Categoria: Mostre&eventi

  • Matera: La Fondazione Sassi rende omaggio a Mario Salerno

    Matera: La Fondazione Sassi rende omaggio a Mario Salerno

    La Fondazione Sassi di Matera annuncia che il prossimo 15 febbraio 2025, alle ore 10:30, nella sede della Fondazione in via San Pietro Barisano n. 10, si terrà la cerimonia di intitolazione della Sala Conferenze a Mario Salerno, fondatore e primo presidente della nostra istituzione fin dalla sua nascita, avvenuta il 4 giugno 1990.

    Cerimonia di intitolazione
    della sala conferenze della Fondazione Sassi
    a Mario Salerno

    L’evento rappresenta un sentito omaggio a una figura che ha dedicato la sua vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale della città di Matera, contribuendo con visione e impegno al riconoscimento dei Sassi come Patrimonio dell’Umanità e alla crescita culturale del territorio.

    Alla cerimonia interverrà S. Ecc. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, che impartirà la benedizione alla sala dedicata alla memoria del dottor Salerno.

    Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni locali, enti del territorio, la famiglia Salerno e tutti coloro che desiderano rendere omaggio alla figura di Mario Salerno. La Fondazione sarà lieta di offrire uno spazio di intervento a quanti, tra cittadini e operatori culturali, vorranno condividere un ricordo personale legato a Mario.

    L’evento vuole essere non solo un tributo alla sua persona, ma anche un momento di aggregazione per la comunità materana, che è invitata a prendere parte a questo momento, nel segno della memoria e della condivisione.

    Programma della Cerimonia

    • Scopertura della targa dedicata a Mario Salerno
    • Benedizione della Sala Mario Salerno

    Interventi e testimonianze

    • Michele De Rosa De Leo, amico e testimone dell’opera di Mario Salerno
    • Peppino e Chicco Mitarotonda, artisti che hanno realizzato la targa commemorativa

    Intervento della direttrice Patrizia Minardi, che introdurrà il dialogo con i giovani talenti materani, testimoni della crescita culturale ed economica della città:
    Rossella Iacovone – ballerina e imprenditrice
    Francesca Lamacchia (in arte Effective) – cantante ed imprenditrice
    Lidia Cudemo – imprenditrice del settore cinematografico
    Fernando Calia – organizzatore di mostre a livello internazionale

    La cerimonia si concluderà con l’intervento della presidente della Fondazione Sassi, Maria Giovanna Salerno, che renderà omaggio all’eredità culturale e umana di Mario Salerno.
    Un omaggio artistico: “I Sassi delle Tre Lune” di Ugo Annona

    Nel corso della mattinata sarà svelata l’opera “I Sassi delle Tre Lune” di Ugo Annona, che la famiglia Salerno ha donato alla Fondazione Sassi. L’opera, denominata così dalla famiglia Salerno, è stata collocata nella Sala Conferenze Mario Salerno e rappresenta un’importante testimonianza artistica e culturale.

    Dal testo di Nicola Salerno, pubblicato sui Quaderni de La Scaletta nel 2024:

    “Un regalo di Ugo a Mario? Un’installazione di Ugo che stava per essere rimossa senza una precisa destinazione e che Mario ha salvato, non nuovo a iniziative di questo genere? La prima ipotesi potrebbe essere per l’amicizia tra i due, confermata da altre opere di Annona in Via Castello. La seconda parrebbe avvalorata dal fatto che dietro alcune mattonelle ci sono pochi resti di malta e alcuni segni a pennarello di probabile guida per l’allineamento a parete; ma il dubbio rimane, perché la maggior parte delle mattonelle non ha alcun residuo di malta e tutte, proprio tutte, sono in condizioni perfette, senza neppure un graffio o uno sbocconcellamento che normalmente accade quando un pannello viene prima murato e poi staccato.

    Si tratta di un notturno sui Sassi. Il punto di osservazione è dall’altro lato della Gravina, dove c’è il Parco della Murgia Materana con il belvedere, anche se le proporzioni e le distanze non sono realistiche, ma sognate. Nella fascia bassa compaiono persone e animali che un tempo, sino agli anni ’50, qui vivevano a contatto continuo, quasi in simbiosi. Le persone sono le classiche pupe di Annona, tra il naïf, il primitivo e il gotico. Nella ampia fascia intermedia ci sono proprio loro, i Sassi. A meno del rosso di qualche tetto e di alcune sfumature, appaiono come un blocco unico, impenetrabile, pietrificato, senza presenza umana, gelido. La luce avvolgente e sierosa palpabile della triplice luna, che domina la fascia alta del pannello, sembra aver messo tutto e tutti in naftalina.”

    L’opera è stata restaurata da Chicco Mitarotonda nel laboratorio storico di Contrada Serritello La Valle, dove lavora con il padre, il maestro Peppino Mitarotonda, che fu prima allievo e poi grande amico di Annona. Questo intervento ha restituito alla città un’opera di grande valore storico e artistico, sottolineando il profondo legame tra Mario Salerno e il mondo dell’arte e della cultura.

    L’iniziativa si propone come un tributo doveroso a un uomo che, con passione e lungimiranza, ha guidato la Fondazione, lasciando un segno indelebile nella storia culturale di Matera.

    Mario Salerno è stato il fondatore e primo presidente della “Fondazione Sassi” di Matera. Creata nel 1990, la Fondazione ha lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e architettonico dei Sassi di Matera, di cui ha sostenuto l’ingresso nel Patrimonio dell’Umanità nel 1993. Durante il mandato di Mario, le attività della Fondazione hanno abbracciato un ampio raggio di attività, dalla promozione di studi e volumi di carattere divulgativo e scientifico, alla organizzazione di convegni tematici, alla ospitalità di giovani visitatori, studiosi, intellettuali e artisti. Prima della nascita della Fondazione, a un giovane Mario Salerno si deve anche l’arrivo a Matera nel 1976 del telero “Lucania ’61” di Carlo Levi, un pezzo densamente simbolico per la storia non solo locale ma dell’intera Italia repubblicana. Al nome di Mario sono legati anche il “Centro studi sulla montagna lucana”, che a fine anni ’60 mise le basi per la creazione del “Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti” e della “Riserva orientata di Tre Cancelli di Tricarico”, e il progetto esecutivo per l’apertura a Matera della sede del Mediterraneo del sud del “Collegio del Mondo Unito”. É stato per oltre trent’anni direttore presso diversi istituti bancari a Roma, Matera, Taranto, Lussemburgo, Cosenza.

    Mario Salerno è scomparso l’11 settembre 2019, ma dedizione e impegno proseguono attraverso la sua Fondazione, ora presieduta dalla figlia Maria Giovanna.


