Da sabato 10 ottobre Geografie della contemporaneità, il Castello di Rivoli apre museo e archivi

“Geografie della contemporaneità” è il tema dell’edizione 2026: luoghi e confini vengono letti come realtà in trasformazione. Il Castello di Rivoli sviluppa questa riflessione attraverso il restauro del museo e l’archivio inteso come materia viva e accessibile.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – Press Office <press@castellodirivoli.org>.

Una giornata a ingresso gratuito, un Castello da osservare anche attraverso la storia della sua trasformazione in museo e un archivio d’artista da interrogare come patrimonio condiviso. Sabato 10 ottobre 2026 il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea partecipa alla XXII Giornata del Contemporaneo, la manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Geografie della contemporaneità”. L’idea è considerare il presente come uno spazio sottoposto a trasformazioni continue, nel quale le geografie non sono strutture immobili ma costruzioni dinamiche, ridefinite nel tempo. Anche i luoghi diventano campi di relazione, attraversati da forze differenti che ne modificano confini e significati. In questo quadro il Castello di Rivoli apre gratuitamente al pubblico, presentando anche il rinnovato allestimento della propria collezione e i progetti espositivi in corso.

La giornata comincia alle 10.30 nel Teatro del Museo con “Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione: Andrea Bruno”, conferenza seguita da una visita guidata. L’appuntamento nasce dalla collaborazione tra il CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli e la Fondazione per l’architettura di Torino e conclude un ciclo che ha già affrontato le figure di Elio Luzi, Ada Bursi e Pietro Derossi.

Al centro dell’incontro è Andrea Bruno, architetto autore del restauro del Castello e della sua trasformazione in Museo d’Arte Contemporanea. Nato a Torino nel 1931 e scomparso nel 2025, Bruno ha sviluppato una pratica fondata sul rapporto tra storia e contemporaneità, sulla conoscenza storica, sulla reversibilità e sulla responsabilità culturale. Tra i progetti richiamati figurano, oltre alla trasformazione del Castello di Rivoli, il recupero della chiesa delle Brigittines a Bruxelles e gli interventi sul Minareto di Jam in Afghanistan.

Restauro, museografia e dimensione internazionale della sua attività saranno affrontati mettendo in relazione progetto, tempo e materia. Il confronto coinvolgerà studiosi, collaboratori e componenti dello studio professionale di Bruno, estendendosi al tema dell’archivio considerato non come deposito concluso, ma come patrimonio operativo.

Dopo i saluti di Marcella Beccaria, Vice Direttrice e Responsabile CRRI del Castello di Rivoli, l’introduzione e la moderazione saranno affidate ad Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura di Torino. Andrea Bruno Jr., architetto di UBA Studio, traccerà il profilo umano e biografico di Andrea Bruno. Giorgio Danesi e Sara Di Resta affronteranno invece il rapporto tra progetto e archivio, tempo, materia e memoria. Al dialogo con il pubblico seguirà una visita al Castello dedicata ai punti nodali del restauro, condotta da Andrea Bruno Jr.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta dalla memoria dell’architettura a quella dell’artista. Dalle 14 alle 16 il Teatro ospita “OCCULTA. Il corpo dell’archivio”, conferenza performativa costruita a partire dal Fondo Chiara Fumai e organizzata da OCCULTA – Osservatorio per la Cura Collettiva dei Linguaggi Tecno-Archiviali in collaborazione con il CRRI.

OCCULTA è un progetto di divulgazione scientifica finanziato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino e dedicato allo studio dei processi di patrimonializzazione come pratiche per la costruzione di beni comuni. Il punto di partenza è il Fondo Chiara Fumai, conservato presso il CRRI e dedicato alla valorizzazione e alla trasmissione dell’eredità artistica di Chiara Fumai, nata a Roma nel 1978 e morta a Bari nel 2017. Al progetto, del quale il CRRI è partner, collabora anche l’Associazione Mucho Mas! di Torino.

Ideato e coordinato da Cristina Voto, docente e ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, insieme a Francesca Pegan, ricercatrice presso il Fondo Chiara Fumai, OCCULTA utilizza i materiali dell’archivio per interrogare i processi attraverso i quali la memoria di un’artista viene costruita, conservata e resa disponibile alla comunità. La ricerca prevede momenti partecipativi e attività aperte alla cittadinanza.

L’incontro del 10 ottobre assume la forma del touch-and-speech. Dopo i saluti di Marcella Beccaria e l’introduzione di Cristina Voto, intervengono Massimo Bonifazio, Eleonora Chiais, Guido Costa, Daniela Fargione ed Emilia Perassi. Le diverse letture approfondiranno la pratica di Chiara Fumai attraverso più aree di ricerca. Guido Costa, storico gallerista dell’artista, condividerà inoltre con il pubblico un dono ricevuto da Fumai.

I due appuntamenti trovano un punto di contatto nel lavoro svolto dal CRRI. Nato nel 2017, il Centro di Ricerca Castello di Rivoli raccoglie, studia e valorizza materiali d’archivio dagli anni Sessanta a oggi appartenenti ad artisti, architetti, curatori, galleristi, collezionisti e istituzioni culturali italiane. I fondi sono messi a disposizione degli studiosi italiani e internazionali e vengono anche riattivati attraverso mostre temporanee, dialoghi creativi e interdisciplinari sviluppati insieme al Dipartimento curatoriale del Museo.

Accanto a progetti espositivi, libri, cataloghi e video documentari, il CRRI organizza workshop di alta formazione professionale, tavole rotonde e giornate di studio. Nel tempo il Centro sta inoltre assumendo il carattere di un “archivio dei processi creativi”, raccogliendo patrimoni documentari capaci di testimoniare i percorsi che conducono alla realizzazione delle opere e di alimentare nuovi studi e ricerche.

La partecipazione alla XXII Giornata del Contemporaneo prevede l’ingresso gratuito al museo. Per gli eventi è richiesta la prenotazione.


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