Padova Jazz Festival 2026: grandi voci, nuove generazioni e musica senza confini

Il festival torna a diffondersi nei luoghi della città con concerti, matinée, incontri letterari, fotografia e arte. Un programma che mette in dialogo generazioni e linguaggi, dalle radici del jazz alle sue contaminazioni contemporanee, preceduto il 10 ottobre dal concerto di Amii Stewart.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Daniele Cecchini <daniele@musicforward.it>.

Una voce che nel 1979 conquistò il pubblico internazionale con Knock on Wood aprirà il percorso prima ancora che il festival abbia ufficialmente inizio. Sabato 10 ottobre Amii Stewart salirà sul palco del Gran Teatro Geox per l’anteprima della ventottesima edizione del Padova Jazz Festival, in programma poi dal 22 ottobre all’8 novembre. È il primo nome di un cartellone che mette insieme protagonisti affermati, musicisti raramente presenti in Italia, nuove generazioni e una componente femminile particolarmente evidente: nove dei sedici concerti sono guidati da musiciste.

Il festival si muoverà attraverso numerosi spazi padovani, cambiando dimensione insieme alla musica: il Teatro Verdi, la Sala dei Giganti al Liviano, il Centro Culturale Altinate/San Gaetano, il Gran Teatro Geox, il Barco Teatro e le aule dell’Università degli Studi di Padova. Il programma affianca star internazionali come Kurt Elling con gli Yellowjackets ad artisti italiani come i Doctor 3 con Luciano Biondini; ospita figure di prestigio ma poco frequenti sui palcoscenici italiani, come Delfeayo Marsalis e Brandee Younger, e punta su musicisti emergenti come Isaiah Collier. Prosegue inoltre l’esplorazione dei rapporti tra musica afroamericana e mondo latino, affidata in particolare a Yilian Cañizares e Marialy Pacheco.

Dopo l’anteprima di Amii Stewart, il primo concerto del festival sarà il 22 ottobre nell’Aula Rostagni dell’Università degli Studi di Padova. Pietro Tonolo, al sax tenore e soprano e al flauto, sarà al centro del DJP Trio con Dario Deidda al basso elettrico e Jorge Rossy alla batteria e al vibrafono. La formazione senza pianoforte è costruita per lasciare ampio spazio al solista e alla relazione diretta con la sezione ritmica.

Il 23 ottobre, alla Sala dei Giganti, arriverà Yilian Cañizares. Violinista e cantante originaria dell’Avana, porta nel jazz elementi della musica cubana e classica. Nel suo trio con Childo Tomas e Inor Sotolongo queste componenti confluiscono in una proposta aperta a molteplici influenze. Una settimana dopo, il 30 ottobre all’Auditorium del Centro Culturale Altinate/San Gaetano, sarà la pianista cubana Marialy Pacheco a proseguire questo itinerario: il suo trio, completato da Juan Camilo Villa e Miguel Altamar, estende il linguaggio cubano verso le tradizioni dell’America Latina e le influenze della musica classica.

Tra i due appuntamenti, il 24 ottobre la Sala dei Giganti ospiterà i Doctor 3. Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, formazione attiva da quasi trent’anni, hanno costruito una propria identità sulla libertà con cui rileggono il repertorio pop, rock e soul internazionale in chiave jazzistica. A Padova il trio avrà come ospite Luciano Biondini alla fisarmonica.

Il 29 ottobre, all’Auditorium del Centro Culturale Altinate/San Gaetano, sarà protagonista Brandee Younger. La sua ricerca ha ridefinito il ruolo dell’arpa nel jazz, portando lo strumento verso nuove soluzioni sonore e stilistiche e mettendo in relazione innovazione, musica digitale e attenzione alle radici. Younger si esibirà in trio con Rashaan Carter al contrabbasso e Allan Mednard alla batteria.

Un altro incontro legato alla tradizione afroamericana arriverà il 31 ottobre alla Sala dei Giganti con Delfeayo Marsalis. Il trombonista, figlio di Ellis Marsalis e fratello di Wynton e Branford, si presenterà con un quintetto nel quale figura il sassofonista tenore Eric Alexander. Per i due solisti sarà la prima esibizione insieme su un palco europeo. Il programma richiama direttamente l’eredità musicale di New Orleans attraverso swing, groove ed entertainment, elementi che il comunicato indica come fondamentali nella concezione musicale di Marsalis.