    Sissi Ruggi
    per la Fondazione Sassi
    Per contatti e ulteriori informazioni
    ufficiostampa@sissiruggi.com
  • Alla Magnani-Rocca, l’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi

    Alla Magnani-Rocca, l’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi

    I fiori, con la loro bellezza effimera e la loro carica simbolica, hanno ispirato generazioni di artisti. Con l’arrivo della primavera, la Fondazione Magnani-Rocca celebra questo soggetto eterno con una mostra unica: oltre 150 opere, dai maestri del Simbolismo all’Arte contemporanea, trasformano la Villa dei Capolavori in un giardino d’arte e poesia.

    La mostra ‘FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi’ è in programma dal 15 marzo al 29 giugno 2025 alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), immersa nello splendore del Parco Romantico, appena restaurato. Col suo giardino all’italiana, il giardino all’inglese, il biolago e il nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement, il Parco offre un’esperienza multisensoriale che cambia con il susseguirsi delle stagioni.

    FLORA
    L’incanto dei fiori nell’arte italiana
    dal Novecento a oggi
    Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo – Parma
    15 marzo – 29 giugno 2025

    La mostra presenta oltre 150 capolavori “floreali” dei più grandi maestri dell’arte italiana, da fine Ottocento fino alla contemporaneità. Le Ortensie di Segantini, Longoni e Fornara, le Dalie di Previati e Donghi, l’esplosiva Flora magica di Depero e i mazzi ipnotici di fiordalisi, papaveri e margherite di Casorati, il Gladiolo fulminato di de Pisis e i Crisantemi di de Chirico e Cremona. Accanto a queste meraviglie, le sale della Villa ospitano un percorso che attraversa Simbolismo, Futurismo, Realismo magico, Astrazione e le nuove forme espressive della contemporaneità.

    Il fiore non è mai solo un fiore. Per Boldini è un simbolo di grazia, per de Pisis un’esplosione cromatica e una riflessione sulla caducità della vita, per Morandi una meditazione silenziosa. FLORA esplora l’evoluzione di questo soggetto nell’arte italiana, dalla ricchezza simbolica di Segantini e Previati all’avanguardia di Balla e Depero, fino ai linguaggi contemporanei di Kounellis, De Maria, Gilardi, Schifano e Paolini.

    Le sale della Villa dei Capolavori, si trasformano in giardini segreti, evocati dalle opere di Pellizza da Volpedo, Chini, Nomellini, Moggioli, Boccioni, per ospitare fiori dipinti o scolpiti del Novecento, da quelli simbolici a quelli futuristi, da quelli recisi a quelli silenziosi fino ai fiori inquieti. Il tutto è affiancato dagli spazi che ospitano i capolavori di Monet, Renoir, Cézanne, Dürer, Tiziano, Goya, Canova, Burri appartenuti a Luigi Magnani.

    Molte “regine di fiori” abitano la mostra, in ritratti intensi in cui il fiore ha una presenza importante quanto quella della protagonista, con opere capitali di Boldini, Tito, Zandomeneghi, Balla, Marussig, Fontana e Pasolini. La rosa è protagonista di un’intera sezione: le Rose di Morandi dialogano con quelle di Funi, Oppi, Cagnaccio, Pirandello e Mafai.

    Le opere provengono da importanti musei, istituzioni pubbliche e collezioni private come il Museo del Novecento di Milano, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo Novecento di Firenze, il Museo Morandi di Bologna, i Musei comunali di Ferrara, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze. La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Magnani-Rocca e il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ed è curata da Daniela Ferrari e Stefano Roffi. È realizzata grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Crédit Agricole Italia.

    “Non c’è pittrice o pittore del Novecento che non abbia dipinto fiori, seguendo una vocazione intima e una personalissima interpretazione, una sfida rappresentativa. Il fiore è un soggetto semplice, ma è anche un universo di simboli complessi, di forme sofisticate e per questo irresistibile” – Daniela Ferrari

    Parallelamente viene presentato il restauro del Parco Romantico che circonda la Villa dei Capolavori: un gioiello paesaggistico unico in Italia che si estende per dodici ettari e che comprende un giardino all’inglese, un giardino all’italiana e il nuovo giardino contemporaneo.

    Un patrimonio verde con centinaia di nuovi alberi, arbusti e fiori, con piante esotiche e monumentali a circondare la villa che fu dimora di Luigi Magnani. Il Parco Romantico conserva anche tre esemplari maestosi iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia: Cedrus libani, Sequoia sempervirens, Platanus hybrida, che sono stati oggetto di cure speciali. Con l’aggiunta di un biolago e l’esperienza multisensoriale del nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement, in cui i visitatori saranno avvolti da un’esplosione di colori e profumi, immersi in un paesaggio che cambia nei mesi, stagione dopo stagione. Un restauro realizzato grazie al supporto del Ministero della Cultura con i fondi PNRR. Luigi Magnani, precursore di una sensibilità ambientale sorprendentemente moderna per il suo tempo, è stato tra i fondatori di Italia Nostra, uno dei primi movimenti ambientalisti italiani, impegnato nella protezione integrale del patrimonio culturale e ambientale del Paese. Questa visione pionieristica dimostra la sua profonda attenzione per la salvaguardia della bellezza e della natura, in un periodo storico in cui la coscienza ambientalista non era ancora così affermata.

    FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi

    Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
    Dal 15 marzo al 29 giugno 2025. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Aperto anche 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 2 giugno.
    Ingresso: € 15 valido anche per le Raccolte permanenti e il Parco Romantico – € 13 per gruppi di almeno quindici persone – € 5 per le scuole e sotto i quattordici anni. Il biglietto comprende anche la visita libera agli Armadi segreti della Villa. Per meno di quindici persone non occorre prenotare, i biglietti si acquistano all’arrivo alla Fondazione.
    Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148   segreteria@magnanirocca.it   www.magnanirocca.it  
    Il sabato ore 16.30 e la domenica e festivi ore 11.30, 16, 17, visita alla mostra con guida specializzata; è consigliato prenotare a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 20 (ingresso e guida).
    Mostra e Catalogo (Dario Cimorelli Editore) a cura di Daniela Ferrari e Stefano Roffi, con saggi dei curatori e di Carlo Mambriani, Elisa Martini, Sergio Risaliti, Chiara Vorrasi, oltre alle immagini di tutte le opere esposte.

    La mostra è realizzata grazie al contributo di:
    FONDAZIONE CARIPARMA, CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
    Media partner: Gazzetta di Parma, Kreativehouse.
    Con la collaborazione di: AXA XL Insurance e Aon S.p.a.
    Angeli Cornici, Bstrò, Cavazzoni Associati, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

    La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d’arte di Luigi Magnani, con opere di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Dürer, de Chirico, Rubens, Van Dyck, Filippo Lippi, Carpaccio, Burri, Tiepolo, Canova e la più significativa raccolta di lavori di Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva ancora oggi un fascino sontuoso e senza tempo con i suoi arredi di epoca neoclassica e impero, circondata da un grande Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e gli splendidi pavoni bianchi e colorati.


