Milano: quattro artisti contemporanei sono chiamati a mettersi in gioco

  • La Deposizione di Cristo dalla croce di Tintoretto arriva al Museo Diocesano di Milano, in occasione della Pasqua, grazie al prestito delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
  • Dinamismo compositivo, intensità cromatica, pennellata libera e sciolta, straordinario uso di luce e colore: l’opera riassume le principali caratteristiche della piena maturità dell’artista.
  • Attorno ad essa, parte integrante del percorso espositivo, un progetto di Casa Testori a cura di Giuseppe Frangi con le opere di Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda e Maria Elisabetta Novello.
  • Un modo per mostrare le possibilità generative di un capolavoro del passato, in grado di sollecitare e incrociare esperienze presenti, storie intime e personali, a seconda delle diverse sensibilità.
MILANO
MUSEO DIOCESANO CARLO MARIA MARTINI


ATTORNO A TINTORETTO
La Deposizione
Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro

Dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia

A cura di Giuseppe Frangi, Giulio Manieri Elia e Nadia Righi

Dal 4 marzo al 25 maggio 2025

Dal 4 marzo al 25 maggio 2025, in occasione della Quaresima e della Pasqua, il Museo Diocesano di Milano propone come spunto di riflessione l’esposizione della Deposizione di Cristo dalla croce di Jacopo Tintoretto (Venezia, 1519 -1594), uno dei capolavori del protagonista assoluto della pittura veneziana della seconda metà del Cinquecento, in prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

ATTORNO A TINTORETTO. La Deposizione. Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro, a cura di Giulio Manieri Elia e Nadia Righi, comprende una sezione, su progetto di Casa Testori e curata da Giuseppe Frangi, in cui quattro artisti contemporanei – Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda, Maria Elisabetta Novello – sono chiamati a mettersi in gioco davanti alla tela, creando con essa un rapporto personale e realizzando un’opera che si confronti con il valore profondo del capolavoro veneto, facendo ricorso a diversi linguaggi, dall’installazione alla pittura.

La mostra, accompagnata da un catalogo Dario Cimorelli editore, è organizzata in collaborazione con le Gallerie dell’Accademia di Venezia e Casa Testori, con il sostegno di FNM, Fondazione della Frera, Fondazione Maurizio Fragiacomo e Fondazione Grana Padano.
Media partner: ONE, partner tecnico: Caimi, travel partner: Trenord.

“Come vediamo nella Deposizione al centro di questa esposizione, l’arte di Tintoretto esprime la sua creatività e la straordinaria capacità di trascinarci in una narrazione articolata con una teatralità senza pari, amplificando drammi ed emozioni, con esiti che sollecitano ciascuno ad entrare in rapporto con quanto dipinge. Quest’opera, che ci travolge e ci coinvolge vuole essere spunto per una riflessione non solo storico artistica ma anche spirituale, offrendo la possibilità di soffermarsi sul tema della Passione e Resurrezione di Gesù nel tempo della Quaresima e della Pasqua di quest’anno giubilare dedicato alla Speranza. Come di consueto, il Museo propone un lento avvicinamento all’opera tramite un percorso di cui le opere dei quattro artisti contemporanei sono parte integrante. Siamo grati alle Gallerie dell’Accademia di Venezia per il prestito eccezionale e a Casa Testori per aver progettato insieme questo percorso”.

“Si tratta di una iniziativa virtuosa atta a creare proficue sinergie e collaborazioni con l’importante istituto milanese e che consentirà al pubblico veneziano di fruire di un’opera di Alessandro Magnasco proveniente dal museo milanese che verrà posta in dialogo con una dello stesso autore conservata nelle nostre collezioni”.

«I lavori degli artisti che hanno accolto l’invito a mettersi “attorno” alla Deposizione di Tintoretto, testimoniano l’attualità di quel capolavoro. Al cuore di questa loro prova c’è la relazione con il soggetto rappresentato ma ancor di più con la modalità con cui il maestro veneziano lo reinterpreta. Gli artisti mettendosi “attorno” a Tintoretto si sono misurati con questo misterioso palesarsi di una morte che è per la vita.
La scommessa è che il tentativo degli artisti di oggi metta in gioco anche lo sguardo del visitatore, chiamato ugualmente a rapportarsi al quadro di Tintoretto come opera al presente e per il presente».

Realizzata intorno al 1560 -1562, destinata a Santa Maria dell’Umiltà alle Zattere, prima chiesa gesuita a Venezia, soppressa nel 1806 e successivamente demolita, l’opera di Tintoretto esprime la piena maturità pittorica dell’artista, come è evidente dalla straordinaria libertà della pennellata e dalla composizione calibrata, allo stesso tempo drammatica e concitata, con un dinamismo accentuato dall’uso della luce e intensi chiaroscuri che creano un forte impatto emotivo, lasciando emergere i protagonisti da un paesaggio in penombra. Questi, di dimensioni più grandi del naturale e collegati fra loro da un intreccio di gesti e sguardi, si dispongono teatralmente intorno al corpo di Cristo, posto in diagonale al centro della scena e sorretto per le spalle da una figura maschile, probabilmente Giuseppe d’Arimatea. Verso di lui, con le braccia spalancate in un gesto di struggente disperazione, si protende la Maddalena, mentre lungo un’altra direttrice giace la Madonna, svenuta, sopraffatta dal dolore, a formare una croce con il corpo di Gesù adagiato su di lei.

