Due dipinti provenienti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini dialogano con le collezioni del museo bolognese in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. La mostra, curata da Antonella Mampieri, è visitabile gratuitamente dal 23 settembre al 1 novembre 2026.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Musei Civici d’Arte Antica del Comune di Bologna – Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>
Estasi, visioni, preghiera solitaria, penitenza. A partire dalla seconda metà del Cinquecento l’immagine di san Francesco d’Assisi si concentra sempre più sulla dimensione mistica della sua esperienza, dando origine a un repertorio destinato a diffondersi profondamente nella cultura cattolica dei secoli successivi. È questo il filo conduttore di San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, il percorso espositivo proposto a Bologna dal Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini.
L’iniziativa, promossa dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e curata da Antonella Mampieri, nasce per commemorare l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Dal 23 settembre al 1 novembre due opere della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini vengono accostate ad altre appartenenti alla raccolta permanente del museo, costruendo un approfondimento sulla rappresentazione del santo elaborata dalla Controriforma e poi largamente diffusa tra Seicento e Settecento.

Bologna, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, inv. 249
Nelle diverse articolazioni dell’ordine francescano – Minori, Minori conventuali, Cappuccini e Clarisse – dalla seconda metà del XVI secolo si afferma una particolare attenzione alla contemplazione della spiritualità di Francesco. Gli artisti traducono questa sensibilità in immagini nelle quali assumono rilievo l’estasi e la visione: il Perdono di Assisi di Federico Barocci e le Stimmate di Guercino sono indicati come esempi di questa ricerca. Parallelamente si consolida la rappresentazione di Francesco come Alter Christus, un altro Cristo, mostrato privo di sensi e assistito dagli angeli dopo l’esperienza mistica, secondo modelli presenti nelle opere di Caravaggio, Orazio Gentileschi e Francesco Gessi.
A questa iconografia appartiene San Francesco e due angeli di Andrea Donducci detto il Mastelletta, dipinto della prima metà del XVII secolo conservato nella collezione permanente del museo. Francesco, svenuto dopo aver ricevuto le stigmate, viene assistito da due figure angeliche: il corpo abbandonato diventa così il centro visibile dell’esperienza mistica.
Un registro diverso emerge nei due piccoli dipinti a olio su rame concessi in prestito dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini. La preghiera in luoghi solitari è presentata come condizione attraverso la quale Francesco raggiunge una perfetta sintonia con il Divino. Le opere si collegano all’esperienza dei Carracci, con San Francesco in preghiera, e di Guido Reni, con L’estasi di san Francesco, liberamente derivata dal dipinto del maestro conservato nella Galleria Colonna di Roma. Il loro interesse riguarda anche un altro fenomeno: la circolazione dei soggetti e la diffusione di copie tratte da dipinti di successo, richieste tanto per le quadrerie quanto per la devozione privata.
Il percorso si sposta quindi sulla penitenza. Una terracotta policroma di artista bolognese, databile alla metà del XVIII secolo e recentemente donata al museo, raffigura San Francesco penitente. Digiuno e mortificazione del corpo diventano strumenti per avvicinarsi a Dio, mentre la meditazione sulla morte introduce il tema della caducità del mondo.
Alla visione appartiene invece La Madonna consegna il Bambino Gesù a san Francesco, piccolo dipinto anonimo di area bolognese. La scena, tratta dall’agiografia francescana, rappresenta un momento intimo di particolare intensità mistica. L’invenzione risale a Ludovico Carracci, la cui opera è oggi conservata al Rijksmuseum di Amsterdam, e fu successivamente ripresa da Pietro Faccini. La presenza in mostra di un’ulteriore versione documenta il successo raggiunto da questa iconografia, particolarmente legata al santo che la tradizione indica come inventore del presepe di Greccio.
Cinque opere compongono dunque un itinerario raccolto ma preciso: oltre al dipinto del Mastelletta e alla tela con la Madonna e il Bambino appartenenti al museo, figurano San Francesco in estasi, da Guido Reni, e La visione di san Francesco, di pittore bolognese del XVII secolo, entrambe provenienti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, insieme alla terracotta settecentesca con San Francesco penitente conservata nelle raccolte museali.
Il focus rientra nelle iniziative collaterali del Festival Francescano 2026, in programma a Bologna dal 24 al 27 settembre con il tema Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita. Le celebrazioni dei Musei Civici d’Arte Antica per l’ottavo centenario del Transito di san Francesco comprendono anche Sorella Arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo, progetto espositivo curato da Mark Gregory D’Apuzzo, Pasquale Fameli, Giovanni Gardini e Fabio Massaccesi e articolato in due percorsi complementari: al Museo d’arte Lercaro dal 17 settembre 2026 al 17 gennaio 2027 e al Museo Civico Medievale dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027.
Alla mostra della Galleria Davia Bargellini si affianca un calendario di visite guidate. Domenica 27 settembre alle 16 Antonella Mampieri conduce La quadreria Davia Bargellini. Salvaguardia e tutela di un bene da privato a pubblico, appuntamento gratuito organizzato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio e del Festival Francescano. Venerdì 9 ottobre, sempre alle 16, la curatrice accompagna invece il pubblico alla scoperta di San Francesco nell’iconografia barocca, con partecipazione al costo di 5 euro. Una seconda visita alla mostra è prevista sabato 24 ottobre alle 16, a cura di Senza titolo, ancora al costo di 5 euro.
San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini è allestita al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, in Strada Maggiore 44 a Bologna. L’ingresso alla mostra è gratuito. Dal martedì al giovedì il museo è aperto dalle 10 alle 15, il venerdì dalle 14 alle 18, il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 18.30. Il 1° novembre, giorno di Ognissanti e ultima giornata dell’esposizione, l’apertura è prevista dalle 10 alle 19.