    Ufficio Stampa: Studio ESSECI   Sergio Campagnolo
    Rif. Simone Raddi   simone@studioesseci.net   tel. 049 663499

  • SAC – Spazio Arte Contemporanea apre un bando per artisti giovani e affermati

    SAC – Spazio Arte Contemporanea apre un bando per artisti giovani e affermati

    Diviso in due categorie – artisti giovani (18-34 anni) e affermati (over 35 anni) – il concorso mette in palio premi in denaro e la possibilità di collaborare, in varie forme, all’attività espositiva del SAC.

    Il bando, aperto fino al 16 marzo 2025, ammette opere di pittura, scultura e installazione, fotografia, videoarte e cortometraggi, performance, arte digitale, grafica digitale e cartoon.

    Per la sua terza edizione, il premio si concentra sul tema “Radici”, intese come le verità nascoste che intimamente definiscono ognuno di noi.

    SAC – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
    ROBECCHETTO CON INDUNO (MI)
     
    PREMIO LUIGI CANDIANI
    Aperto il bando per artisti giovani e affermati

    Fino al 16 marzo 2025

    SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno (MI) annuncia l’apertura del bando alla terza edizione del premio Luigi Candiani, che con cadenza annuale si rivolge a due categorie di artisti: giovani (dai 18 ai 34 anni) e affermati (over 35). La giuria è composta da Nicoletta Francesca Candiani, proprietaria e curatrice di SAC – Spazio Arte Contemporanea, da Ernesto Morales, artista e da Elisabetta Roncati, scrittrice e art sharer.

    Il tema scelto per l’edizione 2024/2025 è “Radici“, così declinato dalla giuria: “Ogni città nasconde fra i vicoli un infinito insieme di tracce di cui l’uomo è unico artefice. A contatto con tutto ciò che lo circonda, trascorre la vita lasciando il ricordo delle sue radici in ogni posto in cui viaggia, in ogni persona che incontra, in ogni sguardo rincorso di sfuggita. Chi sia davvero, solo lui lo sa, solo lui può intravedere le sue verità nascoste e riconoscere il proprio microcosmo. E tu, da quale pianeta provieni?“

    Il bando è aperto fino al 16 marzo 2025 e ammette opere di pittura, scultura e installazione, fotografia, videoarte e cortometraggi, performance, arte digitale, grafica digitale e cartoon, proposte attraverso il form online di iscrizione (sezione bandi su www.spazioartecontemporanea.com) e che seguono l’argomento indicato.

    Le 20 opere selezionate parteciperanno alla mostra collettiva dei finalisti del concorso Premio Luigi Candiani, in programma dal 6 settembre al 4 ottobre 2025.

    Un premio di 2.000 € sarà assegnato all’autore dell’opera prima classificata, mentre la Menzione Ernesto Morales darà la possibilità all’artista selezionato di partecipare a mostre organizzate da ARTEFORA, nelle Langhe, in Piemonte, nell’arco dell’anno successivo alla nomina del vincitore.

    Infine, sono in palio due residenze d’artista negli spazi del SAC-Spazio Arte Contemporanea di due settimane (17 novembre – 15 dicembre 2025) con mostra finale nel periodo 17 gennaio-14 febbraio 2026, durante la quale parteciperà anche il vincitore del premio in denaro.

    I vincitori saranno annunciati durante l’inaugurazione della mostra dei venti finalisti, sabato 6 settembre, e saranno pubblicati online il giorno successivo.

    Verranno selezionate 20 opere per partecipare alla mostra collettiva dei finalisti del concorso Premio Luigi Candiani, che si terrà dal 28 giugno al 26 luglio 2025.

    Un premio di 1.000 € sarà assegnato all’autore dell’opera prima classificata, mentre la Menzione Ernesto Morales e le due residenze d’artista (che si svolgeranno dal 6 ottobre al 3 novembre 2025) conservano le modalità già presentate nella sezione affermati.

    Le opere dei vincitori del primo premio e delle residenze d’artista selezionate per il concorso, di entrambe le categorie, faranno parte della mostra dei vincitori che si terrà al SAC dal 17 gennaio al 14 febbraio 2026.


    Il Premio Luigi Candiani è stato istituito nel 2022 da Nicoletta Candiani, proprietaria e curatrice di SAC – Spazio Arte Contemporanea, in memoria del bisnonno, che aveva creato nel 1938 una manifattura tessile nel luogo dove ora sorge lo spazio d’arte contemporanea. La principale finalità del bando è quella di attirare al SAC artisti promettenti con cui sviluppare nel tempo un percorso di collaborazione.

    SAC è uno Spazio dedicato all’Arte Contemporanea, nato nel 2019 allo scopo di promuovere artisti contemporanei e divenuto luogo di aggregazione sociale e divulgazione culturale. Uno spazio rivolto ai creativi ma anche a un pubblico partecipe e interessato alle tematiche attuali che trovano espressione nell’arte contemporanea. Con un programma composto da mostre, laboratori, workshop, concorsi e conferenze, lo scopo di SAC è guidare il pubblico a un accrescimento culturale anche a livello territoriale.

    Situato nel cuore del paese, è inserito all’interno di una struttura appartenuta al bisnonno di Nicoletta Candiani, fondatrice e curatrice di SAC, trasformata da realtà industriale prima tessile e poi conciaria in un punto di incontro, per restituire al territorio ciò che da esso è stato donato per quattro generazioni alla famiglia Candiani.

    Con una superficie di 1.400 metri quadrati e ambienti dedicati a mostre e laboratori, SAC espone artisti contemporanei di talento, permettendo loro di realizzare progetti personali, ma vuole anche coinvolgere un pubblico ampio e variegato durante le iniziative intraprese, avvicinandolo alle molteplici sfaccettature dell’arte dei nostri giorni.


    INFORMAZIONI PREMIO LUIGI CANDIANI     
    Bando aperto fino al 16 marzo 2025
    Iscrizione www.spazioartecontemporanea.com
     
    INFORMAZIONI SAC – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
    Robecchetto con Induno (MI), Via Umberto I 108, ingresso da via Carducci 2
    Orari: Mercoledì-domenica, ore 14.30 – 19.30
     
    CONTATTI
    T + 39 0331 1227674             
    E-mail: info@spazioartecontemporanea.com
    IG spazio_arte_contemporanea         
    FB Spazio Arte Contemporanea
     
    Ufficio stampa     
    Anna Defrancesco comunicazione   
    Via Madre Cabrini 10 – 20122 Milano
    press@annadefrancesco.com
    annadefrancesco.com
  • Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia

    Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia

    “MUNCH. Il grido interiore”

    11 febbraio – 2 giugno 2025

    Palazzo Bonaparte
    Piazza Venezia, 5 – Roma

    Ad accoglierli c’era Iole Siena, Presidente di Arthemisia e padrona di casa.

