Da Guttuso a Guadagnuolo e il Transrealismo in Italia di Renato Mammucari

Luca Beatrice, scomparso di recente, è un protagonista della cultura italiana e internazionale. Personalità straordinaria, il suo contributo prezioso al Mondo dell’arte è indimenticabile, ha portato avanti un dialogo dinamico e produttivo nella cultura contemporanea. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Lo ricordiamo con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari pubblicato il 7 luglio 2018 su culturelite.

Ricordo di Luca Beatrice con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari
 
Da Guttuso a Guadagnuolo e il Transrealismo in Italia
di Renato Mammucari

Lo ricordiamo con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari pubblicato il 7 luglio 2018 su culturelite: « […] In un articolo di Luca Beatrice “Guttuso, grande pittore reazionario” pubblicato su Il Giornale del 12 settembre 2010, si domanda se Renato Guttuso avesse dei discendenti “…La verità è che Guttuso è un maestro senza allievi. Non c’è in Italia un altro pittore realista del suo livello e quindi, nonostante il ruolo pubblico di “artista della corte rossa”, non si può non leggerlo come un grande isolato…”.

 Infatti, Guttuso non ha allievi, perché il suo neorealismo ha fatto la sua stagione, ma non per questo l’arte realista non può avere un seguito. Dopo la sua morte si sente in Italia un vuoto, perché nonostante tutto, egli era considerato il caposcuola del realismo italiano. Per questo ci fa capire quanto il realismo è tenuto da conto e di certo importante poiché rappresenta la nostra tradizione e l’identità dell’arte italiana.

“Purificato e Guttuso hanno fortemente creduto al carattere e alla tradizione del realismo, in quanto connessa con le nostre radici culturali. Scomparso Guttuso nel 1987, ci si chiese chi potesse farsi carico della ricerca rivitalizzata del realismo italiano sul finire del ’900. […] All’inizio del 1980, in quanto successore dialettico che si colloca tra Purificato e Guttuso, potremmo classificare il giovane artista Francesco Guadagnuolo, emerso in un momento di disputa fra Ipermanierismo e Transavanguardia. Abile disegnatore, specialista nell’incisione, con un evidente talento pittorico, egli ha cercato di definire e impersonare la continuità della tradizione figurativa italiana. Se Guttuso ha vissuto il periodo drammatico della seconda guerra mondiale (pensiamo a una delle opere più note, la Crocifissione, dichiarata denuncia dei disastri causati dal regime), Guadagnuolo respira gli avvenimenti disastrosi del terrorismo, l’era dell’automatizzazione e dei computer, i rilevanti risultati scientifici e tecnologici che preludono al 2000. La pittura di Guadagnuolo può essere ben considerata una sintesi di tutte le avanguardie del Novecento, sia figurative sia astratte, nel quadro complesso della contemporaneità; una Weltanschauung carica di afflizione ma, insieme, di redenzione. Il filosofo Rosario Assunto ha affermato che l’impulso vitale “è in lui il segno di un’identificazione assoluta della vita e dell’arte”. All’età di trent’anni l’artista realizza una sua Crocifissione, presentata a Roma nel 1988, in una mostra curata dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “G. Treccani”. L’opera è stata avvertita come una rinnovata realtà artistica del dopo Guttuso. La Crocifissione di Guadagnuolo è concetto trascendentale rispetto all’arco vitale e storico. I mali e i beni della società moderna vi sono identificati nel martirio di Cristo, con riflessi inquietanti e apocalittici. Essa ha rappresentato, per alcuni critici, un’opportunità di analisi e riflessione”. Lo scrive lo storico dell’arte Vinicio Saviantoni in Metamorfosi dell’Iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo, pag. 37-39 Ed. Angelus Novus e Tra 8 & 9, 2011.

Questo vuoto in Italia lasciato da Renato Guttuso è stato colmato, certamente in modo diverso nel concepire il realismo, da Francesco Guadagnuolo. Infatti, egli non si è limitato ad un realismo fuori del nostro tempo, ma ad un realismo che potesse assimilare e dialogare con le neo-avanguardie e l’arte degli ultimi anni. Per Guadagnuolo è fondamentale la contemporaneità, una contemporaneità che faccia i conti attraverso il suo realismo o meglio alla sua Transrealtà così come ha avuto conferma negli USA, in Italia e in Europa con un’arte quella di Guadagnuolo che trascina tutto, ovvero l’intero scibile umano. Dunque vediamo con piacere nelle sue opere una capacità di erudire e di assorbire teologia, politica, scienza, filosofia letteratura, musica, cinema, teatro, fotografia […]» (Renato Mammucari)


Da critica.artecontemp@libero.it 

L’Aquila: FINISSAGE della mostra di Piotr Hanzelewicz

Ultimi giorni per visitare, presso la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, la mostra Del resto di Piotr Hanzelewicz, a cura di Emiliano Dante, con i testi in catalogo di Emiliano Dante, Michela Becchis e Francesco Avolio, con il patrocinio e il contributo dell’Istituto Polacco a Roma.

Piotr Hanzelewicz
Del resto
A cura di Emiliano Dante
 
Finissage 26 gennaio 2025
ore 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00

 
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

I temi della mostra, inaugurata il 13 dicembre, sono stati approfonditi il 17 gennaio con l’incontro con il Professor Francesco Avoliopresso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università de L’Aquila, con la performance “Moneta” di Piotr Hanzelewicz per dispositivo cellulare e il supporto tecnico di Factory Sound e la seconda parte della sonata per violino solo, “Melancholia” di E. Ysaÿe, eseguita dal Mº Andrzej Hanzelewicz.

