella ricerca e nella produzione culturale contemporanea.

L’elemento centrale dell’iniziativa sta proprio nella scelta della rete. Non si tratta di fondere esperienze differenti all’interno di un’unica struttura, ma di creare condizioni più favorevoli alla collaborazione, mettendo in comune competenze, conoscenze e capacità progettuali. Percorsi sviluppati per anni anche parallelamente possono così trovare occasioni di confronto e produrre iniziative condivise, senza perdere le caratteristiche che hanno definito l’attività di ciascun soggetto.

Alla presentazione sono intervenuti, per i saluti istituzionali, Daniela Cucè Cafeo, responsabile dell’Ufficio “Gestione GAMeC e altre Strutture” della Città Metropolitana, ed Enzo Caruso, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Messina. A illustrare il progetto sono stati David Duccio Savoca Macrì per SMart, Francesco Reitano per il MuRC, Roberta Guarnera per FORO G Gallery e Alessio Barchitta per il Collettivo Flock. All’incontro hanno preso parte anche Matteo Galbiati, critico e direttore artistico di SMart, collegato da remoto, e Mariateresa Zagone, critica e curatrice del MuRC.

Il punto di partenza di ORMA è una lettura precisa del territorio. Nel Messinese sono già presenti artisti, spazi, professionalità ed esperienze significative dedicate all’arte contemporanea. Ciò che spesso è mancato, secondo i promotori, è una rete capace di collegare queste presenze con continuità. Da qui la decisione di trasformare una pluralità di esperienze in una possibilità concreta di cooperazione, provando a costruire un sistema culturale maggiormente connesso.

È una distinzione importante, perché definisce anche la natura del progetto. “Non vogliamo costruire un contenitore indistinto né una sovrastruttura – spiegano gli organizzatori – ma mettere in comune competenze, esperienze e progettualità mantenendo l’identità e l’autonomia di ciascuno”. ORMA nasce dunque come luogo di relazione, non come soggetto destinato ad assorbire quelli che lo compongono. La diversità delle quattro realtà viene mantenuta e considerata una risorsa da mettere in circolo.

La rete intende favorire innanzitutto il dialogo fra le diverse figure che partecipano alla vita dell’arte contemporanea: artisti, curatori, critici, studiosi, istituzioni e comunità. L’obiettivo è creare occasioni di confronto capaci di superare la frammentazione e di rendere più continuativi i rapporti tra chi produce cultura e il contesto nel quale opera.

Accanto a questa funzione di collegamento, ORMA rivolge una particolare attenzione alle nuove generazioni. La rete punta infatti a creare opportunità per giovani artisti, critici, curatori e galleristi, ampliando le possibilità di incontro e collaborazione all’interno di un territorio nel quale competenze ed esperienze sono già presenti, ma non sempre riescono a entrare stabilmente in relazione.

Il nome scelto, Officine per la Ricerca, la Mediazione e l’Arte, restituisce così il carattere operativo dell’iniziativa. Quattro realtà autonome scelgono di condividere una parte del proprio percorso per verificare quanto possa diventare più efficace un sistema culturale quando le esperienze smettono di procedere soltanto in parallelo. ORMA comincia da qui: non dalla necessità di creare un nuovo contenitore, ma dalla volontà di collegare ciò che nel territorio è già vivo.


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