La carta come materiale artistico, patrimonio storico e testimonianza di una tradizione produttiva locale. Per le Domeniche di Carta, l’Abbazia Greca di San Nilo ospita un percorso che intreccia arte contemporanea, tecniche orientali e memoria industriale.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto dalla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata – Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>.
A Grottaferrata la storia della carta attraversa luoghi, epoche e culture differenti. Dalle antiche tecniche di fabbricazione orientali alle cartiere alimentate dalle acque del territorio, fino alle opere contemporanee di Anna Onesti, un materiale apparentemente comune diventa il filo conduttore di un appuntamento dedicato alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio culturale.
Domenica 4 ottobre 2026, in occasione delle Domeniche di Carta, la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata propone un’apertura straordinaria dalle 10 alle 14. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare il patrimonio degli archivi e delle biblioteche italiane, prosegue idealmente il percorso avviato con le Giornate Europee del Patrimonio 2026, riportando l’attenzione sulla carta e sulla storia della cartiera di Grottaferrata.
Al centro della mattinata si colloca la mostra Anna Onesti – Nuovi cieli, nuove carte, visitabile nella Sala Conferenze della Biblioteca. L’esposizione presenta opere realizzate con carta ottenuta dalla lavorazione del midollo dell’albero di gelso, materiale attraverso il quale l’artista esplora tecniche, forme e tradizioni legate alle culture orientali.

Alle 11 è previsto l’incontro La carta, una storia tra Oriente e Occidente, che riunisce due prospettive complementari. Maria Grazia Roncaccia, già direttrice della Biblioteca comunale di Grottaferrata, ripercorrerà le vicende della cartiera locale, alle quali aveva dedicato uno studio pubblicato nel 1989, insieme a B. Martellotta e G. Di Feo, nel primo numero dei Quaderni della Biblioteca. Anna Onesti, artista ed ex funzionaria restauratrice conservatrice della Biblioteca Statale, approfondirà invece la storia dell’invenzione della carta e la sua diffusione dalla Cina alla Corea e al Giappone.
La scelta dell’Abbazia Greca di San Nilo come sede dell’iniziativa acquista un significato particolare alla luce della sua storia. Per secoli, all’interno del complesso monumentale, operarono una fiorente scuola di paleografia e miniatura e, dalla fine dell’Ottocento, una tipografia. Attività differenti, accomunate dalla centralità della carta come strumento di trasmissione della conoscenza.

Anche il territorio circostante conserva le tracce di una significativa tradizione manifatturiera. Tra il 1629 e il 1632, su terreni concessi in enfiteusi dall’Abbazia, l’imprenditore Andrea Brugiotti, libraio, editore e stampatore, fece costruire due stabilimenti per la produzione della carta. Sorgevano tra il Vallone e il rivo dell’Acqua Mariana e sfruttavano la forza idrica del corso d’acqua, incanalato nel 1122 per iniziativa di papa Callisto II.
Le cartiere rimasero attive fino alla fine dell’Ottocento. Già nel 1892 i macchinari furono trasferiti nello stabilimento di Subiaco; l’anno successivo l’attività cessò definitivamente, travolta dalla crisi economica che investì Roma nell’ultimo scorcio del secolo.
Oggi gli edifici costituiscono un’importante testimonianza di archeologia industriale, inserita in una zona umida di notevole interesse paesaggistico. Le loro condizioni, tuttavia, restano precarie. Nel 1998 l’allora Ministero per i beni e le attività culturali riconobbe il valore storico, architettonico e paesaggistico del sito, sottoponendolo a tutela. Nonostante il provvedimento e l’interessamento della sezione Castelli Romani di Italia Nostra, gli interventi effettuati si sono limitati a misure provvisorie di messa in sicurezza. La giornata offre dunque anche l’occasione per riportare l’attenzione su un patrimonio che attende ancora un’adeguata valorizzazione.