Come suggerito dal titolo della mostra, Attorno a Tintoretto sono esposte le opere di Bertolo, Gianfreda e Novello, realizzate per l’occasione a partire dalle suggestioni che il dipinto ha innescato negli artisti, a cui si è aggiunta un’opera di Benassi del 2022 per scelta del curatore. Questi lavori restituiscono prospettive di lettura proprie, testimoniando con un linguaggio contemporaneo il modo in cui un capolavoro del passato può sollecitare e incrociare esperienze presenti, storie intime e personali, e mostrando quante possibilità di approcci offra incontrando le sensibilità di ciascuno, visitatori compresi, anch’essi idealmente invitati a interpretare l’opera di Tintoretto.


Il progetto Nessuno escluso, realizzato grazie al contributo di Fondazione Alia Falck e in collaborazione con Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità, rappresenta una proposta del Museo Diocesano Carlo Maria Martini già cominciata nell’autunno del 2024 in occasione dell’esposizione dell’Adorazione dei Magi di Botticelli, che mira a rendere il Museo e il suo patrimonio culturale accessibile al più ampio pubblico possibile. La Deposizione di Tintoretto sarà leggibile in diversi linguaggi: CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), Easy to read e LIS (Lingua dei Segni italiana). Sarà inoltre fruibile con il metodo DescriVedendo, grazie al contributo di Associazione Nazionale Subvedenti. Gli stessi linguaggi saranno proposti nel corso del 2025 anche per alcune delle opere più importanti della collezione permanente del Museo.

Nell’ambito del percorso educativo e formativo “Cultura Accessibile”, avviato presso la Cooperativa Arcipelago – Anffas Nordmilano di Cinisello Balsamo, alcune persone con disabilità, dopo la collaborazione intrapresa con il Museo Diocesano nel 2024 in occasione della mostra “Divine Creature. Arte e disabilità”, condivideranno con i visitatori il loro personale pensiero emerso dal percorso di significazione a partire dalla Deposizione di Tintoretto. Oltre a essere presenti in mostra in giorni e orari che verranno condivisi sui canali di comunicazione del Museo, il loro contributo sarà scaricabile in formato testo e video tramite appositi QRcode.


ATTORNO A TINTORETTO. La Deposizione
Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro
A cura di Giuseppe Frangi, Giulio Manieri Elia e Nadia Righi
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini (piazza Sant’Eustorgio 3 – MM Vetra) 4 marzo – 25 maggio 2025

ORARI
Martedì – domenica, ore 10.00-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) lunedì chiuso

BIGLIETTI €9 intero, €7 ridotto, €23 famiglia (2 adulti+max 4 giovani 7-18 anni)

CONTATTI: T +39 02 89420019; www.chiostrisanteustorgio.it

CATALOGO Dario Cimorelli editore

SOCIAL FB @MuseoDiocesanoMilano IG @museodiocesanomilano

UFFICIO STAMPA MUSEO DIOCESANO
Anna Defrancesco comunicazione
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CASTELLO DI RIVOLI: Vibrant Natures

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies, il programma sviluppato con Almanac e Orti Generali a cura di Guido Santandrea e Marianna Vecellio che mira a coltivare un pensiero ecologico e una coscienza ambientale che riposizioni l’umano all’interno della natura come parte di essa.
 
Il programma prosegue la riflessione iniziata nel primo capitolo On Decay and Rebirth, realizzato tra febbraio e marzo 2024, mantenendo come base di ricerca i caratteri di complessità, pluralità, coesistenza e reciprocità propri della natura. Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies prende avvio a partire dalle politiche di resistenza a economie di sfruttamento della natura che si fondano sul superamento dell’opposizione tra soggetto e oggetto, tra natura e cultura, tra umano e non umano, e della conseguente legittimazione di rapporti di potere e dominio. Cuore del programma è una ridefinizione del concetto di “natura”, intesa come agente attivo e “vitale”. Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies esplora il modo in cui artisti e ricercatori di diversi ambiti di indagine – scientifico, culturale, storico per esempio – riflettono sulle possibilità di azione e influenza di entità non umane sulle condizioni attuali in quanto “soggetti materiali, che agiscono e sono agiti” come scrive il filosofo Federico Luisetti, fra gli ospiti del programma.
 
Tra attività laboratoriali, approfondimenti teorici e produzioni artistiche realizzate nelle varie sedi dei partner coinvolti, Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies ambisce a ridefinire i confini della soggettività e riconosce il ruolo di entità non umane, entrambe condizioni necessarie per mettere in discussione i presupposti che hanno portato alla crisi climatica e ambientale che stiamo vivendo.

Vibrant Natures
On Telluric Cosmologies

Programma delle attività collaterali al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
A cura di Guido Santandrea e Marianna Vecellio

Venerdì 28 febbraio 2025 – Sabato 22 marzo 2025

Timothy Morton – HELL
Venerdì 28 febbraio 2025, ore 16.30–17.30 | Online
L’incontro online Timothy Morton – HELL è una conversazione tra Timothy Morton, filosofo e autore del libro Hell: In Search of a Christian Ecology e lo scrittore e giornalista culturale Gianluca Didino, introdotta da Marianna Vecellio, curatrice del Museo. L’appuntamento prende avvio dalle tesi di Timothy Morton, che sostiene che esista una relazione inaspettata ma profonda tra religione ed ecologia in grado di guidare una risposta su scala planetaria alla crisi climatica. Tale proposta si radica nell’idea che i sentimenti spirituali e mistici abbiano una grande risonanza con il pensiero ecologico e forniscano le risorse di cui l’ambientalismo necessita.
Il libro sarà pubblicato in italiano nel 2025 dalla casa editrice Timeo, Palermo, con il titolo Inferno. William Blake e la ricerca di un’ecologia cristiana. La conversazione in lingua inglese avverrà online e sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Castello di Rivoli a questo link: https://www.youtube.com/@castellodirivolimuseodarte944/streams
 
