Baronissi (SA): sulla Terrazza degli Aranci e nelle sale del Museo FRaC

Dal 7 agosto al 19 settembre 2025, sulla Terrazza degli Aranci e nelle sale del Museo FRaC di Baronissi (SA). Ingresso libero con inizio alle ore 21.00.
Ospiti
Peppe Lanzetta, Gabriele Mirabassi, Mario Autore, Marina Confalone, Marco Giusti, Ciro Ippolito, Carlo Luglio e Fabio Gargano, Dario Sansone, Aurelio Canonici, Catia Capua, Gino Aveta.

Un’occasione unica per vivere l’arte come incontro, emozione e scoperta.
Ideata e diretta da Andrea Avagliano, la rassegna è organizzata dall’Associazione Tutti Suonati in sinergia con il Museo FRaC Baronissi diretto da Massimo Bignardi, con il patrocinio del Comune di Baronissi, e il contributo della Film Commission Regione Campania.

Ritorna per il quinto anno consecutivo Visionnaire25 – Narrazioni tra cinema documentario e teatro, la rassegna che trasforma il Museo FRaC di Baronissi (Sa) in un palcoscenico di visioni, incontri e suggestioni.
Dal 7 agosto al 19 settembre 2025, ogni sera alle 21:00, il pubblico potrà immergersi in un viaggio tra cinema, musica, teatro e dibattiti, tutto a ingresso libero.

Il tema di quest’anno, Divertissement,  si ispira all’opera Sports et Divertissements del compositore francese Erik Satie, di cui ricorre il centenario della morte. Un omaggio che si intreccia con proiezioni, performance e dialoghi, esplorando i confini tra arte, spettacolo e vita.

Tra i protagonisti di questa edizione: Peppe Lanzetta (il quale riceverà il Premio Visionnaire25 Cinema); Gabriele Mirabassi (che riceverà il Premio Visionnaire25 Musica) e Mario Autore (Premio Visionnaire25 Futuro). E ancora: Marina Confalone, Marco Giusti, Ciro Ippolito, Carlo Luglio e Fabio Gargano, Dario Sansone, Aurelio Canonici, Catia Capua, i giornalisti Gabriele Bojano ed Erminia Pellecchia e altri ancora.

Tra i momenti clou di questa edizione vanno sottolineati l’ omaggio a Marcello Mastroianni con l’anteprima campana del documentario “Ciao Marcello, Mastroianni l’antidivo” (29 agosto); le celebrazione dei 2500 anni di Napoli con Peppe Lanzetta e Dario Sansone (11 settembre) e la serata colonne sonore del cinema italiano con Gabriele Mirabassi e Catia Capua (5 settembre).

Dopo quattro edizioni di successo, Visionnaire25 conferma la sua vocazione a unire linguaggi diversi, ospitando grandi nomi della cultura italiana. Tra i passati protagonisti: Renato Carpentieri, Tomas Arana, Claudio Morganti, Elena Bucci, Alex Infascelli, Daniele Ciprí, Simone Annichiarico, Michele Sancisi, Gnut, Alessandro Rossellini, Roberto Colella, Andrea Tartaglia, Lorenzo Hengeller, Simona Boo, la moglie di Gianni Minà per un sentito omaggio al grande giornalista ma anche i giornalisti Francesco Piccinini, Giulio Baffi.

La rassegna si inaugura  (7 agosto) con un appuntamento musicale esclusivo dedicato a Gershwin, Satie e Ravel con protagonisti il M° Aurelio Canonici (protagonista accanto a Corrado Augias da tre anni ne “La Gioia della Musica” su Rai3) e l’attore Mario Autore (protagonista del film I fratelli De Filippo di Sergio Rubini). 

Il ciclo dei documentari vede ospiti il regista Ciro Ippolito, (autore del celebre film dedicato agli Squallor, Arrapaho) e il critico cinematografico Marco Giusti (Stracult, Blob) in dialogo con l’autore Rai Gino Aveta per C’era una volta Napoli (23 agosto);  anteprima in Campania per il documentario vincitore del Nastro d’argento “Documentario dell’anno 2025” Ciao Marcello, Mastroianni l’antidivo con ospiti il regista Fabrizio Corallo e il giornalista Gabriele Bojano (29 agosto).
Il 5 settembre, in anteprima nazionale per visionnaire25, c’è una serata dedicata alle colonne sonore del cinema italiano con il clarinettista di fama internazionale Gabriele Mirabassi in duo con Catia Capua al pianoforte  e con la voci narranti di Mariangela Palmieri (Dispac Unisa) e del direttore artistico, attore, Andrea Avagliano. Si prosegue con una serata dedicata a Napoli (11 settembre) e ai suoi artisti in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni con Dadapolis, con i registi Carlo Luglio e Fabio Gargano, l’attore Peppe Lanzetta e il cantautore e frontman dei Foja Dario Sansone, in dialogo con Erminia Pellecchia. Gran finale il 19 settembre con la grande attrice del cinema e del teatro italiano Marina Confalone che rimette in scena un suo storico monologo, Raccionepeccui, scritto da Giuseppe Bertolucci.

Visionnaire25 non è una semplice rassegna – spiega Andrea Avagliano, direttore artistico – ma un laboratorio permanente che unisce generazioni diverse di artisti e pubblico. La partecipazione gratuita è la nostra risposta alla necessità di cultura accessibile a tutti“.

Gli fa eco il Direttore del Museo FRaC Baronissi Massimo Bignardi: “Nel cuore dell’estate   la terrazza degli aranci del Museo si anima di nuove presenze, rinnovando ed arricchendo, di anno in anno,  il successo di Visionnaire festival di narrazioni tra cinema documentario, musica e teatro, giunto alla quinta edizione. Si rinnova  e rinforza il progetto che, sin dalla sua apertura, guida i passi di una realtà museale che ha saputo aprire le porte a molteplicità creative“.

