La fotografia come scrittura, il muro come diario pubblico. Nel giorno del centesimo compleanno di Nino Migliori, CHEAP trasferisce nello spazio urbano di Bologna immagini provenienti dal suo archivio, mettendo in relazione due modi di leggere e raccontare la città.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da CHEAP – Daccapo Comunicazione <info@daccapocomunicazione.it>
Il 29 settembre Nino Migliori compie cent’anni e Bologna sceglie di festeggiarlo portando le sue fotografie fuori dagli spazi espositivi, direttamente nelle strade. CHEAP dedica al fotografo bolognese un’affissione pubblica composta da una serie di poster che attraversano via dell’Indipendenza e le vie limitrofe del centro. Un omaggio costruito intorno alle immagini, ma anche attorno a un’idea precisa della fotografia e del muro come superfici sulle quali leggere il tempo.
Il progetto nasce dall’incontro con l’imponente archivio visivo di Migliori, raccolto e valorizzato dal 2016 dalla Fondazione Nino Migliori ETS. Un patrimonio che documenta un percorso autoriale segnato da una ricerca incessante, dall’ibridazione delle tecniche e dalla sperimentazione visiva. CHEAP ne ha selezionato una sequenza capace di restituire la varietà di uno sguardo che ha attraversato linguaggi, soggetti e procedimenti differenti senza irrigidirsi in una formula.
Sulle bacheche del centro di Bologna le fotografie si susseguono componendo una sorta di racconto urbano per frammenti. Ci sono gli scorci di antimemoria e il bianco e nero realista degli anni Cinquanta, la materia dei muri e dei manifesti strappati, il dietro le quinte del Teatro Comunale. Compaiono Pier Paolo Pasolini alla GAM di Bologna ed Eva Robbins, la Stragedia di Ustica e un Ontani vitruviano. E poi ossidazioni e lucigrammi, materia e luce, colombe, falci e martelli.
La successione delle immagini mette in evidenza soprattutto il carattere sperimentale della ricerca di Migliori. Il fotografo emerge come una figura radicale rispetto al realismo italiano, capace nello stesso tempo di mantenere un’attenzione costante verso il paesaggio urbano e sociale e di spingere la fotografia verso territori nei quali il procedimento tecnico diventa parte essenziale dell’immagine.
CHEAP – Nino Migliori – Ph Margherita Caprilli
In questa prospettiva, la scelta dell’affissione pubblica non funziona semplicemente come trasferimento di fotografie dall’archivio alla strada. Il rapporto con i muri appartiene già allo sguardo di Migliori e diventa uno dei punti attorno ai quali CHEAP costruisce il progetto. Le sue immagini di muri e manifesti vengono infatti trasformate a loro volta in manifesti e ricollocate sui muri della città: ciò che era stato osservato e fotografato ritorna così nello stesso spazio urbano dal quale proveniva.
È lo stesso Migliori ad aver definito la fotografia una forma di scrittura. CHEAP riconosce in questa concezione un’affinità con il proprio modo di osservare la città, considerata anch’essa come un testo. Il fotografo ha inoltre parlato del muro e delle sue scritte, delle incisioni e delle incursioni che vi ricorrono come di un «diario pubblico». Da qui nasce, per il collettivo, il significato particolare assunto dalla trasformazione in poster proprio delle fotografie dedicate ai muri e ai manifesti.
CHEAP descrive come un privilegio la possibilità di lavorare al progetto e di accedere all’archivio della Fondazione Migliori, con la guida di Nino e Marina. La complicità dichiarata con il suo sguardo non deriva soltanto dalla scelta delle immagini, ma dalla comune attenzione per lo spazio pubblico come luogo sul quale si depositano segni, presenze e racconti.
Il centenario diventa così occasione per rimettere in circolazione un archivio fotografico senza separarlo dalla città. Non una raccolta concentrata in un unico luogo, ma immagini disseminate lungo un percorso quotidiano, esposte allo sguardo di chi attraversa il centro di Bologna.
Dal 29 settembre, giorno del centesimo compleanno di Nino Migliori, i poster di CHEAP sono affissi in via dell’Indipendenza e nelle vie limitrofe: fotografie nate in momenti e contesti differenti tornano nello spazio pubblico e fanno del muro, ancora una volta, una pagina sulla quale scrivere.





