Itinerario concertistico alla riscoperta di un prestigioso patrimonio organario nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO, con tantissimi eventi
ORGANI STORICI IN CADORE, AL VIA LA 37ma EDIZIONE
Torna Organi storici in Cadore, storica manifestazione inserita nel programma 2025 del Cadore Dolomiti Music Festival, giunto alla sua 37ma edizione, che prenderà il via il 18 luglio per concludersi il 7 settembre ed organizzato dall’Associazione Organi Storici in Cadore – Dolomiti e dalla Magnifica Comunità di Cadore.
Il magnifico contesto che accoglie questo festival dedicato ad un prestigioso patrimonio organario – ovvero il complesso naturale che sono le Dolomiti bellunesi, patrimonio UNESCO – è una perfetta cornice che aggiunge valore per tutto quel pubblico accorso in alta quota per trascorrere serene e felici vacanze estive.
È particolarmente folto l’itinerario concertistico di Organi storici in Cadore dedicato a questo antico strumento musicale e coinvolgerà l’intero Cadore, dalla Valle del Boite al Comelico, Cortina d’Ampezzo e alcune località che hanno fatto parte del Cadore, come ad esempio Caprile, con un ricco calendario di proposte non solo concertistiche ma che prevedono anche visite guidate e seminari.
Saranno tanti gli storici organi coinvolti in questo ricco programma che si terrà nelle basiliche, chiese parrocchiali e pievi del Cadore e che vedrà coinvolti un folto numero di musicisti.
Organi Storici in Cadore è organizzato con la collaborazione di Comuni, Parrocchie e Associazioni locali, Asolo Musica Veneto e con il patrocinio dell’Arcidiaconato del Cadore e grazie al contributo della Regione Veneto, dell’Amministrazione provinciale di Belluno e del Consorzio dei Comuni B.I.M. Piave di Belluno, con il supporto dell’ufficio stampa A-Z Press.
LA MAGNIFICA COMUNITÀ DI CADORE
Soggetto proponente e capofila, la Magnifica Comunità di Cadore è un’ente storico che costituisce il punto di riferimento culturale del territorio cadorino.
Dalla lunghissima storia (i suoi statuti risalgono al 1338) è erede della storia unitaria della regione e conserva l’identità culturale, le risorse ambientali e promuove la formazione e lo sviluppo morale ed economico delle comunità locali, individuando e valorizzando gli elementi di carattere unitario che, nel rispetto delle realtà istituzionali e sociali, possono contribuire al progresso complessivo del territorio anche mediante iniziative volte a favorire il raccordo e la concertazione.
LE DOLOMITI BELLUNESI, PATRIMONIO UNESCO
Quella delle Dolomiti Bellunesi è una delle aree naturalistiche più belle e celebri al mondo, dal 2009 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale. Grazie alla bellezza delle cime, all’unicità paesaggistica e all’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico.
Un’area di 142 mila ettari di territorio, separati tra loro da vallate, fiumi ed altri gruppi di montagne che per il 70% si trovano nel territorio della provincia di Belluno, in Veneto.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Fino al 18 agosto GRANCARO welcome on board 2025: Sculture e installazioni in riva al lago di Bolsena (VT)
Fino al 18 agosto 2025, sculture e installazioni della nuova edizione di Grancaro welcome on board animeranno le rive del Lago di Bolsena: un progetto di Lorenzo e Francesco Cozza Caposavi, realizzato con la direzione artistica di Francesca Perti e Mara Van Wees, in collaborazione con Asp Tra le Volte di Francesco Pezzini.
Il progetto Grancaro ha come intento quello di dare ospitalità agli artisti per confrontarsi e riflettere sull’eccezionalità del luogo, un sito di rigorosa bellezza e di lunga storia sulle sponde di uno dei laghi più affascinanti d’Italia, il lago di Bolsena. Il golfo del Grancaro è un tratto di costa rimasto miracolosamente intatto, un paesaggio agricolo ed arcaico che rappresenta un raro esempio di difesa e rispetto del territorio – sito archeologico palafitticolo, di età villanoviana ( X sec a.C) ma anche quartiere generale delle truppe alleate durante la seconda guerra mondiale, come dimostra il limitrofo cimitero di guerra del Commonwealth di Bolsena.
Per questa quarta edizione, sulla prateria dell’azienda agricola Cozza Caposavi, è stato realizzato il Terzo Paradiso, un simbolo dell’infinito ideato da Michelangelo Pistoletto. Il termine paradiso proviene dall’antico persiano e significa giardino protetto , come lo è la terra che lo ospita: un secret garden nascosto e incastonato tra una spiaggia di sabbia nera e una parete verticale di bosco. Nel2003, l’artista contemporaneo Pistoletto scrive il manifesto del Terzo Paradiso e ne disegna il simbolo, un Nuovo Segno di Infinito. Una reinterpretazione del simbolo matematico con un terzo intreccio aggiunto. Gli intrecci rappresentano i tre paradisi: il primo quello naturale, il secondo quello artificiale e industriale che mette in pericolo il primo e il terzo che supera il conflitto tra i primi due. Scrive Michelangelo Pistoletto nel suo manifesto: Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. Il simbolo è stato realizzato con rotoballe, legni e pietre originate e trovate in loco.
Le sculture ed installazioni di GRANCARO 2025.
Fabio Maria Alecci, con le opere GARDE-ROBE e CUCIRE IL TEMPO, e Gianluca Esposito, conPERISCOPIO e DOLCE DORMIRE, s’immedesimano nella vita degli uomini e animali del lontano passato nelle grotte preistoriche che si affacciano dall’alto sul lago. Franco Alessandrini propone NUREYEV,una figura esile danzante. Patrick ALO’ presenta il suo NERONE, una ventata di contemporaneo in una delle iconografie classiche più sedimentate nell’immaginario occidentale. Lidia Bachis fa svettare sul lago una bandiera con immagini che si rifanno ai miti antichi, le Sirene, la Circe. Ernesto Lamagna espone MINOR TAURUS, un nano che si maschera da toro, portato in spalla da una donna. Carmine Leta, con GRANDE MOEBIUS, un nastro in fil di ferro che gioca all’infinito, cambia orizzonte e crea miraggi. Susanne Kessler fa serpeggiare la sua LINEA BIANCA tra alberi e prato, un bianco che assume man mano significati diversi per poi reimmergersi nelle acque del lago. Alessio Paternesi propone IL BACIO, un incontro ravvicinato. Leonardo Perosillo costruisce Caos, una torre | albero, una struttura precaria che s’immagina di sopravvivenza in tempi sempre più incerti. Enrico Pulsoni installa RESPIRO, una meridiana che cerca di espandersi mentre avvinghia a sé un flottante respiro ellettico. Gian Marco Sanna appende tra gli alberi un’immagine che rispecchia il lago e Paul Wiedmer collega sul lungo viale alberato le sue sculture in ferro colorate, OSPITI, che si stringono in un abbraccio agli ontani.
OPERE PERMANENTI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI
Carlo Birotti | Tommaso Cascella | Ettore Consolazione | Umberto Corsucci | Ugo Cordasco | Stefania Fabrizi | Paola Romoli Venturi | Samuele Vesuvio| | David Fagioli | Ettore Marinelli | Giovanna Martinelli | Maria Pizzi | Eliana Prosperi | Oliviero Rainaldi | Massimo Saverio Ruiu | Silvia Stucky | TITO | Alessandro Twombly | Mara van Wees |Samuele Vesuvio giàinstallateinun percorso “open air”, che si snoda in uno dei luoghi più misteriosi, energetici e suggestivi del lago di Bolsena.
Il Grancaro è da una parte un contenitore di storia, dall’altra diventa un laboratorio di idee dove l’arte contemporanea si confronta e si fonde con il patrimonio storico archeologico e naturalistico. Questo dialogo tra epoche diverse non solo arricchisce il panorama artistico, ma offre anche nuove prospettive per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. L’incontro tra arte e archeologia, tra contemporaneità e tradizione, si configura come un’esperienza trasformativa, capace di risvegliare la coscienza collettiva e di rinnovare il legame tra l’individuo e il territorio.