Il progetto Del resto, infatti, tratta la tematica del “denaro” e delle sue implicazioni, delle congetture che ne nascono intorno, di tutte le possibili declinazioni che esso assume ed ha assunto in passato nelle comunità umane, e costituisce il punto di arrivo del percorso artistico di Piotr Hanzelewicz, che fonde aspetti teorici e estetici, iniziato con la mostra Laborioso laborioso laborioso, presso l’Istituto Polacco di Roma nel 2013.

La mostra, ospitata dalla Fondazione de Marchis, risulta caratterizzata, come afferma Michela Becchis nel testo in catalogo, da “oggetti molto densi e carichi di una profonda riflessione sul senso del denaro e del suo ruolo di regolatore apparente di uno scambio, ma in realtà struttura che conserva la più terribile delle asimmetrie, la più falsa narrazione di un bene di scambio paritario; oggetti non possono essere alienati, sorpassati, disimpegnati dalla loro relazione con coloro che li hanno fatti e messi al centro di quella relazione. Nel paradosso artistico la disuguaglianza, che viene nascosta dal falso legame geometria/status economico, viene lasciata solo apparentemente fuori ma non certo perché venga ignorata, piuttosto perché Hanzelewicz esplicita così il desiderio che chi interloquisce con le sue grandi tele, con la stanza forziere, con la spiazzante vetrata bifronte si impegni con la sua concettuale ossidazione a demolire quell’insensato racconto monolitico e indifferente e agisca uno spazio corrosivo di conoscenza.

Piotr Hanzelewicz (Polonia, 1978) vive in Italia. Ha fatto esperienze diverse fra loro, studi, lavori. Ama il termine cosa/cose. Non ha un approccio scientifico ma si attesta su una curiosità utile a creare collegamenti tra discipline diverse, talvolta lontane fra loro. Questa è la griglia di partenza. Poi c’è tutto il resto, insomma, poi ci sono le cose. Nota curiosa: è nato lo stesso giorno in cui è morto Paolo VI, pertanto non è sbagliato affermare che uno come Piotr Hanzelewicz nasce ogni morte di papa. Tra le principali esposizioni personali: 2011 – “L’inquilino del terzo piano” a cura di Enzo de Leonibus con testi di Teresa Macrì e Marco Patricelli – Museolaboratorio Città S. Angelo (PE); 2013 “Laborioso laborioso laborioso” a cura di Franco Speroni con testi in catalogo di Alberto Abruzzese e Michela Becchis – Istituto Polacco (Roma); 2014 “All’ombra del pavone” a cura di Michela Becchis – Biblioteca del Senato (Roma); 2019 – “One hundred bucks and few cents” a cura di Fabio de Chirico e Giuseppe Capparelli, con testo in catalogo di Edoardo Marcenaro – Galleria Rosso20sette (Roma). 


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


Piotr Hanzelewicz 
Del resto
A cura di Emiliano Dante
Testi in catalogo di Emiliano Dante, Michela Becchis, Francesco Avolio
Con il patrocinio e il contributo dell’Istituto Polacco a Roma
Documentazione fotografica: Giorgio Benni
Sponsor tecnico: Factory sound – L’Aquila

Finissage 26 gennaio 2025 ore 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00
Orari: giovedì 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00; venerdì e sabato 16.30 – 19.00; domenica 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00 –  Ingresso libero
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
Barbara Olivieri
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com – info@melaseccapressoffice.it

Milano, Palazzo Reale: Restituite alla comunità oltre 80 opere

Restituite alla comunità oltre 80 opere, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, confiscate alla criminalità.

Dopo l’appuntamento milanese, la mostra sarà ospitata dall’8 febbraio al 27 aprile 2025 al Palazzo della Cultura “P. Crupi” a Reggio Calabria.

SalvArti
Dalle confische alle collezioni pubbliche
Palazzo Reale Milano
3 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025

Palazzo Reale di Milano ospita una mostra di grande portata culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità.
Dal 3 dicembre 2024 al 26 gennaio 2025, nelle sale di Palazzo Reale sarà allestita SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche, un’esposizione che restituisce al pubblico una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, provenienti da confische fatte dalla pubblica autorità alla malavita organizzata.

L’esposizione è parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.

La rassegna milanese è la seconda tappa di un itinerario che si è aperto con una straordinaria anteprima, dal 16 ottobre al 21 novembre 2024 al Museo Hendrick Christian Andersen a Roma, e che si chiuderà al Palazzo della Cultura a Reggio Calabria, dall’8 febbraio al 27 aprile 2025.

Oltre a presentare un patrimonio culturale in buona parte rimasto inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle – fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di Finanza – e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.

Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo, è frutto di una confisca a carico di un soggetto, pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite.

La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta – Scena urbana con carrozza, Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo), e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955), la Transavanguardia di Sandro Chia (Ossa fossa cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997), Mimmo Paladino e la Nuova scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh mural, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come Cantata Bluia Libro dore di Pier Paolo Calzolari.

In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco, 1986/2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (Anello, 2008; Coniglio, 2009) realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare.

Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal Direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza).

Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi”, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di una unica confisca effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2015 e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città Metropolitana.

Accompagna la mostra un catalogo Electa Editore.

Comitato organizzatore: Direzione generale Musei del Ministero della Cultura; ANBSC-Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Comune di Milano – Direzione Cultura – Area Mostre e Musei Scientifici; Città Metropolitana di Reggio Calabria – Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”.

Comitato scientifico: Andrea Viliani (direttore del Museo delle Civiltà, Ministero della cultura); Valeria Di Giuseppe Di Paolo (funzionario storico dell’arte della Direzione generale Musei, Ministero della cultura); Domenico Piraina (direttore Cultura e direttore Area Mostre e Musei Scientifici, Comune di Milano); Gianfranco Maraniello (direttore Area Musei d’Arte moderna e contemporanea, Comune di Milano); Domenico Michele Surace (Docente dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria).


