Anna Onesti, quando la carta torna a guardare il cielo con aquiloni, libri e diari

Il 26 e 27 settembre 2026 la Biblioteca apre straordinariamente le proprie porte per le Giornate Europee del Patrimonio. Al centro del programma “Anna Onesti – Nuovi cieli, nuove carte”, una mostra che parte dalla materia stessa delle opere – la carta – per attraversarne storia, tecniche e capacità di trasformazione.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata – Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

La carta ha una memoria lunghissima e, nelle mani di Anna Onesti, può persino tornare a volare. Succede negli aquiloni costruiti con carta di gelso dipinta, stecche di bambù e fili di cotone che entrano nel percorso di Nuovi cieli, nuove carte, la mostra ospitata dalla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026. Il tema scelto quest’anno per le GEP è “Patrimonio a rischio: rivivere, resistere, reimmaginare”, occasione per riflettere sulla complessità del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

L’appuntamento coincide inoltre, il 26 settembre, con i festeggiamenti in onore di San Nilo, patrono di Grottaferrata. Sabato 26 e domenica 27 settembre, dalle 10 alle 14, sono previste l’apertura straordinaria della Biblioteca e della mostra e visite guidate alla Biblioteca Monumentale e all’esposizione. L’ingresso è libero e non richiede prenotazione. La mostra proseguirà poi fino al 30 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.

Il punto di partenza è un materiale che ha accompagnato per secoli la trasmissione della conoscenza. Le opere di Onesti sono realizzate con carte ottenute dalla lavorazione del midollo dell’albero di gelso, richiamando una storia che il comunicato fa risalire alla tradizione legata al funzionario di corte cinese Ts’ai Lun, al quale viene attribuita, nell’anno 105 d.C., l’idea di produrre una materia scrittoria utilizzando scarti delle lavorazioni tessili e fibre vegetali, comprese quelle ricavate dal gelso della carta.

Tra il IV e il VI secolo la produzione della carta si estese dalla Cina alla Corea e quindi al Giappone, dove il lavoro di copia e successivamente di stampa dei testi della tradizione buddista contribuì all’utilizzo del nuovo materiale. In Occidente, la necessità di trasmettere i testi della tradizione cristiana accompagnò a sua volta la diffusione della carta: intorno all’XI secolo i metodi di produzione si propagarono dalla penisola Arabica alla Spagna, quindi in Italia e nel resto d’Europa. Il foglio sostituì progressivamente la pergamena, diventando supporto fondamentale per scrittura e disegno; nella seconda metà del Quattrocento, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, la domanda conobbe una crescita esponenziale.

A Grottaferrata questa storia acquista un significato particolare. L’Abbazia Greca di San Nilo, fondata nel 1004 da un gruppo di monaci greci provenienti dall’Italia meridionale e guidati da San Nilo di Rossano, ospitò per secoli una fiorente scuola di paleografia e miniatura e, sul finire dell’Ottocento, una tipografia. La carta fu dunque una presenza essenziale nella vita del complesso. Non soltanto nei libri: su terreni concessi in enfiteusi dall’Abbazia, intorno agli anni Trenta del Seicento, furono costruiti due stabilimenti per la produzione cartaria, rimasti attivi con alterne vicende fino al 1893. Il comunicato segnala che questo luogo di archeologia industriale, collocato in una zona umida di interesse paesaggistico, si trova oggi in stato di abbandono.

È dentro questa stratificazione di memorie che le opere di Onesti stabiliscono il proprio dialogo con il luogo. Gli aquiloni in carta di gelso dipinta riprendono tipologie tradizionali coreane, come l’aquilone scudo pangp’ae-yŏn, e giapponesi, come l’aquilone rettangolare edo. Sono forme costruite per il volo, ma la mostra le conduce negli spazi dell’Abbazia trasformandole anche in elementi di un racconto sulla materia e sulla sua capacità di attraversare culture differenti.

La mostra si articola in più ambienti. Nella Loggia Cinquecentesca, situata lungo la facciata sud-est del complesso monumentale dell’Abbazia Greca di San Nilo, Anna Onesti presenta libri e diari. Nella Sala Conferenze della Biblioteca realizza invece un allestimento concepito come omaggio al cielo, con aquiloni e opere ispirate al volo degli uccelli. Il titolo Nuovi cieli, nuove carte deriva dall’omonimo libro di racconti dello scrittore Paolo Di Paolo, pubblicato da Empiria nel 2004 e riproposto in una nuova edizione da Giulio Perrone Editore nel 2025.

Nel percorso trova posto anche Con Grazia, uno degli ultimi cicli realizzati dall’artista in omaggio a Grazia Marchianò, studiosa legata all’Abbazia per tradizione familiare. Nel 2023 Marchianò ha donato alla Biblioteca Statale due opere pittoriche del padre Giuseppe Marchianò insieme ai testi di albanistica appartenuti alla biblioteca paterna. L’anno precedente aveva lasciato i libri della biblioteca del marito, il filosofo e storico delle religioni Elémire Zolla, all’Accademia Vivarium Novum nella vicina Villa Falconieri, a Frascati.

Le giornate di apertura permettono inoltre di vedere la “Collezione di opere d’arte contemporanea” della Biblioteca Statale, costituita nel tempo attraverso le donazioni degli artisti e dei loro eredi. La raccolta fu pensata proprio da Anna Onesti negli anni in cui lavorava presso la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata come Funzionario Restauratore Conservatore.

Il rapporto dell’artista con la carta nasce infatti anche da una lunga esperienza professionale. Anna Onesti, nata a Rocca di Papa, ha studiato nelle Accademie di Belle Arti di Roma, Urbino e Torino, diplomandosi in Scenografia nel 1978 e in Decorazione nel 1984. Dopo le prime esperienze scenografiche e il lavoro con Franco Passatore nell’ambito del Teatro Ragazzi dello Stabile di Torino, abbandonò l’attività di scenografa per dedicarsi alla pittura. Nel 1984 tenne la prima personale all’interno della rassegna “Arti Visive Proposte”, promossa a Torino dall’Unione Culturale Franco Antonicelli negli Infernotti di Palazzo Carignano.

L’anno seguente tornò a Roma e lavorò come Restauratore Conservatore nel Laboratorio di Restauro dell’Istituto Centrale per la Grafica, proseguendo successivamente la propria attività alla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata fino al 2022. I viaggi in Giappone, India, Indonesia e Australia furono occasioni di studio del restauro e della conservazione delle opere d’arte su carta; negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni internazionali impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale ed esposto in Italia e all’estero.

La scelta della carta di gelso porta così nello stesso spazio esperienza artistica, pratica della conservazione e storia del luogo. Negli aquiloni, nei libri e nei diari di Nuovi cieli, nuove carte, un materiale nato per ricevere e trasmettere segni diventa esso stesso il centro del racconto: fragile nella consistenza, capace però di attraversare secoli, territori e tecniche senza smettere di trasformarsi.

Anna Onesti – Nuovi cieli, nuove carte è ospitata alla Biblioteca Statale di Grottaferrata, nell’Abbazia Greca di San Nilo, Corso del Popolo 128. L’apertura straordinaria per le Giornate Europee del Patrimonio è prevista sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, dalle 10 alle 14; la mostra rimarrà visitabile fino al 30 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13. Ingresso libero, senza prenotazione.


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