Dal 2 ottobre Il Margutta Veggy Food & Art ospita la personale di Brivido Pop, curata da Marco Dionisi Carducci e ideata da Tina Vannini. Un gioco di incontri impossibili nel quale cinema, grafica, pittura e memoria collettiva condividono lo stesso spazio visivo.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Il Margutta Veggy Food & Art – Press – Uozzart <stampa@uozzart.com>.
Dive del cinema, modelle rinascimentali, veneri botticelliane e madonne caravaggesche finiscono dentro la stessa immagine. Le sceneggiature si confondono, le epoche si sovrappongono, personaggi e opere che appartengono a mondi lontani diventano improvvisamente vicini. È il meccanismo visivo attorno al quale Brivido Pop costruisce “Un sacco belle”, la personale che dal 2 ottobre 2026 arriva negli spazi de Il Margutta Veggy Food & Art, in via Margutta 118 a Roma, con la cura di Marco Dionisi Carducci e un progetto ideato da Tina Vannini.
Brigitte Bardot, Marilyn Monroe, Sophia Loren, Rita Hayworth e Stefania Sandrelli sono alcune delle protagoniste di questo viaggio tra cinema e cultura pop. Brivido Pop lavora su immagini già sedimentate nella memoria collettiva, le sottrae ai contesti abituali e le ricompone in nuove narrazioni. Cinema, grafica, citazione artistica e cultura popolare diventano così materiali di un linguaggio nel quale grandi maestri dell’arte e protagonisti dello schermo possono incontrarsi all’interno della medesima composizione.
Alla base della ricerca c’è il recupero della lezione del décollage, reinterpretata attraverso gli strumenti della tecnologia digitale e l’esperienza maturata dall’artista nella grafica cinematografica. Il risultato è volutamente stratificato. Quello che a prima vista può sembrare un accumulo di frammenti segue invece una costruzione nella quale ogni elemento entra in rapporto con gli altri, producendo associazioni inattese e racconti paralleli.

Il centro del percorso è l’opera “Un sacco belle”, dalla quale la mostra prende il titolo. Brigitte Bardot occupa il cuore della composizione, circondata da Rita Hayworth, Marilyn Monroe, Stefania Sandrelli e Sophia Loren. In questo affollato set immaginario trova posto anche il maresciallo Carotenuto interpretato da Vittorio De Sica, mentre la Maja desnuda di Francisco Goya introduce direttamente la storia dell’arte nella scena cinematografica.
L’accostamento non riguarda soltanto la riconoscibilità delle immagini. La mostra concentra l’attenzione sulla forza delle icone femminili e sulla loro capacità di attraversare il tempo. La bellezza diventa in questo modo il punto di partenza per raccontare personalità, talento e trasformazioni culturali, mettendo nuovamente in circolo figure che appartengono ormai alla memoria condivisa.
Brivido Pop descrive i propri collage ricorrendo, con ironia, a due metafore gastronomiche: il minestrone e la macedonia. Nella collezione “Un sacco belle”, attrici appartenenti a epoche differenti si ritrovano in un intreccio di ruoli e trame, tra analogie, similitudini e contrasti. A rendere ancora più imprevedibile il montaggio intervengono figure provenienti dalla pittura, dalle modelle del Rinascimento alle veneri di Botticelli fino alle madonne di Caravaggio. L’intenzione dichiarata dall’artista è semplice: accendere una scintilla di buonumore.
Per il curatore Marco Dionisi Carducci, Brivido Pop agisce come un catalogatore del paesaggio visivo contemporaneo, ma soprattutto utilizza gli accostamenti iconografici per costruire narrazioni nuove. Le immagini, in questa prospettiva, cessano di essere presenze immobili: rimesse in relazione tra loro, acquistano significati differenti e consentono di raccontare il presente attraverso la memoria.
È proprio il rapporto con il cinema ad avere guidato Tina Vannini nell’ideazione della mostra. Il progetto nasce infatti come un omaggio alla settima arte attraverso il lavoro di Brivido Pop: un cinema che abbandona lo schermo per mescolarsi alla pubblicità, ai fumetti, ai ricordi e all’immaginario collettivo. Le icone cambiano ambiente, si sovrappongono e instaurano relazioni che nella realtà non potrebbero esistere.
Dietro l’ironia di “Un sacco belle” rimangono però le donne che il cinema ha trasformato in miti. Vannini le richiama non soltanto come immagini di bellezza, ma come personalità talentuose, complesse, ribelli e forti. Il collage diventa allora un dispositivo per riportarle nel presente: non attraverso una ricostruzione nostalgica, ma facendole vivere dentro immagini nuove, contaminate da altri tempi e altri linguaggi.
L’opening è previsto giovedì 1 ottobre 2026, dalle 18 alle 21, con Apéritif Art. Dal giorno successivo la mostra sarà ospitata da Il Margutta Veggy Food & Art, aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 23.