Titolo 
SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche
 
Comitato scientifico           
Andrea Viliani (direttore del Museo delle Civiltà, Ministero della cultura);
Valeria Di Giuseppe Di Paolo (funzionario storico dell’arte della Direzione generale Musei, Ministero della cultura);
Domenico Piraina (direttore Cultura e direttore Area Mostre e Musei Scientifici, Comune di Milano);
Gianfranco Maraniello (direttore Area Musei d’Arte moderna e contemporanea, Comune di Milano);
Domenico Michele Surace (Docente dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria).
 
Comitato organizzatore:     
Direzione generale Musei del Ministero della Cultura;
 ANBSC-Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
Comune di Milano – Direzione Cultura – Area Mostre e Musei Scientifici;
Città Metropolitana di Reggio Calabria – Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”
 
Sede                                  
Milano, Palazzo Reale Piazza Duomo, 12
 
Date al pubblico                 
3 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025
 
Ingresso                             
libero
 
Orario apertura                  
lunedì chiuso
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, 10.00 -19.30
giovedì 10.00 – 22.30
 
Catalogo                            
Electa Editore
 
Info al pubblico                  
www.palazzorealemilano.it
 
Uffici stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Marta Pedroli E. marta.pedroli@clp1968.it
T. + 39 02 36755700 | www.clp1968.it
 
Ufficio Stampa Comune di Milano
Elena Conenna | elenamaria.conenna@comune.milano.it

l’Anpi moltiplica i suoi impegni, in occasione della Giornata della Memoria

C’è un emergente criptofascismo planetario e l’Anpi, l’associazione dei partigiani d’Italia, moltiplica i suoi impegni, anche in occasione della Giornata della Memoria.
Fino al 27 gennaio c’è tempo per vedere nell’aula magna del liceo Maurolico una delle collezioni italiane più prestigiose del Circolo Filatelico Peloritano: si tratta di “Hitler, da Braunau a Danzica – Ascesa al potere di un assassino” di Cesare Giorgianni. La collezione di Cesare è dedicata al padre Alfredo, prigioniero in due campi di concentramento nazisti nel Nord della Germania del Terzo Reich. Il collezionista messinese è anche autore del romanzo “Baracche e schiavitù nell’Europa del XX secolo” (Armando Siciliano Editore 2015).

Se ne parlerà, lunedì 27 alle ore 10.30, nella stessa aula magna del liceo, in un incontro con gli studenti che leggeranno e commenteranno alcuni passaggi di questo “diario di guerra” alla presenza di Giuseppe Restifo, già professore ordinario di Storia moderna presso l’Università di Messina, e del prof. Giuseppe Martino, presidente provinciale dell’A.N.P.I. Il tutto sarà accompagnato dalle voci e dalle musiche del “Coro Maurolico”. Il salone ospiterà anche una suggestiva tavola disegnata dell’artista Lelio Bonaccorso per “Jan Karski, l’uomo che scoprì l’Olocausto”.

Il 27 gennaio 2025 alle ore 19 a Spazio Lilla, sede dell’Associazione Culturale ARB insieme all’ANPI sezione di Messina, si potranno ascoltare testimonianze, brani musicali, per poter riflettere sull’Olocausto. 

L’idea di Antonella Vadalà è stata accolta con entusiasmo da alcuni soci e insieme si vuole ricordare quanto è oltremodo attuale per contrastare alcuni orrori passati e presenti.   

Interverranno: Antonella Vadalà, Anna Laganà, Emanuela Messina, Francesca Bonici, Paola Fazio, Rosalba Ristagno, Sonia Tuffoletto, Tatiana Irrera, Peppino Restifo, Pippo Martino, Walter Arena, Davide Liotta (ingresso libero).

Il Liceo “Emilio Ainis” ospita martedì 28 gennaio, ore 9.30, il Giorno della Memoria della Shoah. L’incontro degli studenti è con gli esponenti dell’Anpi messinese Federico Martino, Peppino Restifo, padre Felice Scalia e Aldo Trifiletti.

Lunedì 3 febbraio, alle ore 17, presso il Palazzo della cultura (ex Villa Ragno) di Santa Teresa di Riva, sarà presentato il libro di Guido Lorenzetti, “Guerre, deportazioni, dittature, eroi. Quando l’Europa era la culla dell’inciviltà. 12 storie poco conosciute del nostro recente passato”.

Questo libro, edito da Mimesis nella collana Aned, Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, racconta storie straordinarie, legate soprattutto alla deportazione di milioni di donne e uomini di tutta Europa, strappati alle loro famiglie e alle loro case e mandati a lavorare come schiavi per sostenere lo sforzo bellico nazista. Alle storie di uomini coraggiosi, che sfidarono la morte per informare i governi occidentali di quello che succedeva nei lager, ottenendone un educato disinteresse, si intreccia quella esemplare degli ebrei danesi, che sfuggirono allo sterminio perché i loro concittadini “non si voltarono dall’altra parte” e li salvarono, diversamente da quanto accadde nel resto dell’Europa occupata.

L’autore, Guido Lorenzetti, sarà presente, oltre che a Santa Teresa di Riva, a Barcellona il giorno prima per una analoga iniziativa dell’Anpi locale.

Guido è figlio di Andrea Lorenzetti, vicesegretario del Partito Socialista clandestino durante la Resistenza, che fu arrestato per la sua attività antifascista nel marzo 1944 e deportato a Mauthausen, dove morì. Nel 2014 ha pubblicato i testi delle lettere del padre, uscite clandestinamente dal carcere di San Vittore e dal campo di Fossoli (Modena).

