Giornata Europea delle Fondazioni 2026, il teatro-danza entra nel carcere di Brindisi

Arte performativa, formazione e reinserimento sociale si incontrano nella Casa Circondariale di Brindisi. Lo spettacolo “Gabbie” e l’anteprima del documentario “Gabbie – Dentro e Fuori lo Sguardo” raccontano un percorso che dal carcere prova ad aprire un dialogo con la comunità.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Fondazione Puglia – Stefania Di Mitrio <stefania.dimitrio@gmail.com>.

Una gabbia può avere sbarre visibili, ma può anche assumere la forma di un tempo che non passa, di una relazione interrotta, di un pregiudizio difficile da superare. Parte da questa pluralità di significati Gabbie, lo spettacolo che martedì 29 settembre, alle 9.30, sarà presentato nella Casa Circondariale di Brindisi nell’ambito di Oltre i Confini Indoor – Da Detenuti a Danzatori Professionisti, laboratorio permanente di teatro-danza realizzato dal 2015 dalla Compagnia d’Arte Dinamica AlphaZTL.

Fondazione Puglia rinnova il proprio sostegno al progetto in occasione della Giornata Europea delle Fondazioni 2026, ponendo al centro inclusione, reinserimento sociale e costruzione della comunità. La Compagnia AlphaZTL, diretta dal coreografo Vito Alfarano, lavora all’interno dell’istituto penitenziario utilizzando le arti performative come strumento di formazione, crescita e professionalizzazione delle persone detenute.

Gabbie nasce da un’idea di Vito Alfarano, che firma anche regia e coreografia, e di Marcello Biscosi, autore della drammaturgia e dei testi. Al lavoro contribuiscono inoltre, sul piano coreografico, Daniele Corsa e Saul Daniele Ardillo. In scena ci saranno i detenuti Pasquale Camposeo e Roberto Ronzini e la danzatrice con sindrome di Down Francesca De Giorgi, con il tutoraggio dei coreografi della Compagnia AlphaZTL.

Il titolo individua con immediatezza il terreno sul quale si muove la performance. Le “gabbie” indagate non coincidono soltanto con la detenzione, ma comprendono la sospensione del tempo vissuta in carcere, la distanza fra genitori e figli, l’affettività negata, l’identità e la sessualità, il desiderio, la perdita, la salute mentale. A queste dimensioni personali si aggiunge il giudizio sociale che accompagna il reinserimento e che può continuare a delimitare lo spazio dell’individuo anche fuori dal carcere.

Lo spettacolo valorizza i risultati del percorso già compiuto e li porta sulla scena attraverso un incontro fra esperienze differenti. L’obiettivo dichiarato del progetto è infatti utilizzare la pratica artistica non come episodio isolato, ma come parte di un processo capace di intervenire sulla formazione e sulla possibilità di costruire nuove relazioni.

Alla giornata parteciperanno, oltre agli organizzatori, l’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta e il presidente di Fondazione Puglia Antonio Castorani.

Accanto allo spettacolo sarà presentata l’anteprima di Gabbie – Dentro e Fuori lo Sguardo, con il sottotitolo Arte, Comunità e Prevenzione Sociale. Il documentario approfondisce i temi affrontati sul palcoscenico attraverso le testimonianze dei protagonisti, dei loro familiari e delle principali figure istituzionali. La scena diventa così il punto di partenza di un racconto che si sposta verso le esperienze personali e il contesto sociale nel quale queste si collocano.

Spettacolo e documentario saranno proposti non soltanto al pubblico della giornata, ma anche nei successivi eventi previsti con le scuole e la cittadinanza. Il percorso intende sollecitare una riflessione sulla marginalità, sulla dignità della persona, sulle relazioni e sul reinserimento sociale, mettendo in discussione i meccanismi del pregiudizio e mostrando la complessità umana che rimane spesso nascosta dietro definizioni come “detenuto” ed “ex detenuto”.

In questa prospettiva, cultura, partecipazione e comunità vengono considerate strumenti che possono concorrere alla prevenzione dell’isolamento, dell’esclusione sociale e della recidiva. Lo stesso documentario unisce arte, realtà e racconto audiovisivo seguendo un movimento che parte dalla scena, attraversa la vita dei protagonisti e ritorna infine allo spettatore, chiamato a interrogarsi sul significato stesso della libertà e sulle diverse forme che può assumere una “gabbia”.

Il progetto continuerà anche attraverso una comunicazione digitale costruita sui contenuti audiovisivi prodotti durante il percorso. I materiali saranno diffusi attraverso i canali di AlphaZTL con l’intento di raggiungere pubblici differenti e prolungare il confronto sui temi della prevenzione sociale, dell’inclusione e del dialogo fra carcere e comunità.

Per Antonio Castorani, presidente di Fondazione Puglia, l’iniziativa conferma il sostegno a un modello nel quale arte, cultura e relazioni diventano strumenti di prevenzione sociale e costruzione della comunità. Riconoscere tempestivamente i segnali di fragilità, secondo Castorani, significa contribuire a elaborare risposte concrete prima che le difficoltà assumano la dimensione dell’emergenza.

Vito Alfarano riconduce invece la nascita di Gabbie alla volontà di considerare il carcere non soltanto come un luogo dal quale guardare verso l’esterno, ma anche come uno spazio dal quale imparare a rivolgere lo sguardo verso se stessi. Da qui l’interrogativo che attraversa l’intero progetto: quanto ciascuno possa dirsi realmente libero dalle proprie gabbie.

L’iniziativa si colloca nel programma della Giornata Europea delle Fondazioni, celebrata ogni anno il 1° ottobre e promossa dal network europeo delle organizzazioni filantropiche Philea per rendere maggiormente riconoscibile il ruolo delle Fondazioni che, insieme al volontariato e al Terzo settore, contribuiscono al welfare e alla cultura in Europa. Per l’edizione 2026, Acri e Assifero organizzano dal 24 settembre al 1° ottobre la campagna nazionale Chi ben comincia. La comunità che previene, dedicata alla prevenzione sociale e al benessere delle comunità.

È in questo quadro che si inserisce il lavoro di AlphaZTL. Fondata nel 2015, la Compagnia d’Arte Dinamica è un’organizzazione di promozione sociale attiva nella danza contemporanea e nelle arti performative applicate al sociale. Il suo stesso nome unisce l’Alpha greco inteso come negazione alla sigla “Zona a Traffico Limitato”: un riferimento alla scelta di superare confini fisici e culturali e portare l’arte nei luoghi più fragili e marginali della società.


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