Essere pietra
Giovedì 6 marzo 2025, ore 15.00–18.00 | Sala Conferenze, Edificio Manica Lunga
L’incontro prevede una conversazione tra Federico Luisetti, autore del libro Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale (2023) e gli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna, moderata da Filippo De Pieri, professore di Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Il dialogo è seguito dalla tavola rotonda con gli studenti del corso di Dottorato Architettura. Storia e Progetto del Politecnico di Torino. La conversazione trae origine dall’assunto che i soggetti non umani, in particolare quelli appartenenti al mondo minerale, sono da sempre considerati materia inerte o risorsa da sfruttare. Federico Luisetti propone un modello culturale che riconosce anche pietre e montagne come attori politici, invitando a riflettere sulla vitalità della materia a partire da quella litica e tracciando un itinerario che passa tra massi erratici e opere d’arte, tra analisi etnografiche e suggestioni poetiche. L’opera Sensitive Stones. Progetto per una Litoteca Esperienziale, 2024, degli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna esposta presso la Biblioteca del Museo, invita gli spettatori a un incontro intimo e personale tra soggetti umani e minerali.
 
Il finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura
Sabato 22 marzo 2025, ore 14.30–19.00 | Varie sedi, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Vibrant Natures. On Telluric Cosmologies si conclude con il programma sabato 22 marzo 2025 in occasione del finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura e si declina in una giornata di eventi, performance e laboratori in diversi spazi del museo.
 
Apre il programma alle ore 14.30 nel cortile esterno la performance dell’artista Derek MF Di Fabio in collaborazione con la professoressa, autrice e poetessa Jackie Wang. Dopo i workshop di gennaio e febbraio 2025 presso Orti Generali dal titolo Torrenti di Umidi Nodi, votati a connettere narrazioni personali ed esperienze storiche, Derek MF Di Fabio torna per l’occasione a creare “esperienze che possono essere rivissute attraverso la memoria condivisa e non possono più essere circoscritte da chi / come / dove“.
 
Segue alle ore 15.00 presso il Teatro la proiezione del film di Riar Rizaldi Mirage – Eigenstate, 2024.
Realizzato a seguito di una residenza presso Gasworks (Londra), nel 2024, Mirage – Eigenstate, 2024, intreccia indagini sulla natura della realtà, ponendo la scienza occidentale come una metodologia tra le tante in una costellazione di visioni del mondo pluralistiche. Il film esplora diverse interpretazioni della realtà, dalla fisica quantistica, al monorealismo sino alle idee sulla natura di Dio nel misticismo Sufi di origine indo-malese. Girato nello stile del programma televisivo Cosmos dell’astronomo e scienziato planetario americano Carl Sagan, Mirage – Eigenstate fa riferimento alla comunicazione scientifica di massa, in cui concetti complessi sono descritti in modo semplice, spesso attraverso immagini.
 
Alle ore 16.00, in Teatro, è la volta della lecture performativa di Aki Inomata sull’opera How to Carve a Sculpture – Yuzu esposta in Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura. A partire dall’indagine del comportamento del Castoro fiber, specie di castoro diffusa in Eurasia, Aki Inomata indaga le possibilità umane e artificiali di riproduzione di un oggetto frutto dell’azione animale. Traendo ispirazione dalle sculture esposte in Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura, copie degli alberi rosicchiate dai castori accompagnate dalla documentazione scritta e video del processo creativo dell’artista, Aki Inomata guida il pubblico in un ripensamento della definizione di azione scultorea, suggerendo nuove e inaspettate possibilità di collaborazione e di dialogo con la natura.
 
Alle ore 17.00 il Ristorante del Museo accoglie il laboratorio Backwash Gardens (microbiota/ topografia). Paesaggi alimentari commestibili di culture attive vive di Mélanie Bordas, fondatrice di Naked Lunch, messo in scena dall’artista Natsuko Uchino. Nel corso del laboratorio, i visitatori sono invitati a sperimentare i processi di fermentazione di cibi preparati dalla chef Mélanie Bordas, realizzati con ingredienti provenienti da mercati del territorio, mentre Natsuko Uchino, la cui opera House of Backwash (2024) è esposta nel contesto della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura, interpreta alcuni testi scritti per l’occasione. La natura diviene protagonista integrante e attiva di uno spazio conviviale, dove Natsuko Uchino e Mélanie Bordas invitano il pubblico a riflettere sui concetti di agenzia della natura, trasformazione e fermentazione attraverso la pratica culinaria.
 
Chiude il programma alle ore 18.00 la reiterazione della performance di Derek MF Di Fabio in collaborazione con Jackie Wang.

Ingresso agli eventi gratuito con il biglietto del Museo.
 ORARI DI APERTURA
Dal mercoledì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Sabato, domenica e festivi, dalle ore 11.00 alle ore 18.00
 
 
INFORMAZIONI AL PUBBLICO

Venerdì 28 febbraio 2025
Timothy Morton – HELL
Online
16.30-17.30
Timothy Morton, filosofo e autore del libro Hell: In Search of a Christian Ecology in conversazione con Gianluca Didino scrittore e giornalista culturale.
 
Giovedì 6 marzo 2025
Essere pietra
Sala Conferenze, Edificio Manica Lunga
Ore 15.00-18.00
Federico Luisetti, autore del libro Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale (2023) in conversazione con gli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna
Modera Filippo De Pieri, professore di Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Segue tavola rotonda con gli studenti del corso Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.
 
