6 – «Per discarrico di sua concientia»

Dove una quarta donna, Catharina serva di Petro Danchano, parla di nuovo della sera in cui Pellegrina sciolse la fattura della sua padrona Geronima. Non aggiunge nulla che già non conosciamo. Eppure, la sua testimonianza è più interessante di quanto si creda.

Eodem proximo die.

All’imbrunire, quando ormai nel Palazzo si sentiva chiudere l’imponente portone d’ingresso e serrare a forza gli scuri delle finestre, fu deciso di continuare con la testimone successiva. Ormai il sole declinava e poca luce filtrava nella stanza. Il segretario dispose di lato alle carte il doppiere che un commesso gli aveva poggiato sullo scrittoio. Ben oltre l’orario fissato per le udienze, fu ascoltata anche Catharina, 30 anni circa, che soleva prestare servizio, come schiava, nella casa di Petro Danchano e che alla sua morte era rimasta alle dipendenze del figlio Michele.

Catharina non aggiunse nulla di più a quanto avevano già dichiarato comare Elisabeta e comare Catarinella. Sotto giuramento riferì che all’incirca dieci anni prima, congiunti e vicini prospettarono alla famiglia Danchano di rivolgersi a una donna di nome Pellegrina, poiché Geronima era malata ormai da tempo.
A domanda Catharina rispose di non conoscerne il cognome, ma di sapere… che abita nella detta sua casa.

Pellegrina si presentò sul far della sera. Confermò la voce comune che Geronima era inferma a causa di una fattura. Non tentennò neppure un attimo.
Si avvicinò, scostò la tenda e rimase ai piedi del letto. Disse solamente che avrebbe sciolto il sortilegio di quell’infelice.
Afferrò una candela accesa e lesta scese a pianoterra. Uscì all’aperto. Forse per un colpo di vento, forse per astuzia, la candela si spense. In quell’attimo esclamò a gran voce di aver trovato la maya e nell’oscurità cavò da qualche cantone un cuore. A conferma di quanto già attestato da comare Artes, pure Catharina sostenne di non aver mai visto il cuore di cera scoperto da Pellegrina. Anzi, affermò di non essere neppure certa che lo avesse trovato davvero in casa, credendo che, già dal suo arrivo, lo nascondesse in tasca per scroccare denari.
Le chiesero se avesse udito orazioni. Rispose che non intese parola.
Interrogata: de odio, dixit: que non. Et fuit ei iniunctum silençium.

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