Venezia: ANGELUS EX AQUA. Personale di Gino Baffo fino al 06.01.2026 

«Per sentire, bisogna avere in sé degli abissi», scriveva Friedrich Nietzsche. È proprio da questi abissi interiori che nascono gli Angeli Legati di Gino Baffo, figure potenti e fragili al tempo stesso, emerse da una pittura materica e profondamente spirituale.

ANGELUS EX AQUA
Personale di Gino Baffo
a cura di Maria Luisa Lasala

22.11.25 > 06.01.2026 
MUNAV – Museo Storico Navale, Padiglione delle Navi
Riva S. Biasio, Castello 2148, 30122 Venezia

La collezione Angelus ex Aqua prende forma dalle barene veneziane, luogo simbolico in cui acqua, fango e terra si fondono. Da questa materia primordiale affiorano angeli silenziosi, portatori di un messaggio che oggi appare soffocato, ridotto a un sussurro: l’uomo contemporaneo non sa più ascoltare, vive distratto dall’effimero, lontano dalla propria essenza spirituale.

Incontrare questi angeli, in un momento particolarmente intenso della sua vita, ha rappresentato per l’artista un viaggio nel vuoto dell’anima: uno spazio assoluto in cui ciascuno è chiamato a riconoscere i segnali che l’Universo invia. Angelus ex Aqua è una collezione profondamente autobiografica, nata da un’esperienza esistenziale e trasformata in un racconto universale che abbraccia l’intera umanità.

Le opere si distinguono per una sapiente distorsione delle figure, emerse dal caos materico del gesso di Bologna, che richiama la terra e il fango delle barene. I volti, segnati da piccoli occhi arcaici e da un’espressione di struggente malinconia, restituiscono un senso di smarrimento collettivo. L’uso dell’oro, cifra distintiva del lavoro di Baffo, intensifica la forza cromatica dei dipinti, donando eleganza e sacralità alle immagini.

La pittura di Gino Baffo si inserisce nel solco dell’informale del Novecento, dove le immagini si liberano dalla rigidità della forma per recuperare il flusso del sentire. Spazio e tempo si dissolvono, mentre la forza espressiva diventa più densa della materia stessa. È una pittura del malessere, che riflette una condizione oggi non più individuale ma collettiva.

Mai come in questo momento storico la distanza dell’uomo dal Bene sembra confermare come la parola Umanità non trovi più piena corrispondenza nell’essere umano. Gli Angeli Legati, dal capo chino e dallo sguardo triste, si fanno così archetipi di tenerezza, amore e compassione: valori che dovrebbero accompagnare la crescita e l’esistenza dell’uomo sulla Terra, ma che appaiono sempre più lontani in un mondo iperconnesso e spiritualmente disorientato.

Uomo e Natura procedono sugli stessi binari, legati da una simbiosi profonda, eppure domina l’indifferenza. Il mondo si consuma mentre l’uomo, sempre più fragile e confuso da un materialismo sottile e pervasivo, si allontana dalla propria essenza. In questo scenario l’arte assume un ruolo necessario e responsabile. Come afferma l’artista: «L’Arte ha il dovere di portare un messaggio universale all’essere umano. Angeli Legati è stata una rivelazione improvvisa, una collezione di opere dal grido forte, un monito rivolto a tutti».

L’esposizione presenta otto opere inedite della collezione Angelus ex Aqua. Angeli legati è stata allestita intorno alla Scalea reale, valorizzando uno degli spazi più iconici del Padiglione delle Navi. Questa scelta contribuisce sia a esaltare la dimensione intima e sospesa della serie Angelus, sia a rafforzare il Padiglione delle Navi come nuova destinazione dedicata alla valorizzazione culturale, capace di ospitare dialoghi tra patrimonio storico e creatività contemporanea di rilievo locale e internazionale.

Gino Baffo nasce a Venezia nel 1957, città che da sempre ispira la sua ricerca artistica. Inizia giovanissimo il suo percorso nell’arte con un apprendistato nella bottega di restauro del Maestro Barutti, dove sviluppa un profondo rapporto con i pigmenti e la materia, poi consolidato dagli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dai primi anni Duemila la pittura diventa il fulcro della sua pratica, evolvendosi in un linguaggio personale e riconoscibile, fortemente legato alla laguna veneziana e alle barene.

Nel 2024 due opere della serie Barene entrano nella collezione privata della Banca d’Italia. Nello stesso anno presenta la mostra BARENE a Ca’ di Dio, nell’ambito del Blue Friday promosso dall’UNESCO, dedicato alla tutela degli oceani e alla sostenibilità ambientale.

Le sue opere, caratterizzate da cromie dense e materiche, restituiscono l’anima viva e mutevole di Venezia, tra acqua e terra, in una ricerca costante dell’essenza e della memoria dei paesaggi lagunari. 

Nel 2024 il valore e l’autenticità della sua produzione pittorica e scultorea vengono certificati dal critico e storico dell’arte Saverio Simi De Burgis.