La Sindaca di Baronissi Anna Petta prosegue: “Visionnaire25 con la Direzione artistica di Andrea Avagliano, rappresenta un appuntamento fondamentale del programma eventi promosso dal Comune di Baronissi. Un momento in cui la cultura si fa esperienza collettiva, emozione condivisa, risorsa strategica per il presente e per il futuro. Tra musica, teatro, cinema d’autore e laboratori creativi, attraverso questo importante appuntamento, Baronissi si conferma come città viva, capace di produrre cultura, non solo di ospitarla. Dal nostro insediamento, abbiamo intrapreso una programmazione di altissimo livello con una riflessione sui linguaggi dell’arte e della contemporaneità. I luoghi simbolo del nostro territorio, dal Giardino degli Aranci al Parco del Ciliegio, dal Museo FRaC al patrimonio storico, diventano palcoscenici ideali dove arte e paesaggio dialogano in armonia. Visionnaire si inserisce in questa visione innovativa di Baronissi, divenendo occasione per rinsaldare il legame tra cultura e comunità: gli eventi non sono pensati per pochi, ma per tutte le generazioni, in uno spirito di inclusione, confronto e partecipazione. Quest’anno in particolare, con le “lezioni in musica”, il cinema al museo e i laboratori per i giovani, vogliamo accorciare la distanza tra chi crea e chi fruisce, offrendo un linguaggio accessibile, ma mai banale. Investire nella cultura significa credere nella crescita delle persone, nella formazione delle coscienze, nella bellezza come motore di sviluppo. Vivi Baronissi è la nostra scommessa sul futuro e Visionnaire si inserisce in questo filone culturale: un progetto che si nutre del talento diffuso sul territorio e guarda lontano. Baronissi si racconta attraverso l’arte, la memoria, le nuove visioni: e invita tutti a farne parte”.

Dopo il successo del Baronissi Blues Festival, l’associazione Tutti Suonati – dichiara il presidente Fabio Clarizia è felice di proseguire il percorso di promozione e diffusione della cultura tanto musicale quanto cinematografica al Museo FRaC con la rassegna Visionnaire25, giunta quest’anno alla quinta edizione. Nel tempo la manifestazione è cresciuta diventando sempre più un appuntamento di riferimento  nell’offerta culturale del territorio. Tutto questo grazie anche a una amministrazione comunale sempre attenta e sensibile“.

Anche quest’anno la manifestazione ha il patrocinio morale dell’Associazione Roberto Rossellini. “Ho avuto il privilegio di far parte di questo festival dal suo inizio nel 2021 – dichiara Alessandro Rossellini –  ero in tour per presentare The Rossellinis in giro per il mondo. Sarà l’amore per questo territorio, sarà perché ho incontrato persone speciali, tanto preparate quanto affettuose, sicuramente perché credo che il cinema e la cultura tout court vada promossa dove è più difficile farla arrivare ma ho fin da subito voluto rimanere ancorato a Baronissi e così ho convinto la mia family a dare quantomeno un supporto morale, con la speranza di poter negli anni crescere insieme a Visionnairefestival”.

Visionnaire25 ringrazia gli artisti Giuseppe Di Muro e Lucio Afeltra per aver donato le opere per i premi Visionnaire25. 

L’artista autrice dell’opera riprodotta sul  manifesto e sulla grafica è Rosaria Matarese. L’opera dal titolo Un progetto contro l’inferno, è del 1965 (collage su tavola).


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Ufficio Stampa
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Concerti itineranti in otto comuni della provincia materana

L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA HA PRESENTATO
LA STAGIONE ESTIVA 2025:
“PIAZZOLLA SINFONICO – PASSIONE E RIVOLUZIONE”

Un omaggio sinfonico al grande compositore argentino Astor Piazzolla. Il cartellone estivo si svilupperà dal 6 al 13 agosto, con concerti itineranti in otto comuni della provincia materana: Montalbano Jonico, Montescaglioso, Rotondella, Nova Siri, Miglionico, Pomarico, Pisticci e Bernalda.

Si è svolta questa mattina, lunedì 4 agosto, nella Sala Presidenziale della Provincia di Matera, la conferenza stampa di presentazione della Stagione Estiva 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, che quest’anno porterà in scena l’emozionante progetto “Piazzolla Sinfonico – Passione e Rivoluzione“, un omaggio sinfonico al grande compositore argentino Astor Piazzolla.

Il cartellone estivo si svilupperà dal 6 al 13 agosto, con concerti itineranti in otto comuni della provincia materana: Montalbano Jonico, Montescaglioso, Rotondella, Nova Siri, Miglionico, Pomarico, Pisticci e Bernalda.

Il programma della tournée sarà incentrato sulle celebri “Cuatro Estaciones Porteñas”, eseguite nella versione sinfonica, arricchite da brani iconici come OblivionAdiós Nonino e La Muerte del Ángel. Protagonisti dei concerti saranno il violinista e direttore Francesco D’Orazio e il bandoneonista Antonio Ippolito, interpreti di caratura internazionale.

Ogni esibizione sarà accompagnata da introduzioni narrative a cura del M° D’Orazio, che guiderà il pubblico attraverso la poetica e la rivoluzione musicale di Piazzolla.

Durante l’incontro, Gianna Racamato, presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, ha così dichiarato: “Gestire un’orchestra sinfonica oggi significa prendersi cura non solo di un progetto artistico, ma di un patrimonio collettivo. L’Orchestra Sinfonica di Matera è espressione viva della nostra identità culturale, un ponte tra passato e futuro, tra eccellenza musicale e coesione sociale. Ogni concerto che portiamo nei territori è un gesto di ascolto, un incontro, un’opportunità. Il nostro impegno è rivolto soprattutto ai giovani: attraverso le audizioni, le collaborazioni con il Conservatorio e le sinergie istituzionali, stiamo costruendo un ambiente fertile per far crescere nuovi talenti e offrire loro concrete occasioni professionali”.

La presidente Racamato ha aggiunto: “Il nostro lavoro non si limita all’organizzazione di concerti, ma agisce come motore culturale e sociale, valorizzando i luoghi, coinvolgendo le comunità, dando forma a una visione della cultura come diritto, come bene comune”.

Il Direttore Artistico, M° Saverio Vizziello, ha sottolineato il valore simbolico e strategico della nuova stagione: “Questa stagione estiva inaugura il secondo triennio della nostra attività come Fondazione, un passaggio cruciale in vista del riconoscimento nazionale come ICO – Istituzione Concertistico Orchestrale. Il primo triennio, culminato con la stagione 2024, ha posto basi solide: oggi proseguiamo questo percorso con ancora più consapevolezza e determinazione. Piazzolla rappresenta, con la sua musica, lo spirito che vogliamo trasmettere: passione, rivoluzione, identità. Portare il suo repertorio nelle piazze e nei luoghi simbolici della Basilicata è per noi un atto culturale, nel senso più alto del termine: significa restituire bellezza, emozione e partecipazione ai territori”.

All’incontro erano presenti anche il Presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini, il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, l’Assessora alla Cultura Simona Orsi, il Presidente del Conservatorio Egidio Romualdo Duni Michele Niglio e l’Assessora Regionale Laura Mongiello, che hanno ribadito il pieno sostegno all’Orchestra come strumento di sviluppo culturale e coesione sociale per l’intero territorio lucano.


Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera

La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica estiva 2025, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è realizzata in collaborazione con i Comuni di: Bernalda, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Pomarico, Rotondella.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com>

Wardruna famoso in tutto il mondo per la musica ancestrale e spirituale dal timbro neofolk

BOP – BEATS OF POMPEII 2025
LA MUSICA È CULTURA NEL SUGGESTIVO PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

O5 Agosto
la band norvegese WARDRUNA, con le loro suggestioni nordiche e pagane, chiude la seconda edizione di BOP

Martedi 5 agosto si conclude, con un enorme successo di pubblico, e straordinarie performances live come Jean-Michel Jarre, Nick Cave, Bryan Adams e Riccardo Muti; la seconda edizione della rassegna Beats Of Pompeii 2025 diretta da Peppe Gomez e promossa da Ministero della Cultura, Parco Archeologico di Pompei, Comune di Pompei e Scabec – Regione Campania.

L’anfiteatro di Pompei per la rassegna B.O.P. 2025 per il suo ultimo appuntamento ospiterà il gruppo norvegese Wardruna famoso in tutto il mondo per la loro musica ancestrale e spirituale dal timbro neofolk. Le atmosfere oscure e suggestive richiamano a sonorità medievali e tradizioni nordiche. Il loro concerto è un viaggio emozionante tra ritualità e natura, dove ogni nota risuona come un richiamo alle radici più profonde dell’umanità.
L’anfiteatro, con la sua aura storica, sarà la cornice perfetta per un’esperienza unica, in cui musica e spiritualità si fondono in un’armonia senza tempo.

Wardruna, tra mito e natura: il nuovo album “Birna” live all’Anfiteatro di Pompei

I Wardruna, pionieri del folk norvegese di matrice rituale ed evocativa, faranno tappa all’Anfiteatro Pompeiano per un concerto unico per il Sud Italia che fonde spiritualità, musica e memoria ancestrale. La scelta del sito archeologico non è casuale: la band ha fortemente voluto esibirsi in questo luogo carico di storia, miti antichi e suggestioni arcaiche che dialogano perfettamente con l’essenza del loro progetto sonoro.

Nati nel 2003 – da un’idea di Einar “Kvitrafn” Selvik – i Wardruna si sono imposti come autentici esploratori delle radici culturali norrene, attraverso un approccio musicale che intreccia strumenti tradizionali nordici, testi in antico norvegese e atmosfere cariche di simbolismo. Il loro è un linguaggio artistico che trascende i generi, recuperando saperi esoterici e spirituali del Nord Europa per trasformarli in un’esperienza sonora contemporanea.

In occasione del live, la band presenterà Birna, il nuovo album che nasce da una profonda riflessione di Selvik sull’interconnessione tra uomo, natura e animale. Un’opera concettuale che indaga la relazione millenaria tra l’essere umano e l’orso, creatura totemica simbolo di forza e mistero. “Birna” si configura come un viaggio spirituale nel tempo e nello spazio, un richiamo al selvatico che sopravvive dentro e fuori di noi, e che i Wardruna restituiscono con la potenza visiva e sonora che li ha resi unici sulla scena internazionale.


Info, Official web & Social net:
https://blackstarconcerti.com/
https://www.instagram.com/blackstar_concerti/
https://pompeiisites.org/events-calendar/
https://www.instagram.com/beats_of_pompeii/


Ufficio Stampa BOP 2025 per Blackstar Entertainment:
Giulio Di Donna
Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it>

Da un carcere abbandonato a New York: la rinascita diventa cinema

VULNERARE
Cortometraggio

di Sergio Mario Illuminato

1-10 agosto 2025
CINEMA REGAL United Artist Midway Stadium 9
108-22 Queens Blvd, Forest Hills, NY 11375

VULNERARE approda al Festival of Cinema NYC – Il cortometraggio di Sergio Mario Illuminato trasforma due secoli di dolore in arte

Sei mesi dentro un carcere abbandonato. Celle vuote da trent’anni, muri scrostati, silenzio pesante. Un gruppo di artisti italiani e di tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma entra dove nessuno vuole stare e trova qualcosa di inaspettato: la bellezza nascosta nel dolore.

Ora, questa scoperta giunge fino in America: il cortometraggio ‘VULNERARE’, nato dall’ex-Carcere Pontificio di Velletri, è stato selezionato dal Festival of Cinema NYC per rappresentare l’Italia. Questo festival cinematografico è il solo della città supportato dal National Endowment for the Arts, dal New York State Council on the Arts e dal New York City Department of Cultural Affairs. Globalmente, solo cinque cortometraggi provenienti da paesi come USA, Germania, Spagna e Svizzera sono stati selezionati insieme a ‘VULNERARE’.

Quando l’arte abita le ferite

L’ex-Carcere Pontificio di Velletri racconta una storia che attraversa i secoli. Costruito nell’Ottocento sotto l’autorità papale, quando la Chiesa Cattolica governava gran parte dell’Italia centrale, questa imponente struttura fungeva sia da tribunale che da centro di detenzione per quello che allora erano gli Stati Pontifici. Per oltre un secolo ha ospitato prigionieri, ha assistito a processi, incarnando il sistema giudiziario di un’epoca ormai passata.

Chiuso negli anni ’90 con la modernizzazione del sistema penitenziario italiano, l’edificio è rimasto vuoto per tre decenni: un monumento dimenticato al potere istituzionale trasformato in reliquia. Nel 2023, di fronte alla demolizione programmata, sembrava destinato alla cancellazione dalla storia.

Ma prima che accadesse, pittori, fotografi, danzatori e musicisti, insieme a tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma ne hanno fatto casa. Per sei mesi hanno abitato celle decadenti e corridoi bui, trasformando ogni angolo in un laboratorio creativo – trasformando gli spazi abbandonati d’Italia in luoghi di resurrezione artistica.

Il risultato è “VULNERARE”: 13 minuti e 30 secondi che sfuggono a ogni definizione. Non è solo cinema sperimentale, non è solo videoarte. È un viaggio nell’anima umana attraverso quello che il regista Sergio Mario Illuminato chiama “Organismi Artistici Comunicanti”- opere vive che cambiano, fermentano, si trasformano davanti agli occhi dello spettatore.

Questi elementi, come spiega lo psicologo di cinema Giulio Casini, “agiscono come lampi di colore puro, permettendo ai mondi della pittura e della realtà di comunicare profonde pulsioni interiori“.

