Una linea verticale di alluminio, la luce che ne accompagna le forme e un luogo dedicato alla storia della musica. Con la donazione di Stele prosegue il rapporto che da oltre venticinque anni lega Domenica Regazzoni a Bologna e al suo Museo della Musica.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it> .
Due metri e mezzo di alluminio si innalzano nel primo cortile interno di Palazzo Sanguinetti, accanto all’ingresso dello Spazio mostre. È Stele, opera realizzata da Domenica Regazzoni nel 2020 e ora donata dall’artista al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. La presentazione al pubblico è fissata per sabato 26 settembre 2026 alle ore 17.00, con ingresso libero.
La collocazione dell’opera mette immediatamente in relazione scultura, architettura e musica. Stele, dalle dimensioni di 250 × 15 × 20 centimetri, si sviluppa verticalmente come un segno essenziale e luminoso e appartiene al filone della ricerca che Regazzoni dedica al rapporto fra arte, musica e liuteria. Temi che da molti anni attraversano la sua produzione pittorica e scultorea e che trovano nel Museo della Musica un contesto particolarmente coerente.
Nel cortile l’opera acquista una presenza ulteriore attraverso la luce. L’intervento è stato realizzato da Viabizzuno e concepito per accompagnare la scultura, evidenziarne le forme e le ombre e coinvolgere lo stesso spazio architettonico. Pareti, geometrie e vuoti del luogo entrano così nel rapporto tra luce e materia, estendendo nello spazio la ricerca dell’artista sul suono e sulla sua possibile traduzione visiva.

La donazione arriva al termine di una relazione con Bologna costruita nell’arco di oltre venticinque anni. Un passaggio significativo risale al 2001, quando l’Ex Chiesa di San Mattia ospitò la mostra Regazzoni & Dalla, nata dalla collaborazione artistica avviata alcuni anni prima con Lucio Dalla. Quel sodalizio è stato ricordato nuovamente nel 2020 con Domenica Regazzoni & Lucio Dalla a 4 mani, esposizione curata da Silvia Evangelisti nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio, su invito del Comune di Bologna e della Fondazione Dalla.
Anche il rapporto con il Museo della Musica ha un precedente importante. Nel 2008 l’istituzione bolognese dedicò a Regazzoni la personale Scolpire la Musica, curata da Martina Corgnati e composta da oltre quaranta opere concepite in stretto dialogo con gli spazi espositivi. L’arrivo di Stele nella collezione del museo rappresenta quindi la prosecuzione di una storia artistica e culturale già consolidata.

Il legame con la musica appartiene del resto alla formazione stessa dell’artista. Domenica Regazzoni, nata a Bellano nel 1953, è figlia del liutaio Dante Paolo Regazzoni, allievo di Giacomo e Leandro Jr Bisiach. È cresciuta fra vernici e sgorbie e, dopo la scomparsa del padre, ha sviluppato una ricerca pittorica e scultorea sempre più direttamente legata alla musica. Aveva iniziato a dipingere nei primi anni Settanta, per abbandonare dagli anni Novanta la figurazione in favore di un’impostazione più astratta e informale.
Nella sua attività ha tratto ispirazione anche dalla collaborazione con autori di testi musicali come Mogol e Lucio Dalla e, nell’incisione, dal lavoro con la stamperia Grafica Uno di Giorgio Upiglio a Milano. Ha esposto, tra le altre città, a Tokyo, Kyoto, Strasburgo e Shanghai e, in Italia, a Milano, Roma, Lecco e Bologna. Nel 2011 ha partecipato alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e tra il 2014 e il 2017 alla seconda e alla terza Triennale di Roma. Diverse sue sculture ispirate alla musica sono inoltre collocate permanentemente in spazi pubblici italiani e all’estero.
La presentazione di Stele avrà un seguito musicale già alle 17.30, quando nella Sala Eventi del museo Alessio Bidoli al violino e Luigi Moscatello al pianoforte daranno vita al concerto Scolpire la musica. Il programma attraversa quasi due secoli di repertorio, seguendo l’evoluzione del dialogo tra violino e tastiera dal Settecento al primo Novecento.
L’apertura è affidata alla Sonata in sol minore H. 542.5 di Carl Philipp Emanuel Bach, pagina dall’attribuzione storicamente discussa. Seguirà Giuseppe Tartini con la Sonata in sol minore Il trillo del diavolo, legata alla celebre leggenda del sogno nel quale il compositore avrebbe udito il diavolo suonare il violino. Il percorso raggiungerà quindi il Romanticismo francese con la Sonata n. 1 in re minore per violino e pianoforte, Op. 75 di Camille Saint-Saëns, composta nel 1885, per concludersi con Tzigane di Maurice Ravel, rapsodia da concerto del 1924.
Alessio Bidoli, nato a Milano nel 1986, si è diplomato con il massimo dei voti e lode al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e si è perfezionato alla Haute École de Musique di Losanna, al Mozarteum di Salisburgo, all’Accademia Chigiana e all’Accademia Internazionale di Imola. Come solista si è esibito, tra le altre sedi, alla Carnegie Hall di New York e al Musikverein di Vienna. Dal 2013 collabora stabilmente con Bruno Canino ed è titolare della cattedra di Violino al Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara. Suona uno Stefano Scarampella del 1902, alternandolo con uno strumento del nonno, il liutaio Dante Regazzoni.
Luigi Moscatello, nato a Bologna nel 1980, si è diplomato nel 1999 al Conservatorio “Giovan Battista Martini” con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, perfezionandosi successivamente con Lazar Berman all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola. Ha debuttato come solista a dodici anni al Teatro Comunale di Imola e ha svolto attività concertistica per numerose istituzioni e rassegne. Dopo una lunga esperienza didattica, è attualmente pianista accompagnatore al Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna e presso la Fondazione Accademia Internazionale di Imola.
Il concerto è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite oppure presso il bookshop del Museo della Musica nei giorni di apertura. La presentazione della donazione, alle ore 17.00, è invece a ingresso libero. Scultura e concerto compongono così un unico appuntamento intorno a quella relazione fra materia e suono che accompagna da anni il lavoro di Domenica Regazzoni e che con Stele entra stabilmente negli spazi del museo bolognese.

