Tre italiani straordinari, Corrado Veneziano porta ad Amboise Dante, Leonardo e Puccini

Dalla Divina Commedia al Codice Atlantico, fino alla musica di Puccini e alla Turandot: tre protagonisti della cultura italiana diventano altrettanti territori pittorici attraversati da segni, alfabeti, figure e colore.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da associazione blowart – Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>.

Ventisette tele per mettere in relazione tre nomi che appartengono a epoche e linguaggi differenti: Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Giacomo Puccini. Corrado Veneziano torna in Francia con Tre italiani straordinari, mostra che dal 26 settembre all’11 ottobre 2026 occupa gli spazi della Chiesa dei Fiorentini di Amboise. Curata da Francesca Barbi Marinetti, l’esposizione riunisce un’ampia selezione dei cicli pittorici dedicati ai tre protagonisti della cultura italiana e presenta anche opere originali finora mai mostrate al pubblico.

Il percorso si muove dalla Divina Commedia al Codice Atlantico, per arrivare al repertorio lirico pucciniano e in particolare a Turandot, nell’anno in cui ricorre l’anniversario della sua prima rappresentazione. Tra le opere selezionate figura Evocando Buffalmacco, diventata il francobollo dello Stato italiano dedicato all’Inferno, accanto allo Studio sul volo, presentato a Palazzo Chigi in occasione dell’inaugurazione celebrativa di Leonardo 500. Per Puccini compare invece Pentagramma di lanterne rosse, ospitato alla Scala di Milano in coincidenza con il centenario di Turandot, rappresentata nel teatro milanese nell’aprile del 1926.

La scelta di Amboise costruisce attorno alla mostra una rete di corrispondenze con i tre autori. È qui che Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi anni della sua vita e, secondo quanto riportato nel comunicato, consegnò a Francesco I La Gioconda. Alla città è legata anche la prima traduzione in francese della Divina Commedia, realizzata grazie alla futura regina di Navarra Margherita d’Angoulême. Il rapporto con Puccini passa invece attraverso quel sentimento della Francia, tra provincia e Parigi, le sue attrazioni e le sue contraddizioni, presente in opere come La Bohème, Il Tabarro, Manon Lescaut e La Rondine.

Anche la sede espositiva partecipa a questa trama di rimandi. La Chiesa dei Fiorentini, indicata nel comunicato come patrimonio Unesco insieme alla Valle della Loira, è il luogo nel quale Leonardo chiese di essere tumulato. Sette anni fa vi fu inoltre ospitata, dalla Presidenza della Repubblica francese con il patrocinio del Museo del Louvre e di altre istituzioni, la rassegna dedicata ai cinquecento anni dalla morte di Leonardo. In quella occasione Veneziano presentò integralmente il proprio ciclo del Codice Atlantico.

Dante, Leonardo e Puccini rimangono riconoscibili nella loro diversità, ma le 27 opere sono collegate da un elemento ricorrente nella pittura di Veneziano: il segno. La sua ricerca attraversa simboli e alfabeti, dai codici a barre letterari e dagli ISBN editoriali alle geometrie degli schizzi leonardeschi, fino ai pentagrammi e alle note musicali. A questa trama si sovrappone una marcata presenza figurativa, accompagnata dalla ricorrenza della cromaticità, termine che nel progetto assume una doppia valenza, musicale e pittorica, richiamando tanto le partiture melodiche quanto la centralità del colore.

La mostra è coordinata dal Comitato di Gemellaggio Amboise-Vinci d’intesa con il Comune di Amboise, curata da Francesca Barbi Marinetti e sostenuta da Iacovelli and Partners. L’inaugurazione è prevista sabato 26 settembre alle ore 17.00, mentre l’esposizione proseguirà fino all’11 ottobre, con apertura tutti i giorni, festivi compresi, dalle 14 alle 18 e ingresso libero.

Il ritorno ad Amboise si inserisce nel percorso espositivo che Veneziano ha sviluppato in Italia e all’estero. Tra le sue personali figurano Segni, presentata su invito del Governo cinese; Leonardo Atlantico, con il patrocinio del Museo del Louvre e della Biblioteca Ambrosiana di Milano; Dante e altre visioni, con il sostegno del Ministero della Cultura; Dipingendo Cavalcaselle, presentata al Museo nazionale romano Palazzo Altemps e alla Biblioteca nazionale Marciana di Venezia; e Visse d’arte, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel 2026 le tele dedicate a Turandot sono state presentate al Teatro del Giglio di Lucca e alla Scala di Milano, mentre gli Animali fantastici sono entrati nel programma dell’Aquila capitale della cultura italiana. Opere appartenenti ai suoi cicli pittorici risultano inoltre catalogate ed esposte in musei statali americani, europei, africani e asiatici. Nel 2017 una sua opera è diventata il logo della Rai per il Prix Italia; nel 2021 un’altra è stata scelta per il francobollo dello Stato italiano dedicato all’Inferno. Tra gli autori dei cataloghi e i curatori che hanno accompagnato il suo lavoro figurano Achille Bonito Oliva, Marc Augé, Francesca Barbi Marinetti, Derrick de Kerckhove, Raffaella Salato e Wu Weidung.


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