Un’ex officina diventata spazio espositivo accoglie la decima edizione di Milano Scultura. La manifestazione, ideata e diretta da Ilaria Centola e curata da Valerio Dehò, torna alla dimensione urbana con un programma che esplora le relazioni tra materia, architettura, memoria e partecipazione.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Paola Martino Press <ufficiostampa@paolamartinopress.it>.
Un edificio nato come officina nella prima metà del Novecento, trasformato successivamente in autosilo e concessionaria automobilistica, diventa il luogo in cui Milano Scultura celebra il proprio decimo anniversario. Dal 2 al 4 ottobre 2026, la manifestazione torna nel cuore della città e occupa gli spazi di Concessionaria 23, in via Maiocchi, scegliendo un’architettura che conserva le tracce della propria storia industriale e le mette a disposizione della ricerca artistica contemporanea.
La scelta della sede segna una nuova fase per la fiera ideata e diretta da Ilaria Centola. Dopo le esperienze dedicate al rapporto tra scultura, paesaggio e spazi aperti, Milano Scultura recupera la dimensione urbana attraverso un edificio riconvertito alla cultura. Il dialogo tra le opere e l’ambiente che le ospita diventa così parte integrante del progetto espositivo, in continuità con una manifestazione che, fin dalla nascita, si presenta come l’unico appuntamento fieristico italiano interamente dedicato alla scultura e alle espressioni tridimensionali.

Dieci anni di attività offrono anche l’occasione per interrogarsi sulle condizioni in cui opera oggi questo settore dell’arte contemporanea. Centola richiama l’attenzione sulle difficoltà del mercato della scultura e sulla necessità di investire nei talenti emergenti. Il suo ragionamento coinvolge direttamente le istituzioni, alle quali chiede un maggiore impegno a favore dell’arte pubblica, intesa come investimento culturale capace di valorizzare gli spazi condivisi. Una posizione coerente con la scelta, perseguita dalla manifestazione nel corso degli anni, di utilizzare luoghi legati alla memoria del lavoro e alle trasformazioni del territorio.
La decima edizione conserva la struttura fieristica, ma amplia il programma attraverso progetti che affrontano questioni artistiche, sociali e culturali. Al piano terra di Concessionaria 23 saranno presenti le gallerie partecipanti, con una selezione di artisti appartenenti a generazioni differenti. Il percorso offrirà una ricognizione sui linguaggi della scultura contemporanea, dalle ricerche sui materiali alle pratiche installative, fino alle nuove modalità di relazione tra opera e spazio.
Il primo piano sarà invece interamente dedicato ai Progetti Speciali, una sezione che estende il campo d’indagine della manifestazione attraverso mostre, installazioni e interventi. Trasformazione, memoria, guerra, ironia, sostenibilità, patrimonio culturale e migrazioni sono alcuni dei temi affrontati dagli artisti, attraverso opere che utilizzano la tridimensionalità per interrogare il presente.
La materia, il mito e la memoria
Il rapporto tra cambiamento e adattamento è al centro di Fiume, installazione realizzata appositamente per lo spazio da Gloria Campriani. Ispirata al movimento incessante dell’acqua, l’opera si sviluppa attraverso forme irregolari e figure stilizzate, espandendosi e contraendosi in relazione all’ambiente circostante. La struttura assume l’aspetto di un grande tappeto ambientale e propone un’esperienza immersiva nella quale il fluire dell’acqua diventa metafora della trasformazione, della resilienza e della ricerca di nuovi equilibri.
Alla memoria della violenza e alla possibilità della pace è dedicata La ferita e la rinascita. Scultura tra mito e memoria di Lucia Albertini. Il progetto utilizza gli archetipi di Arianna, Medusa, Giuditta e David per affrontare il tema dei conflitti senza ricorrere alla rappresentazione diretta della guerra. Attraverso il linguaggio del mito, la scultura diventa uno strumento per riflettere sulle relazioni tra potere, responsabilità, memoria e speranza.
Un registro differente caratterizza Ironia della sorte, sorte dell’ironia, progetto curato da Roberto Borghi e Giovanni Busacca in collaborazione con Moebius Editore e Juliet Magazine. Le opere di Aldo Spoldi, Gianni Cella, Corrado Bonomi e Francesco Garbelli permettono di ripercorrere il ruolo dell’ironia nell’arte italiana degli anni Ottanta e Novanta. Al centro della proposta si trova la capacità dell’arte di utilizzare il paradosso e l’umorismo per mettere in discussione convenzioni, stereotipi e sistemi di potere.