PROMOSSO DA: GRANCARO Welcome on Board con la collaborazione di APS TRAleVOLTE UN PROGETTO DI: Lorenzo e Francesco Cozza Caposavi. DIREZIONE ARTISTICA DI: Francesca Perti, Mara van Wees con la collaborazione di Francesco Pezzini OPERE DI:Fabio Maria Alecci – Franco Alessandrini – Patrick Alò – Tito Amodei – Lidia Bachis – Carlo Birotti – Tommaso Cascella – Ettore Consolazione – Ugo Cordasco – Umberto Corsucci – Gianluca Esposito – Stefania Fabrizi – David Fagioli – Marco Fioramanti – Susanne Kessler – Ernesto Lamagna – Carmine Leta – Ettore Marinelli – Giovanna Martinelli – Alessio Paternesi – Leonardo Perosillo – Maria Pizzi – Eliana Prosperi – Enrico Pulsoni – Olivieri Rainaldi – Paola Romoli Venturi – Massimo Saverio Ruiu – Gian Marco Sanna – Silvia Stucky – Alberto Timossi – Alessandro Twombly – Mara van Wees – Samuele Vesuvio – Paul Wiedmer
DOVE: Località Golfo del Grancaro Cozza Caposavi | Bolsena – VT ORARI: Aperto la domenica dal 13 luglio fino al 18 agosto; Il sabato e giorni feriali su appuntamento cell. 349 568 6189 | e-mail grancaro@libero.it MAIN SPONSOR: Residenza d’epoca VESCONTE – www.vesconteresidenza.com
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EDEN | NO HUMAN VIRUS Un progetto artistico di Giacomo Borzoni A cura di Joh Capozzolo 9-10 Agosto 2025 | Sala Associazione Mutuo Soccorso | Forte dei Marmi (LU)
Giacomo Borzoni, Al pascolo balneando, Olio su tela 100×150, 2021
Per Giacomo Borzoni ogni opera è un’esigenza vitale, una figlia meditata e partorita con tutto sé stesso. Ogni tela è attraversata da un’urgenza espressiva profonda, che trasforma la pittura in un atto necessario, un antidoto per lenire le ferite esistenziali e un mezzo per raccontare le contraddizioni del nostro tempo.
EDEN | NO HUMAN VIRUS è il nuovo progetto multidisciplinare dell’artista apuano, un’esperienza artistica multisensoriale che invita a riflettere sulla devastazione dell’Eden originario, metafora di un mondo in cui l’essere umano si è trasformato nel virus stesso che minaccia l’equilibrio della creazione.
Attraverso il suo codice comunicativo complesso e mai esplicito — fatto di simboli, ossimori cromatici, personaggi estranianti e ambientazioni straniate — Borzoni propone una personale chiave di lettura della realtà contemporanea, tesa a educare lo sguardo dello spettatore e ad accendere, nel paradosso, una fiammella di speranza. La sua arte diventa così messaggio universale, dialogo tra l'”io” e il “noi”, tra il dolore e il desiderio di redenzione.
L’EVENTO
EDEN | NO HUMAN VIRUS si svolgerà in due momenti distinti:
Sabato 9 Agosto 2025 | ore 18:30 Serata inaugurale riservata su invito a giornalisti, critici d’arte, docenti, operatori culturali, galleristi e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Domenica 10 Agosto 2025 | dalle ore 10:00 alle 20:00 Apertura al pubblico per la visita libera della mostra.
Sala Associazione Mutuo Soccorso, Via G. Montauti 6, Forte dei Marmi (LU)
IL PROGRAMMA DEL 9 AGOSTO
Presentazione a cura della giornalista e divulgatrice culturale Ilaria Guidantoni
Proiezione in anteprima del videoclip artistico “Eden | No Human Virus” di Joh Capozzolo, con musiche originali
Conversazione tra Giacomo Borzoni e Ilaria Guidantoni, accompagnata da sonorizzazioni live e aforismi proiettati
Presentazione del testo critico di Alessia Bertelli, storica dell’arte
Percorso narrativo tra le opere pittoriche di Borzoni, che culmina nello svelamento dell’opera manifesto “Eden”
Rinfresco conviviale e visita libera
I Protagonisti della serata:
Giacomo Borzoni, pittore apuano, una vita dedicata a un’arte cruda e realista che smaschera le contraddizioni del presente
Joh Capozzolo, artista multimediale, sound designer e curatore dei contenuti audiovisivi dell’evento
Ilaria Guidantoni, giornalista e saggista, da anni impegnata nella divulgazione culturale
Alessia Bertelli, docente e critica d’arte
EDEN | NO HUMAN VIRUS non è solo un evento espositivo, ma un invito alla coscienza collettiva: una riflessione necessaria e urgente, in cui l’arte diventa specchio della società e stimolo al cambiamento.
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Il Castello di Rivoli presenta, nel solco dei festeggiamenti dei quarant’anni dell’istituzione, la nuova serie Inserzioni, un nuovo formato volto a commissionare ad artisti contemporanei un’opera pensata per il Castello. Gli artisti coinvolti nella prima edizione del progetto sono: Guglielmo Castelli (Torino – Italia, 1987), Lydia Ourahmane (Saïda – Algeria, 1992) e Oscar Murillo (Valle del Cauca – Colombia, 1986). In concomitanza con Inserzioni, il Museo presenta anche l’opera vincitrice del premio Collective 2025, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, di Adji Dieye (Milano – Italia, 1991) e la recente acquisizione tramite il bando PAC del Ministero della Cultura italiano di Mare con gabbiano, 1967, di Piero Gilardi (Torino – Italia, 1942-2023) e di a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena – Italia, 1973).
Inserzioni: Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane, Oscar Murillo
26 settembre – febbraio 2026
Lawrence Weiner Iscrizioni di lettura (di un certo tipo): iscritte sopra fino a un certo punto inserite (Regarding inscriptions (of a sort): inscribed upon to a degree into), s.d. – Foto Paolo Pellion Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Inserzioni introduce nuove commissioni nel tessuto della Collezione del Castello di Rivoli, invitando una selezione di artisti particolarmente rilevanti oggi a intervenire ciascuno in una sala del Museo per relazionarsi con l’architettura aulica, la storia espositiva del museo e le altre opere attualmente allestite. Il format, della durata di sei mesi e rinnovato due volte l’anno, trasforma sale tradizionalmente dedicate alla Collezione in una mostra collettiva in continua evoluzione, portando le nuove voci a cui normalmente i musei dedicano una sala a parte al centro della narrazione istituzionale. Questo permette di arricchire l’offerta culturale degli allestimenti della Collezione con artisti, movimenti e aree geografiche finora non pienamente rappresentati nella storia espositiva e nel patrimonio artistico del Museo.
Ispirandosi alla formula inaugurata dal primo direttore Rudi Fuchs per la prima mostra Ouverture del 1984, ogni artista è invitato a creare un’opera specificamente concepita per una delle sale auliche del Castello, quasi a collaborare con esse, attraverso il tempo storico. Come per la prima mostra, gli artisti vengono messi al centro del progetto, sottolineando il valore delle ricerche individuali di ciascuno di loro. Il Museo intende mantenere la sua caratteristica apertura alle voci degli artisti come momento chiave nella scrittura della storia dell’arte. Questo modus operandi incorpora oggi principi di grande urgenza come quelli di inclusione, apertura ad altre culture e approcci e partecipazione sociale e culturale.
Una delle particolarità del Castello di Rivoli è il suo carattere di luogo non finito. Questa sua caratteristica lo trasforma in un “contenitore” che gli artisti possono letteralmente o metaforicamente completare inserendosi, così da far nascere esperienze e allestimenti unici. Spesso le opere sono arricchite dal dialogo con le sale in cui vengono allestite e, viceversa, le sale a volte diventano più forti grazie agli interventi artistici in esse contenuti.
Inserzioni apre al pubblico da venerdì 26 settembre 2025 sino a febbraio 2026. Il progetto è sostenuto da Radical Commissioning Group, un gruppo ristretto di benefattori che crede, come il Museo, nella necessità di dare carta bianca agli artisti per creare opere visionarie, dando allo stesso tempo la possibilità all’istituzione di espandere la propria voce.