Sabato 22 marzo 2025
Il finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura
Varie sedi, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Ore 14.30-19.00

Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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CONTATTI STAMPA
Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209


PCM Studio di Paola C. Manfredi
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Federica Farci | federica@paolamanfredi.com 
 

Un viaggio tra le donne degli anni Settanta

Martedì 4 marzo 2025 alle ore 17.30, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la presentazione del volume Covando un mondo nuovo – Viaggio tra le donne degli anni Settanta di Paola Agosti e Benedetta Tobagi per Einaudi Editore. 

Durante l’incontro Paola Agosti dialogherà con Maria Giovanna Stati – Biblioteca delle Donne Melusine – Associazione Donatella Tellini. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con il Punto Einaudi L’Aquila.

Presentazione del volume
Covando un mondo nuovo
di Paola Agosti e Benedetta Tobagi


4 marzo 2025 ore 17.30
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli

Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

Il volume raccoglie una serie di fotografie degli anni Settanta, frutto di una selezione a quattro mani di Paola Agosti, autrice degli scatti, testimone e interprete unica di un’epoca, e Benedetta Tobagi, ridando loro voce, con grande immediatezza e piglio narrativo, raccontando quella che è stata definita la sola rivoluzione riuscita del Novecento, ovvero quella delle donne. All’alba del decennio, infatti, l’Italia è un Paese plurale, dove convivono ragazze in minigonna e signore nerovestite con lo scialle in testa, battagliere avvocate e altrettanto battagliere operaie e contadine. Plurali sono anche le anime del movimento femminista: a Roma la via prediletta è quella dell’azione politica, a Milano prevale il tentativo di liberarsi attraverso i gruppi di autocoscienza. Oltre a illustrare e narrare tutto questo, Agosti e Tobagi trasmettono l’incredibile vitalità e creatività del movimento delle donne negli anni Settanta, che si manifestano negli slogan, come quello che dà il titolo al libro, nei pupazzi che portano ai cortei, nelle pratiche di self help e nei girotondi: la gioia di una stagione dirompente che ha conquistato alcuni dei diritti di cui godiamo oggi. 

Paola Agosti, nata a Torino nel 1947, fotografa indipendente dal 1969, nella sua carriera si è occupata con grande attenzione delle vicende del mondo femminile, dedicando a questo tema vari libri, tra cui: Riprendiamoci la vita (Savelli Editore, 1976) sugli anni «caldi» del femminismo, e La donna e la macchina (Oberon, 1983) sul lavoro femminile nelle fabbriche dell’Italia settentrionale. Ha documentato la fine della civiltà contadina del Piemonte piú povero in Immagine del “mondo dei vinti” (Mazzotta, 1979) e Il destino era già lí (Araba Fenice, 2015), le vicende dell’emigrazione piemontese in Argentina in Dal Piemonte al Rio de la Plata (Regione Piemonte, 1988) e El Paraíso: entrada provisoria (Monografie Fiaf, 2011), la condizione dell’esistenza canina in Caro cane (La Tartaruga, 1997). Il racconto della sua vita in Itinerari. Il lungo viaggio di una fotografa (Postcart, 2023). Ha pubblicato con Giovanna Borgese i ritratti dei grandi protagonisti della cultura europea del Novecento in Mi pare un secolo (Einaudi, 1992). Nel 2023 Rai5 le ha dedicato un documentario, per la regia di Claudia Pampinella, dal titolo Paola Agosti, il mondo in uno scatto

Benedetta Tobagi è nata a Milano nel 1977. Laureata in filosofia, Ph.D in storia presso l’Università di Bristol, si è specializzata nella storia dello stragismo. È stata conduttrice radiofonica per la Rai e collabora con «la Repubblica». Dal 2012 al 2015 è stata membro del consiglio di amministrazione della Rai. Si occupa di progetti didattici e formazione docenti sulla storia degli anni Settanta e del terrorismo con la Rete degli archivi per non dimenticare. Per Einaudi ha pubblicato Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre (2009 e 2015), Una stella incoronata di buio. Storia di una strage (2013 e 2019), Piazza Fontana. Il processo impossibile (2019), La Resistenza delle donne (2022, vincitore del Premio Campiello) e Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo (2023). 


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


INFO

Presentazione del volume
Covando un mondo nuovo – Viaggio tra le donne degli anni Settanta
di Paola Agosti e Benedetta Tobagi

Paola Agosti dialoga con Maria Giovanna Stati

4 marzo 2025 ore 17.30
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
Barbara Olivieri
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Gruppo Matches: Profumi. Nuove fragranze

Doppia occasione per l’evento straordinario che ha di recente animato Milano: la celebrazione del 15° anniversario di LABORATORIO OLFATTIVO – spazio magico in cui confluiscono le ispirazioni, le idee, i valori e i progetti dei Nasi più eclettici del momento – e il lancio della sua nuova fragranza Underground Vibes. Pensato e curato nei minimi dettagli da Gruppo Matches, l’evento ha rappresentato un tributo all’arte della profumeria e alla continua ricerca di innovazione del brand, attraverso una vera e propria esperienza sensoriale immersiva.

15° anniversario per Laboratorio Olfattivo e il lancio della nuova fragranza “Underground Vibes”
 
L’evento esclusivo organizzato a Milano da Gruppo Matches

Nell’esclusivo sito di Dazi Milano, nel cuore di Piazza Sempione, è stato ricreato uno spazio che rifletteva perfettamente l’anima della nuova fragranza: audace, intrigante e surreale, fuori dagli schemi. Gruppo Matches ha realizzato ogni aspetto dell’allestimento, immaginando un ambiente che evocasse l’atmosfera underground, realizzando un “viaggio onirico in stile felliniano”, per richiamare le note di Underground Vibes, una fragranza ideata dal maestro profumiere Antoine Lie, noto per la sua firma unica e originale. Un’opera olfattiva capace ancora una volta di stupire e sorprendere. Con note di testa di bacche di ginepro, essenza di cannabis ed estratto di whisky, un cuore che mescola cipriolo, accordo cemento e di elicriso, e un fondo che svela burro d’iris, oud e patchouli, Underground Vibes invita ad un viaggio olfattivo intenso e inaspettato.

