Roma, Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede: Ascolto, rispetto e costruire insieme

L’impegno del settore energetico italiano e soprattutto il ruolo del settore privato nel favorire la transizione energetica e lo sviluppo delle comunità locali, con particolare riferimento all’Africa, continente al quale l’Italia guarda con prioritaria attenzione e che ha un ruolo centrale nell’agenda della Presidenza italiana del G7 e nel Piano Mattei, al centro dell’incontro di ieri, 4 giugno, organizzato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede con il Patrocinio del MISE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Moderato dal giornalista de “IlSole24Ore” Carlo Marroni, si è trattato del secondo appuntamento del ciclo di iniziative dedicato alla “cura del creato” – avviato ad aprile con un foro con i giovani e che proseguirà in ottobre, in collaborazione con partner italiani e vaticani -, realizzato alla luce delle priorità rappresentate dal cambiamento climatico e dalla transizione energetica per l’Italia, per la Santa Sede e per il mondo tutto.

Ascolto, rispetto e costruire insieme. 

“Laudate Deum. L’impegno del settore energetico italiano in Africa”
 
A Roma il secondo appuntamento organizzato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede

All’Ambasciatore Francesco Di Nitto i saluti istituzionali. A seguire diversi interventi. S.Em. Card. Peter Kodwo Appiah Turkson,Cancelliere delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, ha presentato l’agenzia “Echo” (Earth our Common Home), sviluppata dalle conferenze episcopali africane per promuovere lo sviluppo integrale delle comunità locali; il Direttore dell’AICS, Min. Plen. Massimo Riccardo,  ha valorizzato iprogetti dell’Agenzia promossi in Africa per sviluppare il settore energetico e l’imprenditorialità, in linea con l’Agenda 2030 e il Piano Mattei; l’Inviato del Governo per il cambiamento climatico, Prof. Ing. Francesco Corvaro, ha evidenziato la centralità della persona umana nell’approccio italiano al cambiamento climatico; Suor Alford, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali,  ha sottolineato il valore delle tecnologie sostenibili. Come si vede, tutte tematiche al centro oggi per istituzioni, organizzazioni, imprese e società civile. Il ruolo delle imprese, infatti, nei due panel che si sono susseguiti con le principali aziende italiane del settore energetico attive nel continente africano, che hanno illustrato i principali programmi in corso, accompagnati da azioni per assicurare servizi essenziali, istruzione e formazione di personale locale.

L’importanza delle energie rinnovabili è stata ribadita da Andrea Benvenuti, Senior Vice President Business Development di Ansaldo Energia. L’obiettivo di garantire energia sostenibile e accessibile entro il 2030, promuovendo la decarbonizzazione e collaborando con IRENA per sviluppare competenze nei biocarburanti in Africa nell’intervento di Francesca Ciardiello, Head of Sustainable Development di ENI, che ha parlato anche del centro di eccellenza per energie rinnovabili nella Repubblica del Congo, supportato anche da UNIDO, per favorire l’innovazione locale. I progetti di interconnessione elettrica in Africa volti a sostenere la crescente domanda energetica, evidenziando il potenziale di capacità rinnovabile del continente africano, sono stati dettagliatamente descritti da Gianluca Marini, Consulting Division Executive Vice President di CESI.

L’educazione al centro per MariDe Renzis, Sales & Commercial Leader per l’Africa Subsahariana di Baker Hughes, che ha raccontato anche l’impegno dell’azienda nelle tecnologie per un’energia pulita e evidenziato l’importanza dell’educazione. Maurizio David Sberna, Direttore International and European Public Affairs di ENEL, ha messo in rilievo l’impegno di ENEL in Africa, soprattutto attraverso la fondazione RES4Africa, a vantaggio della sostenibilità energetica e il prossimo avvio in Marocco del Centro d’eccellenza per la formazione in energie rinnovabili nel continente africano, previsto nel Piano Mattei. Guido Guida, Institutional Affairs di TERNA, ha presentato il progetto ELMED tra Italia e Tunisia, e le iniziative volte a favorire nuove partnership e trasferimenti di competenze tecnologiche, in linea con il Piano Mattei.

A chiudere l’importante incontro di messa a fuoco dell’impegno energetico in Africa il contributo dell’Inviato speciale MAECI per il Piano Mattei, Min. Plen. Massimo Riccardo, che ha ricordato i tre elementi fondamentali del Piano Mattei: ascolto, rispetto e costruire insieme, sottolineando la concretezza dei progetti, messi a punto attraverso missioni e contatti con i Paesi africani, e l’importanza della formazione, per cui il MAECI ha incrementato le borse di studio per i giovani. 