Introdurrà l’incontro Angela Maria Trimarchi, presidente dell’Anpi Messina jonica, recentemente costituitasi tra i soci dei comuni di tutta la riviera jonica messinese.

Questa non è la prima iniziativa pubblica che l’Anpi Messina jonica rivolge soprattutto ai giovani. Già martedì 21, Angela Maria Trimarchi, insieme a Peppino Restifo, ha partecipato a un’assemblea sulla Shoah con quattrocento studenti del Liceo “Caminiti-Trimarchi” di S. Teresa Riva. “Sono passati ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale – dichiara la prof.ssa Trimarchi – e molto è stato dimenticato. Dobbiamo alimentare la memoria, soprattutto per le generazioni più giovani, perché quegli avvenimenti non li hanno conosciuti. Con questo tipo di incontri intendiamo farli conoscere”.

Con l’Anpi sono co-organizzatori la Cgil di Messina, lo Spi-Cgil Messina, l’Associazione Amici di Onofrio Zappalà e Unitre di Santa Teresa di Riva. La manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Santa Teresa di Riva.

Il libro è già in vendita al Mondadori Point di Furci Siculo e sarà disponibile il giorno della presentazione nel corner della libreria nella Sala del Caminetto del Palazzo della Cultura.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 25 gennaio 2025

La musica come strumento di inclusione e solidarietà

“La musica consente di superare diffidenze e pregiudizi anche in momenti difficili come gli attuali. Lo dimostra la composizione multietnica del coro polifonico misto dell’Accademia Lirica Internazionale Santa Croce, una trentina di persone non professioniste  provenienti da diverse zone del nostro territorio, ma anche da varie nazioni europee e oltreoceano, unite dalla passione per la musica vissuta come momento non solo di personale crescita culturale, tecnica e di svago bensì anche di condivisione di valori di inclusione e solidarietà, capaci di mettere assieme le diversità di vita, lavoro, competenze musicali, carattere, cultura, età”.
Lo afferma il maestro Alessandro Svab, fondatore dell’Accademia e direttore del coro, che assieme al maestro Fabio Zanin al pianoforte, ha saputo valorizzare questo gruppo portandolo a un livello di tecnica musicale e a una dedizione paragonabili alle compagini professionali, nonostante le evidenti difficoltà di tempi e risorse che una attività amatoriale comporta.

IL CORO DELL’ACCADEMIA LIRICA INTERNAZIONALE SANTA CROCE

La musica come strumento di inclusione e solidarietà

Proprio la sua multiculturalità ha caratterizzato il ciclo di concerti di fine anno, con esibizioni a Trieste al teatro Bobbio e alla sala Luttazzi e con eventi al Santuario di Monte Grisa, nella chiesa di S. Andrea a Gorizia, in Slovenia a Canal d’Isonzo e nella sua sede originale di Santa Croce.
“Importante sottolineare che, accanto ai brani più conosciuti,” – spiega Alessandro Svab, con un noto passato di interprete lirico nei più importanti teatri italiani ed esteri, dedicatosi da tempo all’attività di insegnamento e di promozione della lirica a livello internazionale – “il coro ha eseguito canti della cultura popolare di vari paesi, da quella anglosassone, all’ispanica, alla slovena, alla latino-americana fino alla russa e ucraina, tutti interpretati in lingua originale”.

Il coro, nato una decina di anni fa nell’ambito dei progetti di educazione musicale e di divulgazione delle opere italiane, consente alle persone di comprendere e apprendere la tecnica del canto, attraverso l’interpretazione dei brani più noti di autori classici – come Puccini, Verdi, Donizetti, Rossini, Mozart, Beethoven – e ampliando lo sguardo anche a composizioni ormai parte della nostra cultura musicale, come le operette, i musical o i temi da film, come quelli di Ennio Morricone.  
Altri aspetti, oltre alle crescenti capacità interpretative, caratterizzano l’attività del coro. Importante è la collaborazione con artisti solisti e altre realtà musicali, come l’orchestra di fiati Arcobaleno con cui sono stati realizzati vari concerti nella stagione 2024. Non meno rilevante è l’impronta di accoglienza e solidarietà che pervade l’intera attività del coro, non solo per le ripetute presenze in comunità di assistenza, come le case di riposo o alla Comunità di San Martino al Campo, ma anche per la lunga collaborazione con associazioni dedite al sostegno alla disabilità e il coinvolgimento e l’aiuto a gruppi corali sorti in queste difficili realtà.

Rinnovando come di consueto parte del proprio repertorio, la preparazione alla stagione 2025 nasce da nuovi stimoli per offrire al pubblico quelle emozioni che solo un complesso di interpreti con tonalità, altezze sonore e melodie simultanee così diverse, di voci femminili e maschili, di solisti e di musicalità d’insieme, riesce a dare in uno spettacolo.   Il programma 2025 in fase di elaborazione includerà senz’altro iniziative per GO2025 e più eventi in altre località regionali. Come sempre, fin dalla fondazione, le porte del coro e dell’Accademia saranno aperte a nuove esperienze e a chi vorrà integrarsi con i valori di amicizia e accoglienza del gruppo.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Piattaforma TAEX: Un Punto di Incontro per l’Arte Digitale

TAEX.com ridefinisce i confini dell’arte digitale nel 2025 attraverso mostre visionarie, progetti innovativi e artisti di fama internazionale. Dal successo di “Scoletta dell’Arte: DIGITAL REFORM” a Venezia alle prestigiose fiere internazionali come Untitled Art Miami Beach e la prossima Singapore Art Fair, TAEX unisce creatività, tecnologia e mindfulness in un dialogo rivoluzionario.