La festa ha superato le nostre aspettative – ha commentato Daniela CAON co-fondatrice di Kaon S.r.l. – Andrea Cicini con Gruppo Matches ha perfettamente tradotto l’ispirazione in realtà, cesellando i dettagli di questo progetto in modo sartoriale, affinché rispecchiasse la nostra identità, in una festa che è stata un abbraccio con tutti i nostri amici e collaboratori. Un’esperienza immersiva che si rivelava già dall’ingresso con i richiami all’atmosfera segreta ed underground di certi ritrovi. A partire dalla meravigliosa sede dell’evento, un solenne palazzo che spiccava in una maestosa piazza e che a stento riusciva a contenere il bagliore verde elettrico che invitava ad essere svelato. Il tema psichedelico costruito in ogni dettaglio… musica, luci, atmosfera… acrobati ed artisti ci hanno affascinato accompagnandoci in una dimensione onirica, fatta di stupore, dinamismo e gioco”.

La scenografia, dominata da luci verdi e neon, fumo e una selezione musicale coerente, ha inglobato gli ospiti in un mondo dagli sfumati confini tra arte, musica e profumeria. Performance artistiche uniche, tra cui trampolieri che fluttuavano nell’aria, e altre spettacolari performance aeree hanno affascinato i presenti, creando un’atmosfera di magia e sorpresa. Il DJ set esclusivo, con suoni sperimentali, ha accompagnato la serata fino a tarda notte. Al secondo piano del palazzo, un cammino sensoriale suddiviso in quattro stanze di colori diversi, ha accompagnato gli ospiti attraverso un percorso olfattivo con altrettante quattro fragranze. 

“Cimentarci con un senso potente come l’olfatto è stata una cosa nuova per l’Agenzia – ha detto il suo Ceo, Andrea CICINI –, normalmente ci muoviamo tra e per le immagini, i video, i suoni. Il profumo ha invece una sua grande forza sensoriale ed evocativa, coinvolge la memoria, ha a che fare con il benessere delle persone – non per niente anche nell’architettura c’è sempre maggiore attenzione a definire l’impronta olfattiva come elemento chiave di un luogo o di uno spazio -, in qualche modo stimola il sogno. Dover accompagnare il lancio di un nuovo profumo di un marchio noto a livello internazionale, rispondendo alle aspettative e alle attese che questo sempre crea, e contemporaneamente celebrare efficacemente l’importante traguardo dei 15 anni di attività per un brand affermato come LABORATORIO OLFATTIVO, ci ha portato creativamente a disegnare un’esperienza immersiva e totalizzante, che pensiamo sia stata compresa e apprezzata“.


Comunicazione Gruppo Matches
 Diana Daneluz
 e-mail: media@gruppomatches.com
 www.gruppomatches.com

Media / Press Office
Gruppo Matches Srl – ROMA – TREVISO
Web: www.gruppomatches.com

Il Canova mai visto in mostra a Padova

Per ragioni tecniche e logistiche la mostra “IL CANOVA MAI VISTO. Opere del Seminario vescovile e della Chiesa degli Eremitani”, annunciata per l’autunno 2024 è slittata a marzo 2025: verrà infatti inaugurata sabato 8 marzo per rimanere aperta al pubblico fino all’8 giugno 2025.

Uno “slittamento” che si presenta come occasione favorevole: in questi mesi, infatti, il lavoro di ricerca che sta accompagnando la realizzazione della mostra, ha portato a nuove interessanti scoperte che permettono di arricchire sia la proposta espositiva che la documentazione storica. Inoltre l’inaugurazione della mostra si colloca come iniziativa d’apertura dell’anno che celebra il 25° anniversario di vita del Museo diocesano, nell’allestimento all’interno del Palazzo vescovile, che in questa occasione “brillerà di luce nuova”, grazie al nuovissimo impianto di illuminazione fornito da iGuzzini.

Il Museo diocesano di Padova, infatti, venne ufficialmente inaugurato proprio nel 2000, anno anch’esso giubilare.

IL CANOVA MAI VISTO
Opere del Seminario vescovile e della Chiesa degli Eremitani
Padova, Museo diocesano
8 marzo – 8 giugno 2025

Protagonista ed elemento centrale della mostra è il Vaso cinerario della contessa Louise von Callenberg, proprietà della parrocchia degli Eremitani in Padova, originariamente collocato negli spazi esterni della chiesa. L’opera in marmo, realizzata da Antonio Canova tra il 1803-1807, data per distrutta dai bombardamenti del marzo 1944, che ferirono la città e danneggiarono profondamente il complesso degli Eremitani, è stata ritrovata negli ambienti della parrocchia grazie a una ricerca sulle opere del maestro di Possagno in Veneto, e grazie all’inventario dei beni culturali ecclesiastici CEI (beweb.it).

Attorno a questo prestigioso ritrovamento si articola la mostra che proporrà al pubblico la ricomposizione dell’intero monumento funerario progettato e realizzato dall’architetto Giannantonio Selva e dallo scultore Domenico Fadiga, composto da un cippo a sostegno dell’opera canoviana su cui campeggiava una scritta attribuibile a Johann Wolfgang von Goethe, una stele con l’epigrafe redatta dall’abate Stefano Antonio Morcelli e sette candelabre con altrettante iscrizioni di personaggi illustri, anch’esse protagoniste di una vicenda di recupero interessante, che verrà ricostruita nell’esposizione.