Guglielmo Castelli Guglielmo Castelli ha lavorato a un nuovo corpo di opere da inserire nella sala affrescata dedicata ai Continenti. L’artista presenta una nuova serie scultorea, che vede alcuni dei personaggi che popolano i suoi dipinti sfuggire da essi per esibire in forma bidimensionale in curiosi ambienti tridimensionali un’idea di infanzia silenziosa e d’attesa. Realizzate su ritagli di carta, le figure umane delle opere sono coreografate attorno a piccole maquette di tavoli progettati dall’artista di un ambiente casalingo e teatrale immaginario. Alle pareti, una serie di nuovi dipinti – tra cui uno monumentale di oltre tre metri – raffigurano le atmosfere fantastiche e condensate tipiche di Castelli in cui si svolgono molteplici azioni, ripetute cadute e altrettanti fallimenti. Nella sala adiacente, lunga e sottile, sono esposte alcune opere su carta e per la prima volta una speciale presentazione dei materiali preparatori e dei quaderni di schizzi di Castelli, che comprendono studi per i personaggi del suo mondo inventato, apparenti scarti che divengono ecosistema e stratificazione insieme a prove di composizione che rivelano il processo di realizzazione dei suoi quadri.
Lydia Ourahmane La nuova commissione di Lydia Ourahmane è realizzata in collaborazione con la sorella Sarah Ourahmane, compositrice e musicista. Una composizione scritta per tre cantanti ipovedenti si sviluppa in tre stanze del museo. Appena visibile ma percepibile al tatto, la partitura è incastonata nelle pareti di ogni stanza e rimane dunque permanentemente a disposizione per future esecuzioni. Per leggere la partitura, ogni cantante si muove lungo i muri o le ringhiere del Castello, seguendo con il tatto le frasi musicali. Negoziando i limiti della composizione come linguaggio e della composizione in braille come mezzo, la partitura viene interpretata dai cantanti mentre si muovono. Il margine dell’interpretazione è aumentato dalla coreografia spaziale, poiché i cantanti camminano mentre cantano. Quando si traduce una frase musicale in Braille, la cella a sei punti riporta uno dopo l’altro vari dati: l’altezza e il ritmo di ogni nota, oltre alla chiave e all’ottava in cui è scritta la composizione. Le partiture si presentano come un’unica riga con le note, la loro durata, l’altezza in ottave, le legature, le pause e le istruzioni interpretative comunicate in sequenza. Riducendo la quantità di ornamenti o istruzioni interpretative, ogni cantante apporta la propria logica personale a ogni frase. Il coro di elementi composto dall’architettura, lo spazio e il corpo inoltre contribuisce a dare forma alla partitura. I cantanti devono quindi memorizzare gli elementi distinti e poi ricomporli, creando una possibilità amplificata di entropia, di evoluzione e di sviluppo.
Oscar Murillo In seguito a una visita al Museo, Oscar Murillo ha scelto la Sala 18 come ambientazione per la sua installazione immersiva site-specific, A see of history, 2025. L’opera riunisce 48 dipinti della serie Disrupted Frequencies di Murillo in un grande piano dipinto che invita i visitatori a esperire l’opera dal basso, come un affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate – provenienti dal database Frequencies di Murillo – l’installazione esplora una tensione tra visione e vastità, immaginando nuovi territori scolpiti in un mare di segni stratificati. Iniziata nel 2013, Frequencies prevedeva il posizionamento di tele vuote sui banchi di scuola di tutto il mondo e la cattura dei segni consci e inconsci lasciati dagli studenti. Concepite dall’artista come dispositivi di registrazione analogica, queste tele fungono da registro frammentato di una frequenza culturale e sociale globale. Su questi frammenti, Murillo ha lavorato in varie tonalità di blu, applicando pennellate gestuali di pittura a olio e una miscela di pigmento iridescente che ricorda sia l’oceano sia il cielo, elementi che contemporaneamente legano e separano lo spazio geografico. In questo terreno sospeso, la storia e il tempo diventano fluidi, incerti e aperti alla riconfigurazione.
Nuove aquisizioni allestite in Collezione Adji Dieye, Piero Gilardi, Roberto Cuoghi
Vincitrice della seconda edizione del Premio Collective per il Castello di Rivoli, Adji Dieye (Milano – Italia, 1991) presenta per la prima volta al Museo Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, donata al Castello dall’Associazione Collective. La pratica di Dieye si sviluppa nell’intersezione tra immagine, spazi urbani e memoria culturale. Attraverso l’uso di materiali di archivio o relativi alla pubblicità e all’architettura, l’artista indaga come si formano e trasformano le epistemologie nazionali, interrogando le strutture visive e ideologiche che modellano l’identità collettiva.
Grazie alla vincita dell’avviso pubblico PAC – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito Mare con gabbiano, 1967, importante opera storica di Piero Gilardi (Torino – Italia, 1942-2023). L’opera è uno tra i primissimi esempi di Tappeti-natura, serie che ha scritto un importante capitolo della storia dell’arte, anticipando l’attuale attenzione per tematiche ecologiste. Per valorizzare questa acquisizione, il Museo, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, presenta una sala dedicata all’artista con ulteriori opere, tra cui una rara Macchina per discorrere, 1963, e materiali documentari.
Grazie alla vincita dell’avviso pubblico Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito la serie fotografica a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena – Italia, 1973). Mai esposta al pubblico, a.C. riguarda opere scultoree e esperimenti di decadimento realizzati nello studio dell’artista a Milano per Imitatio Christi, il progetto da lui sviluppato per la sua partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2017.
Castello di Rivoli Piazza Mafalda di Savoia 10098 Rivoli – Torino Info: +39 0119565222 come arrivare
Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte. Facebook | Twitter | Instagram
Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
How to deal with a masterpiece. A tribute Venezia, Fondazione Querini Stampalia
Giovanni Bellini: Presentazione di Gesù al Tempio, 1475 ca. Fondazione Querini Stampalia – Photo Adriano Mura
Un omaggio a uno dei capolavori del Rinascimento, la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini, che torna dal 10 luglio 2025 alla Fondazione Querini Stampalia per abitare dentro un guscio che lo custodirà esponendolo e illuminandolo. Una colonna sonora e una trama olfattiva accompagneranno un’esperienza evocativa, avvolgente.
Confrontarsi con un capolavoro non è mai un gesto neutro. Richiede rispetto, consapevolezza e un ascolto profondo. Significa relazionarsi con un’opera che trascende il tempo, che custodisce lo sguardo del suo autore e quello di generazioni di osservatori: non si espone semplicemente, ma si accoglie, si entra in dialogo.
How to deal with a masterpiece è un tributo, non solo all’opera in sé, ma anche alla sua capacità di generare senso, emozione e bellezza ogni volta che viene rivelata in un nuovo contesto. È un invito a viverla, non solo a guardarla. Un atto di cura e una visione condivisa che trasforma l’allestimento in un’esperienza collettiva, in cui l’arte diventa spazio d’incontro e partecipazione.
Ad accogliere la Presentazione di Gesù al Tempio è uno spazio completamente trasformato. Non una semplice scenografia, ma una vera e propria architettura, che rimanda alla tradizione delle architetture effimere e sorprendenti che Venezia nei secoli ha realizzato in occasioni solenni, per esaltare il potere dell’immaginazione e celebrare un rito collettivo. E’ una declinazione contemporanea di una consuetudine storica. Una struttura che rompe le gerarchie e rinnova il rapporto tra gli spettatori e l’opera, che trasforma il rientro del capolavoro di Giovanni Bellini in Museo in un’esperienza immersiva e sensoriale.
«Le opere hanno sempre viaggiato: dentro casse, nei bauli, arrotolate sotto il braccio come baguette. Hanno viaggiato per essere messe in salvo, per essere custodite. Alcune non sono mai tornate. Molte si spostano per occasioni speciali come le mostre temporanee, creando un doppio fertile movimento — non sono solo le persone ad andare incontro all’arte, ma è l’arte stessa a muoversi, a offrirsi a sguardi nuovi. Un dialogo continuo tra spazio, tempo e visione, che rinnova e moltiplica i significati» sottolinea Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione Querini Stampalia, che prosegue: «La Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini torna a casa. E la meraviglia del suo ritorno è il cuore di questo incontro
e noi non lo abbiamo voluto mettere solo in cornice ma direttamente dentro uno scrigno profumato, attraversato da luci morbide e sonorità nuove: un’architettura effimera e colorata, che rinnova la sua vocazione a essere casa e insieme soglia, viaggio e ritorno, un guscio, un nido, un bozzolo per accogliere la meraviglia di una bellezza ritrovata.»