Il Futuro dell’Arte: TAEX e le Nuove Frontiere del 2025

Il 2025 si prospetta come un anno di grande fermento per l’arte, caratterizzato da trasformazioni guidate dall’innovazione digitale, dalla sostenibilità e da un rinnovato impegno sociale. Tra i nuovi trend emergenti, spicca l’uso dell’intelligenza artificiale per creare opere generative e interattive che ridefiniscono il concetto di creatività e coinvolgono il pubblico in modo dinamico, parallelamente, l’attenzione ambientale e la salute mentale diventano temi centrali, con artisti che esplorano pratiche sostenibili e progetti mirati al benessere interiore. Realtà virtuale e aumentata, infine, rendono l’arte sempre più accessibile e immersiva, aprendo scenari inediti per musei e collezionisti.

In questo contesto di trasformazione, piattaforme come Taex.com offrono un punto d’incontro per artisti, curatori, pubblico e nuove tecnologie, promuovendo l’arte digitale e creando una comunità interdisciplinare con l’obiettivo di riformare il panorama artistico attraverso mostre, fiere e contenuti critici che combinano tradizione e tecnologia.

Da aprile 2024 fino a settembre durante la Biennale Arte di Venezia, TAEX ha presentato Scoletta dell’Arte: DIGITAL REFORM, mostra interattiva presso la storica Scoletta dei Battioro a Venezia, trasformando l’antica scuola artigiana in un laboratorio di arte digitale. Curata dal critico, specializzato in new media art, Antonio Geusa, la mostra ha intrecciato passato e futuro, in un percorso di apprendimento con codici e opere audiovisive innovative e coinvolgenti. 

In linea con uno degli obiettivi di Taex di informare sui nuovi media applicati all’arte, durante la mostra è stato presentato il testo, quasi un manuale scritto dal Curatore Geusa What Crypto Can Do For Art, What Art Can Do For Crypto, che esplora le connessioni tra blockchain e arte contemporanea.

La mostra a Venezia, ha visto protagonisti due artisti che hanno esplorato i confini tra arte, tecnologia e intelligenza artificiale: Francesco D’Isa e Andrea Meregalli.

Filosofo e artista di fama internazionale, Francesco D’Isa ha presentato Error#0, il primo NFT della sua serie Errors. Quest’opera trasforma errori generati intenzionalmente dall’intelligenza artificiale in espressioni visive affascinanti, esplorando lo “spazio latente” della macchina, un concetto che l’artista paragona alle visioni che gli esseri umani possono sperimentare nella fase pre-sonno o durante la meditazione. Error#0 rappresenta una riflessione sull’errore come scelta consapevole e creativa, resa unica e permanente dalla tecnologia blockchain.

Autore del bestseller La rivoluzione algoritmica delle immagini, D’Isa indaga l’impatto dell’IA nelle arti e, nel 2024, è stato riconosciuto dal quotidiano La Repubblica tra le figure più influenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Le sue opere, esposte in gallerie e centri d’arte internazionali, consolidano la sua posizione pionieristica nell’integrazione tra arte, filosofia e tecnologia.

Architetto, designer e artista italiano, Andrea Meregalli ha presentato l’installazione interattiva YOU ARE MAKING ART, un’opera che dialoga con la storia dell’arte interattiva e l’idea di immagine come inconscio tecnologico. Tramite una piattaforma di intelligenza artificiale generativa, combinata con una fotocamera e un pedale, l’opera produce in tempo reale ritratti artistici degli spettatori, trasformandoli sia in osservatori che in creatori del processo artistico. L’opera è stata scelta per essere esposta  al MEET di Milano a settembre 2024, in occasione della mostra “AI Yoga per Intelligenze Artistiche” a cura di Valerio Borgonuovo che ha coinvolto dieci artisti italiani, tra cui anche D’Isa, incentrata sul dialogo tra creatività umana e intelligenza artificiale. 

Meregalli, che vive e lavora a Monza, ha integrato la tecnologia digitale nella sua ricerca fin dall’inizio della sua carriera. Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi italiane, tra cui Villa Reale di Monza, ADI Design Museum a Milano e Palazzo Carignano a Torino, confermandolo come uno sperimentatore innovativo nel panorama contemporaneo.

Entrambi gli artisti dimostrano come l’intelligenza artificiale possa diventare un potente strumento per l’arte contemporanea, trasformando errori e interazioni in nuove forme di espressione e aprendo orizzonti inesplorati.

Dopo la mostra veneziana, sempre  con l’obiettivo di divulgare e potenziare l’attività degli artisti rappresentati e contribuire a definire il futuro dell’arte digitale, Taex si è dedicata a presenziare nelle maggiori fiere internazionali. 

Ad Untitled Art Miami Beach 2024, ha proposto tre nuove collezioni che esplorano il rapporto tra arte e tecnologia, 

  • Three Excerpts from Every Poem Starts with a Seed di Sasha Stiles, un trittico che unisce poesia, voce e dati per riflettere sulla trasmissione della conoscenza umana nel tempo.
  • Resonance Meditation di Krista Kim, un’opera meditativa che invita gli spettatori a rallentare e connettersi con sé stessi attraverso immagini ipnotiche e colori rilassanti.
  • Implied Narrative di Kevin Abosch, un’esplorazione concettuale della morfologia della mano umana e delle sue implicazioni narrative ed esistenziali.