Pareti, pavimenti, soffitti diventano tagli, ferite, faglie“, aggiunge lo storico dei media Bruno di Marino. “I gesti coreografici e la materia pittorica si fondono in un’unica partitura visiva grazie al montaggio chirurgico e ai giochi di luce.”

Vulnerabile dunque vivo

Questo luogo non è solo un carcere abbandonato, ma una cattedrale contemporanea della vulnerabilità“, dice Illuminato. “È un luogo di rinascita ed è l’arte che deve esprimere questa trasformazione.”

Il film si chiude con una scritta incisa su una parete del carcere: “Vulnerabile dunque vivo, arte è amare la realtà” e un messaggio: IOSONOVULNERABILE, che in codice morse viene nascosto nella traccia audio del cortometraggio.

La metodologia di Illuminato, che lui chiama “CINEMA DELLA SOGLIA” della presenza e della relazione, cattura l’autenticità delle emozioni attraverso improvvisazione e spontaneità. Niente copioni, solo vita che accade.

Un cast che danza tra le macerie

Le coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol della Compagnia Atacama, con Camilla Perugini e Nicholas Baffoni, trasformano spazi claustrofobici in palcoscenici di libertà. La fotografia di Federico Marchi e Roberto Biagiotti gioca con il passaggio dal bianco e nero del passato all’esplosione di colori della rinascita. La colonna sonora di Andrea Moscianese e il sound design di Davide Palmiotto accompagnano lo spettatore dalla drammaticità carceraria verso un orizzonte di possibilità creative.

Dalla performance al riconoscimento mondiale

Prima di diventare cinema, “VULNERARE” è stato esperienza dal vivo. Migliaia di visitatori hanno attraversato l’ex-carcere, poi in anteprima EUROPEA all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, poi al Museo di Villa Altieri a Roma. Ogni volta la stessa scoperta: la vulnerabilità come forza, non come debolezza.

Aprire quei faldoni impolverati significa far scorrere agli spettatori una storia personale forse perduta per sempre“, scrive il critico cinematografico Sergio Battista. “Un corto che cerca di aprire un canale comunicativo con i contemporanei parlando di memoria e di luoghi dove questa memoria si è condensata.”

Su un muro del carcere c’è scritto: “I tagli sulla pelle non sono un’illusione non guariscono più”. Parole che suggellano come la realtà impatti nella vita senza chiedere permesso, lasciando segni indelebili. Ma anche come questi segni possano diventare arte.

Dall’Italia al mondo

Il Festival of Cinema NYC rappresenta l’approdo internazionale di un progetto: IOSONOVULNERABILE, che ha già cambiato il modo di guardare agli spazi abbandonati. In un’epoca di muri che dividono e luoghi dimenticati, “VULNERARE” offre una risposta concreta: l’arte come strumento di trasformazione, la vulnerabilità come generatrice di bellezza.

Il cortometraggio partecipa alla sezione competitiva dal 1 al 10 agosto 2025, portando in America una voce italiana che parla al mondo intero. Perché “VULNERARE” non racconta solo la storia di un carcere diventato cattedrale dell’arte: racconta la storia di tutti noi, esseri vulnerabili che attraverso la creatività trasformano le ferite in bellezza.

Sergio Mario Illuminato sta già preparando il suo film d’esordio “La soglia di Basalto”, che verrà girato nel 2026 nell’isola di Pantelleria.


Contatti per la stampa: Roberta Melasecca
Responsabile Comunicazione Movimento VulnerarTe APS
Email: movimentovulnerarteaps@gmail.com
Da VulnerarTe Magazine <info@vulnerartemagazine.com>

Da Pietralunga a Montone, Alberto Alunni prosegue il suo viaggio

Da Pietralunga a Montone: Alberto Alunni prosegue il suo viaggio con “Metamorfosi – Il Cantico delle Creature”
 
Il vernissage sabato 9 agosto al Chiostro di San Francesco

Montone, 4 agosto 2025 | Realizzata in occasione degli 800 anni della creazione del Cantico, dopo il successo riscontrato a Pietralunga, la mostra itinerante dello scultore Alberto ALUNNI, curata da Chiara Lorenzetti e Lucia Montagnini, “Metamorfosi – Il Cantico delle Creature”, si prepara a una nuova tappa. A partire da sabato 9 agosto, l’esposizione si trasferisce a Montone (Pg), dove sarà ospitata nello storico chiostro di San Francesco fino al 26 ottobre 2025.

Opere in cammino

L’installazione, già molto apprezzata al suo primo apparire, si configura come un vero e proprio pellegrinaggio artistico, capace di fondere arte, natura e spiritualità. Il percorso iniziava infatti dalla Pieve de’ Saddi, luogo carico di storia e spiritualità, dove erano collocate le opere Fratello Sole e Sorella Luna. Da lì, attraverso un cammino immerso nel paesaggio umbro, i visitatori raggiungevano Pietralunga, dove le altre opere del Cantico erano esposte lungo i muri delle abitazioni del centro storico, in un dialogo poetico tra arte e architettura, tra sacro e quotidiano. Ora il trasferimento a Montone, tra uno dei “Borghi più belli d’Italia”, nell’Alta Valle del Tevere.

Una metamorfosi interiore

La tappa di Montone non rappresenta non solo un nuovo capitolo espositivo, ma anche un’evoluzione del progetto: il chiostro di San Francesco, con la sua atmosfera raccolta e mistica, si presta perfettamente ad accogliere le opere di Alunni, che interpretano il Cantico delle Creature di San Francesco non solo come lode alla natura, ma come richiamo alla metamorfosi interiore dell’uomo, alla sua capacità di immedesimarsi con l’universo naturale e spirituale. “Metamorfosi” continua, dunque, a essere un invito alla contemplazione e alla connessione profonda con l’ambiente, un percorso che attraversa luoghi, ma anche coscienze.

Il Vernissage nello storico chiostro

L’inaugurazione a Montone è prevista per sabato 9 agosto dalle ore 18.30 nel Chiostro di San Francesco. L’esposizione, sarà accessibile al pubblico con ingresso libero fino al 26 ottobre, e si annuncia come una delle proposte culturali più originali e significative del territorio umbro per l’estate e l’autunno 2025.

