Una cappella temporanea, la Madonna dei Sepali, ricami, sculture, disegni e un tavolo di lavoro compongono un ambiente da attraversare e abitare. Al centro resta una domanda aperta: quali parole, gesti e immagini possono ancora costruire una dimensione condivisa?
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Ufficio Stampa Casa degli Artisti | Emanuela Filippi <emanuela.filippi@casadegliartisti.org>.
Abbiamo ancora bisogno di pregare insieme? E, soprattutto, è possibile farlo fuori dalla religione? Concetta Modica parte da queste domande e le lascia deliberatamente aperte. Liturgia, il progetto presentato alla Casa degli Artisti di Milano dal 22 settembre al 4 ottobre 2026, non cerca infatti di costruire una risposta, ma uno spazio nel quale fermarsi, interrogarsi e condividere un’esperienza. La mostra, curata da Ilaria Mariotti e Susanna Ravelli, nasce durante la residenza dell’artista e trasforma l’Atelier Nagasawa in un luogo nel quale lavoro, incontro e partecipazione diventano parti dello stesso processo.
Per Modica si tratta di un nuovo passaggio nella ricerca sulla preghiera contemporanea, già affrontata attraverso un’esperienza di preghiera collettiva realizzata alla II Biennale d’arte di Malta, dove l’artista ha ricevuto l’Award per la migliore opera internazionale. A Milano la ricerca si sposta in un contesto urbano e laico: la preghiera viene separata dall’appartenenza confessionale e osservata nella sua dimensione essenziale, come bisogno di rivolgersi a qualcosa, chiedere protezione, prendersi cura, condividere parole e gesti.

Il centro fisico di Liturgia è una piccola cappella temporanea, raccolta e distinta dal resto dell’atelier. È pensata come luogo di sosta, ascolto e concentrazione, disponibile tanto all’esperienza individuale quanto a quella collettiva. Qui compare la Madonna dei Sepali, figura ricorrente nel lavoro di Concetta Modica, circondata da piccole sculture di pomodori con i sepali in volo. Sono presenze differenti, talvolta isolate e talvolta raccolte in piccoli gruppi, attraverso le quali elementi botanici e immaginario devozionale entrano nello stesso paesaggio. La Madonna dei Sepali non appartiene a una precisa tradizione religiosa: è una figura sincretica inventata dall’artista per mettere in relazione natura, sacro e immaginazione.
La cappella è delimitata da teli di organza stampati e ricamati, membrane leggere sulle quali affiorano parole e immagini. All’origine dei ricami e delle stampe si trova un’antica preghiera greca incisa su una pietra rinvenuta in contrada Margi, a Modica: un testo esorcistico e apotropaico destinato alla protezione delle colture, in particolare di un vigneto e di un oliveto. Modica la trasla, la frammenta e la reinterpreta. La preghiera abbandona così la pietra per passare al tessuto, mentre un gesto antico viene assunto all’interno di una pratica artistica contemporanea.

misure ambientali
Intorno a questo nucleo si dispone una costellazione di lavori riconducibili alla ricerca dell’artista sul sacro, inteso come necessità umana di produrre immagini, rituali e figure capaci di mediare tra visibile e invisibile. Ci sono aureole provenienti da un antico negozio di articoli sacri e ricomposte in strutture circolari che ricordano mandala; sculture ispirate alle divinità della natura, alle api, alla fertilità e all’impollinazione; infine le Notti figurate, disegni bianchi su fondo nero nei quali il Sepalo assume le sembianze di una figura errante, impegnata ad attraversare luoghi, episodi e trasformazioni.
Un altro fulcro dell’installazione è il tavolo di lavoro. Appunti, schizzi, materiali preparatori e piccole opere non sono presentati come semplice documentazione del processo creativo, ma diventano essi stessi parte della mostra. Su quel piano si può seguire la costruzione progressiva dell’immaginario della Madonna dei Sepali attraverso immagini, annotazioni, tentativi di classificazione, reliquie inventate e frammenti di liturgia. Ed è ancora attorno al tavolo che il lavoro individuale dell’artista si apre alla relazione con il pubblico.

La partecipazione, infatti, non costituisce un elemento accessorio del progetto. Nei giorni precedenti l’apertura l’atelier è stato aperto al pubblico con Lavoriamo insieme, momento di ricamo collettivo con Concetta Modica. Il lavoro manuale, lento e ripetitivo, è stato trasformato da pratica tradizionalmente individuale in gesto condiviso. Proprio questa oscillazione tra opera e azione, contemplazione e partecipazione definisce la forma di Liturgia: non la proposta di una nuova religione, ma la verifica della possibilità che pratiche antiche come pregare, ricamare, preparare il cibo, stare insieme e rivolgersi alla natura possano ancora contribuire alla costruzione di una dimensione comune.
Il progetto prosegue anche attraverso un public program. Dopo Hora d’arte, incontro con Giovanni Salonia che ha accompagnato l’apertura del 22 settembre, il 23 settembre alle 17 è previsto Pizzo di Stato, dialogo con Marta Russo durante il lavoro in atelier. Il 29 settembre la componente rituale e conviviale prenderà invece la forma delle “Croxette propiziatorie”, pasta tradizionale realizzata durante la residenza insieme a Irene Biolchini e destinata alla condivisione.
Nata a Modica e residente a Milano, Concetta Modica concentra la propria ricerca sul presente e i suoi paradossi, sul concetto di epico contemporaneo, sulle relazioni con altri artisti e con la materia. Nel suo percorso figurano mostre personali e progetti tra cui Excoperta alla GAMeC di Bergamo, One more time alla Galleria Umberto Di Marino, La notte di Santa Patrizia, opera permanente nel complesso museale di Santa Maria del Purgatorio in Arco a Napoli, Quel che resta, Epico/Fragile, Segni per far fiorire vasi e Trilogia di Orlando. Ha partecipato a eventi paralleli di Manifesta 12 e Manifesta 7 ed è cofondatrice del progetto RaccontoDi20.
Nel 2024 è stata invitata alla Biennale di Cheng Du e alla Biennale di Wuhan; il progetto La Notte di Sant’Anna è risultato vincitore del PAC2021, premio di arte contemporanea indetto dal Ministero della Cultura. Nel 2026 è stata presente nella mostra Profondo allo Stadt Museum di Hufingen. Alla sua produzione editoriale appartengono In pasto al presente, 28 notti, la monografia Waves e, nel 2026, Liturgy of sepal, pubblicato da Silvana Editoriale.
Liturgia è visitabile tutti i giorni dalle 12 alle 20 alla Casa degli Artisti di Milano, corso Garibaldi 89A, con ingresso da via Tommaso da Cazzaniga, fino al 4 ottobre 2026.