    “È stato un immenso onore ed anche una grande emozione inaugurare la mostra di Munch alla presenza del Presidente Mattarella e della Regina Sonja – afferma Iole Siena – ed un importante riconoscimento istituzionale per il ruolo centrale di Palazzo Bonaparte per le grandi mostre a Roma e in Italia”.

    Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il CEO di Generali Philippe Donnet, il Presidente di Generali Andrea Sironi, la Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Alessandra Taccone.

    Il Presidente e la Regina si sono intrattenuti un’ora all’interno della mostra, manifestando il più grande apprezzamento.

    Al termine della visita riservata, una lunghissima fila di persone ha atteso per entrare all’inaugurazione.


    Nel corso della sua lunga vita Edvard Munch realizzò migliaia di stampe e dipinti. Essendo tanto un uomo d’immagini quanto di parole, riempì fogli su fogli di annotazioni, aneddoti, lettere e persino una sceneggiatura per il teatro. L’esigenza di comunicare le proprie percezioni, il proprio ‘grido interiore, lo accompagnò per tutta la vita, e proprio questa attitudine è stato il motore della sua pratica come artista, che ha toccato tanto temi universali – come la nascita, la morte, l’amore e il mistero della vita – quanto i disagi psichici necessariamente connessi all’esistenza umana – le instabilità dell’amore erotico, il disagio prodotto dalle malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.

    Questa mostra ruota attorno al ‘grido interiore’ di Munch, al suo saper costruire, attraverso blocchi di colore uniformi e prospettive discordanti, lo scenario per condividere le sue esperienze emotive e sensoriali: un processo creativo che sintetizza ciò che l’artista ha osservato, quello che ricorda e quanto ha caricato di emozioni.

    Altre opere, invece, cercano di immortalare le forze invisibili che animano e tengono insieme l’universo. L’inizio della sua carriera coincide infatti con cambiamenti radicali nello studio della percezione: alla fine dell’Ottocento è in corso un dibattito tra scienziati, psicologi, filosofi e artisti sulla relazione tra quello che l’occhio vede direttamente e come i contenuti della mente influiscono sulla nostra vista. Il suo interesse per le forze invisibili che danno forma all’esperienza, condizionerà le opere che lo rendono uno degli artisti più significativi della sua epoca. Precursore dell’Espressionismo e persino del Futurismo del XX secolo nella sua esplorazione delle forze impercettibili, oggi continua a “parlare” alle visioni interiori e alle preoccupazioni anche di noi, uomini e donne dell’età moderna. Nelle sue creazioni Munch punta a rendere visibile l’invisibile.


    Informazioni e prenotazioni
    T +39 06 87 15 111
    www.arthemisia.it
    www.mostrepalazzobonaparte.it
    info@arthemisia.it
    Hashtag ufficiale
    #MunchBonaparte

    Biglietti
    Open € 22,00 Intero € 18,00 Ridotto € 17,00

    Ufficio Stampa Arthemisia
    Salvatore Macaluso
    sam@arthemisia.it | press@arthemisia.it | T +39 06 69380306

    Relazioni esterne e ufficio stampa Arthemisia
    Camilla Talfani | ct@arthemisia.it
  • Pisa, Museo della grafica: “Carnevale in BLU”

    Pisa, Museo della grafica: “Carnevale in BLU”

    Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi al laboratorio per famiglie

    Sabato 22 febbraio, ore 15:30
    Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

    Età consigliata: 6-11 anni
    Costo: 6€ a bambino

    Prenotazione obbligatoria da effettuarsi scrivendo a educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it entro le ore 13:00 di venerdì 21 febbraio.

    Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
    Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
    E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
    www.museodellagrafica.sma.unipi.it
    www.facebook.com/museodellagrafica
    www.instagram.com/museodellagrafica


    A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
    Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
    Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

  • Trieste dello Scorpione, giorni 13 e 15 febbraio 2025

    Trieste dello Scorpione, giorni 13 e 15 febbraio 2025

    l doppio appuntamento con la Trieste dello Scorpione: giovedì 13 e sabato 15 febbraio 2025

    Si parte giovedì 13 febbraio alle ore 18 con l’Aperitivo con Magajna, iniziativa congiunta di Cizerouno e Slovenski Klub che si terrà al Cavò in via San Rocco 1 in Cavana, sede della mostra dedicata alla Galleria dello Scorpione. In questa occasione i curatori della mostra, Massimiliano Schiozzi e Vincenzo Luongo, guideranno i visitatori attraverso le 60 immagini di Mario Magajna che raccontano la Trieste del Governo Militare Alleato.

    Il fotoreporter del Primorski dnevnik fu l’unico fotografo che espose alla Galleria dello Scorpione con una mostra personale nel 1951. Del suo archivio, composto da oltre 300.000 scatti, ci parlerà Gabriela Caharija, della Biblioteca Nazionale Slovena e degli studi di Trieste dov’è conservato l’archivio.

    Nella giornata di sabato 15 febbraio ritorna il tour alla scoperta di alcuni luoghi e vicende degli anni del Governo Militare Alleato, 1945-1954, promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle iniziative di Varcare la frontiera: la Trieste dello Scorpione e realizzato grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (partenza alle 10.30 da Palazzo Gopcevich, durata di circa 60 minuti, costo di 10€ a persona ed è richiesta la prenotazione inviando una mail a info@cizerouno.it).

    Il tour, guidato da Francesca Pitacco, partirà da piazza Ponterosso alle ore 10.30 e proseguirà all’Hotel de la Ville, poi in piazza Unità, fino alla Questura, difronte alla quale spesso si radunavano i triestini in manifestazioni di protesta.

    Francesca Pitacco farà conoscere i luoghi istituzionali del Governo Militare Alleato, ma anche molti dettagli e curiosità della vita quotidiana di quei nove anni in cui Trieste fu al centro della diplomazia e della politica internazionale.

    Un racconto fatto di caffè e negozi per le truppe del GMA, di lezioni radiofoniche di inglese di Stanislaus Joyce, fratello di James, di palazzi requisiti dove sventolavano le bandiere degli Alleati, di quando in città una piccola galleria d’arte – la Galleria dello Scorpione in Ponterosso – ospitava artisti nazionali e internazionali, di parate militari sulle Rive,  fino a riscoprire la topografia di quella che era una delle zone più “calde” e proibite per i soldati del GMA di stanza a Trieste: la Cavana “Out of Bounds” delle case chiuse.

    Sempre nella stessa giornata, il 15 febbraio, ci sarà la chiusura della mostra al Cavò, in via San Rocco 1, (mostra visitabile da giovedì a sabato dalle 17 alle 19) dedicata alla Galleria dello Scorpione dove le pareti del Cavò si presentano fitte di straordinarie immagini in bianco e nero realizzate da Mario Magajna, che raccontano di anni intensi, drammatici, di strade affollate e grandi passioni e – come spesso avviene negli scatti del fotoreporter del «Primorski dnevnik» – di inattesa poesia.