A firmare l’allestimento è Izaskun Chinchilla, architetta madrilena che ha fatto del colore, della sperimentazione materica e del gusto per il dettaglio gli elementi distintivi della sua poetica visiva. I suoi progetti, spesso visionari, nascono da un approccio multidisciplinare che fonde architettura, design, artigianato e sensibilità ambientale. Il suo stile – riconoscibile per le forme sinuose, i materiali leggeri e l’uso sorprendente della luce – è qui pienamente dispiegato in un allestimento che trasforma lo spazio in una dimensione quasi fiabesca. Nulla è lasciato al caso: ogni elemento è pensato per dialogare con l’opera, accompagnando lo spettatore in un’esperienza collettiva che coinvolge vista, udito e olfatto.
Il corpo fisico del Cocoon, come struttura che accoglie il quadro, gioca con la cultura materiale della rigidità e morbidezza. La struttura rigida in legno di betulla permette al feltro acustico, ottenuto da bottiglie di plastica riciclate, di adagiarsi con dolcezza e deformarsi, sinuoso, sull’ossatura principale, raggiungendo la fluidità di un materiale semirigido e permettendo, attraverso il controllo delle curve prodotte, di filtrare la luce all’interno. Le tende in velluto consentono di esporre il quadro in modo più aperto, visibile all’intero Salotto Verde, oppure in una modalità più riservata e avvolgente. Questa dualità riflette il modo con cui la vita veneziana è rappresentata nei quadri di Gabriel Bella, esposti in una sala vicina. Bella raffigura la profusione delle architetture temporanee a Venezia e mostra come le costruzioni tessili fossero funzionali a colmare, e talvolta a sfidare, gli spazi progettati per restare immutabili, trasformandoli con teatralità e imprevedibilità. L’ambiente è pervaso da una composizione sonora originale ideata da Gavino Murgia, che guida il visitatore come un respiro musicale, intimo e avvolgente. I suoni, profondi, arcaici, evocano echi di spiritualità e memorie ancestrali. Una trama sonora che invita a un ascolto profondo e contemplativo.
A completare l’esperienza sensoriale Mystic Incense di The Merchant of Venice – Murano Collection: un profumo caldo e penetrante, che accoglie con eleganti note di incenso ispirate alla Muda d’Egitto offre ulteriori informazioni sulle spezie e le essenze comuni nella Venezia del XV secolo. Suggestioni orientali si mescolano a raffinate sfumature legnose e gourmand, contribuendo in modo decisivo a generare un’esperienza di avvicinamento all’arte più immersiva, avvolgente e memorabile.
Il Presidente della Fondazione Paolo Molesini sottolinea il valore di questa scelta:
«Non si tratta solo del ritorno di un capolavoro, ma della nascita di un’esperienza in cui arte, architettura e sensorialità si fondono in un unico respiro. Il risultato è un invito a ritrovare la capacità di stupirsi, di lasciarsi attraversare dalla bellezza e dal mistero che Giovanni Bellini cattura in quell’attimo in cui il divino sfiora l’umano».
Il Cocoon, inserito nel Salotto Verde, intende occuparne una parte significativa e creare un nuovo centro d’attenzione. Propone, di fatto, una rilettura dell’importanza delle opere della collezione, attribuendo al Bellini un ruolo centrale. Introdurre questa deformazione del continuum storico all’interno del museo significa affermare una gerarchia che tiene conto del nostro sguardo attuale sugli oggetti. Il Bellini occupa più spazio – anche mentale – e sposta l’attenzione, cambia la percezione del museo e la sua comprensione oggi, attraverso piccole operazioni spaziali che legittimano il confronto tra valori contemporanei e storici per comprendere meglio il contesto dell’opera.
Il Cocoon offre una casa al quadro. Lo ricollega agli stimoli sensoriali che gli erano familiari: gli restituisce i suoni e gli odori del suo tempo, gli riserva attenzione e centralità, genera uno spazio proporzionato alla sua misura. Ma il Cocoon è anche una casa per chi guarda, non solo individualmente, ma come gruppo. Una famiglia che si avvicina al dipinto può restare sorpresa, commentare, dedicare del tempo agli odori, ai suoni, ai dettagli visivi, e creare una memoria collettiva. Un gruppo di amiche o sorelle, di studenti alla fine di un percorso scolastico, può trovare in questo spazio un’intimità davanti all’opera, facendone uno degli snodi centrali della propria esperienza veneziana.
Una visione che accoglie il pubblico in un’esperienza intima e potente, capace di farsi anche momento condiviso. Perché alcune opere, come questa, non fanno semplicemente ritorno: rinascono, e tornano a parlarci con una voce nuova.
Per l’occasione, nel prossimo autunno verrà organizzata una Giornata di studi interamente dedicata alla Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini. L’incontro vedrà la partecipazione di studiosi di rilievo internazionale e rappresenterà un’importante occasione per approfondire il valore storico, artistico e culturale dell’opera. Un momento di confronto e riflessione pensato per contribuire in modo concreto alla sua valorizzazione e tutela, restituendole tutta la complessità e la ricchezza di significati che le appartengono.
Per coinvolgere attivamente la membership su questo progetto speciale è stata avviata una campagna di crowdfunding rivolta in particolare agli ‘Amici della Querini’, con l’obiettivo di raccogliere 3.000 euro. Si invita a contribuire con una donazione minima di 10 euro, attraverso la piattaforma Rete del Dono. L’iniziativa ha un duplice significato: da un lato consente di sostenere in modo concreto il progetto, dall’altro rafforza il senso di appartenenza e la partecipazione culturale alla vita della Fondazione, valorizzando il legame tra l’opera e la sua comunità.
How to deal with a masterpiece. A tribute è un progetto sostenuto da InfinityHub, ECOcero, Linealight, The Merchant of Venice, Gavino Murgia, Studio Associato Danesin.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
TRIESTE ESTATE: SPAZIO AI GIOVANI E NON SOLO! Gli eventi in programma da venerdì 25 a lunedì 28 luglio nel segno della grande musica e della prosa, anche dialettale.
Jeunesse Musicale World Big Band
La più importante orchestra internazionale giovanile jazz al mondo – la Jeunesse Musicale World Big Band – si esibisce venerdì 25 luglio sul palco in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), nell’ambito del TriesteLovesJazz in collaborazione con More Than Jazz, per la rassegna Trieste Estate, promossa dal Comune di Trieste. Composta da 18 talentuosi musicisti jazz provenienti da più di 15 Paesi, la band collabora con alcuni dei migliori direttori, musicisti e compositori della scena internazionale e vanta tournée in prestigiosi locali e la partecipazione a festival jazz in tutta Europa e nel mondo. La JM Jazz World Orchestra è un programma internazionale di JM International, la più antica e più grande organizzazione no-profit di musica giovanile del mondo, che si distingue nello scenario musicale dal 1945. Luis Bonilla, trombonista, compositore, bandleader, artista discografico ed educatore musicale delle nuove generazioni, dirige la JM tra nuovi arrangiamenti e una selezione di brani dall’ultimo album Jazz Pops/Pop Swings.
Uno spettacolo di musica e prosa sulla vita di Verdi come un romanzo va in scena al Giardino del Museo Sartorio, sempre venerdì 25 luglio, alle 21.00 (ingresso libero): “Giuseppe Verdi legge Verdi“, a cura di Movie&Theater – Milano, pianoforte e voce recitante, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Una grande occasione per ascoltare al pianoforte le più belle musiche di Giuseppe Verdi, dalla Traviata all’Aida, dal Nabucco al Falstaff, raccontate con i pensieri e le parole autentiche del più grande compositore italiano. Massimiliano Finazzer Flory personifica Verdi con uno straordinario make-up e racconta le tante sfaccettature e i lati straordinari della personalità del massimo operista dell’Ottocento per permettere al pubblico di seguire le vicende di un uomo schivo e generoso che non amava gli onori e che considerava la Sua opera più grande non il suo ricco repertorio di melodramma ma la costruzione a sue spese della Casa di Riposo per Musicisti.