TAEX si prepara ora per la sua prossima partecipazione alla Singapore Art Fair a gennaio 2025, con il progetto iconico  Continuum  dell’artista canadese-coreana Krista Kim, nelle prestigiose sezioni FOCUS e DIGITAL SPOTLIGHT. Riconosciuta a livello internazionale, e con stretti legami con Singapore dove ha già esposto al Singapore Art Museum ed è Metaverse editor per Vogue Singapore Kim esplora il potenziale della tecnologia come strumento di consapevolezza, trasformando gli schermi digitali in paesaggi Zen in evoluzione.

Ispirato alla calma del Ryoanji Temple Garden di Kyoto, Continuum propone gradienti sottili e transizioni fluide che invitano lo spettatore a rallentare e connettersi con uno stato di quiete interiore. creato in risposta alla disconnessione e alla distrazione che pervadono la società odierna a causa dell’uso eccessivo della tecnologia. La collezione su TAEX include 10 segmenti unici da 2 minuti tratti dall’intera opera d’arte Continuum. un tributo alla visione innovativa di Kim sul potenziale delle interfacce digitali come portali per la pace.  

L’opera che si inserisce perfettamente nei nuovi trend dell’arte focalizzati sulla mindfulness e il benessere interiore.ha già conquistato il pubblico internazionale: nel 2022 ha trasformato Times Square in uno spazio meditativo, e uno dei suoi pezzi è ora nella collezione permanente del LACMA. Un altro è stato acquisito da un importante collezionista privato, mentre il terzo sarà protagonista allo stand TAEX.

Krista Kim è un’artista contemporanea e fondatrice del movimento Techism, che esplora la relazione tra il digitale e il fisico.. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti della Louis Vuitton Foundation e del LACMA, e sono state esposte in eventi di rilevanza internazionale. Riconosciuta da UNESCO e Forbes come una delle voci più influenti del panorama contemporaneo, Kim ha ricevuto il premio Excellence in Digital Art ai Createurs Design Awards (2024).

TAEX.com in sintesi continua a ridefinire i confini dell’arte, creando spazi in cui tecnologia e creatività si incontrano per ispirare il futuro.


SITO WEB e SOCIAL MEDIA 
taex.com 
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CONTATTI STAMPA  
Cristina GATTI Press & P.R.
press@cristinagatti.it  

Editoria: arriva il nuovo libro di Martina Galletta in libreria

L’autrice de “La Dimora degli Dèi” torna con un romanzo ambientato nel Ventennio, con una storia che parla di un’amicizia che supera ingiustizie e dolore, senza perdere mai la speranza.

Dal 24 gennaio sarà disponibile in libreria “Giuditta – il ghetto di Roma, la dittatura fascista, la Resistenza”, il nuovo libro di Martina Galletta, pubblicato con Infinito Edizioni.

Arriva “Giuditta – il ghetto di Roma, la dittatura fascista, la Resistenza”, il nuovo libro di Martina Galletta, dal 24 gennaio disponibile in libreria

Dopo il successo del suo romanzo d’esordio “La Dimora degli Dèi”, l’autrice torna con una storia forte, ambientata a Roma durante il Ventennio, che racconta le ingiustizie di quegli anni viste dagli occhi dei protagonisti, ma sempre con una nota di speranza.
I protagonisti sono Giuditta, una ragazzina ebrea, e Libero, un operaio comunista, legati da una forte amicizia nata nel 1917. La passione per la politica li unisce in modo così profondo che il loro legame sopravviverà a due conflitti mondiali, alla vergogna delle leggi razziali del 1938, alle deportazioni. Un universo di personaggi accompagna i protagonisti in questo viaggio denso di ingiustizie e di dolore, nel quale, però, i due non smettono mai di sperare in un mondo migliore, finalmente libero da odio e guerre.

Giuditta è un tributo a Roma e alla Resistenza, alle vittime delle leggi razziali e alle decine di migliaia di donne e uomini che hanno dato la loro vita per la nostra libertà. Il racconto di un passato che continua ad avere legami con un presente dove l’odio e la guerra sono ancora all’ordine del giorno, un disperato e lucido appello alla Memoria e all’umanità.

Un tema molto sentito dall’autrice, che aveva ambientato anche il suo primo lavoro “La Dimora degli Dèi” nella Germania del 1938, raccontando il periodo storico attraverso gli occhi di Britta, giovane austriaca di buona famiglia, in viaggio con il padre e il fidanzato, astro nascente del Partito nazionalsocialista, per raggiungere il luogo del loro imminente matrimonio.

Credo che sia importante parlare di questi argomenti, affinché non venga mai dimenticato il dolore di chi ha subito quelle ingiustizie o la vita di chi è morto per darci oggi la possibilità di vivere liberi e in pace. – Commenta l’autrice Martina Galletta – La letteratura è uno straordinario strumento per raccontare storie, valori e sentimenti. L’espediente narrativo ci consente di raccontare molto del mondo di oggi, anche ambientandolo nel passato, per parlare ai giovani, ma anche a chiunque abbia voglia di aprire il cuore ad una storia”.

Attrice, musicista e scrittrice milanese. Dopo l’Accademia di recitazione Paolo Grassi lavora al cinema, in televisione e nei più prestigiosi teatri italiani. Da sempre interessata alla storia, alla politica e alla complessità dei rapporti umani, nel febbraio del 2022 pubblica con Infinito Edizioni la sua prima opera, La Dimora degli Dèi, ambientata nel 1938. Questo è il suo secondo romanzo.


Informazioni di contatto
Alessia Piccioni
press@alessandromaola.it

Opportunità internazionale per artisti: Bando con premi in palio

Pubblicato il bando della terza edizione del Premio Internazionale dedicato all’arte contemporanea e alla lotta contro lo stigma delle malattie mentali. A-HEAD Project, iniziativa promossa da Angelo Azzurro ONLUS, annuncia ufficialmente l’apertura del bando per la terza edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti”, un’importante occasione per sostenere giovani artistə emergentə e promuovere l’arte contemporanea come strumento di sensibilizzazione sul tema delle malattie mentali.

