Dal 5 al 15 ottobre 2026, la mostra curata da Jelmoni Gallery presenta la ricerca pittorica di Hervé Barbieri. Cortecce, foglie, erbe spontanee e nature morte diventano occasioni per indagare la luce, il colore e le possibilità espressive della pittura.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Jelmoni Studio Gallery – Elena Jelmoni <jelmonistudio@gmail.com> .
Una corteccia, il profilo di una foglia, il movimento delle ombre. Hervé Barbieri parte da elementi naturali apparentemente ordinari per costruire immagini nelle quali la precisione figurativa convive con la libertà dell’astrazione. La sua pittura si sviluppa attraverso un confronto continuo con la tradizione, recuperandone tecniche e soluzioni compositive senza rinunciare alle possibilità espressive del linguaggio contemporaneo.
A questa ricerca è dedicata Sintesi poetica, la mostra curata da Jelmoni Gallery, in programma dal 5 al 15 ottobre 2026 a Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, a Milano. L’esposizione propone un percorso attraverso i temi e le tecniche dell’artista, mettendo in evidenza il particolare rapporto che la sua opera stabilisce tra osservazione della realtà naturale e costruzione dell’immagine.
La pittura di Barbieri si inserisce nell’ambito della sensibilità postmoderna attraverso una scelta precisa: recuperare il linguaggio figurativo e confrontarsi con modelli appartenenti a differenti epoche storiche. Il riferimento al passato, tuttavia, non si esaurisce nella citazione. Forme, tecniche e suggestioni vengono reinterpretate attraverso cromatismi e soluzioni compositive contemporanee, dando origine a immagini nelle quali convivono registri espressivi differenti.
Il dato naturale costituisce il punto di partenza, ma la sua rappresentazione non ricerca necessariamente una fedeltà fotografica. L’artista interviene sulla disposizione degli elementi, sul rapporto tra le masse e sulla distribuzione della luce, costruendo composizioni nelle quali l’accuratezza tecnica può dialogare con stesure cromatiche di carattere informale.
La luce assume un ruolo determinante. Riflessi e ombre individuano un preciso momento dell’osservazione, mentre l’equilibrio tra forme e colori conferisce all’immagine una particolare qualità espressiva. Il risultato è una pittura che privilegia la sospensione e il silenzio, affidando alla costruzione visiva la capacità di suscitare emozioni.

Anche l’inquadratura partecipa a questo processo. La scelta del punto di osservazione e l’organizzazione degli elementi nello spazio non sono casuali, ma rispondono a una ricerca compositiva che restituisce ai soggetti naturali una propria eleganza. L’immagine mantiene così un legame riconoscibile con la realtà, pur allontanandosi dalla sua semplice riproduzione.
Questa relazione tra osservazione e interpretazione emerge anche nell’organizzazione del lavoro. Barbieri procede per filoni tematici che comprendono cortecce, foglie, erbe spontanee, nature morte, ombre e orti. I diversi soggetti non costituiscono compartimenti separati: si intrecciano e si richiamano reciprocamente, dando origine a variazioni nelle quali ritornano forme, ritmi e rapporti cromatici.
Il mondo vegetale offre, in particolare, un repertorio di strutture e superfici. Il ritmo dei rami e delle foglie, le caratteristiche delle cortecce e la consistenza degli elementi rappresentati diventano componenti di una costruzione pittorica nella quale il soggetto conserva la propria identità, ma acquista contemporaneamente un valore formale.
La ricerca investe anche i materiali e le tecniche. Barbieri alterna la pittura a olio su tela e tavola a procedimenti grafici che recuperano la tradizione rinascimentale del disegno a matita. A questi affianca tecniche miste realizzate su carte intelate o applicate su tavola, sperimentando differenti possibilità di trattamento delle superfici.
La compresenza di procedimenti storici e soluzioni contemporanee costituisce un elemento centrale del suo lavoro. L’introduzione di geometrie, forme astratte e cromatismi talvolta intensi modifica gli equilibri della rappresentazione figurativa, creando un confronto tra l’impianto classico della composizione e una sensibilità più vicina all’astrazione decorativa.
Ogni opera diventa così il luogo di un equilibrio variabile. La definizione accurata dei soggetti può convivere con interventi informali; le forme naturali possono incontrare costruzioni geometriche; la composizione tradizionale può aprirsi a soluzioni concettuali. È proprio in questa possibilità di passare da un linguaggio all’altro che si riconosce uno degli aspetti caratteristici della ricerca dell’artista.
Il titolo Sintesi poetica richiama la dimensione espressiva di questo procedimento. La pittura di Barbieri concentra l’attenzione su momenti circoscritti, affidando alle pennellate, ai riflessi, alle superfici e ai rapporti tra gli elementi il compito di costruire un’immagine. Il silenzio evocato dalle opere non corrisponde dunque a un’assenza di contenuti, ma nasce dall’organizzazione stessa della composizione.
La mostra offre l’occasione di osservare come il recupero della tradizione figurativa possa accompagnarsi a una sperimentazione condotta sui materiali, sulle geometrie e sul colore. Il confronto tra antico e contemporaneo attraversa l’intero percorso, senza interrompere il rapporto con quei soggetti naturali dai quali prende avvio la ricerca di Barbieri.
Sintesi poetica sarà visitabile dal 5 al 15 ottobre 2026 presso Palazzo Pirelli, in via Fabio Filzi 22, a Milano. Il vernissage è previsto per martedì 6 ottobre, dalle 13 alle 18.
Gli orari di apertura sono dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 18, e il venerdì dalle 9 alle 13. La sede è accessibile alle persone con disabilità.