La ricerca di “connessioni” di Alberto ALUNNI

Alberto Alunni è uno scultore che ha dedicato la sua vita ad esplorare e rappresentare la natura, la materia e le trasformazioni interiori che definiscono l’essere umano. Le sue opere sono realizzate con materiali naturali, il ferro è l’elemento predominante, che col tempo è stato combinato anche con pietra e legno. Ogni scultura è un invito a fermarsi, ad osservare il mondo che ci circonda, a respirare, a riscoprire la bellezza delle cose più semplici e naturali. La sua arte si fa veicolo di riflessioni profonde sulla vita, sull’esistenza e sulla connessione tra l’Uomo e l’Ambiente. Nasce in Francia, a Nizza, l’8 gennaio 1967. Dopo il diploma si trasferisce in Italia, frequenta la facoltà di Veterinaria…ma quella non era la sua strada. Insegue la sua creatività cominciando proprio a Montone nella bottega artigiana del fabbro, dove dopo il lavoro rimane a giocare col ferro, compagno e veicolo di tutto quello che da sempre ha bisogno di esprimere. Dal 1997 partecipa a numerosissime manifestazioni del ferro battuto in tutta Italia, tra cui il campionato del Mondo di Forgiatura a Stia, Orzinuovi, Mascalucia, Veroli, Limena, Arco di Trento, Montone, Foligno, Città di Castello, Orbetello, Candelara, Guardiagrele, Pietralunga, Schio, Vittorio Veneto. Due anni dopo apre il laboratorio a Pietralunga e nel 2015 presenta la prima personale “Ad occhi aperti”, sempre a Montone, dove viene fuori la sua visione artistica, con le sculture inglobate da pannelli bianchi sui quali i visitatori interagivano scrivendo poesie e pensieri, in un dialogo diretto con le opere stesse. Un invito a rallentare, guardarsi intorno e connettersi con il mondo circostante. Nel 2016 la sua ricerca artistica si arricchisce con la mostra “Resilienza” realizzata nell’ antico carcere di Montone, dove le sculture raccontano la forza di rialzarsi dopo le difficoltà, simbolo di una resilienza che trova il proprio radicamento nelle cicatrici della vita. Il videomapping di Luca Cataldo contribuiva a trasformare lo spazio, arricchendo le opere con una narrazione visiva sul tema della resilienza. Nel 2017 con “Connessioni tra Forma, Parole e Luci” a Umbertide continua il suo viaggio sul concetto di interconnessione: realizzata in collaborazione con Mariano Tirimagni e Luca Cataldo, mescolava sculture, haiku e video mapping per un percorso immersivo che univa parole, immagini e sensazioni invitando alla riflessione sulla connessione tra arte, natura e umanità. La mostra “Genius Loci” a Citerna continua questa esplorazione, ma con una riflessione più spirituale, una visione in cui ogni elemento naturale è permeato da uno spirito divino, spingendo a riscoprire la sacralità che permea il mondo. Durante la pandemia partecipa alla mostra virtuale “Autoritratti storie di oggetti”, dove vince il primo premio, un documentario sulla sua vita e la sua arte. Nonostante le difficoltà globali Alberto continua a dialogare col pubblico, adattandosi alla nuova realtà digitale, mostrando la sua capacità di reinventarsi in tempi difficili. Nel 2022 sceglie Gubbio con il Chiostro di San Francesco per la mostra “Alchimie le forme della natura” dove esplorava il ritorno agli elementi primordiali Terra, Acqua, Aria e Fuoco, invitando a riscoprire la propria natura al di là della forma fisica, a ritornare alle origini per un’esperienza di trasformazione e purificazione: una rivoluzione interiore, che scaturisce dal ritorno a ciò che è più puro e ancestrale in noi. Nel 2024 celebra a Pietralunga 25 anni della sua carriera con la mostra “In Cammino “, dove espone le sue opere storiche dal 1998, mostrando l’evoluzione della sua ricerca, sia a livello interiore che creativo, rivelando come la sua arte abbia attraversato e accompagnato un viaggio di continua trasformazione. Nel 2025, ispirato agli 800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco, realizzato in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Pietralunga, il percorso artistico e spirituale, “Metamorfosi il Cantico delle Creature”, con 9 sculture ispirate al Cantico a creare percorso a partire dalla suggestiva Pieve de Saddi luogo francescano per eccellenza, snodandosi per le vie del paese fino ad arrivare alla sua ultima scultura posizionata sull’antico portale romanico. Montone è l’ultimo approdo. Per ora.


Diana Daneluz
Uffici stampa
E-mail: dianadaneluz410@gmail.com
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Nella ignobile strage fascista di Bologna morì anche Onofrio Zappalà, di S. Alessio Siculo

Il ricordo di Onofrio Zappalà non si spegne, a 45 anni dalla strage fascista della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone. L’Anpi di Messina partecipa a tutte le iniziative previste il 2 agosto 2025 dall’Associazione “Amici di Onofrio Zappalà”, insieme a don Luigi Ciotti, al giornalista Paolo Borrometi e al col. Lucio Arcidiacono, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri.

Oggi, dopo anni di indagini, processi difficilissimi intralciati anche da continui depistaggi, si conoscono nomi e cognomi degli assassini. La Cassazione chiude la partita degli esecutori, confermando la matrice fascista.

Memoria storica e memoria sociale: sono questi gli assi che consentono di difendere la democrazia nel nostro Paese, e l’Anpi vi dedica sforzi ed energie. Ed anche una lacrima per la giovane vita del nostro conterraneo Onofrio Zappalà, che a 29 anni, da due mesi, aveva vinto il concorso in Ferrovia e quel giorno maledetto si trovava al binario 1 della stazione di Bologna. Il giorno dopo avrebbe dovuto incontrare la sua fidanzata danese Ingeborg, conosciuta e amata sulla spiaggia di S. Alessio Siculo. I terroristi neri spezzarono, da criminali inumani, vita e speranze di futuro di Onofrio e di altre 84 persone, ispirati ai progetti eversivi della loggia segreta P2 di Gelli e di quanti pensavano di spezzare la democrazia italiana. La massima vigilanza democratica è sempre necessaria e a questo richiama l’Anpi.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 1° agosto 2025
Da Salvatore Drago <redazione.soldo@gmail.com>

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Ecco i vincitori del World Report Award|Documenting Humanity 2025

FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ETICA DI LODI 2025
XVI EDIZIONE
Lodi, sedi varie
27 settembre – 26 ottobre 2025

Il Festival della Fotografia Etica di Lodi è felice di annunciare i vincitori del World Report Award|Documenting Humanity 2025 e della Open Call per il no-profit.