Da parte dei rappresentanti vaticani, P. Fabio Baggio c.s., Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e Direttore Generale del Centro di formazione Borgo Laudato Sì, e Monsignor Fortunatus Nwachukwu, Segretario del Dicastero per l’Evangelizzazione, l’apprezzamento per l’incontro, e l’avvertimento sull’urgenza di sviluppare iniziative che privilegino solidarietà e pari collaborazione con l’Africa, continente spesso dimenticato.


Da D.D.

L’Aquila: fino al 15 giugno 2024 “L’invisibile si fa danza” di Fabio Massimo Fioravanti

Fino al 15 giugno 2024 la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra L’invisibile si fa danza di Fabio Massimo Fioravanti
In mostra quaranta fotografie, realizzate negli anni 2016/2023 in Italia ed in Giappone, di danzatori butō diversi per stile, generazione di appartenenza e nazionalità: dal leggendario Akira Kasai, considerato uno dei tre storici fondatori del butō (insieme a Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno) a Kan Katsura, da Ima Tenko a Atsouchi Tachenouchi, da Masami Yurabe a Fukurozaka Yasuo, da Reiji Kasai fino ai giovani Ken Iv, Cao Yuan e Du Yufang, insieme ad altri. Prevalentemente di nazionalità giapponese, ci sono anche butoka italiani, francesi, americani e filippini.

Fabio Massimo Fioravanti
L’INVISIBILE SI FA DANZA

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Palazzo Cappa Cappelli

Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

La mostra è accompagnata dalla proiezione di un video di performance storiche del butō realizzato da Maria Pia D’Orazi (storica della danza butō e giornalista) con alcuni rari filmati degli inizi di questa arte (1950-1970).

Completano la mostra l’esposizione di documenti – inerenti al butō – dell’archivio di Giorgio De Marchis relativi al suo soggiorno a Tokyo come Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, e di alcuni rari libri fotografici sul butō come Kamaitachi di Heiko Hosoe, Dance Happening di William Klein o Min Tanaka di Eishu Kimu.

Il giorno dell’inaugurazione si è svolta, nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione, la performance Ianus di Damiano Fina, mentre per il giorno del finissage è prevista la conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi sulla storia e le dinamiche del butō.

La mostra, oltre ad essere un reportage sul butō, vuole indagare il rapporto tra visibile e invisibile, i confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo, o pensiamo, di vedere. Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza butō perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?

Un’arte anti-spettacolare, non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal butō e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


L’INVISIBILE SI FA DANZA
Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Inaugurazione 25 maggio 2024 ore 18.00
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina
Fondazione Giorgio de Marchis – Cortile Palazzo Cappa Cappelli

Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi

Fino al 15 giugno 2024
Orari
: martedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, giovedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, venerdì 16.00 – 19.00, sabato 16.00 – 19.00, domenica 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00. Ingresso libero

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
tel. 338458 1985
Barbara Olivieri
tel 3498832591
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
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Gorizia, Palazzo Attems Petzenstein: Italia Sessanta. Dal Boom al Pop

Un decennio effervescente e controverso quello dei “mitici” Anni Sessanta. Tempo di complessi mutamenti sociali e politici, certo, ma anche di originali spinte creative e dell’imporsi di nuovi approcci e nuove visioni. A mutare è il modo di vivere, di abitare, lavorare, vestire, amare e gestire il tempo libero.

ITALIA SESSANTA. Arte, Moda e Design.
Dal Boom al Pop

Gorizia, Palazzo Attems Petzenstein
29 giugno – 27 ottobre 2024

Mostra a cura di Carla Cerutti, Enrico Minio Capucci, Raffaella Sgubin, Lorenzo Michelli

Sono gli anni dell’alluvione di Firenze e Venezia, del ’66, delle contestazioni studentesche del ’68 e ’69, del primo esprimersi degli Anni di piombo, ma anche quelli in cui ogni sogno sembra poter diventare realtà, a partire dall’uomo a passeggio sulla Luna. A Milano nasce il Salone del Mobile, trionfano le materie plastiche che consentono ulteriore libertà creativa. Sono gli anni della plastica arancione, del design, delle più incredibili sperimentazioni. Fioriscono oggetti-icona destinati a connotare l’epoca e che, nel loro piccolo, mutano il mondo di vivere. Basti citare il mangiadischi che porta la musica ovunque si voglia: una piccola, enorme rivoluzione.