Le tre serate principali al Teatro Verdi concentreranno alcuni dei nomi più noti del cartellone e saranno attraversate da temi sociali, memoria musicale e rilettura della tradizione. Il 5 novembre Kurt Elling e gli Yellowjackets presenteranno Celebrate Weather Report, omaggio alla musica dei Weather Report. La voce baritonale e l’approccio improvvisativo di Elling incontreranno una formazione che ha segnato la storia del jazz fusion: Russell Ferrante alle tastiere, Bob Mintzer al sax, Dane Alderson al basso e William Kennedy alla batteria.

Il 6 novembre toccherà a Dee Dee Bridgewater con We Exist!. Il progetto nasce attorno a una formazione interamente femminile: con la cantante ci saranno Alexis Lombre al pianoforte, Liany Mateo al contrabbasso e basso elettrico e Shirazette Tinnin alla batteria. Il repertorio è costruito intorno a brani di protesta e a un messaggio di impegno civile, mettendo in relazione musica e attivismo da una prospettiva femminile.

La terza serata, il 7 novembre, sarà affidata a Isaiah Collier con un omaggio a John Coltrane nel centenario della nascita. Il giovane sassofonista di Chicago sarà accompagnato da Davis Whitfield al pianoforte, Conway Campbell al contrabbasso e Tim Regis alla batteria. Il progetto guarda ai quartetti coltraniani, alla loro intensità e alle loro complesse trame musicali, facendone il terreno sul quale Collier sviluppa il proprio linguaggio.

Alle tre serate del Verdi corrisponderanno altrettanti concerti pomeridiani al Ridotto, dedicati al jazz italiano. Il 5 novembre Vito Di Modugno guiderà il suo Organ Quartet, con l’organo Hammond al centro della formazione. Il 6 novembre Massimo Moriconi ed Emilia Zamuner presenteranno Doppia Vita, affidandosi alla formula essenziale di contrabbasso e voce. Il 7 novembre il vibrafonista Saverio Tasca porterà invece l’Amos Alfredson Project, trio che integra elementi provenienti dalla musica occidentale, classica ed etnica.

Un’altra linea del festival è affidata alle matinée domenicali del Barco Teatro. Il 25 ottobre Silvania Dos Santos e Giancarlo Bianchetti proporranno un percorso nella musica brasiliana, alternato a composizioni originali. Il 1° novembre la contrabbassista e cantante Arabella Rustico guiderà il proprio trio, mostrando la sua vocazione jazzistica dopo le esperienze accanto a numerosi protagonisti della musica pop italiana. L’8 novembre i Lovesick chiuderanno il ciclo con un’immersione nelle atmosfere americane degli anni Quaranta e Cinquanta, fra country, rock’n’roll, western e swing.

Il programma non si esaurisce nei concerti. Il rapporto fra jazz e fotografia sarà sviluppato attraverso due mostre: Jazz Across Europe di Tim Dickenson, alle Scuderie di Palazzo Moroni dal 28 ottobre al 28 novembre, e The Stage Is Hers di Alessandra Freguja, al Caffè Pedrocchi dal 19 ottobre al 22 novembre. Sempre al Caffè Pedrocchi, nella Sala Bianca, sono previsti due incontri letterari: il 23 ottobre Nicola Gaeta presenterà con Michele Bugliari Black Beauty. Storie di musica nera; il 30 ottobre Claudio Fasoli parlerà con Francesco Martinelli di Jazz, architetture di un azzardo.

A completare il versante artistico sarà Anna Piratti con Minaccia sereno, opera realizzata per il festival e ospitata dal 23 ottobre al 16 novembre nella Sala delle Pigne dell’Osservatorio Astronomico di Padova, in collaborazione con INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica. L’inaugurazione è prevista il 22 ottobre alle 18. Mostre, incontri letterari e questo appuntamento sono a ingresso gratuito.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles, presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, con il contributo di Bosco Costruzioni e Volksbank e il sostegno del Ministero della Cultura. La direzione artistica è di Gabriella Piccolo Casiraghi, mentre consulenza artistica e ufficio stampa sono affidati a Daniele Cecchini.

Per gli studenti è previsto un biglietto unico di 5 euro per i concerti all’Università, alla Sala dei Giganti, al Centro Culturale San Gaetano, al Barco Teatro e al Ridotto del Teatro Verdi, disponibile il giorno stesso fino a esaurimento; per i concerti serali al Teatro Verdi il biglietto studenti è di 10 euro, con disponibilità limitata ai posti in galleria. È inoltre previsto un abbonamento da 85 euro per le tre serate del 5, 6 e 7 novembre con Kurt Elling e gli Yellowjackets, Dee Dee Bridgewater e Isaiah Collier.


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