A-HEAD PROJECT INDICE LA III EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE ALLA RICERCA ARTISTICA “GIOVAN BATTISTA CALAPAI E THEODORA VAN MIERLO BENEDETTI”

Il Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti” vuole, in particolar modo, sostenere giovani artistə emergentə e prenderà in considerazione non una singola opera, ma tutta la produzione artistica degli ultimi cinque anni.
Dedicato alla memoria di Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti, il Premio nasce per celebrare due figure importanti per la Onlus Angelo Azzurro che con il progetto A-HEAD, ideato dal suo curatore Piero Gagliardi favorisce la diffusione del linguaggio artistico in tutte le sue declinazioni e supporta la ricerca artistica.

La partecipazione è gratuita e aperta a cittadinə residentə in Italia o all’estero, a partire dal 18° anno di età fino al compimento del 35° anno di età (alla data di pubblicazione del presente bando), senza limiti di nazionalità, sesso, etnia o religione. 

Il bando prevede l’assegnazione del “Premio Giovan Battista Calapai”avente valore netto di € 1.200,00 e una pubblicazione a cura di A-HEAD Edizioni, la “Menzione Speciale Theodora van Mierlo Benedetti” di € 800,00 netti e una pubblicazione a cura di A-HEAD Edizioni. Anche quest’anno accanto al riconoscimento principale ci sarà il “Premio Piero Gagliardi” di € 500,00 netti e l’inserimento di un’opera inedita, del vincitore, nella Collezione Permanente del MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea di Matera) che sarà donata da A-HEAD Project titolata a Piero Gagliardi per rendergli omaggio come curatore del progetto e ringraziarlo per l’encomiabile lavoro di questi anni.

I vincitori saranno inoltre protagonisti del progetto “3500 cm²”, curato da Lorenzo Benedetti, che promuove la diffusione del linguaggio dell’arte contemporanea attraverso manifesti di grande formato, pensati per raggiungere un pubblico ampio ed eterogeneo.

Le candidature potranno essere inviate entro il 15 aprile 2025, seguendo le modalità indicate nel bando ufficiale, mentre la pubblicazione dei vincitori sarà il 30 giugno 2025 sui canali della Onlus Angelo Azzurro. Data e luogo della Premiazione saranno comunicati successivamente.

La selezione delle opere sarà affidata a una giuria composta da personalità di spicco del mondo dell’arte contemporanea, tra cui curatori, critici, artisti e galleristi.

Lorenzo Benedetti – Curatore e Storico dell’arte, Mario Pieroni -RAM radioartemobile, Gianfranco Grosso – Artista, Francesco Nucci – Presidente Fondazione VOLUME!,
Davide Sebastian – Artista, Simona Spinella  – Curatrice e Storica dell’arte, Teresa Macrì – Critica d’arte e scrittrice, Paolo Grassino – Artista, Raffaella De Chirico – Gallerista.
Coordinano la Giuria:  la Dottoressa Stefania Calapai e la Curatrice Roberta Melasecca. 

Le candidature dovranno essere inviate via e-mail all’indirizzo premiocalapai@gmail.com, seguendo le modalità indicate. Gli/Le artistə interessatə potranno consultare il bando completo e scaricare la documentazione necessaria al seguente link:

Con questa iniziativa, Angelo Azzurro ONLUS rinnova il suo impegno a sostenere i giovani talenti e a sensibilizzare il pubblico verso una maggiore comprensione delle tematiche legate alla salute mentale attraverso l’arte.

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti e dj di respiro internazionale: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017, mira a sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali.

Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.


Call for Artists – Premio alla ricerca artistica – Under 35
Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti” Terza edizione

Scadenza candidature 15 aprile 2025

Segreteria organizzativa Roberta Melasecca
premiocalapai@gmail.com

Angelo Azzurro ONLUS – infoangeloazzurro@gmail.com
https://associazioneangeloazzurro.org

Ufficio Stampa A-HEAD Project – Angelo Azzurro ONLUS:
Alessio Morganti
Giornalista – Ufficio Stampa +39 3401472901 Alessio.mrg@hotmail.it

Marco Frattini, il cantautore non udente che sfida la sua disabilità

A Due Passi Dal Cielo è il titolo del tour 2025 che vede il ritorno di Marco Frattini con spettacoli-concerto in tutta Italia. Appuntamenti in diverse location e in occasioni degli eventi podisti più partecipati di tutto lo stivale: Milano, Roma, Ravenna, Cuneo, Rimini, Verbania, Verona, Torino e non solo.

Un tour che si annuncia ricco di intense emozioni in cui l’atleta e artista audioleso profondo presenterà i suoi brani inediti con l’inconfondibile autoironia che da sempre lo contraddistingue.

MARCO FRATTINI, TORNA LIVE CON IL TOUR ‘A DUE PASSI DAL CIELO’

IL CANTAUTORE NON UDENTE CHE SFIDA LA SUA DISABILITÀ

Marco Frattini è un personaggio sicuramente eclettico e trasversale, che ha fatto, senza troppi giri di parole, di ogni necessità virtù. Forte di un’esperienza aspra e unica, propone uno spettacolo, una storia e un repertorio ricco di brani che emozionano e rievocano sonorità e ritmi travolgenti.
Ad accompagnarlo un duo d’eccezione, con Cristian Daniel e Daniele Sala a creare un grande impatto sonoro in supporto a Frattini che – nonostante la grave menomazione –  riesce a cantare e suonare lasciando increduli gli ascoltatori, offrendo una kermesse di musica tutta suonata dal vivo, ricca di energia e una prova empirica di vera forza di volontà.