Tra i 1002 fotografi da 80 paesi diversi e 5 continenti, che hanno inviato oltre un migliaio di progetti, sono 7 i fotografi che si sono aggiudicati la vittoria, o la menzione speciale, nelle 5 categorie che costituiscono il Premio e che saranno esposti nel corso della sedicesima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, dal 27 settembre al 26 ottobre.

I vincitori del World Report Award e della Open Call per le ONG sono stati selezionati dalla giuria internazionale composta Alexa Keefe, photo editor a capo del dipartimento che si occupa di fauna selvatica presso il National Geographic Magazine, Elizabeth Krist, photo editor per la rivista National Geographic per oltre 20 anni ed è attualmente membro del consiglio di Women Photograph e del W. Eugene Smith Fund, MaryAnne Golon, già direttrice della fotografia al Washington Post, Alberto Prina, Aldo Mendichi e Laura Covelli coordinatori del Festival.

Il World Report Award, ricordiamo, si pone l’obiettivo di condividere una nuova forma di impegno sociale attraverso la fotografia e si rivolge a tutti i fotografi italiani e stranieri, professionisti e non. Il soggetto è l’uomo con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane.

©Loay Ayyoub – The Tragedy of Gaza
I parenti dei palestinesi che hanno perso la vita danno l’ultimo saluto davanti all’obitorio del Nasser Medical Hospital dopo che la scuola Ma’an dell’UNRWA è stata presa di mira a est di Khan Yunis, il 5 dicembre 2023.

Federico Rios per il reportage Paths of Desperate Hope, 1° classificato nella sezione Master Award. Il premio sarà di 7.000 euro.

Tra il 2021 e il 2024 oltre un milione di persone hanno attraversato il Darién nell’intento di raggiungere gli Stati Uniti. Nel 2024 la maggior parte dei migranti erano venezuelani, ma a loro si sono aggiunti afghani, cinesi, haitiani ed ecuadoregni così come persone provenienti da altri paesi. Oggigiorno sono oltre cento le nazionalità rappresentate da coloro che attraversano questa fitta giungla al confine tra Panama e Colombia, camminando lungo il pericoloso tratto di circa 25.000 chilometri quadrati, indossando ciabatte, con i loro averi in borse di plastica, e portando i loro bambini in braccio. Non è chiaro quanti di loro riescano ad arrivare a destinazione.

Cinzia Canneri per il reportage Women’s Bodies as Battlefieldsmenzione speciale nella sezione Master Award.

Questo progetto affronta la condizione delle donne eritree e tigrine, scappate attraverso Eritrea, Etiopia e Sudan. Inizialmente focalizzato sulle donne eritree che fuggivano da uno dei peggiori regimi dittatoriali del mondo, il progetto si è poi esteso includendo anche le donne coinvolte nella guerra nella regione del Tigray. Durante il conflitto, le Forze di Difesa Eritrea utilizzavano la violenza sessuale come arma di guerra prendendo di mira le donne eritree per punirle e quelle tigrine per sterminarle. A prescindere dalla nazionalità a cui appartenevano, i loro corpi diventavano campi di battaglia.

Diego Fedele per il reportage The Price of Choice, 1° classificato nella sezione Spotlight Award. Il premio sarà di 3.000 euro.

La guerra nell’Est dell’Ucraina continua ad intensificarsi per il terzo anno consecutivo da quando il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l’invasione nel febbraio 2022 dopo un lungo periodo di tensioni diplomatiche. Le ostilità nelle regioni a Est sono iniziate nel 2014 e da allora molti civili sono stati costretti a spostarsi nei territori a Ovest o in altri paesi europei. Gli incessanti bombardamenti hanno lasciato una scia di distruzione, paralizzando le infrastrutture, l’economia e lo stile di vita dell’Ucraina.

Loay Ayyoub per il reportage The Tragedy of Gaza, 1° classificato nella sezione Short Story Award. Il premio sarà di 2.000 euro.

Per sei mesi, a partire dalle prime ore che sono seguite all’attacco inaspettato su Israele il 7 Ottobre 2023 e fino a marzo 2024 – Loay Ayyoub ha fotografato per il Washington Post la guerra a Gaza, uno dei conflitti più devastanti di questo secolo che ha strappato decine di migliaia di vite, ha portato al più largo esodo nella regione dalla creazione dello stato di Israele nel 1948, e ha ridotto almeno la metà della popolazione in condizioni di carestia.

Md Zobayer Hossain Joati con We Live to Fight, 1° classificato nella sezione Student Award. Il premio sarà di 1.500 euro.

Questo progetto indaga quello che sta alla base delle culture, gli stili di vita, le emozioni, la storia, la politica, le vicende nascoste e gli scenari di tensioni clandestine di alcune comunità di arti marziali in Bangladesh. Le arti marziali fungono sia da forma di autodifesa — soprattutto per bambini e ragazze — sia da intrattenimento. Sebbene siano praticate da diversi gruppi, comprese le comunità indigene, le arti marziali soffrono spesso di scarsi finanziamenti e di una copertura mediatica limitata, nonostante i risultati ottenuti dagli atleti bengalesi a livello internazionale.

Julius Nieweler per il reportage Whispers Say: “War is Coming”menzione speciale nella sezione Student Award.

Questo progetto offre uno spaccato dell’approccio della società alla vigilia delle elezioni in Moldavia, con un particolare focus sull’influenza della Russia.

Afshin Ismaeli con l’immagine The Price of War, 1° classificato nella sezione Single Shot Award. Il premio sarà di 1.500 euro.

Lo scatto singolo racconta le conseguenze della guerra attraverso la storia di un padre, veterano mutilato, che si intreccia con la presenza silenziosa e fragile del figlio: due generazioni unite da una ferita collettiva che va oltre la dimensione individuale del legame familiare.

Tante anche le candidature inviate dalle ONG di tutto il mondo alla Open Call. Sin dalla sua prima edizione, il Festival della Fotografia Etica ha dedicato particolare attenzione all’utilizzo della fotografia da parte di organizzazioni che si occupano di tematiche sensibili dal punto di vista sociale. Quest’anno sono state selezionate 4 organizzazioni che verranno esposte nell’area tematica relativa: Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) Roma Blind Football, Nyodeema Foundation, Minority Rights Group International ed EMERGENCY.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Roma Blind Football nasce nel 2024 come naturale evoluzione della precedente ASDRoma2000 ed ha come oggetto principale l’esercizio in via stabile dell’organizzazione e gestione dell’attività sportiva dilettantistica Calcio a 5 per non vedenti e per ipovedenti, ivi compresa la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza per lo sviluppo dell’attività sportiva paralimpica.