“Big One – The European Pink Floyd Show” viene invece proposto al Castello di San Giusto, alle 21.00 (a pagamento), a cura di VignaPRe Good Vibrations Entertainment. A 50 anni dall’uscita di Wish you were here e 30 dalla pubblicazione di The Division Bell, la musica della rock band più influente di tutti i tempi risuona ancora con i Big One, considerata dalla critica internazionale la “migliore band europea” per l’esecuzione dal vivo della musica dei Pink Floyd. Il nuovo spettacolo dei Big One si pone l’obiettivo di riprodurre nella maniera più fedele possibili gli arrangiamenti e le sonorità dei Pink Floyd, utilizzando una strumentazione vintage, combinata a luci ed effetti multimediali che guidano il pubblico in un’esperienza multisensoriale a 360 gradi nell’immaginario della storica band britannica.
La serata di sabato 26 luglio si apre alle 20.30 al Castello di San Giusto (a pagamento) con il concerto del cantautore, autentico viaggiatore su terre inesplorate dell’anima e della cultura, Vinicio Capossela “Se il Senno è sulla Luna – La follia: da Ariosto a Basaglia” ispirato proprio a Trieste e, in particolare, dall’opera d’arte pubblica partecipata “Corrispondenze immaginarie” di Mariangela Capossela, riassunta nell’omonimo documentario curato da Piero Pieri e Alessandro Spanghero, realizzato grazie a Teatro degli Sterpi e Hangar Teatri e prodotto dalla Rai Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, che verrà proiettato prima dell’inizio del concerto. A cura di VignaPR e Good Vibrations Entertainment.
Al nuovo album e live di Sarah Jane Morris viene dedicato, sempre sabato 26 luglio, alle 21.00 (ingresso libero), in piazza Verdi, il concerto “Sarah Jane Morris Sisterhood“, un omaggio del TriesteLovesJazz ad alcune delle più grandi interpreti femminili della musica contemporanea, legate tra loro da un sentimento di vicinanza, di “sorellanza” appunto, per scelte artistiche e lotte personali e che sono state l’ispirazione lungo l’arco del suo “viaggio musicale”: da Bessie Smith e Billie Holiday, da Nina Simone a Miriam Makeba, da Aretha Franklin a Janis Joplin, da Rickie Lee Jones a Patti Smith, fino ad Annie Lennox e Sinead O’Connor. Icona del jazz moderno, Sarah Jane Morris ha sempre attratto l’attenzione su di sé sia per il suo impegno civile che per la sua voce dalle radici soul e forte come un’onda sismica. Questo nuovo progetto rappresenta l’apice della sua straordinaria carriera. Sul palco, con Sarah Jane Morris – voce, Tony Remy – chitarra, Marcus Bonfanti – chitarra, Anders Olinder – pianoforte, tastiere, Henry Thomas – basso, Martyn Barker – batteria.
Per il cartellone teatrale di Trieste Estate, al Giardino del Museo Sartorio, sabato 26 luglio, alle 21.00 (ingresso libero) va in scena la commedia in tre atti di Carlo Goldoni “I Rusteghi“, nell’ambito del Festival Internazionale Ave Ninchi – Teatro nei Dialetti del Triveneto e dell’Istria, con la Compagnia La Goldoniana – F.I.T.A. (San Stino di Livenza – VE). Commedia universalmente riconosciuta come “una delle vette del teatro comico settecentesco”, è legata al contrasto fra generazioni che la rende sempre attuale: da una parte due giovani che istintivamente si arrogano il diritto di fare da soli le proprie scelte, sostenuti dal naturale buon senso di un mondo femminile inquieto, ingenuamente e inconsapevolmente ribelle; dall’altra quattro “rusteghi” vecchi più d’animo che d’età, impauriti dal nuovo, ostinatamente fermi alla difesa di valori sorpassati, di virtù ridotte a sterili fissazioni, di beni e di un potere da preservare contro una cultura sconosciuta. Il mondo esterno resta sistematicamente fuori dalle loro mura domestiche, ove ne arrivano soltanto echi indistinti e rari bagliori.
Prosegue anche domenica 27 luglio l’offerta teatrale al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (ingresso libero), con “Elcandegesso“, commedia in due atti di Giuliano Bozzo, regia di Alberto Moscatelli – Compagnia Teatroroncade Aps – F.I.T.A. (Roncade – TV). Commedia brillante che esalta un ricco tourbillon di personaggi ben caratterizzati e colorati nelle loro molteplici sfaccettature: la moglie Adele, saggia ma ironica, il figlio Piermaria, impegnato e altruista, la figlia Marinamaria “chic & snob”, una colf “rock & roll”, una suocera scaltra e divertente, un fratello “love & peace”… ma soprattutto lui, “Elcandegesso”… cercheranno di tener testa a un Giansilvio che rappresenta con più o meno eccessi l’italiano medio che alberga in ognuno di noi. Nell’ambito del Festival Internazionale Ave Ninchi – Teatro nei Dialetti del Triveneto e dell’Istria.
Nuovo appuntamento con il teatro al Giardino del Museo Sartorio, lunedì 28 luglio, alle 21.00, con il teatro dialettale del Festival Internazionale Ave Ninchi: in scena “Tuto pol suceder!“, commedia di Paolo Dalfovo e Walter Bertocchi, regia di Paolo Dalfovo – Compagnia Ex allievi del Toti Aps – F.I.T.A. (Trieste). Tuto pol suceder quando non si organizzano bene le serate, quando conosci le persone in chat, quando credi di aver previsto tutto o quasi, quando non sei proprio un «latin lover», quando non aspetti visite ma… quando tua moglie… E, soprattutto, succede di divertirsi e ridere tra mille equivoci e situazioni grottesche, fino al colpo di scena finale.
Per gli appuntamenti musicali, in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), viene proposto il concerto “The Elton Show – Elton & Friends” a cura di Tempi e Ritmi: una celebrazione dei grandi successi di Elton John interpretata dall´artista Australiano/Triestino di adozione C.J.Marvin, che si esibisce brillantemente nel ruolo di Elton John vestendo i costumi sfarzosi, cantando e suonando il piano dal vivo. Lo show percorre quattro decadi di musica inconfondibile, dagli anni ’70 a oggi, presentando i più grandi successi di Elton John; dall’intramontabile Your Song e rockers come Saturday Night’s Alright For Fighting, passando per I’m Still Standing e Can You Feel The Love Tonight? The Elton Show è una serata di spettacolare intrattenimento e un saluto affezionato alla musica, energia e all’anima del Rocket Man.
Per la rassegna Fuoricentro curata da Hangar Teatri, nelle giornate di venerdì 25, sabato 26, domenica 27 luglio sono state scelte ben tre location nel quartiere di Valmaura, per animarlo con performance teatrali e musicali: nel giardino Antolovich in programma eventi musicali; nella Microarea di Valmaura cinema e musica; nella Microarea di Piazzale Giarizzole danza e musica per tutte le età.
In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati in altre sedi o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.
La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.
Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar viale Miramare, 17 • 34135 Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910 zar@apscom.it
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Auditorium Lo Squero La stagione dei concerti 2025 X edizione Con il concerto Piano Solo Unlimited di Enrico Pieranunzi, sabato 26 luglio si conclude la prima parte della X stagione musicale di Asolo Musica Veneto Musica a Lo Squero, realizzata in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini.
Con il concerto Piano SoloUnlimited di Enrico Pieranunzi, realizzato in collaborazione con Sile Jazz, sabato 26 luglio si chiude la prima parte della X edizione della stagione concertistica di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, con la direzione artistica di Federico Pupo. Il concerto rappresenta anche l’evento conclusivo di Sile Jazz 2025 – Acque Sonore, la rassegna musicale ideata e promossa da nusica.org che per otto settimane ha attraversato il territorio veneto portando il jazz contemporaneo in dialogo con paesaggi d’acqua, ville storiche, parchi fluviali e luoghi poco noti.