Dopo il lungo girovagare per presentare i suoi libri, ‘Vedere di corsa e sentirci ancora meno’ e ‘Il mio comandamento’ che a partire dal 2010 l’hanno portato in oltre 800 piazze in tutta Italia con sporadici appuntamenti oltre confine, Marco Frattini torna live. A ormai vent’anni di distanza, Marco è pronto per riabbracciare le sue chitarre e regalare, ancora una volta, momenti di straordinaria sensibilità, forza e resilienza.

Queste le date del tour ‘A due passi dal cielo’ al momento in programma:
20 gennaio – Massaua, Milano
21 gennaio – Massaua, Milano
8 febbraio – Music Center, Meda (MB)
14 febbraio – Vimercate (MB)
14 marzo – Roma
15 marzo – Expo Run Rome The Marathon, Roma
30 marzo – Matilda, Nova Milanese (MB)
12 aprile – Monte San Giorgio Trail, Piossasco (To)
26 luglio – Expo La Via dei Lupi, Limone Piemonte (CN)

Altre date si stanno aggiungendo e per tutti gli appuntamenti sono previsti ospiti a sorpresa.

In occasione della prima data a Milano, lunedì 20 gennaio, presso Massaua, in via Alessandro Tadino 17, alle ore 18.30 è prevista la conferenza stampa, serata ad invito, con posti limitati.

Saranno presenti:

  • Giorgio Rondelli (confermato) CT atletica leggera
  • Lorenzo Benfenati (manager INFRONT, responsabile Run Rome The Marathon)
  • Massimiliano Fava (Responsabile ParkRun Milano)
  • Barbara Selis Grafica (Piparula)

Prevista la prevendita biglietti per tutte le date del Tour, direttamente dal portale iovedodicorsa, a questo link:

Ad affiancare Marco Frattini in questo viaggio, Cristian Daniel, musicista e batterista, con il ruolo di direttore artistico, il bassista Daniele Sala e Mauro Teti, nelle vesti di Tour Manager.

Gli uffici stampa incaricati sono Runtoday e AZ Press.

Marco Frattini è nato a Milano nel luglio 1976 e dal 2006 audioleso profondo.

Laureato in odontoiatria e protesi dentaria, chef diplomato, autore SIAE, si è occupato di odontoiatria speciale, ma ha lavorato anche come musicista e fonico. Maratoneta e 6 volte campione Italiano per la federazione F.S.S.I, è esperto di sistemi per l’inclusione culturale nella disabilità.

Nel 2013 è sottoposto a due nuovi interventi chirurgici, che determineranno un deficit visivo all’occhio sinistro. Abbandonata la professione odontoiatrica, crea il brand IOVEDODICORSA, specializzato nella produzione, vendita di abbigliamento vario per il running e nella promozione di eventi podistici in Italia e nel mondo: www.iovedodicorsa.com.

Già ideatore del progetto “Il teatro oltre il silenzio”, ha lanciato nella primavera 2015 CiaoRunner, www.ciaorunner.com, il primo social-network al mondo dedicato all’ambito della corsa presentato in occasione della Milano City Marathon.

Nel 2019 acquisisce la piattaforma www.runtheworld.it.


CONTATTI
MOBILE: +39 347 5757103 solo WhatsApp
MAIL: info@iovedodicorsa.com
WEB: iovedodicorsa.com

Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com

Federica Manzon è un’autrice italiana. “Alma” è il suo ultimo romanzo

In dialogo con Martina Fullone Canarutto
Letture a cura di Lara Komar
Improvvisazioni musicali Stefano Sacher

La scrittrice Federica Manzon presenterà il suo ultimo libro “Alma”, vincitore nel 2024 del Premio Campiello e del Premio Stresa, sabato 25 gennaio, alle ore 17.00, al Circolo Culturale Sloveno SKD Igo Gruden (Aurisina 89) a Duino Aurisina (TS), dialogando con Martina Fullone Canarutto (ingresso libero).L’evento dal titolo “Federica Manzon: Alma, polifonia di una terra di confine – è organizzato nell’ambito de “L’Energia dei Luoghi-Festival del vento e della Pietra” in collaborazione con ZaTroCaRaMa, Libri in Salotto a Duino e l’Agriturismo Juna.

FEDERICA MANZON PRESENTA “ALMA”
Libro vincitore nel 2024 del Premio Campiello e del Premio Stresa

Sabato 25 gennaioal Circolo Culturale Sloveno SKD Igo Gruden (Aurisina – Trieste)

Il di là ha da sempre affascinato Federica Manzon, scrittrice di Pordenone, che ha fatto di Trieste la sua città del cuore. Alma, il suo ultimo romanzo, sarà l’occasione per raccontare la meravigliosa complessità polifonica di questa terra di confine. Le letture di brani del romanzo, a cura dell’attrice Lara Komar, saranno in dialogo con le improvvisazioni musicali di Stefano Sacher.

Federica Manzon è un’autrice italiana. Collabora con l’organizzazione del festival letterario Pordenonelegge ed è redattrice di «Nuovi Argomenti». È stata editor della Narrativa Straniera a Mondadori e successivamente docente e responsabile della didattica presso la Scuola Holden di Torino.
Tra i suoi titoli, Come si dice addio (Mondadori, 2008), Di fama e di sventura (Mondadori, 2011), libro finalista al premio Campiello, La nostalgia degli altri (Feltrinelli, 2017), Il bosco del confine (Aboca, 2020), Alma (Feltrinelli, 2024), vincitore nel 2024 del Premio Campiello e del Premio Stresa.


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