    Dopo il grande successo riscosso, le iniziative legate al progetto Varcare la frontiera: la Trieste dello Scorpione proseguiranno con approfondimenti su diverse tematiche e una pubblicazione finale.

    Dettagli del tour:
    • sabato 15 febbraio ore 10.30
    • costo: 10 € a persona (pagamento in loco qualche minuto prima)
    • ritrovo: davanti a Palazzo Gopcevich in via Rossini 4
    • prenotazione obbligatoria inviando una mail a:
    info@cizerouno.it

    Cizerouno
    associazione culturale

    cavò
    via san rocco 1/a
    cavana
    34121 Trieste
    + 39 040 3490065
    + 39 327 552 6118 (whastapp)

    www.cizerouno.it
    #varcarelafrontiera
    #cavanastories
    #cavò
    #gma

    Da info <info@cizerouno.it> 
  • A Roma arrivano Les Chevaux de Dalì: 18 litografie e un bassorilievo in ottone dorato

    A Roma arrivano Les Chevaux de Dalì: 18 litografie e un bassorilievo in ottone dorato

    Realizzate partendo da una serie di acquerelli originali, queste opere sono esposte nella mostra Salvador Dalì, tra arte e mito, fino al 27 luglio 2025 presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano

    A Roma arrivano Les Chevaux de Dalì: la mostra si arricchisce con 18 litografie e un bassorilievo in ottone dorato

    Grande successo di pubblico per la mostra Salvador Dalì, tra arte e mito, inaugurata a Roma lo scorso 25 gennaio e che ora si arricchisce ulteriormente con l’esposizione di altri capolavori che raccontano il mondo visto dagli occhi del grande maestro del surrealismo. Un’occasione unica per ammirare in un’unica esposizione le molteplici forme dell’arte daliniana.

    L’evento è organizzato da Navigare in partnership con Difesa Servizi, e allestita dal curatore Vincenzo Sanfo presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura Italia e di Oficina Cultural de la Embajada de España.

    Ora i visitatori potranno ammirare la serie Les Chevaux de Dalì, I Cavalli di Dalì, che comprende 18 litografie realizzate partendo da una serie di acquerelli originali, e un bassorilievo in ottone dorato. Si tratta di immagini stampate dal celebre maestro litografo Jobin e conservate in un cofanetto di velour, un tessuto simile al velluto, con stampa in bassorilievo in ottone dorato, raffigurante “Picador”, secondo un’opera di Dalì. La suite è un omaggio a uno degli animali più iconici e simbolici, che ha segnato la cultura, la mitologia e la storia, che nei lavori di Dalì una nuova, intrigante interpretazione. Il cavallo, infatti, è un elemento ricorrente, sinonimo forza, velocità, mortalità e vulnerabilità, rappresentati con fattezze surreali e deformate.

    Tra i soggetti più famosi rappresentati in queste litografie c’è sicuramente il Cavallo di Troia, riprodotto con linee ondulate e curve che sembrano dissolversi, un richiamo alla tecnica del melting, e un omaggio alle vicende degli antichi greci, in cui l’animale diviene il simbolo di inganno e potenza. Tra gli altri soggetti noti, anche Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, tra i più leggendari della storia, che incarna lo spirito indomito del suo padrone; Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte nel romanzo di Miguel de Cervantes, un animale magro e stanco che accompagna il cavaliere nella sua lotta contro mulini a vento, allegoria di uno scontro perpetuo tra idealismo e realtà; il Cavallo della Morte, tra le immagini più evocative e inquietanti di questa serie, che rappresenta la fine inevitabile, la presenza ineluttabile del destino, tra mistero e ignoto.

    Les Chevaux de Dalí è una suite litografica complessa e raffinata, realizzata negli ultimi anni di vita dell’artista. Dalí celebra il cavallo come simbolo di potenza e transizione, usando colori intensi, rendendo ogni immagine quasi una “scultura visiva”. Lo stesso cofanetto che racchiude le litografie è un’opera d’arte elegante e raffinata, come omaggio alla grandiosità di Salvador Dalí.

    Con queste nuove opere diventano circa 100 i lavori esposti, alcuni dei quali per la prima volta a Roma, provenienti da collezioni private e, per questo, raramente possono essere ammirati dal pubblico. Disegni, sculture, ceramiche, boccette di profumo, incisioni, litografie, documenti, libri e fotografie conducono il pubblico a immergersi nell’universo daliniano, che fu molto più di un pittore, fu un artista eclettico e completo, libero dalla rigidità delle regole.

    In apertura del percorso troviamo dei disegni poco noti che García Lorca, grande amico di Salvador Dalì, realizzò tra gli anni ’20 e ’30, nei quali è possibile intravedere una forma embrionale di surrealismo, che ispirò Dalì. Tra le opere esposte, molto interessante è la serie delle illustrazioni della Divina Commedia. L’artista le aveva realizzate su commissione dello Stato italiano. Tale affidamento, però, generò perplessità e malcontento, poiché in molti ritennero fosse meglio affidare un simile compito ad un artista italiano, e quindi Dalì si vide revocare l’incarico. A quel punto, disegni e schizzi furono acquistati da una società francese, che vi aveva visto un enorme potenziale artistico, e li rese noti in tutto il mondo.

    La mostra Salvador Dalì, tra arte e mito rientra nel progetto di valorizzazione dei musei militari portato avanti da Navigare grazie alla partnership con Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa. Un’iniziativa che, portando l’arte in queste strutture solitamente chiuse, le rende accessibili e visitabili dal pubblico.


    Salvador Dalì, tra arte e mito
    Date: 25 gennaio – 27 luglio 2025
    Luogo: Museo Storico della Fanteria, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 7, Roma

    Orari:
    Dal lunedì al venerdì: dalle ore 09,30 alle ore 19,30.
    Sabato e domenica: dalle ore 09,30 alle ore 20,30.
    Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.

    Costo biglietto:
    € 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI
    € 13,00 Biglietto intero Feriali
    € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): TUTTI I GIORNI Giovani fino a 14 anni Giornalisti, Universitari, Convenzioni
    € 10,00 Gruppi oltre 10 persone
    € 16,00 Biglietto Open Include ingresso salta la fila
    € 5,00 Scuole
    Gratuito Bambini fino a 5 anni
     
    Sito web: https://www.navigaresrl.com/mostra/salvador-dali-tra-arte-e-mito-2/
    Per informazioni: prenotazioni@navigaresrl.com

    Da Alessia Piccioni <alessandromaola@onclusivenews.com
  • Pisa, Museo della Grafica: “Dimmi la storia vera!” 

    Pisa, Museo della Grafica: “Dimmi la storia vera!” 

    Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi all’incontro organizzato insieme all’ Associazione Viva Voce

    dal titolo

    Dimmi la storia vera!
    Venerdì 14 febbraio, ore 17:00

    Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

    Età consigliata: dai 3 anni in su

    La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria da effettuarsi scrivendo a educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it entro le ore 13:00 di venerdì 14 febbraio.

    Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
    Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
    E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
    www.museodellagrafica.sma.unipi.it
    www.facebook.com/museodellagrafica
    www.instagram.com/museodellagrafica


    A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
    Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
    Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

  • Roma: a Palazzo Bonaparte, dal giorno 11 febbraio al 2 giugno 2025

    Roma: a Palazzo Bonaparte, dal giorno 11 febbraio al 2 giugno 2025

    Dall’11 febbraio 2025 Palazzo Bonaparte ospita la mostra più attesa dell’anno, quella dedicata ad Edvard Munch.
    Oltre cento capolavori prestati eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo, per una straordinaria retrospettiva che racconta l’intero percorso di uno degli artisti più amati del mondo, e anche più difficili da vedere.
    Reduce dai successi milanesi, dove ha registrato un record assoluto, la mostra giunge a Roma nella splendida cornice di Palazzo Bonaparte, sempre prodotta e organizzata da Arthemisia, che apre così i festeggiamenti per il suo venticinquesimo anniversario.

    “MUNCH. Il grido interiore”

    11 febbraio – 2 giugno 2025

    Palazzo Bonaparte
    Piazza Venezia, 5 – Roma

    Sono passati decenni dall’ultima mostra dedicata a Munch a Roma; sebbene sia uno degli artisti più amati nel mondo – l’unico ad avere “generato” un emoticon con la sua opera più nota, L’Urlo –, è anche uno degli artisti più difficili da vedere rappresentato nelle mostre perché la quasi totalità delle sue opere sono custodite al Munch Museum di Oslo che, eccezionalmente, ha acconsentito ad un prestito senza precedenti.

    E così dall’11 febbraio 2025, a Palazzo Bonaparte di Roma sarà possibile ammirare cento capolavori di Edvard Munch, tra cui le iconiche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922–1924), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901), Danza sulla spiaggia (1904), nonché una delle versioni litografiche de L’Urlo (1895).

    La mostra, che ha avuto una precedente tappa a Palazzo Reale di Milano dove ha registrato un record assoluto di visitatori, racconta l’intero percorso artistico di Munch, dai suoi esordi fino alle ultime opere, attraversando i temi a lui più cari, collegati gli uni agli altri dall’interpretazione della tormentata essenza della condizione umana.

    La mostra Munch. Il grido interiore è prodotta e organizzata da Arthemisia.
    “Siamo onorati ed orgogliosi di aver potuto realizzare questo grandioso progetto – commenta Iole Siena, Presidente di Arthemisia – in collaborazione col Munch Museum di Oslo. Munch mancava da molti decenni in Italia e il grande successo riscosso nella prima tappa a Milano ci ha confermato quanto grande sia l’amore del pubblico verso questo artista immenso, capace di darci emozioni fortissime.”

    La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo dell’artista, con la collaborazione scientifica di Costantino D’Orazio, è realizzata in collaborazione col Museo MUNCH di Oslo.

    Main partner della mostra è Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Poema.

    La mostra gode del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Giubileo 2025 – Dicastero per l’Evangelizzazione.

    La mostra vede come sponsorGenerali Valore Cultura e Statkraft, special partnerRicola, mobility partnerAtac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partnerla Repubblica, hospitality partnerHotel de Russie e Hotel de la Ville, sponsor tecnicoFerrari Trento e radio partnerDimensione Suono Soft.

    Ad arricchire la mostra, è previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolgerà diverse realtà culturali della città e che andrà ad approfondire la figura dell’artista e ad espandere i temi delle sue opere.

    Tra i principali artisti simbolisti del XIX secolo e anticipatore dell’Espressionismo, artista dalla vita segnata da grandi e precoci dolori, Munch fin da subito è stato in grado di instaurare col suo spettatore un’immediata empatia, facendo percepire, oltre che vedere, la sofferenza e l’angoscia raffigurate.
    La perdita prematura della madre a soli 5 anni e della sorella, la morte del padre e la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen sono stati il materiale emotivo primigenio sul quale l’artista ha cominciato a tessere la sua poetica, la quale si è poi combinata in maniera originalissima, grazie al suo straordinario talento artistico, con la sua passione per le energie sprigionate dalla natura.
    I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore, la necessità di comunicare dolori indicibili e umanissime angosce sono riusciti a trasformare le sue opere in messaggi universali e Munch uno degli artisti più iconici dell’Ottocento.
    Sgomento, visioni, violenza emotiva si tradussero in immagini potenti, dall’emotività a volte diretta, altre soffocata, reiterate con l’intento ossessivo di riprodurre il più fedelmente possibile l’impressione delle scene incise nella memoria.
    Munch è uno degli artisti che ha saputo meglio interpretare sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e diretta.
    Plasmato inizialmente dal naturalista norvegese Christian Krohg, che ne incoraggiò la carriera pittorica, negli anni Ottanta del Novecento si recò a Parigi dove assorbì le influenze impressioniste e postimpressioniste che gli suggerirono un uso del colore più intimo, drammatico ma soprattutto un approccio psicologico.
    A Berlino contribuì alla formazione della Secessione Berlinese e nel 1892 si tenne la sua prima personale in Germania, che fu reputata scandalosa: da quel momento in poi Munch viene percepito come l’artista eversivo e maledetto, alienato dalla società, un’identità in parte promossa dai suoi amici letterati. A metà degli anni Novanta del XIX secolo si dedicò alla produzione di stampe e, grazie alla sua sperimentazione, divenne uno degli artisti più influenti in questo campo.
    La sua produttività e il ritmo serrato delle esposizioni lo porteranno a ricoverarsi volontariamente nei sanatori a partire dalla fine degli anni Novanta del XIX secolo.
    Relazioni amorose dolorose, un traumatico incidente e l’alcolismo – vivendo la vita “sull’orlo di un precipizio” – lo portarono a un crollo psicologico per il quale cercò di recuperare in una clinica privata tra il 1908 e il 1909.
    Dopo aver vissuto gran parte della sua vita all’estero, l’artista quarantacinquenne tornò in Norvegia, stabilendosi al mare, dipingendo paesaggi e dove iniziò a lavorare ai giganteschi dipinti murali che oggi decorano la Sala dei Festival dell’Università di Oslo. Queste tele, le più grandi dell’Espressionismo in Europa, riflettono il suo sempre vivo interesse per le forze invisibili e la natura dell’universo.
    Nel 1914 acquistò una proprietà a Ekely, Oslo, dove, da celebre artista internazionale, continuò il suo lavoro sperimentale fino alla morte, avvenuta nel 1944, appena un mese dopo il suo ottantesimo compleanno.