Il dialogo con l’Oriente prende forma nelle opere di Anna Onesti, che utilizza carte pregiate per costruire oggetti sospesi tra pittura, tradizione artigianale e ricerca artistica. Tra questi figurano gli aquiloni realizzati con carta di gelso dipinta, stecche di bambù e fili di cotone. Le loro strutture si ispirano a modelli tradizionali coreani, come l’aquilone a scudo pangp’ae-yŏn, e giapponesi, come l’aquilone rettangolare edo.
Il percorso espositivo si sviluppa in due ambienti del complesso monumentale. Nella Loggia Cinquecentesca, lungo la facciata sud-est dell’Abbazia, l’artista presenta libri e diari. Nella Sala Conferenze della Biblioteca, invece, aquiloni e opere ispirate al volo degli uccelli compongono un allestimento concepito come omaggio al cielo.
La mostra comprende anche Con Grazia, uno degli ultimi cicli realizzati da Onesti, dedicato a Grazia Marchianò. La studiosa, legata all’Abbazia da una tradizione familiare, nel 2023 ha donato alla Biblioteca Statale due dipinti del padre, l’artista Giuseppe Marchianò, insieme ai testi di albanistica appartenuti alla biblioteca paterna. L’anno precedente aveva destinato all’Accademia Vivarium Novum, ospitata nella vicina Villa Falconieri a Frascati, l’intera biblioteca del marito, il filosofo e storico delle religioni Elémire Zolla.
L’appuntamento permette inoltre di conoscere la Collezione di opere d’arte contemporanea della Biblioteca Statale, costituita nel corso degli anni grazie alle donazioni degli artisti e dei loro eredi. La raccolta fu ideata proprio da Anna Onesti durante il periodo in cui lavorava come funzionaria restauratrice conservatrice presso l’istituzione.
Nata a Rocca di Papa, Onesti ha studiato nelle Accademie di Belle Arti di Roma, Urbino e Torino, conseguendo il diploma in Scenografia nel 1978 e quello in Decorazione nel 1984. Dopo le prime esperienze scenografiche e la collaborazione con Franco Passatore nell’ambito del Teatro Ragazzi dello Stabile di Torino, ha abbandonato la scenografia per dedicarsi alla pittura.
La sua prima mostra personale risale al 1984, nell’ambito della rassegna Arti Visive Proposte, promossa dall’Unione Culturale Franco Antonicelli negli Infernotti di Palazzo Carignano, a Torino. L’anno seguente è tornata a Roma, iniziando a lavorare come restauratrice conservatrice presso il Laboratorio di Restauro dell’Istituto Centrale per la Grafica. Ha successivamente proseguito la propria attività alla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata, dove è rimasta fino al 2022.
I viaggi in Giappone, India, Indonesia e Australia le hanno consentito di approfondire lo studio delle tecniche di restauro e conservazione delle opere d’arte su carta. A queste esperienze si affiancano collaborazioni con istituzioni internazionali impegnate nella tutela del patrimonio culturale e un’attività espositiva sviluppata in Italia e all’estero.
Nelle opere presentate a Grottaferrata, questa duplice esperienza, artistica e conservativa, trova un terreno comune. La conoscenza dei materiali e delle tradizioni di lavorazione si traduce in una ricerca visiva che restituisce alla carta la sua dimensione materiale, culturale ed espressiva.
La giornata inizierà alle 10 con l’apertura straordinaria e una visita guidata alla mostra Nuovi cieli, nuove carte. Alle 11 seguirà l’incontro dedicato alla storia della carta tra Oriente e Occidente. Le attività termineranno alle 14.
L’ingresso è libero. La Biblioteca Statale si trova all’interno dell’Abbazia Greca di San Nilo, in Corso del Popolo 128, a Grottaferrata. Per informazioni sono disponibili i numeri 06 94541584 e 06 94541591, l’indirizzo bmn-grf@cultura.gov.it e il sito bibliotecagrottaferrata.cultura.gov.it.

