Ricerca storico-artistica, produzione editoriale e pratiche performative si incontrano al Museo MAGA in occasione del finissage di tre mostre. Il programma attraversa le esperienze di Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi e si apre alle forme processuali e partecipative del XXVIII Premio Gallarate.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Museo MA*GA – Da Anna Defrancesco comunicazione <press@annadefrancesco.com>.
Una scultura che produce una “musica in negativo”, una performance nata dai codici del cheerleading, due nuovi volumi dedicati a Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi. Sabato 10 ottobre il Museo MA*GA di Gallarate costruisce attorno a questi elementi il programma per la XXII Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
La giornata coincide con il finissage delle tre mostre attualmente in corso: Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964-1971, Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche e ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica – XXVIII Premio Gallarate. Per l’intera giornata l’ingresso alle esposizioni sarà gratuito, mentre dal pomeriggio si susseguiranno proiezioni, presentazioni editoriali e performance.
Il programma comincia alle 16 nella Sala Arazzi Ottavio Missoni con la proiezione del video Vincenzo Agnetti, Elisabetta d’Inghilterra. Lecture-performance 37ª Biennale di Venezia, 1976. Dopo i saluti istituzionali delle 16.20, alle 16.30 l’attenzione si sposterà sulla collana I Quaderni. Italia 2050. Centro di ricerca del Museo MAGA*, diretta da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni e pubblicata da Nomos Edizioni.

I primi due volumi nascono dalle iniziative sviluppate dal museo e accompagnano le ricerche condotte intorno alle esposizioni dedicate ad Agnetti e Scheggi. Per Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche interverranno Alessandro Castiglioni, Germana Agnetti e Achille Filipponi; il volume Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964-1971 sarà invece presentato con Emma Zanella, Ilaria Bignotti e Cosima Scheggi.
La collana costituisce uno degli strumenti attraverso i quali Italia 2050. Centro di ricerca per l’arte italiana 1950-2050 sviluppa l’attività di studio e approfondimento. Alla base vi è un’idea del museo contemporaneo che non separa la conservazione dalla ricerca: la storia dell’arte viene interrogata per aprirla a nuove interpretazioni e possibili narrazioni, mentre l’osservazione del presente serve a individuare le trasformazioni dei linguaggi artistici e a costruire una possibile idea del futuro.

La seconda parte del pomeriggio porta direttamente al rapporto tra opera, azione e pubblico. Alle 17.15 è prevista la performance Neg di Vincenzo Agnetti, realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti e con la partecipazione di Michele Lombardelli. Concepito nel 1970, Neg è uno strumento attraverso il quale l’artista elaborava il concetto di “musica in negativo”: quando nessun suono lo attraversa, la scultura produce una frequenza, attribuendo così un ruolo alle pause della musica e della parola.
L’opera si colloca fra le operazioni concettuali con cui Agnetti affrontava criticamente la società dei consumi, l’alienazione e il rapporto fra individuo, macchina e tecnologia. L’azione prevista al MA*GA ne riattiva la componente sonora e temporale e coinvolge il pubblico come parte dell’esperienza.
Alle 17.45 sarà presentato il catalogo di ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica. XXVIII Premio Gallarate, a cura di Lorenzo Balbi, Eva Fabbris e Caterina Riva e pubblicato da Nomos Edizioni. All’incontro parteciperanno Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella.
La XXVIII edizione del Premio Gallarate riunisce le ricerche di Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota. Sono cinque artisti che lavorano attraverso linguaggi performativi nei quali entrano in gioco parola, corpo, suono e relazione. Le loro pratiche processuali e relazionali mettono in discussione tanto i confini dell’opera quanto la posizione del pubblico e, una volta introdotte nello spazio museale, sollevano anche il problema di come forme artistiche dinamiche e continuamente mutevoli possano entrare in una collezione permanente.
La conclusione della giornata, alle 18 nel foyer del museo, è affidata a Dans(e) l’Atelier di Martina Rota, performance inserita nella 40esima edizione del festival MILANoLTRE. L’artista, attiva tra arti visive e pratiche performative e presente anche nel XXVIII Premio Gallarate, sviluppa una ricerca fondata sull’incontro fra danza, arti visive e spazio.
Dans(e) l’Atelier prende le mosse dai codici del cheerleading, dove danza, acrobatica e lavoro di squadra dipendono da un equilibrio fra tecnica e fiducia reciproca. Piramidi umane, lanci e figure aeree vengono sottratti al loro contesto abituale e trasformati nella materia di una ricerca coreografica che rilegge il gesto atletico in termini ritmici e performativi.
Tra la proiezione dedicata ad Agnetti e la performance conclusiva di Martina Rota, la Giornata del Contemporaneo mette così in relazione ricerca, editoria, opere storiche e pratiche dal vivo. È la direzione con cui il MA*GA intende ribadire il proprio ruolo non soltanto come luogo di conservazione ed esposizione, ma come spazio di ricerca, produzione e incontro, nel quale la storia dell’arte possa confrontarsi con i linguaggi del presente e con le loro possibili trasformazioni.