    Nel corso della sua lunga vita Edvard Munch realizzò migliaia di stampe e dipinti. Essendo tanto un uomo d’immagini quanto di parole, riempì fogli su fogli di annotazioni, aneddoti, lettere e persino una sceneggiatura per il teatro. L’esigenza di comunicare le proprie percezioni, il proprio ‘grido interiore, lo accompagnò per tutta la vita, e proprio questa attitudine è stato il motore della sua pratica come artista, che ha toccato tanto temi universali – come la nascita, la morte, l’amore e il mistero della vita – quanto i disagi psichici necessariamente connessi all’esistenza umana – le instabilità dell’amore erotico, il disagio prodotto dalle malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.

    Questa mostra ruota attorno al ‘grido interiore’ di Munch, al suo saper costruire, attraverso blocchi di colore uniformi e prospettive discordanti, lo scenario per condividere le sue esperienze emotive e sensoriali: un processo creativo che sintetizza ciò che l’artista ha osservato, quello che ricorda e quanto ha caricato di emozioni.

    Altre opere, invece, cercano di immortalare le forze invisibili che animano e tengono insieme l’universo. L’inizio della sua carriera coincide infatti con cambiamenti radicali nello studio della percezione: alla fine dell’Ottocento è in corso un dibattito tra scienziati, psicologi, filosofi e artisti sulla relazione tra quello che l’occhio vede direttamente e come i contenuti della mente influiscono sulla nostra vista. Il suo interesse per le forze invisibili che danno forma all’esperienza, condizionerà le opere che lo rendono uno degli artisti più significativi della sua epoca. Precursore dell’Espressionismo e persino del Futurismo del XX secolo nella sua esplorazione delle forze impercettibili, oggi continua a “parlare” alle visioni interiori e alle preoccupazioni anche di noi, uomini e donne dell’età moderna. Nelle sue creazioni Munch punta a rendere visibile l’invisibile.


    Informazioni e prenotazioni
    T +39 06 87 15 111
    www.arthemisia.it
    www.mostrepalazzobonaparte.it
    info@arthemisia.it
    Hashtag ufficiale
    #MunchBonaparte

    Biglietti
    Open € 22,00 Intero € 18,00 Ridotto € 17,00

    Ufficio Stampa Arthemisia
    Salvatore Macaluso
    sam@arthemisia.it | press@arthemisia.it | T +39 06 69380306

    Relazioni esterne e ufficio stampa Arthemisia
    Camilla Talfani | ct@arthemisia.it
  • Al via la seconda edizione del progetto promosso dal Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina

    Al via la seconda edizione del progetto promosso dal Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina

    “CAVE” – La vita sociale delle pietre” è il titolo della seconda edizione del progetto promosso dal Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la promozione del patrimonio geologico e della geodiversità (L.R. 15/2016), che si propone di esplorare il ruolo sociale, culturale e spirituale delle pietre nelle diverse società umane, con un focus particolare sul territorio del Carso.

    PROGETTO CAVE – 2a edizione
    LA VITA SOCIALE DELLE PIETRE*)

    Verso KAMEN – MUSEO DIFFUSO DELLE CAVE E DELLA PIETRA DI AURISINA / MUZEJ
    NABREŽINSKEGA KAMNA IN KAMNOLOMOV – ITINERARIO N.2

    MOSTRE, LABORATORI ARTISTICI, ITINERARI, INCONTRI

    *) Titolo concesso dalla professoressa Emanuela Borgnino

    “La prima edizione” – ricorda il Sindaco Igor Gabrovec – ha visto la nascita del Museo diffuso KAMEN, dedicato alle cave e alla pietra di Aurisina, attorno al quale sono stati proposti molti eventi culturali rivolti alla “pietra del carso”, ed è stato realizzato il 1° geo-itinerario ‘La via della Pietra’. Per questa seconda edizione, è allo studio il 2° geo-itinerario ‘Sentiero di Slivia’, che sarà associato a nuove proposte culturali dedicate a un Carso interiore ed emozionale, dove le storie e memorie delle genti saranno messe in relazione sociale e confronto con la pietra carsica, come fondamentale elemento naturale e di condivisione del nostro territorio transfrontaliero”.

    “Il sottotitolo del progetto ‘La vita sociale delle pietre’ – aggiunge l’Assessora alla Cultura Marjanka Ban, sottolineando la collaborazione con l’Associazione “Casa C.A.V.E. – Contemporary Art Visogliano Vižovlje Europe’ e ringraziando per la concessione – “è tratto dalla conferenza che l’antropologa di fama, Emanuela Borgnino proporrà e dove sarà analizzata la capacità delle pietre di interagire e agire nelle società native, cercando spunti dall’antropologia della natura per capire meglio anche il rapporto tra l’uomo e la pietra del Carso.”

    Gli obiettivi del progetto – avviato a dicembre 2024 con una passeggiata storico naturalistica nel Borgo di Aurisina – spaziano dalla valorizzazione dei geositi e delle tradizioni culturali legate alla pietra, al coinvolgimento delle comunità locali nella raccolta di memorie e documenti per arricchire il Museo Diffuso. Il progetto mira inoltre a promuovere la conoscenza scientifica, storica e artistica del territorio, sensibilizzando il pubblico sulla salvaguardia della geodiversità e della memoria collettiva legata ai geositi carsici. Dal punto di vista turistico, CAVE 2 si propone di ampliare l’offerta di geo-itinerari, favorire una rete di accoglienza per il geo-turista e integrare il geoturismo locale nella promozione turistica regionale ed europea, attraverso la collaborazione tra enti pubblici e privati per valorizzare l’ecosistema della pietra del Carso e del geoparco di Duino Aurisina.

    “L’interesse della Regione Friuli Venezia Giulia – sottolinea Chiara Piano della Direzione centrale difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile | Servizio geologico –  “è infatti non sono di individuare e conservare quegli elementi del patrimonio geologico che attestano la storia della formazione della Terra, ma anche riconoscere e sottolineare il valore che tale patrimonio ha nella nostra vita quotidiana. Nelle pietre, nelle rocce, nelle formazioni geologiche sono custodite non solo le testimonianze dell’evoluzione del nostro pianeta, ma anche le storie delle persone, delle tradizioni, dei mestieri delle popolazioni locali.

    Dietro alle pietre oggetto di questo progetto, c’è anche il coraggio degli imprenditori che sin dai tempi antichi ha consentito di utilizzare quelle stesse pietre per realizzare importanti monumenti e residenze presenti in tutto il mondo, e ci sono anche i frutti della terra che caratterizzano dal punto di vista eno-grastonomico il territorio di produzione.

    L’auspicio è che questi valori associati o, meglio, basati sul patrimonio geologico possano essere testimoniati e trasmessi per lungo tempo, durante il quale è necessario non smettere di acquisire e divulgare nuove conoscenze sul patrimonio geologico e sulla geodiversità”.