“Italia Sessanta. Arte, moda e design. Dal Boom al Pop”, a Gorizia in Palazzo Attems Petzenstein dal 29 giugno al 27 ottobre, offre l’imperdibile opportunità di compiere un viaggio dentro quello che è uno dei grandi miti della storia recente.

La mostra, inappuntabile nei contenuti e nell’analisi storico critica, si annuncia leggera, divertente, coinvolgente.

Ad accogliere i visitatori sarà una sfavillante Ferrari 275 gtb del 1965, affiancata da una Lamborghini Miura, quest’ultima presente solo in immagine, per questione di spazio, simboli evidenti e universali del design ma anche dell’imporsi della tecnologia Made in Italy.

I curatori – Carla Cerutti per il design, Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin per la moda e Lorenzo Michelli per le arti visive – hanno scelto di raccontare il decennio sottolineando le assonanze di generi.

A raccontare l’antefatto, ovvero il decennio dei ’50, aveva provveduto, un anno fa, nella medesima sede, “Italia Cinquanta. Moda e Design. Nascita di uno stile”, mostra visitatissima e molto amata.

Quel racconto, parlando dei ’60, si amplia. Al di là del design e della moda, il racconto si apre anche all’arte, riconoscendo quanto questo linguaggio espressivo si intrecci con gli altri due. Nel ’64 la Biennale di Venezia ufficializza la Pop Art, che con il Radical Design impone il primato della invenzione poetica sulla funzionalità. Intanto nuove figurazioni e forme, tra Pop e Op, nuovi materiali e nuove tecnologie si irradiano dagli epicentri di Milano e Roma alle periferie, crescendo modelli originali e avanzate sensibilità.

I creativi meticciamenti tra design, arte, moda, comunicazione, musica, spettacolo producono, e rendono popolari, oggetti come il telefono Grillo e la radio TS  502, entrambi di Zanuso, i televisori Brionvega, oggi oggetto del desiderio di ogni collezionista, la macchina da scrivere Valentine di Ettore Sottsass per Olivetti, tra i tanti. Il nuovo coinvolge tutte le arti applicate, dai vetri alle ceramiche. E, naturalmente, la moda. In mostra abiti icona come il Pigiama Palazzo imposto da Irene Galitzine accanto agli abiti di Valentino, Capucci, Missoni, Pucci, Balestra e a borse e scarpe di Ferragamo, Gucci, Roberta di Camerino… Ma si assiste anche all’ingresso della plastica nella moda e l’influenza di Pop e Op, con le creazioni di Getulio Alviani e Germana Marucelli. Ad accogliere queste nuove creazioni sono case nuove e nuovi arredi, anch’essi spazi di sperimentazione e nuove visioni firmate da Joe Colombo, De Pas e D’Urbino, Giancarlo Piretti, Archizoom, Studio 65, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Vico Magistretti, Elio Martinelli, Umberto Riva, Gae Aulenti, Gino Sarfatti, Gio Ponti, Tobia Scarpa, tra i tanti. Tra le invenzioni del momento, come non citare il Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro reso celebre dai film di Fracchia?

Il design muta forma anche agli strumenti musicali: iconica la chitarra della Eko, Rocket, ideata dal geniale Oliviero Pigini per il gruppo musicale inglese The Rokes, destinato a mietere grandi successi in Italia. A questo proposito, una sezione sarà dedicata alla “Britaly”, la British Invasion. Molti artisti e musicisti britannici saranno, infatti, attratti dal nostro Paese e vi si stabiliranno portando con sé la nuova ventata culturale proveniente dal Regno Unito.

Dalla minigonna alla musica, all’arte: novità che l’Italia assorbe e ripropone con buon gusto e genialità.


Progetto allestimento: Roberto Festi
Immagine della mostra e progetto grafico: Studio Polo 1116, Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli
Accompagna la mostra un volume edito da Antiga Edizioni su progetto grafico di Studio Polo 1116
 
Palazzo Attems Petzenstein
Gorizia, piazza Edmondo De Amicis 2
0481 385335
musei.erpac@regione.fvg.it
https://musei.regione.fvg.it/
 
ORARI: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
Chiuso lunedì. Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito
 
Biglietti d’ingresso:
Biglietto intero: 6 euro
Biglietto ridotto: 3 euro (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni; soci Coop; soci Cec; soci FAI)
 
Ufficio Stampa della Mostra
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
www.studioesseci.net +39 049.6634999
roberta@studioesseci.net (rif. Roberta Barbaro)

Roma: “Nessun dorma” – Mostra collettiva in omaggio a Giacomo Puccini

LA__LINEA artecontemporanea inaugura, in occasione del centenario della scomparsa del Maestro Giacomo Puccini (1924-2024), negli spazi dell’associazione culturale, una mostra collettiva dal titolo    Nessun dorma.