Tra gli appuntamenti più attesi di Sile Jazz, la Crociera Jazz in Laguna è un viaggio musicale e paesaggistico da Portegrandi all’Isola di San Giorgio Maggiore, immersi nel fascino della laguna veneziana al tramonto. La partenza è prevista alle 12:45 da Portegrandi, nel comune di Quarto d’Altino. Durante la navigazione verrà servito il pranzo a bordo, seguito dall’arrivo sull’isola alle 15:30. Dopo il concerto si ripartirà in barca, con cena a bordo durante il rientro. (costo totale 95 € a persona, per info e prenotazioni scrivere a info@silejazz.com).
Ad accompagnare il pubblico nel suo mondo intenso e personalissimo, tra musica classica e jazz, è un grande protagonista della scena italiana e internazionale, che ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, unico italiano ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con i celebri jazzisti Marc Johnson and Paul Motian. La sua arte riflette un’attività eclettica in cui pianismo, composizione e arrangiamento sono inscindibilmente intrecciati.
Con classe, eleganza e un programma denso di spunti e sorprese, Enrico Pieranunzi presenterà il suo mondo musicale senza confini dove musica classica e jazz convivono una a fianco all’altra per un’esperienza sonora che riesce a catturare appassionati e non di ogni genere musicale. Musicista tra i più versatili della scena musicale europea, Pieranunzi passerà in concerto da una canzone di Gershwin a Scarlatti, da un blues a una sua composizione che racconta una storia tutta sua; un singolarissimo viaggio musicale che, tra presente e passato, apre originalmente ad un panorama di storie, immagini ed emozioni, e invita il pubblico ad ampliare lo sguardo tra tracce di memorie e nuovi orizzonti da scoprire.
Un ultimo appuntamento da non perdere a Lo Squero prima della pausa estiva, una stagione che ha visto esibirsi sul palcoscenico della bellissima sala sull’Isola di San Giorgio straordinari musicisti e che riprenderà sabato 6 settembre con il concerto del Quartetto di Cremona interamente dedicato a Johann Sebastian Bach.
“Con gioia abbiamo accolto i tanti amici, vecchi e nuovi – racconta Federico Pupo, direttore artistico di Asolo Musica – che raggiungono San Giorgio per ascoltare gli artisti di questa X edizione impreziosita della presenza di Bruno Giuranna che con il Quartetto di Venezia ha eseguito l’integrale dei quintetti di Mozart.”
“La partnership tra Sile Jazz e Asolo Musica segna un punto d’incontro significativo tra due realtà culturali attente alla qualità artistica e all’esperienza del pubblico. – dichiara Alessandro Fedrigo, Direttore Artistico di Sile Jazz – È un’occasione unica per ascoltare uno dei più grandi interpreti del jazz europeo in uno degli spazi più suggestivi della laguna veneziana, al termine di una navigazione immersiva tra natura e musica.”
Enrico Pieranunzi – Profilo
Enrico Pieranunzi
Nasce a Roma nel 1949. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.
Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino.
A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città, tra cui New York, Boston, San Francisco.
Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio.
È l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson and Paul Motian (Camjazz, 2010).
Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l‘Echo Jazz Award – equivalente tedesco dello statunitense Grammy – come Best International Piano Player.
La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori CD del decennio 2000/2010.
Ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”, “Don’t forget the poet”, “Fellini’s waltz”).
È stato scritto di lui:
“Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta”. (Nat Hentoff, 1990)
“Enrico Pieranunzi immette nuova linfa nel jazz contemporaneo” (Ray Spencer, Jazz Journal International, 1992)
“Ricordate il suo nome, perdetevi nella sua musica” (Josef Woodard, Jazz Times, 2000)
La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca,Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti.
AUDITORIUM lo Squero Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia Stagione concertistica 2025 Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30 Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
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CINEMA. La serata inaugurale di Ostia IN Corto – Short Film Fest prima edizione Un Premio speciale sarà intitolato all’attore Alvaro Vitali Luce Cardinale Madrina del Festival | Porto Turistico di Roma | 24 – 27 luglio 2025
C’è anche l’omaggio dovuto a un attore italiano dalla lunga carriera e molto amato come Alvaro Vitali, nella prima edizione del festival di cinema breve “Ostia IN Corto – Short Film Fest“, al via domani, giovedì 24 luglio, al Porto Turistico di Roma, con la direzione generale di Andrea Cicini, Ceo di Gruppo Matches e la direzione artistica di Alberto De Angelis, professionista di settore, e Cristina Borsatti, responsabile di GM Production.
A consegnare il Premio speciale “Alvaro Vitali”alla Miglior Commedia di Ostia IN Corto – Short Film Fest sarà il regista e attore Claudio Di Napoli, amico fraterno dell’attore. Vitali, recentemente scomparso, noto soprattutto per i suoi ruoli comici, in particolare per il personaggio di Pierino, era da tempo legato al quartiere di Ostia, sia per ragioni professionali sia personali. Viveva, infatti, a due passi dal mare di Roma. Ha recitato nel film del 2013 “Tutti a Ostia Beach” e la sua ultima interpretazione è stata nella serie “Vita di Carlo” di Carlo Verdone, in parte girata sul lungomare di Ostia. Alvaro Vitali fu scoperto da Federico Fellini, che proprio ad Ostia girò il finale di “8 e ½”, esattamente dove oggi nasce il Porto Turistico di Roma.
Qui inizia l’avventura di Ostia IN Corto, la prima kermesse cinematografica a intitolare un premio a questo popolarissimo volto del cinema italiano. Il riconoscimento, da ora in poi, verrà consegnato ogni anno alla miglior commedia presente al festival.
Da domani, per quattro serate, 24, 25, 26 e 27 luglio, il Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi 84), trasformerà una volta di più la sua marina in luogo di ispirazione e di aggregazione culturale aperto a tutti, con un Festival a ingresso gratuito che proporrà al pubblico opere innovative e originali, cortometraggi del cinema indipendente nazionale e internazionale, contributi di tanti ospiti ed incontri di approfondimento. Condotto dal critico cinematografico Francesco DI BRIGIDA, insieme alla Madrina del Festival, l’attrice Luce CARDINALE, offrirà infatti anche la possibilità di partecipare alle Masterclass gratuite sul mondo dell’audiovisivo che, ogni sera, alle 18.30, anticiperanno le proiezioni delle 21.30. La manifestazione è ideata e realizzata da Gruppo Matches, ha il sostegno del MiC-Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e il Patrocinio del Municipio X e dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Media partner della manifestazione sono Italpress e Canale 10.
“L’emozione del cinema tra i venti e le note del mare” – ha commentato Andrea CICINI – “È per noi un’immensa felicità lanciare domani questo Festival del cinema breve, in una surreale arena sospesa tra terra e mare, quello di Roma. Un nuovo progetto per il territorio, con il prestigioso supporto dei Comitati di quartiere del Municipio X, che ringrazio. Più cultura senza confini attraverso le emozioni che solo la pellicola sa offrire, attraverso lo sguardo di giovani registi. Ostia terra di Cinema, litorale che ha accolto mille nomi del cinema italiano ed internazionale. È prezioso per me il Premio intitolato ad una grande maschera del cinema italiano, Alvaro Vitali, che sarà ricordato anche con una dedica di Carlo Verdone, suo grande amico. Non dobbiamo mai dimenticarci di sognare, di risvegliare il nostro essere bambini e di ritrovare le emozioni sane, vere, che oggi possiamo abbracciare assieme in questo nuovo “Sogno”, per tutti e di tutti, Ostia IN Corto”.
In programma presente e futuro del cinema
“Siamo profondamente grati per l’affetto che tanti autori e autrici, insieme alle produzioni e alle distribuzioni, hanno voluto dimostrarci, garantendo la proiezione di opere di straordinaria qualità, che rendono questa prima edizione di Ostia IN Corto particolarmente significativa”, commentano i direttori artistici del Festival, Alberto DE ANGELIS e Cristina BORSATTI. “Nella programmazione, abbiamo cercato di costruire una rassegna che fosse accogliente e viva, capace di raccontare il presente attraverso nuove voci e nuovi sguardi, intercettando talenti e tendenze che ci parlano del futuro del cinema. Non da ultimo, nelle nostre scelte, abbiamo sempre tenuto presente il nostro pubblico, quello di Ostia e del suo Porto Turistico, per quattro serate ricche di emozioni e di storie che lasceranno un segno positivo e di fiducia”.Tra i primi ospiti a portare il loro contributo al numero zero di Ostia IN Corto, troviamo Giorgio Colangeli, protagonista di uno dei corti proiettati il primo giorno della kermesse, il 24 luglio.