    GLI APPUNTAMENTI / LE INIZIATIVE DEL PROGETTO
     
    > CONFERENZA “LA VITA SOCIALE DELLE PIETRE”
    La conferenza scientifico/creativa è in programma sabato 22 febbraio alle ore 17:00 al Circolo Culturale Sloveno Igo Gruden di Aurisina (TS): l’antropologa culturale Jasna Simoneta del comitato scientifico di Kamen introdurrà e condurrà il dialogo fra Emanuela Borgnino, professoressa di Antropologia della Natura presso l’Università degli Studi di Torino, Visiting Scientist presso l’Okinawa Institute of Science and Technology e Visiting Scholar alla University of Hawaii di Mānoa, esperta di antropologia dell’Oceania, e Katja Hrobat Virloget, vicepreside alla ricerca e direttrice del Dipartimento di antropologia e studi culturali, nonché professoressa associata presso la Facoltà di studi umanistici dell’Università del Litorale di Capodistria, specializzata in etnologia del patrimonio immateriale e delle migrazioni.

    Attraverso le loro esperienze di ricerca, il pubblico scoprirà come in diverse parti del mondo le pietre siano molto più che elementi inanimati: nelle ecologie native del Pacifico, esse possiedono una vera e propria vita sociale, mentre nel territorio del Carso e dell’alta valle dell’Isonzo (Posočje) il loro uso conserva tracce di tradizioni precristiane, basate su una precedente visione animistica della natura, che ha convissuto con la tradizione cristiana.
    L’incontro offrirà un’occasione unica per confrontare questi approcci e riscoprire il legame profondo tra l’uomo e il paesaggio e per scoprire che le pietre non sono solo “natura morta”, ma testimoni viventi di storia e relazioni sociali.
    A chiusura dell’evento, il pubblico potrà partecipare a una degustazione di vini del Carso, illustrata da Liliana Savioli (sommelier e giornalista), per immergersi nei sapori e nei profumi della tradizione locale.
    L’incontro (a ingresso libero fino a esaurimento posti) sarà in lingua italiana e avrà la traduzione consecutiva in sloveno. Il programma completo sarà disponibile sul sito www.museokamen.eu.
     
    > VISITE GUIDATE PER IL PUBBLICO E LE SCUOLE
    Il progetto prevede una serie di visite guidate tematiche rivolte alle scuole del territorio e al pubblico, in collaborazione con le guide naturalistiche di Estplore che seguono l’ideazione e lo svolgimento delle stesse. Le visite guidate destinate al pubblico sono già state avviate a dicembre 2024 con una visita del borgo storico di Aurisina.
    In particolare, il progetto offre la possibilità a tutte le scuole del territorio comunale, da quelle dell’infanzia alle primarie di secondo grado, di fruire di attività didattiche gratuite con protagonista la pietra del Carso: il bando è aperto e per aderire è sufficiente contattare gli uffici comunali o scrivere alle guide Estplore che seguono l’ideazione e lo svolgimento delle stesse.
    Nel corso dell’anno continueranno anche gli appuntamenti guidati in natura, con un ricco calendario sempre curato da Estplore, per scoprire angoli meno noti del territorio e per imparare ad osservarli da nuovi punti di vista.
     
    > SCHEDE DIDATTICHE “PIETRO L’ESPLORATORE”
    Sono schede in forma di depliant finalizzate alla diffusione della conoscenza dei geositi del territorio e di alcuni luoghi di KAMEN – Museo Diffuso, con aggiornamenti in lingua italiana e traduzione in lingua slovena e inglese dei testi relativi a: Cave Romane di Aurisina, Campi Solcati di San Pelagio e Castelliere di Slivia. Le schede saranno curate dal gruppo Ermada Flavio Vidonis e verranno realizzate da storici, geologi e paleontologi, con relative foto e disegni.
     
    > LABORATORI
    VIVERE LA PIETRA – 2a EDIZIONE

    Laboratorio di Scultura Contemporanea in pietra d’Aurisina presso l’artista scalpellino Jernej Bortolato, in collaborazione con la Scuola Superiore di Scultura di Sežana “Srečko Kosovel” (Slo) e la Scuola Edilmaster di Trieste. Agli studenti sarà illustrata la storia delle Cave e della pietra di Aurisina. Verranno offerti in dotazione piccoli blocchi già stilizzati in pietra d’Aurisina, illustrati i relativi macchinari e insegnato l’utilizzo di strumenti per il lavoro di scalpellino artistico. Sarà inoltre organizzata una visita alle Cave Romane e ai geositi.
    I laboratori si svolgeranno nella prima metà del 2025.
     
    I COLORI DELL’ANTICO SCAVO
    Laboratorio di pittura astratta en plain air nelle cave d’Aurisina o nelle zone limitrofe i bacini marmiferi, con il tutoraggio dell’artista visiva Fabiola Faidiga, in collaborazione con la direzione artistica della Portopiccolo Art Gallery. Il laboratorio si svolgerà durante l’autunno 2025.
     
    > MOSTRA LA SPACCAPIETRE / LOMILKA KAMENJA alla Portopiccolo Art Gallery
    Mostra internazionale a cura della scenografa e scrittrice Barbara Kapelj (Lubiana) e del fotografo Gabriele Fuso (Udine). Il progetto “La spaccapietre / Lomilka kamenja” è stato inaugurato a Lubiana nel marzo del 2024 e sarà rivisitato appositamente per il territorio. Barbara Kapelj, curatrice del progetto insieme a Gabriele Fuso, ha fatto un importante lavoro di ricerca antropologica e sociale sulle donne che in passato si sono occupate di pietra, anche lavorando come scalpelline, e di coloro che lo fanno tutt’oggi sul Carso sloveno e italiano anche come artiste, scultrici e ideatrici di progetti aventi come punto focale la pietra e la sua storia. Tra le donne coinvolte nel progetto e nell’installazione, che raccoglie attrezzi da cava, fotografie e oggetti personali, anche il gruppo di donne che lavora al progetto “KAMEN” di Aurisina. Il progetto presenta foto, video, installazione e performance. In collaborazione con il Circolo Culturale Sloveno SKD “Igo Gruden” e la Portopiccolo Art Gallery di Sistiana, dove la mostra sarà allestita. La mostra è prevista per giugno 2025.
     
    > NUOVO ITINERARIO DEL MUSEO DIFFUSO
    Allestimento, in collaborazione con la Comunella di Slivia, del secondo itinerario di KAMEN Museo diffuso delle cave e della pietra di Aurisina / Muzej nabrežinskega kamna in kamnolomov, che comprende diversi geositi e li integra con altri punti d’interesse presenti in zona. Per l’occasione verrà prodotta una pubblicazione sul ruolo di alcuni geositi del Comune di Duino Aurisina nella tradizione orale e nella storia locale, con la quale verrà offerto al pubblico un testo tematico accurato e completo di riferimenti scientifici.

    Media relations Aps comunicazione
    Federica Zar
    zar@apscom.it

    Aps comunicazione Snc
    di Aldo Poduie e Federica Zar
    viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
    Tel. e Fax +39 040 410.910
    zar@apscom.it
Translate »