Nessun dorma
Mostra collettiva – omaggio a Giacomo Puccini

Inaugurazione mercoledì 12 giugno 2024, ore 18.30
Dal 12 al 26 giugno
Orario: lunedì mercoledì e giovedì 17.30-20.00

La linea arte contemporanea
Via di San Martino ai Monti, 46 – 00184, Roma

In occasione del centenario della scomparsa del Maestro Giacomo Puccini (1924-2024)

Gli artisti presenti in mostra sono stati invitati a riflettere e a omaggiare la vita e la musica del compositore, attraverso varie tecniche (disegno, collage, xilografia, puntasecca, tecniche miste su carta o cartone) e stili diversi: chi si è ispirato alla sua musica, chi ha preso spunto da fotografie che nel tempo lo hanno ritratto, chi si è rivolto in particolare alla storia delle sue grandi Opere e chi ha trasposto la sua musica in composizioni figurative, astratte o concettuali.

Il richiamo alle più grandi e conosciute Opere di Puccini è dunque nato spontaneo: Tosca, Madama Butterfly e Turandot per citarne alcune. Nessun dorma quindi per celebrare la musica del compositore e per riflettere su questo periodo storico di grandi conflitti, paure e stagnazione culturale.

Luisa Baciarlini, Lucia Caprioglio, Virginia Carbonelli, Franco Cenci, Antonella Cuzzocrea,  Laura De Carli, Albina Dealessi, Anna Di Fusco, Elisabetta Diamanti, Susanna Doccioli, Valeria Gasparrini, Maurizio Graceva, Caroline Heider, Concetta Ianuzziello, Marilena La Mantia, Giovanni Mangiacapra, Michele Marinaccio,  Vittorio Pavoncello, Giorgia Pilozzi, Maurizio Prenna, Silvana Sabbione, Enza Scarano, Grazia Sernia, Silvia Stucky, Raha Tavallali, Gianluca Tedaldi, Luisa Violo, Juanni Wang, Oriano Zampieri.


la__lineaartecontemporanea
Via di San Martino ai Monti, 46 – 00184, Roma
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instagram: @lalineaartecontemporanea

Friuli Venezia Giulia: Passeggiata naturalistica econcerto alla Grotta del Mitreo “ACQUA CHIARA”

Sabato 8 giugno a partire dalle ore 17.00, nel comune di Duino Aurisina, si svolgerà il terzo appuntamento del progetto Quattro passi SOTTOeSOPRA, realizzato dall’Associazione culturale Opera Viva in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Passeggiata naturalistica e concerto alla Grotta del Mitreo “ACQUA CHIARA”
Sabato 8 giugno,
 a partire dalle ore 17.00, nel comune di Duino Aurisina

L’evento, dedicato alla conoscenza del Carso epigeo e ipogeo, prevede una passeggiata naturalistica insieme al Gruppo Speleologico Flondar per raggiungere le pendici del Monte Ermada, dove si trova la Grotta del Mitreo, frequentata già dal Neolitico e adattata in età romana (dal II al V secolo d.C.) a luogo di culto del dio. Una visita guidata dell’area archeologica a cura della Soprintendenza precederà il concerto dal titolo “Acqua chiara“, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di musica Giuseppe Tartini di Trieste. Nella suggestiva grotta si potranno ascoltare duetti di J. S. Bach per tromba (da Balay: metodo per tromba, ed. Leduc) con due talentuosi musicisti Massimo Fabbro e Anna Poropat, allievi del Maestro Massimiliano Morosini.

L’evento è gratuito, con obbligo di prenotazione all’e-mail: assoc.operaviva@libero.it (posti limitati).
Il ritrovo è previsto alle ore 17.00 davanti all’edificio della Guardia Forestale, Frazione Duino Aurisina, 77C, 34011 Duino Aurisina (TS). La passeggiata per accedere alla Grotta del Mitreo, sede del concerto, si sviluppa su sentiero facile, leggermente in salita (indossare scarpe comode).

Sabato 15 giugno alle 17.30 inaugurazione della mostra Mostri meravigliosi al Museo per la Speleologia – Speleovivarium, in collaborazione con l’Accademia di Disegno e Fumetto di Trieste arricchita da una lettura scenica dal titolo Fantastici respiri con due giovani attori, Marco Ghersetich e Ilaria Vecchiet, per conoscere le più belle storie e leggende del Carso.