In mostra inoltre altre opere canoviane (tra cui la preziosa collezione di stampe Manfredini), mentre una sezione sarà interamente dedicata a una serie di documenti, lettere e scritti del fratello ed erede dell’artista di Possagno, mons. Giovanni Battista Sartori Canova (di cui quest’anno ricorrono i 250 anni dalla nascita [1775-1858]), in gioventù alunno del Seminario vescovile di Padova. Documenti attestanti il legame del presule con il suo amato Seminario, che conserva un altrettanto pregiato medagliere (anch’esso in mostra) con una collezione di ben 3.600 monete dell’antica Roma in parte fornite dallo stesso Antonio Canova al fratello e utilizzate come elementi di riferimento iconografico per alcune sue sculture.

Non mancheranno tra gli oggetti esposti calchi, gessi, incisioni, stampe, dipinti, lettere, documenti che racconteranno non solo la preziosità dell’opera di Antonio Canova, ma anche il suo rapporto con Padova e la ricca rete di relazioni con esponenti dell’aristocrazia europea.

Il percorso espositivo si articolerà lungo tutto il Museo diocesano, all’interno del Palazzo vescovile: dalla sala Barbarigo che ospiterà la parte di documentazione storica, il medagliere e alcune sculture in gesso, e che già nel suo allestimento permanente espone il busto di mons. Giovanni Battista Sartori Canova, al monumentale Salone dei vescovi che ospiterà la ricostruzione dell’interno monumento funebre della contessa von Callenberg, così come si presentava all’esterno della chiesa degli Eremitani, all’ombra di un famoso cipresso, tuttora esistente.

Il percorso racconterà attraverso opere e documenti una storia avvincente, dai tratti romanzeschi, condita da qualche curiosità, che unisce personaggi illustri, artisti, aristocratici europei in un puzzle che si ricompone grazie alle storie che ogni pezzo in mostra conserva.

La mostra, curata da Andrea Nante, Elena Catra, Vittorio Pajusco, è organizzata dalla Diocesi di Padova (attraverso il Museo diocesano di Padova, il Servizio diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali ecclesiastici, la Biblioteca del Seminario vescovile e l’Archivio storico diocesano), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso.

Patrocinano l’iniziativa: Regione Veneto, Provincia di Padova e Comune di Padova.

La mostra è stata possibile grazie al sostegno di: Provincia di Padova, Comune di Padova, Camera di commercio di Padova, Confindustria Veneto Est, 8xmille alla Chiesa cattolica, oltre a numerosi altri sponsor.

Alla realizzazione della mostra hanno inoltre contribuito con competenze, disponibilità, materiali una serie di altri soggetti e realtà private che hanno fatto proprio il progetto “Mi sta a cuore” ha lanciato anni fa dal Museo diocesano per coinvolgere la società civile nelle sue diverse espressioni, nell’impegno a recuperare patrimoni artistici del territorio, testimonianze importanti che non possono andare perdute. A questo proposito un grazie sentito va – tra gli altri – agli autori dei testi del catalogo, e ancora a: Arcadia arte, Passerella restauri, Studio Ferrari&Zollino, Ottart che hanno partecipato generosamente a questo complesso e ambizioso progetto.


Info: Museo diocesano di Padova Palazzo Vescovile, piazza Duomo 12, 35141 Padova tel. 049 8226159 info@museodiocesanopadova.it
 
Ufficio Stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049 663499 roberta@studioesseci.net (Roberta Barbaro)
 
Diocesi di Padova, Ufficio Stampa, Sara Melchiori
tel. 049 8771757 ufficiostampa@diocesipadova.it

Portopiccolo: nella galleria del borgo esposte le foto del triestino Furio Scrimali

Alla Portopiccolo Art Gallery di Portopiccolo – Sistiana Duino-Aurisina (Ts), è stata prorogata fino al 16 marzo 2025 la mostra “IL SOUVENIR, FRA PREISTORIA E CONTEMPORANEO / PALEO AVANT-GARDE”, curata da Anna Lucia Fraschetti, che mette in dialogo diversi progetti artistici: avvenierismo, Paleo Avant-Garde e arte inclusiva.

PROGETTO CARSO CREA(T)TIVO – 2a edizione
 
IN MOSTRA 
“LE STAGIONI CARSICHE SENZA TEMPO”
DEL FOTOGRAFO FURIO SCRIMALI E I “LABORATORI FUTURIBILI”
 
Prorogata la mostra fino al 16 marzo 2025
all’Art Gallery di Portopiccolo Sistiana

L’esposizione è inserita nell’ambito del progetto Carso Creat(t)ivo 2a edizione, organizzato dall’ Associazione culturale CASA C.A.V.E. (CONTEMPORARY ART VISOGLIANO / VIŽOVLJE EUROPE) con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e in partnership con Comune di Duino Aurisina-Devin Nabrežina, Circolo Culturale Sloveno SKD Igo Gruden, Associazione Oltre quella Sedia, Estplore – Guide Naturalistiche e Gramar Marmi.

Il programma di Carso Crea(t)tivo è innovativo e combina laboratori inclusivi, itinerari sensoriali, performance artistiche e mostre d’arte contemporanea, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale e culturale del Carso attraverso un’ottica di sviluppo territoriale e turistico integrato.