L’ironia torna anche in Hello Pizzy di Francesco De Molfetta, progetto curato da Ilaria Centola. L’artista combina due immagini immediatamente riconoscibili della cultura globale, Hello Kitty e la pizza, dando vita a un’opera che affronta la contaminazione tra Oriente e Occidente. L’accostamento diventa un’occasione per riflettere sull’incontro tra culture, sull’inclusione e sulla condivisione.
Partecipazione, patrimonio e identità
La dimensione collettiva dell’esperienza artistica trova spazio in Modulopoli, progetto ideato da Federico Marcoaldi. Artisti e bambini saranno coinvolti nella realizzazione di un’unica opera composta da moduli tridimensionali in cartone riciclato. Il lavoro condiviso associa creatività e sostenibilità, attribuendo alla collaborazione un ruolo centrale nel processo di costruzione dell’opera.
Alla tutela e alla trasmissione del patrimonio culturale guarda invece Giuliano Cataldo Giancotti con La Cultura che se ne va. L’installazione appartiene al ciclo di cinque creazioni in ferro Difesa della cultura e rappresenta una carrozza guidata da un libro, con Dante Alighieri e la Venere di Milo come passeggeri. L’immagine della cultura in viaggio diventa un richiamo alla necessità di riconoscerne il valore e di preservarne la memoria per le generazioni future.
Il tema del viaggio assume un significato diverso in Ulisse e Penelope di Max Marra. Attraverso due figure della mitologia greca, il progetto mette in relazione il desiderio della scoperta e del cambiamento con l’esperienza dell’attesa e della permanenza. Ulisse rappresenta il movimento, fisico e interiore; Penelope la fedeltà e la capacità di resistere al trascorrere del tempo. Il rapporto tra i due personaggi diventa una metafora della mobilità umana e offre una chiave di lettura del fenomeno contemporaneo delle migrazioni, tra partenze, distacchi e legami con i luoghi d’origine.
Con Il Canto della Natura, Giulia Alberti propone invece una ricerca nella quale ceramiche, fotografie e sculture concorrono a costruire una dimensione temporale sospesa. Terra, acqua, fuoco e aria costituiscono gli elementi di un percorso che attraversa colore, luce, oscurità e trasparenza. Il lavoro dell’artista esplora la natura come origine e presenza costante dell’esistenza, intrecciando materia e memoria.
La scultura incontra la performance
Accanto alle opere esposte, Milano Scultura presenta un programma di appuntamenti dal vivo che amplia ulteriormente il rapporto tra le arti.
Tra questi figura Guernica Picasso, spettacolo ideato dallo storico dell’arte Luca Nannipieri e dall’artista Gloria Campriani. Attraverso narrazione, approfondimento storico e performance artistica, il progetto ripercorre la vicenda di Guernica, il dipinto realizzato da Pablo Picasso nel 1937, soffermandosi sull’attualità del suo messaggio contro la guerra. L’appuntamento accompagna l’uscita del volume di Nannipieri La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico.
Il programma comprende inoltre Roots, performance di Michela Priuli con Barbara Allegrezza e Nicolò Castagni, prodotta da DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza. Partendo dal significato della parola «radici», il lavoro indaga il rapporto con le proprie origini, con i luoghi e con gli altri. Attraverso il contatto e l’ascolto reciproco dei due interpreti, il corpo diventa uno strumento di relazione e sostegno, fino a sviluppare una riflessione sull’amore come esperienza di fiducia.
Una fiera da attraversare, anche attraverso il digitale
Tra le novità dell’edizione 2026 figura l’introduzione di una piattaforma digitale dedicata ai visitatori. Attraverso i QR Code distribuiti lungo il percorso espositivo sarà possibile accedere ad amuseapp, un’applicazione che fornirà contenuti di approfondimento e informazioni sulle opere, sugli artisti e sulle gallerie partecipanti.
L’iniziativa intende ampliare le possibilità di conoscenza offerte dalla visita, affiancando all’incontro diretto con le opere uno strumento di consultazione e approfondimento.
Per Valerio Dehò, curatore dell’edizione 2026, il decennale rappresenta anche un’occasione per ribadire il ruolo dell’arte nei processi di rigenerazione urbana. La scultura, nella sua lettura, supera la dimensione puramente materiale e coinvolge il tempo dell’esperienza, delle relazioni e della partecipazione. Una prospettiva che trova riscontro nella scelta di Concessionaria 23, dove la storia dell’edificio entra in relazione con le opere e con il pubblico.
Milano Scultura si svolgerà dal 2 al 4 ottobre 2026 presso Concessionaria 23, in via Maiocchi 23 a Milano. L’ingresso è gratuito. Il vernissage è previsto venerdì 2 ottobre, dalle 18.30 alle 21.30. La manifestazione sarà aperta sabato 3 ottobre dalle 11.00 alle 20.00 e domenica 4 ottobre dalle 11.00 alle 19.00.