Giovedì 20 giugno alle 17.30 Note al centro della terraalla Grotta Gigante di Sgonico con un quintetto di ottoni, per musicalità dedicate alla Terra, in una scenografia spettacolare nella cavità che ospita la sala più grande al mondo. Evento gratuito con obbligo di prenotazione ad assoc.operaviva@libero.it

Il progetto Quattro passi SOTTOeSOPRA, ideato e diretto da Lorena Matic, organizzato dall’Associazione culturale Opera Viva, si realizza grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il contributo della Fondazione CRTrieste e la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini, la Società Adriatica di Speleologia, la Società di Studi Carsici A.F. Lindner, il Gruppo Speleologico Flondar, la Commissione Grotte Eugenio Boegan – Alpina delle Giulie e l’Accademia di Fumetto e Arti Grafiche di Trieste.In foto la Grotta del Mitreo, courtesy Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia



Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135
Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Praxis edizioni presenta “Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” di Ivan Cavallari

La prestigiosa casa editrice Praxis Edizioni è lieta di annunciare la pubblicazione della nuova opera letteraria di Ivan Cavallari.

“Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” è un’affascinante fiction letteraria in dodici atti, che arricchisce ulteriormente il panorama della letteratura contemporanea.

Non è solo una storia da leggere, ma un’esperienza da vivere, un viaggio attraverso le emozioni che solo la grande letteratura può offrire.

L’autore intreccia in modo sublime elementi di realtà e fantasia, trasportando il lettore in un mondo dove la vita e l’arte si fondono in un racconto unico ed emozionante.

“Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” rappresenta una lettura imperdibile per chi desidera immergersi in un racconto avvincente e ricco di significato, con un finale “A sipario chiuso” da non perdere!

L’autore con quest’Opera intende rappresentare le complessità del passato, del presente e del futuro.
Prendono corpo storie imprevedibili, racchiuse nella nebulosità dei sogni e dei fantasmi del passato.

Lucignolo sotto mentite spoglie. Gaspare della Mora è il protagonista di questa fiction letteraria in cui l’autore, lungo dodici scene, conduce i lettori attraverso un viaggio immaginario.
Non mancano intricati colpi di scena, come l’improvviso cambio di nome in Federico del protagonista, lutti inattesi, amori velati e trasgressioni.
Arricchisce l’opera, inoltre, un originale post-scriptum sotto forma di omaggio all’amicizia del personaggio chiave.

Ivan Cavallari

Ivan Cavallari, bolzanino classe 1964, dopo una lunga carriera di ballerino professionista e coreografo, oggi riveste il prestigioso ruolo di Direttore artistico del “Les Grands Ballet Canadien” a Montreal.
Da qualche tempo si dedica con passione anche alla nobile arte della scrittura.

La fiction letteraria “Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” di Ivan Cavallari, edito da Prixas Edizioni, è disponibile su Prixas Edizioni.

Praxis Edizioni Verlag, dal 1980, si dedica con passione alla promozione della cultura, convinta che essa debba essere accessibile a tutti.
Specializzata nella pubblicazione di libri e nell’editing, la casa editrice si impegna a offrire opere di qualità che arricchiscano il panorama letterario.

La strategia di comunicazione della casa editrice è affidata a Sara Servizi Editoriali.

Sara Servizi Editoriali 

@sara.servizi_editoriali


Sara Servizi Editoriali
Addetta Stampa – Promozione
Web: https://www.saraservizieditoriali.it/
Contatto: info@saraservizieditoriali.it

Le tragedie greche a Siracusa innescano il dibattito sul presente

Dietro le violenze contemporanee ci sono sentimenti negati e subiti: «La vergogna cosciente e riconosciuta – spiega Riccardo Romano fondatore di Pubblic/azione – può portare a una fase di riparazione».

Sicilia: le tragedie greche innescano il dibattito sul presente, dal suicidio dei miti al conflitto tra israeliani e palestinesi

Aiace di Sofocle e Fedra di Euripide sono miti illuminanti che hanno stimolato alla pensabilità sulla violenza, sui bollettini di guerra alla ribalta della cronaca quotidiana, sui conflitti interiori e sul femminicidio.
In occasione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa l’Associazione Pubblic/azione ha coinvolto il pubblico nella visione delle tragedie e in un convegno su “L’amore vergognoso e la vergogna amorosa”. Partendo dai versi degli autori e dalle vicende mitologiche, lo sguardo dei partecipanti si è concentrato sulla natura e sulla risoluzione dei sentimenti che celano nel profondo dei conflitti del presente, sia quelli individuali che quelli sociali.

