Camminare per Cavana significa attraversare una geografia nella quale luoghi reali e racconti continuano a sovrapporsi. Dal 2019 oltre 960 persone hanno partecipato ai tour guidati da Francesca Pitacco, seguendo le tracce lasciate da scrittori, abitanti e protagonisti di uno dei quartieri più singolari di Trieste.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da info <info@cizerouno.it>.
Alle nove di sera Cavana cambia prospettiva. I vicoli si stringono, le storie riemergono e quella parte di Trieste che James Joyce aveva riconosciuto come una “night town” torna a essere letta attraverso le persone che l’hanno abitata, gli scrittori che l’hanno raccontata e le trasformazioni che ne hanno modificato il volto. Giovedì 17 settembre, alle ore 21, Cavana Stories propone un nuovo appuntamento con il suo tour notturno nel cuore di Cittavecchia.
Promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia, il percorso rientra nella rassegna Cavana Stories ed è realizzato grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato Attività Produttive e Turismo. È un’esperienza iniziata nel giugno 2019 e che, fino a oggi, ha coinvolto oltre 960 partecipanti.
A condurre il racconto è Francesca Pitacco. Le strade diventano così la trama sulla quale si incontrano personaggi letterari e memorie del quartiere: Zeno Cosini con i suoi tormenti amorosi, le poesie di Umberto Saba, le canzoni popolari, i ricordi di Pino Roveredo e le vicende narrate da Ricarda Huch. E naturalmente James Joyce e Nora, accanto alla Muta, alla Fernanda, alla Zingara, alla Francese e agli altri personaggi rimasti nelle memorie di Cavana.
La definizione joyciana di “night town” continua a essere evocata ogni notte anche da uno dei neon del progetto Doublin’, installato su Palazzo Morpurgo in via della Pescheria. Ma ridurre Cavana alla sua dimensione notturna significherebbe perdere una parte importante della sua storia. Il tour ricostruisce infatti anche la topografia di una delle aree un tempo considerate più “calde” e proibite della città.
Era la Trieste “Out of Bounds” per le truppe del Governo Militare Alleato, presenti in città fino al 1954. Le ricerche condotte negli anni nell’ambito di Cavana Stories, insieme ad alcuni reportage realizzati da Mario Magajna nel quartiere nel 1947, hanno consentito di ricostruire una vera e propria mappa di quella geografia urbana. Via del Fortino, via del Fico e via dei Capitelli erano le strade nelle quali si concentrava la maggior parte delle case chiuse della zona.

Fino al 1954 questi luoghi potevano essere riconosciuti anche grazie a un segno preciso: un cerchio nero con una croce dipinto accanto agli ingressi. Era l’indicazione destinata ai militari alleati per segnalare i locali che non avrebbero dovuto frequentare. Un semplice simbolo sulla parete diventava così la traduzione visibile di una città divisa anche attraverso divieti, confini e regole imposte dalla particolare situazione politica del dopoguerra.
Il percorso di Cavana Stories recupera queste tracce senza separarle dalla dimensione letteraria del quartiere. Il punto di arrivo è l’Arco di Riccardo, nella “città romana”, secondo la definizione di Ricarda Huch. Qui sopravvive ciò che resta del vicolo del Trionfo, luogo che insieme ai suoi abitanti occupa una posizione centrale nel romanzo della scrittrice svizzera.
Il finale intreccia ancora una volta luoghi, parole e ricordi: affiorano il Terrano e l’Opollo di Lissa, mentre nel buio risuonano i versi di Cavana, la poesia con la quale Claudio Grisancich rende omaggio al progetto e ai partecipanti ai tour. È una conclusione coerente con un itinerario costruito non soltanto sulla successione delle tappe, ma sulla capacità di far riaffiorare una memoria attraverso le strade nelle quali quella memoria si è formata.
Francesca Pitacco accompagna così i partecipanti attraverso i numerosi volti assunti da Cavana nel corso del tempo. Il quartiere è stato sede di consolati e rifugio per pescatori; il suo dedalo di osterie ne ha segnato a lungo la vita quotidiana, mentre gli stessi luoghi sono diventati materia narrativa e fonte d’ispirazione per artisti e scrittori. La storia urbana e quella culturale finiscono inevitabilmente per intrecciarsi, perché qui la letteratura non costituisce un’aggiunta posteriore al paesaggio, ma una delle forme attraverso le quali il quartiere continua a essere ricordato.
Una parte delle storie e delle memorie raccolte dal progetto Cavana Stories è disponibile anche sul web. Il tour del 17 settembre partirà alle ore 21 davanti alla Farmacia “Al Redentore”, in piazza Cavana. La partecipazione costa 15 euro, con pagamento in contanti sul posto, ed è obbligatoria la prenotazione tramite e-mail all’indirizzo eventi@cizerouno.it. Il percorso non presenta particolari difficoltà ed è indicato per un pubblico dai 12 anni in su.
Per una sera, dunque, la Cittavecchia torna a essere letta seguendo una mappa diversa da quella consueta. Non soltanto vie e piazze, ma personaggi, divieti, insegne, poesie, romanzi e ricordi: le coordinate con cui Cavana Stories ricompone un quartiere che, dietro il volto della città contemporanea, conserva ancora molte delle storie che lo hanno attraversato.