Nella galleria del borgo si possono ammirare le foto del triestino Furio Scrimali, definito “sciamano della fotografia”, che cattura l’essenza del Carso in immagini che trascendono il tempo. Le sue fotografie – come spiega la curatrice Anna Lucia Fraschetti – raccontano un universo sospeso, dove il vento modella la neve, gli alberi sussurrano storie e le grotte custodiscono i segreti della terra.”

Accanto alle foto di Scrimali, il percorso espositivo si arricchisce con i disegni e gli oggetti realizzati nell’ambito dei Laboratori futuribili e inclusivi “Paleo Avant-Garde”, curati dalla giovane scultrice Greta Fila, finalizzati alla progettazione di souvenir d’arte e ispirati ai petroglifi e ai simboli ancestrali dell’artista avveniristica Luisa Del Mestre, lavori questi realizzati in collaborazione con lo scalpellino artistico Jernej Bortolato, e con il CEO – Centro Educativo Occupazionale di Malchina, l’associazione Oltre quella sedia di Trieste, Radio Magica Udine e GRAMAR Marmi


La mostra è visitabile nei week end fino al 16 marzo con i seguenti orari:
Sabato: 15:00 – 18:00 e Domenica: 10:00 – 13:00 | 15:00 – 18:00.

PROGETTO CARSO CREA(T)TIVO – 2a edizione
settembre 2024 / marzo 2025
organizzazione: 
CASA C.A.V.E. Contemporary Art Visoglianovižovlje Europe
www.casacave.eu 

Ufficio comunicazione
Pamela Calligaris
tel . 3386045489
pressfile@gmail.com

“Avere vent’anni”, a Fotografia Europea 2025 – Il programma completo

Dal 24 aprile all’8 giugno 2025, Reggio Emilia torna ad osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e di giovani esordienti con la XX edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

FOTOGRAFIA EUROPEA 2025
“AVERE VENT’ANNI”
Reggio Emilia
24 aprile – 8 giugno 2025

“AVERE VENT’ANNI” è il tema scelto dalla direzione artistica del Festival composta da Tim Clark (editor 1000 Words), Walter Guadagnini (storico della fotografia e Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia) e Luce Lebart (ricercatrice e curatrice, Archive of Modern Conflict).

Quante volte capita, da adulti, di dire “avessi di nuovo vent’anni…”. Una frase, un modo di dire per ritrarsi idealmente dalle responsabilità e dai pesi dell’età matura, per tornare a bagnarsi nelle acque della giovinezza e della leggerezza, in un tempo in cui tutto è ancora una magnifica possibilità e il futuro è ancora interamente da scrivere.

Ma cosa vuol dire per un giovane, oggi, avere vent’anni? È un’età di contraddizioni: si è adulti, ma spesso si vive ancora a casa dei genitori; si è connessi a tutto il mondo, ma la solitudine può essere schiacciante. Si affrontano aspettative immense, sia personali che sociali: trovare un lavoro soddisfacente, costruire relazioni significative, dare un senso alla propria esistenza, immaginare un mondo migliore, per sé stessi e per gli altri.

Fotografia Europea quest’anno ha voluto percorrere questo sentiero e fare un pezzo di strada con i ragazzi della Generazione Z, cresciuta in un’epoca dove il progresso tecnologico ha aperto infinite possibilità, ma anche inedite crisi cui far fronte, individualmente e collettivamente. Una generazione che sta riscoprendo l’importanza e la necessità di lottare per i propri diritti e per un futuro più equo.

I progetti scelti parlano di questo e di molto altro ancora, portando all’attenzione storie inedite e particolari ma tutte innervate di quell’energia vitale immensa che ti porta a credere, almeno una volta nella vita, di poter cambiare il mondo. 



Ufficio stampa Fondazione Palazzo Magnani
Stefania Palazzo, tel. 0522.444409; s.palazzo@palazzomagnani.it
Elvira Ponzo, tel. 0522. 444420; e.ponzo@palazzomagnani.it
 
Ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo s.a.s.
Simone Raddi, tel. 049663499; simone@studioesseci.net

Pisa, Museo della grafica: Dialoghi con i curatori della mostra ULTRASKY

l Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi all’incontro:

Dialoghi con i curatori della mostra ULTRASKY

Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

Intervengono:

Rolando Bellini, Accademia delle Belle Arti di Brera Milano
Elena Del Rosso, Presidente del Museo della Grafica
Gianluca Miniaci, Università di Pisa
Marco Nicola, Università di Torino, Adamantio
Antonio Sgamellotti, Accademia dei Lincei
Alessandro Tosi, Direttore del Museo della Grafica – Università di Pisa

Per informazioni: museodellagrafica@adm.unipi.it.

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


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Laurence Jenkell a Milano: L’eleganza scultorea al centro del progetto

Dopo aver affascinato collezionisti e istituzioni in tutto il mondo, l’artista francese Laurence Jenkell porta il suo universo creativo a Milano, in occasione della Milan Art & Design Week (7-13 aprile 2025). Grazie alla collaborazione con la Galleria Bel’Arti di Calvi, l’esposizione, che si terrà dal 29 marzo al 13 aprile 2025 presso UNA HOTELS Expo Fiera Milano, invita a scoprire un mondo in cui arte e design si fondono con eleganza e innovazione.