Il presidente Ernesto Romano, artista ed editore, ha introdotto i concetti del “doppio” e della “vergogna“: «Come ci indica il nostro fondatore, Riccardo Romano – ha affermato – quando un individuo non riconosce il “doppio di sé” può arrivare a commettere un suicidio, come Aiace e Fedra; quando il doppio è proiettato in un’altra persona, può arrivare a commettere un omicidio. Questo è il caso dei cosiddetti “femminicidi”. Ma cosa succede quando è un intero popolo a confrontarsi con un doppio di se stesso? Lo vediamo nelle guerre contemporanee: gli israeliani vogliono sterminare i palestinesi, che identificano come gli ebrei del passato, vittime di persecuzioni. In essi nasce la vergogna del proprio passato da cancellare. Ma a questo punto gli ebrei di Israele si identificano con i loro antichi carnefici – ha chiarito Romano – e da questa identificazione, che li priva di ogni vergogna, essi stanno compiendo un suicidio storico: stanno, cioè, facendo a pezzi la loro memoria, distruggendo il credito che essi avanzavano nei confronti della storia».

«I relatori hanno sviluppato i temi del convegno analizzando la psicologia individuale, la psicologia di gruppo e la psicologia sociale degli Stati – ha spiegato il fondatore dell’Associazione Pubblic/azione, lo psicoanalista Riccardo Romano – è emersa l’analisi, da punti di vista diversi, di tutti gli aspetti della vergogna rappresentati nelle due tragedie, riconoscendo come questa sia un sentimento da negare oppure da subire. I protagonisti Aiace e Fedra non riescono ad assumersi la responsabilità cosciente della propria vergogna. Responsabilità che sarebbe molto utile perché la vergogna cosciente e riconosciuta può portare ad una fase di riparazione».

Durante la tre giorni dedicata ai miti e all’attualità sono intervenuti lo psicoanalista Simone Bruschetta, lo psicoanalista Angelo Garigliano, lo psichiatra Sergio Paradiso, la psicoanalista Patrizia Montagner, la psicoanalista Alessandra Astorina, la psicoanalista Cinzia Carroccio, lo psicoanalista Nicola Nociforo, la psicologa e psicoterapeuta Angela Maria La Rosa, lo psichiatra e psicoanalista Luca Caldironi. Il poeta Salvatore Solarino ha chiuso i lavori con “Intermezzi” di poesie.

Le attività dell’Associazione Pubblic/azione continueranno con appuntamenti multidisciplinari volti a stimolare la pensabilità: «Nel prossimo incontro – anticipa il segretario scientifico, lo psichiatra Sergio Paradiso – si esamineranno le declinazioni del significante “scienza” o “scientificità” in una tavola rotonda organizzata per celebrare il centenario dalla nascita di Paul Feyerabend (1924-1994), autore del saggio “Contro il metodo”». La partecipazione agli eventi – consultabili su www.pubblicazione.net – è aperta a tutti.


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Fratta Polesine: il giorno 8 di giugno riapre la Casa Museo di Matteotti con il nuovo allestimento

Sono moltissime le iniziative che ovunque in Italia, ma anche all’estero, sono state programmate per ricordare i 100 anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti per mano fascista. Tra queste iniziative, la riapertura delle Casa Museo Matteotti a Fratta Polesine, nella sua veste rinnovata, è sicuramente uno dei momenti più attesi.

L’edificio, Monumento Nazionale, riapre le porte alle visite l’8 giugno, a conclusione degli interventi di restauro e di completo riallestimento del percorso museale.

CENTENARIO DI MATTEOTTI:
UN NUOVO ALLESTIMENTO PER LA CASA MUSEO
Fratta Polesine (Rovigo)
Apertura: 8 giugno 2024

Il curatore Luca Molinari anticipa linee e contenuti
del nuovo allestimento museale.

La progettazione del nuovo volto della Casa-Museo di Giacomo Matteotti  è stata affidata allo studio di architettura 120grammi, mentre il ripensamento e l’aggiornamento del percorso narrativo sono a cura di Luca Molinari Studio, team guidato dal professor Luca Molinari, ordinario di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con la supervisione storica del professor Giampaolo Romanato, presidente del Comitato Scientifico della Casa Museo, e della Direttrice del medesimo Museo, dottoressa Maria Lodovica Mutterle.