Nyodeema Foundation è un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove la consapevolezza internazionale, la tolleranza in tutti gli ambiti culturali, la comprensione tra i popoli, i diritti umani, la tutela dell’ambiente e la parità di diritti tra donne e uomini, con l’obiettivo di favorire la loro indipendenza economica e finanziaria a lungo termine.

Minority Rights Group è una delle principali organizzazioni per i diritti umani che lavora a fianco di minoranze etniche, religiose e linguistiche, e dei popoli indigeni in tutto il mondo. L’organizzazione sostiene minoranze e popoli indigeni nella difesa dei loro diritti: dalla terra su cui vivono, alle lingue che parlano, dalle credenze che praticano, alle culture di cui fanno parte, dalle pari opportunità nell’istruzione e nel lavoro, alla piena partecipazione alla vita pubblica.

EMERGENCY, ONG ETS, è un’organizzazione internazionale nata in Italia nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà e, allo stesso tempo, per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Tra il 1994 e il 2025 in tutte le strutture sanitarie di EMERGENCY sono state curate gratuitamente più di 13 milioni di persone. Il lavoro di EMERGENCY è possibile grazie al contributo di privati cittadini, aziende, fondazioni, enti internazionali e alcuni dei governi dei Paesi dove lavoriamo, che hanno deciso di sostenere il nostro intervento. Per sostenere il lavoro di EMERGENCY e offrire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno: https://sostieni.emergency.it/

A partire dal prossimo 27 settembre oltre 20 mostre da visitare in un mese speciale dedicato alla fotografia, tra cui quella del World Press Photo, unica tappa lombarda della mostra internazionale itinerante. Il grande concorso internazionale di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso al mondo che si svolge da oltre 50 anni e indetto dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam, torna a Lodi per il quarto anno. Quasi 150 immagini che arrivano dai 5 continenti per raccontare storie incredibili.


Info: www.festivaldellafotografiaetica.it
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel 049.663499
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Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Un dialogo che attraversa memoria, identità, lavoro e territorio

IL CARSO E LE DONNE
tra memoria, lavoro e confine
con Marta Verginella e Barbara Kapelj
7 agosto – ore 18.00 – Portopiccolo Art Gallery, Sistiana

Nell’ambito della mostra/installazione “La Spaccapietre” a cura di Barbara Kapelj, Gabriele Fuso e Larisa Vrhunc, è in programma giovedì 7 agosto, alle ore 18.00, alla Portopiccolo Art Gallery di Sistiana (Duino Aurisina-TS) un incontro a due voci con la prof.ssa Marta Verginella e l’artista Barbara Kapelj. Ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili (Info: info@museokamen.eu)

Un dialogo che attraversa memoria, identità, lavoro e territorio, intrecciando i linguaggi della storia e dell’arte. A partire dalla mostra / installazione La Spaccapietre, si rifletterà sul ruolo delle donne nei paesaggi di confine, su come le loro storie si scolpiscano nella pietra e nel tempo, contribuendo a plasmare uno spazio condiviso e più consapevole.
L’evento (bilingue con traduzione simultanea) è organizzato nell’ambito del Progetto CAVE – 2a edizione / La vita sociale delle pietre, promosso dal Comune di Duino Aurisina / Občina Devin Nabrežina con la collaborazione dell’Associazione Casa C.A.V.E., finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Servizio geologico per la promozione del patrimonio geologico e della geodiversità (L.R. 15/2016), in sinergia con il progetto Voci della Pietra/ Glasovi kamna, L.R. 16/2024 / Circolo culturale sloveno Igo Gruden.

Marta Verginella è professoressa ordinaria di Storia dell’Ottocento e Teoria della storia presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Lubiana. Tra il 2018 e il 2023 ha diretto il progetto europeo EIRENE dedicato alla storia delle donne nei dopoguerra. Ha pubblicato numerose monografie e articoli sui temi degli studi di confine e storia di genere. È autrice o coautrice di 22 libri, tra cui La guerra di Bruno: l’identità di confine di un antieroe triestino e sloveno (Roma, 2015); Terre e lasciti: pratiche testamentarie nel contado triestino fra Otto e Novecento (Trieste, 2016); Slovenka: prvi ženski časopis (1897-1902) (Lubiana, 2017); Slovenka. Il primo giornale femminile sloveno (1879-1902) (Trieste, 2019); Donne e confini (Roma, 2021); Ženske in meje (Lubiana, 2022); Women, Nationalism and Social Networks in the Habsburg Monarchy, 1848-1918 (West Lafayette, 2023); Women and Work in the North-Eastern Adriatic (Vienna, 2025). Attualmente dirige all’università di Lubiana due progetti che indagano la storia del lavoro delle donne.
 

Barbara Kapelj ha plasmato attivamente lo spazio culturale e artistico sloveno per più di tre decenni. È nota come regista teatrale, scenografa, costumista, autrice di opere teatrali, performer, artista visiva e scrittrice. Sembra muoversi con estrema disinvoltura tra i campi dell’arte teatrale, dell’arte visiva e della letteratura. In tutte le sue opere artistiche si può riconoscere la sua impronta. Barbara è un’artista, una donna, una femminista che pensa l’arte e il mondo attraverso le prospettive dell’uguaglianza e dell’inclusività. Lo fa fin dai primi anni di vita, senza mai cedere a schemi e tendenze. Il suo atteggiamento verso il mondo, i suoi simili, la società e l’arte è sempre e comunque in sintonia con le sue aspirazioni etiche ed estetiche. Per Barbara, l’arte, sia a livello di forma che di contenuto, è sempre una sfida, un’esplorazione, un’avventura verso l’ignoto. Barbara è un’artista che non smette mai di cercare, che non accetta regole rigide, che si spinge oltre i confini con il suo lavoro di artista e di donna.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it> 

Prix Viviane Esders 2025 – Finalisti

FINALISTS 2025 EDITION

Il Premio Viviane Esders è lieto di presentare i tre finalisti dell’edizione 2025. La giuria, convocata da Viviane Esders, ha selezionato tre approcci distinti alla fotografia, che riflettono uno spirito di scoperta o riscoperta di carriere che incarnano le pratiche fotografiche degli ultimi quarant’anni.
Quest’anno, il premio ha ricevuto 222 candidature da 25 paesi europei, di cui il 32% da fotografe donne e il 68% da fotografi uomini: un incoraggiante aumento delle candidature femminili (28% nel 2024) e una più ampia rappresentanza di paesi (17 nel 2024). 42 delle candidature presentate sono state proposte dai proponenti, un nuovo gruppo di esperti europei di fotografia coinvolti nella ricerca di artisti.