Giorgio Colangeli
In programma 30 cortometraggi suddivisi in 4 serate tematiche. “Territori IN Corto“, la prima, dedicata a lavori capaci di esaltare le specificità di un luogo. Tra i corti della serata, “Titanic, versione adatta per alle famiglie iraniane” della regista iraniana Farnoosh Samadi, in concorso al Toronto Film Festival e “Il compleanno di Enrico“, di Francesco Sossai, regista selezionato dal Festival di Cannes nella sezione Un certain regard. Saranno proiettati il 24 luglio anche i corti provenienti dalla CALL FOR STUDENTS, che ha come tema “I giovani e il loro territorio”, quello di Ostia, rivolta a studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Municipio X di Roma. La seconda serata, “Nuovi linguaggi IN Corto”, proporrà opere che sperimentano nel cinema nuove forme espressive., come “154“, diretto da Andrea Sbarbaro e Riccardo Copreni, con protagonista Giovanni Storti nel ruolo di un maestro d’asilo contattato per educare e addestrare un’intelligenza artificiale. Da non perdere, con la sua affascinante potenza visiva, “Sirens” di Ilaria Di Carlo, vincitore del Torino Film Festival come miglior cortometraggio. “Animazioni IN Corto” è la terza serata, incentrata sul cinema breve d’animazione. In programma “Playing God“, diretto da Matteo Burani, di recente premiato al Tribeca Film Festival. Poi, “The Meatseller” di Margherita giusti, vincitore del Premio David di Donatello per il miglior cortometraggio nel 2024. “Circuiti IN Corto” proporrà nell’ultima serata la cinquina dei cortometraggi in nomination nel 2025 per il David di Donatello al Miglior Cortometraggio. Oltra al corto vincitore del David, “Domenica sera” di Matteo Tortone, il pubblico avrà l’occasione di scoprire lavori di assoluto valore, che attraversano tanti linguaggi differenti: “The Eggregores’ Theory” di Andrea Gatopoulos, “La Ragazza di Praga” di Andree Lucini, “La Confessione” di Nicola Sorcinelli, “Majonezë” di Giulia Grandinetti.
L’evento nell’evento
In occasione del festival, GM Production, casa di produzione indipendente e ultima nata all’interno di Gruppo Matches, presenterà in anteprima i teaser trailer dei suoi primi lavori cinematografici brevi, alla presenza dei loro autori:Quinn di Gianluca Mangiasciutti e Stefano Usberghi, storia di un giovane alla ricerca della propria identità sessuale che, dopo aver subito un brutale pestaggio, decide di mettersi sulle tracce del proprio aggressore, non senza conseguenze; Puca di Sara Scalera, un dramma tutto al femminile, che parla di famiglia, infanzia e adolescenza e che racconta il rapporto tra tre sorelle in una cornice suggestiva di un paese del sud Italia. Due cortometraggi che indicano la rotta di questa nuova realtà produttiva che entra nel mondo cinematografico e televisivo, in tutte le sue forme, con l’obiettivo di affiancare giovani registi e sceneggiatori, per sviluppare e raccontare storie che sappiano parlare di questo nostro presente, che siano in grado di emozionare e di far riflettere.
Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi 84) | 24-27 luglio 2025 con ingresso libero:
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Jazz & Wine in Montalcino: grandi artisti e calici di qualità in un’atmosfera magica.
Dal 22 al 27 luglio a Montalcino (Siena) torna il festival nato dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino
Grandi artisti e calici di qualità in un’atmosfera magica, per celebrare la felice unione tra la musica jazz e la città del Brunello.
Dal 22 al 27 luglio torna Jazz & Wine in Montalcino. Giunto alla 28ma edizione, il festival nasce dalla collaborazione tra la rinomata azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’AlexanderplatzJazz Club di Roma ed il Comune di Montalcino.
In questi 28 anni, grazie alla sua formula originale, in cui collaborano fianco a fianco una realtà culturale come l’Alexanderplatz e un vero mecenate come Banfi, Jazz & Wine in Montalcino ha attratto sul proprio palcoscenico moltissimi tra i più famosi artisti jazz internazionali ed italiani. Con la direzione artistica di Eugenio Rubei che segue la scia della visione del suo storico direttore artistico, Giampiero Rubei, il festival offre spazio alle proposte più diverse del panorama jazz internazionale, aprendosi a sporadiche incursioni nel pop: un mix di linguaggi che vince e convince consacrando questo cartellone come uno dei più amati di sempre, seguito da un pubblico che – nel tempo – continua a crescere.
Si parte martedì 22 luglio, nella suggestiva cornice di Castello Banfi, con LEGEND OF JAZZ KENNY BARRON TRIO. Considerato uno dei più grandi pianisti jazz al mondo, celebre per il suo stile lirico e raffinato, Barron ha inciso oltre quaranta album da leader e ricevuto numerosi premi, tra cui 13 nomination ai Grammy e il titolo di NEA Jazz Master. Da oltre un decennio guida un affiatato trio con Kiyoshi Kitagawa al contrabbasso e Johnathan Blake alla batteria.
Mercoledi 23 luglio, sempre a Castello Banfi, arriva ENRICO PIERANUNZI TRIO. Sul palco accanto al noto pianista, eccellenza assoluta del jazz italiano, saliranno Francesco Petreni, batterista senese di notevole qualità tecnico-musicale, e il fenomenale contrabbassista danese Thomas Fonnesbaek, con il quale ha una collaborazione pluriennale da cui sono nati album intensi e travolgenti. Un trio da non perdere, considerato tra le migliori formazioni europee.
Giovedì 24 luglio la rassegna si sposta tra le mura medievali della Fortezza di Montalcino dove, in esclusiva per la Toscana, si esibisce la cantautrice MALIKA AYANE. Con cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, ha vinto due “Premi della Critica Mia Martini”. Sei album e numerose collaborazioni con artisti come Bocelli, Cremonini, Jazzanova, per celebrare i quindici anni di carriera è tornata live con Malika Ayane a Teatro 2024.
Uno spettacolo di grande levatura quello di venerdì 25 luglio. Sul palco NICOLA PIOVANI ORCHESTRA con “Note a margine”, una sorta di racconto autobiografico commissionato a Nicola Piovani dal Festival di Cannes nel 2003 (col titolo “Leçon Concert”). Sulla scia di memorie e aneddoti, il Maestro ripercorre alcuni grandi incontri che hanno segnato il suo percorso, da Federico Fellini, ricordato con affetto per le piccole manie e per la maestria di regista, dai Taviani a Vincenzo Cerami e Roberto Benigni, con episodi narrati con leggerezza e sincerità. Esperienze di vita tra musica, cinema, teatro che Piovani racconta accompagnandole con le note del suo pianoforte, insieme al sassofono e al contrabbasso. Raccontare in musica aiuta a capire il senso del racconto di Piovani il quale ha sottolineato «Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica».
Il concerto è in collaborazione con Winenews che ha fortemente voluto il grande artista a Montalcino, sul palco di Jazz & Wine.
Sabato 26 luglio, in vista del ventennale, tornano sul palcoscenico di Jazz & Wine in Montalcino i “Latin Mood”, gruppo guidato da JAVIER GIROTTO e FABRIZIO BOSSO con “Desde cuando”. Un nuovo album, un’occasione rinnovata per produrre nuova musica in quel linguaggio infinitamente variegato che è il Latin Jazz. Nel concerto, insieme alle nuove composizioni, non mancheranno brani storici del gruppo, tratti dagli album precedenti, “Sol” e “Vamos”.
La 28ma edizione di Jazz & Wine in Montalcino chiude domenica 27 luglio con AVISHAI COHEN QUARTET, uno dei trombettisti più originali ed acclamati della scena jazz contemporanea mondiale, noto per il suo suono personale e la costante ricerca artistica. Con lui sul palco Jonathan Avishai al piano, Yoni Zelnik al contrabbasso e Ziv Ravitz alla batteria. La sua musica continua a superare i confini del jazz tradizionale, imponendolo come una delle voci più innovative della sua generazione.