Gli interventi di restauro e nuovo allestimento della Casa-Museo di Giacomo Matteotti sono stati promossi e sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – che ha stanziato oltre 1 milione di euro – d’intesa con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi di Rovigo, oggi proprietaria dello storico edificio, riconosciuto come Monumento Nazionale. Un contributo è stato assicurato anche dalla legge speciale votata dal Parlamento a sostegno delle iniziative per il Centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti.

La Casa-Museo di Giacomo Matteotti – sottolinea il professor Molinari – è un luogo centrale nella sua vita e nel suo percorso intellettuale, oltre che nella storia recente del nostro Paese.

Dalla casa natale di Fratta Polesine Matteotti partirà per Roma, eletto deputato socialista; in questa stessa casa la sua salma tornerà il 19 agosto del 1924 per i funerali dopo il rapimento e l’uccisione per mano fascista.

Nella relazione con questa terra e le sue forti contraddizioni sociali Matteotti ha avuto modo di accrescere la sua visione politica ed etica. Negli affetti familiari e nel rapporto con la moglie Velia è avvenuta la sua maturazione intellettuale ed emotiva. Nella casa di Giacomo Matteotti possiamo così condensare tutti gli elementi che consentono di leggere in maniera piena la sua figura, offrendo al visitatore una rappresentazione più ampia della sua umanità e della sua personalità politica. Il nostro obiettivo è quello di collegare il suo percorso biografico e intellettuale con l’attualità della sua figura, riconoscendolo come uno dei riferimenti morali necessari per comprendere la nostra storia.

Abbiamo immaginato la sequenza espositiva della Casa-Museo di Giacomo Matteotti appoggiandoci da una parte all’impianto della casa esistente e dall’altra a una suddivisione tematica che offra al visitatore una lettura più completa, trasversale e coinvolgente del suo personaggio.

La struttura della casa guida il pubblico secondo un percorso che comincia con il giardino, dove saranno potenziate le sedute e l’accoglienza, e il piano terra, che avrà il compito d’introdurre alla storia personale, intellettuale e politica di Giacomo Matteotti e del Paese tra fine Ottocento e gli anni Venti del Novecento, oltre che al Polesine e all’influenza che questa terra avrà sulla sua formazione.

Il primo piano, organizzato intorno al soggiorno e alle stanze da letto, offre il racconto più privato e domestico della famiglia Matteotti, dalla moglie Velia ai figli, fino ai genitori.

La sequenza culmina nel secondo livello in cui il visitatore è accompagnato nella storia dell’assassinio, delle responsabilità politiche e dei funerali avvenuti a Fratta Polesine. Intorno a questo evento, alcune testimonianze contemporanee hanno il potere di legare la figura di Matteotti al nostro presente. Video, immagini, voci, materiali originali e riproduzioni sono state selezionate per offrire a chiunque l’immediata comprensione della storia di Matteotti e la sua importanza.

Uno dei rimpianti legati alla figura di Matteotti è quello di non avere alcuna registrazione sonora dei suoi discorsi pubblici a causa della censura attivata dal fascismo. La Casa-Museo sembrava aver perduto la voce e il calore di un luogo abitato da un importante gruppo familiare. Una delle novità che abbiamo voluto sviluppare all’interno del nuovo allestimento è stata quella di riportare voci e suoni, capaci di aumentare la qualità emotiva e conoscitiva dei visitatori. Ogni piano serberà in alcune stanze la sorpresa sonora che darà forma alle lettere private e ad alcuni scritti politici di Matteotti. La sequenza di voci culmina nel secondo piano, dove in tre stanze perimetrali avremo degli specchi “magici” in cui alcuni protagonisti del nostro tempo raccontano dell’attualità di Matteotti e del suo pensiero.

La senatrice a vita Liliana Segre, con un intervento video realizzato per l’occasione, e il presidente Sandro Pertini, con una riflessione tratta dalle Teche Rai,  inviteranno a comprendere l’importanza della vicenda di Matteotti per il nostro presente. Con loro, la storica Michela Ponzani racconterà dei diversi processi legati al tragico evento e all’importanza della verità documentaria, Christian Raimo dell’urgenza di mantenere viva la memoria di Matteotti attraverso l’educazione nelle scuole, lo storico Marco Mondini della centralità del momento storico nel ‘900 italiano e il giornalista Concetto Vecchio del valore della testimonianza e della memoria di Matteotti nei luoghi che ha abitato“.


