Il tallone di Achille, a Monfalcone l’arte misura la vulnerabilità dell’uomo e dell’ambiente

Identità, fragilità, origine e rapporto con l’ambiente attraversano una mostra costruita sulla complementarietà dei linguaggi. “Il tallone di Achille”, curata da Lorena Matic, inaugura il 2 ottobre e rimane visitabile fino al 9 novembre con ingresso gratuito.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Opera Viva Associazione culturale – Federica Zar <zar@apscom.it>.

Un materiale praticamente indistruttibile contrapposto alla fragilità umana, l’argilla ricondotta all’origine dell’uomo, l’acqua come principio della vita e insieme un pianeta esposto alla propria vulnerabilità. Sono alcuni dei passaggi attraverso i quali “Il tallone di Achille” affronta la relazione Uomo-Ambiente, portando l’arte contemporanea nelle sale del MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone.

La mostra inaugura venerdì 2 ottobre alle ore 11 ed è il secondo appuntamento della rassegna espositiva “Questa Volta metti in scena… L’AURORA”, con sottotitolo “Il Principio”, format giunto alla ventiduesima edizione. Organizzata dall’Associazione culturale Opera Viva in collaborazione con il Comune di Monfalcone, l’esposizione concentra l’attenzione su identità e vulnerabilità attraverso opere che comprendono vedute costruite attorno ai paradossi dell’esistenza, figure antropomorfe e arte digitale sospesa sul confine tra realtà e illusione.

Tre gli artisti invitati: Carmine Calvanese, Paolo Ferluga e Hari Bertoja. Le loro differenti poetiche si incontrano attraverso pittura, scultura, video arte e Intelligenza Artificiale, secondo un percorso fondato sulla complementarietà dei linguaggi. A stabilire un ulteriore livello di confronto sono le opere di Vito Timmel presenti nelle sale del museo, assunte come punto di partenza e principio storico del percorso contemporaneo sviluppato dai tre autori.

Nella lettura proposta dalla curatrice Lorena Matic, il lavoro di Carmine Calvanese prende le mosse dalla sovrabbondanza di immagini che caratterizza la società contemporanea. Una saturazione che finisce paradossalmente per rendere l’immagine invisibile. L’artista interviene allora sulla sua stessa consistenza fisica: la distrugge, la nasconde, la accartoccia, modificandone il senso. L’impiego del pvc introduce un contrasto preciso, perché all’indistruttibilità del materiale viene opposta la fragilità dell’indole umana.

Paolo Ferluga sceglie invece l’argilla come materia delle proprie sculture. Non la considera soltanto un medium, ma una metafora capace di ricondurre all’origine dell’uomo. Le figure, tutte differenti tra loro, sviluppano così il rapporto paradossale fra singolarità e collettività, facendo della materia il punto attraverso cui interrogare contemporaneamente l’individuo e la sua appartenenza a una dimensione comune.

Con Hari Bertoja il percorso incontra l’acqua. Il richiamo alla Nascita di Venere ne mette in evidenza il carattere di risorsa naturale, ma anche di origine della vita, rigenerazione e bellezza. A questa dimensione si contrappone il significato evocato dal titolo della mostra: quel “tallone di Achille” che rimanda alla vulnerabilità e che, nel lavoro dell’artista, viene posto in rapporto con la condizione del pianeta.

È proprio questa tensione tra principio e fragilità a tenere insieme le diverse esperienze presentate al MuCa. Le opere di Timmel costituiscono il riferimento storico, mentre Calvanese, Ferluga e Bertoja esplorano lo spazio contemporaneo con strumenti e materiali differenti. Immagine, materia, ambiente e tecnologia diventano parti di un confronto nel quale le identità individuali dei tre artisti rimangono riconoscibili, pur entrando in dialogo nelle sale espositive.

“Il tallone di Achille” sarà visitabile fino al 9 novembre, dal venerdì al lunedì, dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito. Il progetto “Questa Volta metti in scena… L’AURORA” è ideato e diretto da Lorena Matic, prodotto e organizzato da Opera Viva Associazione culturale.

La rassegna si realizza con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il contributo delle Fondazioni Casali ETS, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, dell’Unione Italiana, della CAN di Pirano e della ZKB. Collaborano al progetto il Comune di Trieste, il Comune di Monfalcone, il CRAF, il Kulturni dom Gorica e Obbiettivo Immagine.


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