The Viviane Esders Prize is delighted to present the three finalists for the 2025 edition. The jury convened by Viviane Esders selected three distinct approaches to photography, reflecting a spirit of discovery or rediscovery of careers that embody photographic practices of the past forty years.

This year, the prize received 222 applications from 25 European countries, including 32% women photographers and 68% men photographers — an encouraging increase in female applications (28% in 2024) and a broader representation of countries (17 in 2024). 42 of the submitted applications were proposed by the nominators, a new group of European photography experts involved in the search for artists. 


DÖRTE EISSFELDT
German, born in 1950


OLEKSANDR SUPRUN
Ukrainien, né en 1945


BOHDAN HOLOMÍČEK
Tchèque, né en 1943


press contact: Nathalie DRAN06 99 41 52 49
nathaliepresse.dran@gmail.com

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prixvivianeesders.com
info@prixvivianeesders.com
Da Nathalie Dran RP <nathalierp@nathalierp.com>

Omaggio ad Antonio D’Agostino e all’energia rivoluzionaria di Fluxus

Antonio D’Agostino. Immagini Fluxus – Fotografie degli anni ’70
Palazzo del Fulgor – Rimini
PROROGATA FINO AL 14 OTTOBRE
Geoffrey Hendricks, Antonio D’Agostino, Saitō Takako, 1973

Il Palazzo del Fulgor di Rimini presenta, la mostra “Antonio D’Agostino. Immagini Fluxus – Fotografie degli anni ’70“, un omaggio all’artista sperimentale Antonio D’Agostino (1938–2025), che ha documentato con il suo obiettivo fotografico l’energia rivoluzionaria del movimento Fluxus. Questo movimento è stato fondato da George Maciunas negli anni ’50 in America e poi si è diffuso capillarmente in Europa e Giappone grazie ad una rete di grandi artisti, che durante gli happening e le performance si sono lasciati fotografare dall’italiano Antonio D’Agostino ad Art Basel nel 1974.

L’esposizione in Italia nella città di Rimini presenta: video importanti degli anni ’60 e alcuni più attuali, circa 40 fotografie in bianco e nero, di varie dimensioni, che catturano momenti iconici con protagonisti come Nam June Paik, Charlotte Moorman, Giuseppe Chiari, Takako Saito, Joe Jones, Geoffrey Hendricks e altri esponenti di spicco dell’arte d’avanguardia. Le immagini, cariche di forza visiva e tensione performativa, restituiscono l’atmosfera dirompente e partecipativa che ha caratterizzato il movimento Fluxus.

La mostra è curata da Carmelita Brunetti, con la collaborazione di Marco Leonetti, impreziosita da un testo critico di Enrico Gusella, pubblicato nel catalogo della mostra. L’evento si inserisce nel programma di rilancio culturale del Palazzo del Fulgor, luogo simbolico legato alla memoria di Federico Fellini e parte integrante del Fellini Museum.

Ad arricchire l’evento, la pubblicazione del catalogo “Antonio D’Agostino”. Immagini Fluxus”, edito da ArtonWorld.com nella prestigiosa collana Green Luxury Edition.

Il volume, così come la mostra, sono uno splendido omaggio all’artista scomparso a gennaio 2025 dopo una lunga malattia. Il catalogo include anche un testo dell’amico e artista Emiliano Zucchini, che racconta con affetto e profondità l’uomo e il fotografo.

L’allestimento, curato dal Responsabile del Museo ed esperto di cinema Marco Leonetti, è pensato per valorizzare l’intimità e la forza espressiva delle opere, oltre a creare un ambiente accogliente e immersivo in sintonia con lo spirito sperimentale di D’Agostino. La mostra segna l’apertura verso la programmazione di mostre di alto livello a Palazzo del Fulgor, che si apre già da qualche anno a progetti dedicati all’arte contemporanea e al cinema.


ABSTRACT MOSTRA

La mostra “Antonio D’Agostino. Immagini Fluxus – Fotografie degli anni ’70”, allestita dal 30 agosto al 30 settembre 2025 presso il Palazzo del Fulgor di Rimini, rappresenta un omaggio sentito a uno dei più raffinati testimoni visivi della scena Fluxus europea: Antonio D’Agostino (1938–2025). Attraverso una selezione di circa 40 fotografie in bianco e nero, l’esposizione documenta momenti unici e irripetibili degli happening e delle performance realizzate da alcuni dei principali protagonisti dell’avanguardia internazionale.

Scorrono davanti allo spettatore volti e azioni di artisti come Nam June Paik, Charlotte Moorman, Giuseppe Chiari, Takako Saito, Joe Jones, Geoffrey Hendricks, Mormon e molti altri, in una narrazione visiva capace di restituire l’atmosfera dirompente, partecipativa e profondamente sperimentale che ha definito il movimento Fluxus. Le immagini di D’Agostino non sono semplici documentazioni, ma vere e proprie “poetiche fotografiche dell’istante”, cariche di forza visiva e tensione performativa.

L’iniziativa è rivolta in particolare ai giovani studenti e studiosi, affinché possano scoprire un periodo storico-artistico ancora poco indagato nei tradizionali percorsi formativi, eppure essenziale per comprendere le trasformazioni del linguaggio artistico contemporaneo. L’esposizione e il catalogo – curati da Carmelita Brunetti con il supporto di un testo critico di Enrico Gusella – mirano ad attivare lo sguardo sulle radici di un’arte che ha saputo coniugare ironia, politica e libertà espressiva.


INFORMAZIONI UTILI
Sede: Palazzo del Fulgor – Piazzetta San Martino, Rimini
Date: 30 agosto – 30 settembre 2025
Orari: da martedì a domenica, 11:00 – 17:00; chiuso il lunedì non festivo
Ingresso: incluso nel biglietto del Fellini Museum
Contatti: museofellini@comune.rimini.it | Tel. +39 0541 793781
Sito web: fellinimuseum.it
 
INFO PRESS (materiali stampa, foto, interviste):
Tel: 346.7620201
Email: info@artonworld.com
 
L’inaugurazione si terrà sabato 30 agosto 2025 alle ore 18:00, con la partecipazione dei curatori, degli autori dei testi critici e di ospiti del mondo dell’arte e della cultura.
 
Hashtag ufficiali
#AntonioDAgostino #ImmaginiFluxus #PalazzoDelFulgor #FelliniMuseum #MostraFotografica #ArteContemporanea #Rimini202

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