Da oltre 30 anni, Laurence Jenkell sviluppa un’estetica unica, plasmando il plexiglass in opere che celebrano la trasparenza, la luce e la memoria collettiva. Le sue celebri Wrapping Bonbons sono una riflessione sulla cultura, l’identità e il simbolismo universale, espressi attraverso il dinamismo della materia. A Milano saranno esposte alcune delle sue opere più rappresentative:

✨  Wrapping Bonbon Les Lavandins – Plexiglass, 120 cm, Pezzo Unico, 2024

✨  Wrapping Bonbon White is in the Air – Plexiglass, 80 cm, Pezzo Unico, 2024


✨  Wrapping Bonbon Funky Pinky – Plexiglass, 40 cm, Pezzo Unico, 2024


Ogni scultura gioca con riflessi, colore e spazio, trasformando un elemento familiare in un’opera d’arte sofisticata e senza tempo.

« Esporre a Milano, e in particolare durante la Milan Art & Design Week, è un’opportunità straordinaria per dialogare con un pubblico che condivide la mia passione per l’innovazione e la bellezza. Con le mie Wrapping Bonbons, voglio trasmettere l’energia, il dinamismo e la poesia del colore e della luce. Milano è la capitale del design, e sono entusiasta di poter presentare qui il mio lavoro» (Laurence Jenkell).

Fondata nel 2020 a Calvi da Muriel Ferrandini, la Galleria Bel’Arti promuove artisti contemporanei con uno sguardo innovativo sulla scultura e il design. Con una visione estetica raffinata e una forte presenza nel panorama artistico internazionale, la galleria si distingue per il suo approccio curatoriale unico.

🔗 https://bel-arti.com/

Le opere di Laurence Jenkell saranno esposte all’interno del prestigioso UNA HOTELS Expo Fiera Milano, una location esclusiva che incarna lo spirito del design e dell’eccellenza italiana, offrendo il palcoscenico perfetto per un’arte che celebra l’incontro tra materia e creatività.



Informations de contact
Communication Agence Anonyme Paris
communication@anonymagence.com
Emilie Melloni-Quemar
emilie@anonymagence.com

Alla Biblioteca Regionale di Messina una Lectio magistralis del Prof. Enzo Siviero

Si terrà lunedi 3 marzo, alle ore 17,00 presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina, la presentazione del testo Human Bridges. Ponti umani del Prof . Enzo Siviero, pubblicato da Studium s.r.l. nel novembre 2024 con la presentazione a cura di Annalisa Lucini ed inserito al numero 7 della collana editoriale Bridging

Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” Messina

Presentazione del testo
Human Bridges. Ponti umani del Prof . Enzo Siviero , a cura di Annalisa Lucini


BRIDGING 7 – HUMAN BRIDGES PONTI UMANI

LUNEDI 3 MARZO 2025
Sala Lettura
via I Settembre,117 – Palazzo Arcivescovile, Messina

L’evento, si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca, Avv. Tommasa Siragusa, seguirà la relazione del Dott. Giuseppe Falzea, Presidente dell’Ordine Architetti di Messina.

La manifestazione sarà moderata dal Dott. Domenico Interdonato, Giornalista, Presidente Regionale per la Sicilia dell’Ucsi. L’Ing. Enzo Siviero terrà una lectio magistralis dal titolo “ Ponti e acqua
viaggio attraverso le suggestioni” . Sul finire del rituale incontro, nel quadro della possibilità di interazione degli intervenuti, si darà anche spazio al dibattito, a mezzo domande all’Autore per sollecitare una migliore comprensione del testo L’Autore, il Prof. Enzo Siviero, Bridge Builder, Rettore dell’ University eCAMPUS Novedrate Como Italy,Vice Presidente SEWC structural engineering world congress Editor of Galileo magazine of engineers in Padova Italy, ha trascorso metà della Sua esistenza a progettare ponti, per questa motivazione è chiamato “Bridge Man”.

Ricchissimo il Suo curriculum . L’Ing. Arch. Enzo Siviero, già Docente Ordinario all’Università Statale luav di Venezia, è stato, tra l’altro, ideatore della mostra “Ponteggiando Bridging”, aperta a Padova nel 2009 al Centro culturale San Gaetano, ospitata in decine di sedi dall’Italia all’Europa, dalla Turchia all’India e dalla Cina all’America. Il Suo motto è “Bridging cultures and sharing hearts” come via Mediterranea della Cultura dell’Uomo per l’Uomo: con questo spirito, ha promosso TUNeIT, collegamento stabile fra la Tunisia e la Sicilia e GRALBeIT, collegamento stabile tra Italia e Albania. Per questo progetto è stato insignito del premio “Al Idrisi 2015 “. Il 20 ottobre 2017 gli è stato altresì attribuito il Premio Europeo Capo Circeo come “poeta dei ponti”, nell’ambito di “Architettura e Ingegneria prospezioni del tempo e dar forme al futuro”.

Ha condotto battaglie culturali con la convinzione che ogni occasione è buona per parlare di connessioni come ponti tra luoghi e gente. Nel maggio del 2022 ha tenuto, presso il Nostro Istituto, un Convegno Scientifico sulla tematica “Ponte mediterraneo per un futuro della Sicilia e del Meridione”, mettendo in luce le problematiche che hanno sin qui segnato la progettazione del Ponte sullo Stretto, cercando di conciliare le ragioni dei fautori con quelle di chi ha espresso il proprio dissenso, riportando la questione sull’unico piano condivisibile della utilità, ove scientificamente comprovata, della progettazione e messa in opera della infrastruttura, tenendo fuori gli aspetti ideologici. Il Suo punto di vista è sempre interessante, profondo, perché il Prof. Siviero ama profondamente la Sua professione di ingegnere progettista, che esprime anche attraverso anche un’empatia verso gli aspetti umani e culturali del Suo lavoro, che poggiano su una solida base tecnica, creando fondamenta per soluzioni durature.


Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande commenti e domande da rivolgere all‘Autore.

Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 090674564 urpbibliome@regione.sicilia.it.