Info: www.fondazionecariparo.it
 
Fondazione Cariparo
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Pisa, Museo della Grafica: Inaugurazione della mostra NEVERMIND

Il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra:

Venerdì 7 giugno 2024, ore 12:00

Per maggiori informazioni: cliccare il logo

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it

Da settembre a Palazzo Reale di Milano la mostra più attesa dell’anno “MUNCH. Il grido interiore”

100 opere prestate eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo per la più importante mostra dedicata al genio di Edvard Munch. Palazzo Reale e Arthemisia rendono omaggio a uno dei più importanti artisti del Novecento, che ha saputo interpretare il tormento e l’inquietudine dell’essere umano. L’ampia retrospettiva racconterà l’intero percorso umano e artistico di Munch,
esponendo opere tra le più note e iconiche della storia dell’arte.

Il 14 SETTEMBRE 2024 SI APRONO LE PORTE DI UNA DELLE MOSTRE PIÙ ATTESE DELL’ANNO: EDVARD MUNCH TORNA A MILANO DOPO 40 ANNI, CON UNA GRANDE RETROSPETTIVA

MUNCH. Il grido interiore
14 settembre 2024 – 26 gennaio 2025
Palazzo Reale, Milano

Dopo 40 anni dall’ultima mostra a Milano, Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944) viene celebrato con una grande retrospettiva, promossa da Comune di Milano – Cultura, con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo.
Protagonista indiscusso nella storia dell’arte moderna, Munch è considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’Ottocento, nonché l’interprete
per antonomasia delle più profonde inquietudini dell’animo umano.

La vita di Munch è stata segnata da grandi dolori che lo hanno trascinato ai limiti della follia: la perdita prematura della madre e della sorella, la tragica morte del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen. Tutto ha contribuito a formare la poetica di Munch, che riuscirà a esprimere, grazie a un eccezionale talento, il suo grido interiore trasformandolo in opere d’arte. I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore riescono a raggiungere ogni essere umano, trasformando le sue opere in messaggi universali, il malessere esistenziale che affligge ogni essere umano. È questo che ha determinato la grandezza di Munch, rendendolo uno degli artisti più iconici del Novecento.

La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, racconterà tutto l’universo dell’artista, il suo percorso umano e la sua produzione, e lo farà attraverso 100 opere, tra cui una delle versioni litografiche custodite a Oslo de L’Urlo (1895), ma anche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922–19249), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901) e Danza sulla spiaggia (1904).

Ad arricchire la mostra milanese, è previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolgerà diverse realtà culturali della città e che andrà ad approfondire la figura dell’artista ed espandere i temi delle sue opere esplorando diversi linguaggi, dal cinema all’architettura, dalla musica alla letteratura e molto altro.
Il programma sarà pubblicato prossimamente sui canali di comunicazioni dei partner coinvolti.

La mostra avrà una seconda tappa a Roma, a Palazzo Bonaparte, dal 18 febbraio al 2 giugno 2025.

Edvard Munch è uno degli artisti che ha saputo meglio interpretare sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e tragica.
Plasmato inizialmente dal naturalista norvegese Per Lasseu Krohg, col quale iniziò la carriera pittorica nel 1880, si spostò a Parigi per la prima volta nel 1885 e qui subì le influenze impressioniste e postimpressioniste che gli suggerirono un uso del colore più intimo, drammatico ma soprattutto un approccio psicologico.

Munch fu per tutta la sua vita condizionato dalla sofferenza e dalla mancanza che conobbe già da bambino, quando subì la perdita scioccante della madre e della sorella, malate di tubercolosi.

A Berlino contribuì alla formazione della Secessione Berlinese e nel 1892 si tenne la sua prima personale, che non solo non fu apprezzata, ma fu anche reputata scandalosa: da quel momento Munch ha incarnato la figura dell’artista eversivo e maledetto.

Una vita precaria e vissuta “sull’orlo di un precipizio” che lo portò all’alcolismo e a una crisi psicologica, fino al ricovero in alcune case di cura tra il 1908 e il 1909.
Scegliendo l’isolamento, si spostò quindi nella sua proprietà di Ekely a Oslo fino alla sua morte nel 1944, dopo un mese dal suo ottantesimo compleanno.


Informazioni e prenotazioni
T +39 02 892 99 21
www.palazzorealemilano.it
www.arthemisia.it

Hashtag ufficiale
#MunchMilano

Biglietti
Open € 17,00
Intero € 15,00
Ridotto € 13,00 – €10,00

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso
sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it T +39 06 69380306

Ufficio Stampa Comune di Milano
Elena Conenna elenamaria.conenna@comune.milano.it

Relazioni esterne Arthemisia
Camilla Talfani ct@arthemisia.it