Direzione artistica: Eugenio Rubei (Alexanderplatz Jazz Club di Roma, Sound&Image)
Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
CIMAM – International Committee for Museums and Collections of Modern Art è lieto di annunciare il titolo e l’abstract della sua 57ª Conferenza Annuale, che si terrà a Torino, Italia, dal 28 al 30 novembre 2025.
Intitolata “Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo”, con il motto guida “Of Necessity Virtue” (Di Necessità Virtù), l’edizione di quest’anno invita i professionisti museali a riunirsi in uno spirito di indagine critica e immaginazione collettiva per esplorare il ruolo in evoluzione delle istituzioni d’arte contemporanea in un contesto globale sempre più complesso.
CIMAM ANNUNCIA IL TITOLO E L’ABSTRACT DELLA CONFERENZA ANNUALE 2025 A TORINO
Questa edizione segna il ritorno di CIMAM in Italia dopo quasi cinquant’anni, dal suo ultimo appuntamento italiano a Bologna e Prato nel 1976. La conferenza inizierà il 28 novembre presso OGR Torino, centro di innovazione e cultura della Fondazione CRT, e si concluderà il 30 novembre.
L’evento, organizzato da CIMAM, è supportato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e dalla Fondazione CRT, ed è curato dal Comitato dei Contenuti, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fondazione Torino Musei e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, coinvolgendo musei e istituzioni culturali della città. Questa collaborazione tra le principali istituzioni culturali torinesi sottolinea l’impegno della città nel promuovere l’arte contemporanea e il dialogo culturale.
Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo Of Necessity Virtue (Di Necessità Virtù) I musei sono agenti attivi di valori sociali. Comprendere i musei e i loro team all’interno di un contesto sociale ed economico va ben oltre qualsiasi schema politico standardizzato o elenco di prestazioni. Anziché interpretare negativamente il reale, dobbiamo mirare a inventare il museo del futuro a partire dai nuovi ordini emergenti. Lo scopo della Conferenza Annuale di CIMAM è quindi analizzare lo stato attuale e prevedere le traiettorie future delle istituzioni di arte contemporanea. La Conferenza Annuale di quest’anno consiste nell’ascoltare voci che ispirano e accendono le nostre menti, e nel trovare un linguaggio per descrivere i paradigmi emergenti, nuovi modi di organizzare team, programmi, contenuti. La voce del museo, in tempi di profonda disattenzione verso la cultura, è fondamentale per motivare la cittadinanza, educare, custodire non solo opere e pratiche, ma anche la libertà e il diritto alla speranza per un mondo equo.
La conferenza sarà articolata in tre sessioni di lavoro collettive attorno al paradosso di dover affrontare cambiamenti sistemici importanti e difficili – tagli economici e un clima crescente di antagonismo politico e sociale – reinventando al contempo la missione sociale, pedagogica e culturale delle molteplici istituzioni dedicate all’arte contemporanea.
Il programma della Conferenza (28-30 novembre 2025) Il Comitato dei Contenuti propone un programma di tre giorni attentamente pensato per favorire un coinvolgimento profondo e una riflessione condivisa. Ogni giornata inizierà con un discorso di benvenuto e un intervento artistico, seguiti da una keynote di 40 minuti e da atti performativi complementari, per creare un’atmosfera di attenzione intellettuale e corporea.
I partecipanti prenderanno poi parte a sessioni di lavoro in piccoli gruppi, concepite non come discussioni convenzionali ma come laboratori di pensiero, in cui riflessioni generali e astratte convivono con conversazioni pratiche su problemi e strategie rilevanti nel contesto attuale. Ascoltare e contribuire in egual misura è uno degli obiettivi della conferenza.
Ogni giornata si concluderà con una breve sessione di sintesi, che riassumerà le idee chiave e metterà a confronto prospettive comuni e divergenti.
Giorno 1: Fare Meno vs. Fare Diversamente Si comincerà con una riflessione sul cambiamento di paradigma in corso, per motivare i partecipanti a entrare attivamente nel dibattito, divisi in gruppi con moderatori ospiti. Le sessioni iniziali metteranno in discussione presupposti radicati e costruiranno un vocabolario condiviso per pensare alla trasformazione istituzionale. “Fare meno” non come rinuncia, ma come ricalibrazione, valorizzando il qualitativo rispetto al quantitativo nel lavoro culturale.
Giorno 2: Mappare i Desideri Dopo la performance e la keynote, una serie di brevi presentazioni inviterà i delegati a esprimere aspirazioni pragmatiche e immaginare modelli istituzionali critici e resilienti, evitando idealismi utopici.
Giorno 3: Transazioni e Trasmissioni. Tattiche di Insieme I gruppi si confronteranno su come la comunicazione museale viene recepita dal pubblico, interrogandosi su cosa viene trasmesso e come e su quanto il pubblico sia veramente informato e coinvolto. Si esplorerà anche la nozione di “transazione” non solo come scambio di informazioni ma anche come modello di relazionalità espansa, aprendo a nuove potenzialità di co-produzione e modelli collaborativi oltre i confini istituzionali.
La conferenza si propone come un forum per il dialogo e l’immaginazione del museo del futuro, dove il pensiero teorico e astratto si intreccia con strategie pratiche e concrete. Un incontro basato sulla convinzione che, grazie a un coinvolgimento collettivo e partecipativo, i musei possano ritrovare equilibrio e riaffermare la loro rilevanza in un mondo frammentato.
Tour post-conferenza – Arte contemporanea nelle Langhe e a Milano (1 e 2 dicembre 2025) Il tour post-conferenza inizierà il 1° dicembre nelle Langhe, regione nota per i suoi vigneti e le eccellenze gastronomiche, oggi anche polo sempre più dinamico per l’arte contemporanea. Installazioni site-specific e musei a cielo aperto trasformano il paesaggio in un itinerario culturale. Tra le tappe più note: un murale multicolore di Liam Gillick e Hito Steyerl, una scultura in alluminio di Jean-Marie Appriou tra i vigneti di Roddino e Neviglie, la Cappella del Barolo trasformata da Sol LeWitt e David Tremlett, e i parchi d’arte di Castelnuovo Calcea, Sandretto Re Rebaudengo e Camo, con opere di Carsten Höller, Marguerite Humeau, Ugo Nespolo, Emanuele Luzzati e altri.
Sono previste visite con uno storico dell’arte, degustazioni di vino e una cena ad Alba, nel cuore della terra del tartufo.
Il 2 dicembre il gruppo si trasferirà a Milano per esplorare spazi d’arte contemporanea come la Fondazione Prada, il Mudec e l’Hangar Bicocca.
Registrazione Per partecipare alla Conferenza Annuale è necessario effettuare l’iscrizione al seguente link:
Il Comitato per i Contenuti della Conferenza Annuale 2025 di CIMAM è composto da: Chus Martínez, Direttrice dell’Istituto Art Gender Nature di Basilea – che sarà il Presidente; Chiara Bertola, Direttrice della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino; Bernardo Follini, Curatore Senior della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Leevi Haapala, Preside dell’Accademia di Belle Arti dell’Università delle Arti di Helsinki; Malgorzata Ludwisiak, Ph.D., Esperta di gestione museale, Curatrice indipendente, Docente universitaria, Varsavia; Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Victoria Noorthoorn, Direttrice del Museo de Arte Moderno di Buenos Aires; Davide Quadrio, Direttore del MAO Museo d’Arte Orientale; Kamini Sawhney, Responsabile Progetti d’Arte Pubblica, BlrHubba, esperta museale e curatrice indipendente, Bangalore.
Informazioni sul CIMAM Fondato nel 1962, il CIMAM – Comitato Internazionale per i Musei e le Collezioni d’Arte Moderna è una piattaforma globale dedicata a promuovere il dialogo, la collaborazione e l’innovazione nel settore dei musei d’arte contemporanea. Attraverso le sue Conferenze Annuali, pubblicazioni e programmi, CIMAM si impegna a plasmare il futuro dei musei d’arte moderna e contemporanea e a promuovere l’eccellenza in questo ambito.
Castello di Rivoli Piazza Mafalda di Savoia 10098 Rivoli – Torino Info: +39 0119565222 come arrivare
Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte. Facebook | Twitter | Instagram
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