WEBSITE https://www.ginobaffoart.com/ 
INSTAGRAM @ginobaffo.art

Il Museo Storico Navale di Venezia è oggi il più importante nel suo genere in Italia e consente di riscoprire e rivivere la storia della Marina Militare Italiana e di una grande ex Repubblica Marinara come Venezia. Le sale del MUNAV custodiscono cimeli, modelli e documenti che raccontano secoli di storia della Marina e il profondo legame di Venezia con il mare. Nel Padiglione delle Navi, sarà possibile ammirare imbarcazioni storiche e mezzi che testimoniano l’evoluzione della tecnica e del servizio navale, mentre il Sommergibile Enrico Dandolo, uno dei primi quattro sottomarini progettati durante la Guerra Fredda, inviterà i visitatori a salire a bordo per salire a bordo e scoprire la cabina di manovra e la camera di lancio dei siluri. Il MUNAV è di proprietà del Ministero della Difesa che, attraverso la Marina Militare, custodisce i valori e la cultura della Forza Armata. È inserito nel circuito dei 15 Musei Militari affidati a Difesa Servizi dalle Forze Armate ed è il più importante museo navale in Italia 

Da marzo 2024 D’UVA S.r.l. gestisce il Museo Storico Navale di Venezia della Marina Militare per conto di Difesa Servizi e ha dato inizio al processo di valorizzazione del MUNAV che coinvolge i diversi settori del sito museale – dalla comunicazione, all’accoglienza, agli allestimenti e i servizi al pubblico – per rispondere agli standard dei musei internazionali e per rendere speciale e unica l’esperienza di visita.


ANGELUS EX AQUA 
Angeli legati    

“Per sentire, bisogna avere in sé degli abissi”, scrisse F. Nietzsche, ed è in queste acque intime e salate come le lacrime degli Angeli Legati del pittore Gino Baffo che mai parole si tradussero con tanta angoscia ed intensità. Questa la lettura dell’animo dell’artista di Maria Luisa Lasala. Gli Angeli dall’Acqua sono figure emerse dalla Barena di Venezia dove affiora il messaggio apodittico che essi vorrebbero portare al mondo. Il loro messaggio è possente ma ora ridotto quasi solo ad un brusio, forse ormai silenzioso e disperato perché l’uomo non sa più ascoltare, non sa più ricordare, vive distratto e sedotto dall’effimero. Incontrare gli Angeli in un momento molto intenso e spirituale della sua vita, è stato per l’Artista un viaggio nel vuoto dell’anima, quel vuoto assoluto dove ognuno ritorna nella propria storia e riconosce come propri i segnali che dona l’Universo. L’artista Gino Baffo descrive così le sensazioni e i sentimenti che lo hanno ispirato a dar vita a queste opere uniche in tecnica e figure emerse dalla materia della tela. La creazione di Angeli Legati si annoda intrinsecamente alla vita dell’Artista. È una collezione autobiografica dalla genesi alla loro rivelazione, sia per ritrovare un suo dramma esistenziale sia per poter dare spazio a tutte le emozioni ad essa veicolate. Gino Baffo non abbraccia con questi dipinti solo sé stesso ma un soggetto molto più grande, ossia l’intera Umanità. Le opere sono caratterizzate da una sapiente distorsione degli elementi ritratti che conferisce loro una grande forza evocativa grazie all’uso dei colori. Le linee delle figure che sono emerse dal caos del gesso di Bologna come la terra e il fango di Barena, sono intense di arcaici segni vedi i piccoli occhi nei volti, grande però è la loro disperazione. Un tratto unico dell’Artista è l’uso dell’oro che accentua la forza cromatica dei dipinti e dona alle creazioni eleganza e bellezza. Ancora una volta le opere dell’artista veneziano Gino Baffo offrono il giusto tributo alla pittura informale del ‘900 dove le immagini hanno imparato a deformarsi. Si afferma la necessità di recuperare il sentire spirituale dei flussi di coscienza e la figura degli Angeli si libera così della gabbia razionale e dalla geometria che pretende di misurare la vita. Spazio e tempo svaniscono e la forza espressiva sa essere più densa della materia stessa dei dipinti. È questa una pittura del malessere, le opere sono la summa di tutti i sentimenti di smarrimento e tristezza che travalicano il singolo e diventano oggi collettivi. Il messaggio degli Angeli Legati non arriva, in un mondo connesso all’esasperazione, l’uomo ha smesso di esserlo, non ascolta la loro presenza, è sempre più lontano da sé stesso, dalla sua essenza e spiritualità.

La connessione con la Natura e l’Universo è sospesa.

Mai come in questo momento storico la distanza dell’uomo dal Bene sembra confermare che la parola Umanità non si identifica più nemmeno nell’essere umano. Gli Angeli Legati, dal capo chino e occhi tristi, vogliono essere l’archetipo della tenerezza, dell’amore e della compassione che dovrebbe accompagnare la nostra crescita e la nostra esistenza sulla Terra.  L’uomo e la Natura corrono sugli stessi binari, eppure regna l’indifferenza a tanta simbiosi, il mondo si sta distruggendo e l’uomo sempre più fragile e confuso dal materialismo più subdolo, diventa ogni giorno partecipe dei propri insani sentimenti. L’Arte ha il dovere di portare un messaggio Universale all’essere umano, queste le parole dell’artista Gino Baffo, Angeli Legati è stata una rivelazione improvvisa, una collezione di opere straordinarie dal grido forte e di monito a noi tutti.                                           

                                                                                                                                  


DOVE 
MUNAV – Museo Storico Navale, Padiglione delle Navi
Riva S. Biasio, Castello 2148, 30122 Venezia
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