Giovanni Boldini a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Palazzo dei Diamanti di Ferraradal 22 marzo al 20 luglio 2025, aprono al pubblico due mostre straordinarie: una monografica su Alphonse Mucha, uno dei padri dell’Art Nouveau, nelle 11 sale dell’ala Rossetti, e una mostra-dossier su Giovanni Boldini, dedicata al tema del ritratto femminile, nelle 3 sale dell’ala Tisi.

Sia il ceco Alphonse Mucha (Ivančice, 1860 – Praga, 1939), sia il ferrarese Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) si affermarono nella Parigi della Belle Époque ottenendo un successo di portata internazionale. Mucha giunse nella capitale francese nell’autunno del 1887, quando il ferrarese era già molto famoso e stava maturando l’intenzione di dedicarsi prevalentemente al genere del ritratto. Mucha ammirò certamente le opere di Boldini presenti all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove fu a sua volta coinvolto in mostre e progetti, tra cui la decorazione del padiglione della Bosnia- Erzegovina commissionatagli dal governo austriaco. Entrambi furono straordinari cantori della bellezza e del fascino della donna e riuscirono a dar forma, ognuno a proprio modo, all’ideale femminile del tempo presentandoci figure attraenti e seducenti, eleganti e energiche, emancipate e padrone del proprio destino.

Mucha e Boldini: arriva la primavera a Palazzo dei Diamanti

Nelle sale dell’ala Tisi di Palazzo dei Diamanti, oltre 40 opere di Giovanni Boldini – tra dipinti ad olio, pastelli, acquerelli, disegni e incisioni – selezionate fra quelle custodite nel Museo a lui intitolato raccontano il suo talento di pittore della “donna moderna” e del suo fascino. La mostra approfondisce, infatti, il tema del ritratto femminile, cui il pittore ferrarese si dedicò in maniera quasi esclusiva, e con successo, nella Parigi fin de siècle. Ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale, Boldini fu capace di restituire, come pochi altri, la viva concretezza, il carattere e lo status dei suoi modelli, che consegnò alla storia come icone di un’epoca. Il pubblico e la critica, in Europa come in America, apprezzarono soprattutto l’innovativa formula stilistica con la quale diede forma all’ideale femminile del tempo: elegante, spigliato, colto, emancipato, inquieto, talvolta eccentrico. Lo dimostrano i ritratti a figura intera per i quali divenne celebre in tutto il mondo, come quelli della contessa Berthier de Leusse, della principessa Eulalia di Spagna, della misteriosa protagonista di Fuoco d’artificio, e di Olivia Concha de Fontecilla, detto La signora in rosa. Accanto a questi capolavori, contraddistinti da quella peculiare scrittura rapidissima e insieme controllata che rende inconfondibile e unico il suo stile, saranno presenti altri esemplari a mezza figura a olio e a pastello, due straordinari ritratti di Boldini (il bronzo realizzato da Vincenzo Gemito e il famoso Autoritratto a sessantanove anni), alcuni interni dell’atelier, un genere dalla forte valenza autobiografica a cui si dedicò dalla fine degli anni Ottanta, e altri lavori, vitali e vibranti, concepiti come studi, tra cui il Nudino scattante e la tela intitolata Ninfe al chiaro di luna. Completano il percorso espositivo una selezione di disegni che dimostrano il suo rapporto iperattivo con la realtà circostante e una serie di mirabili incisioni che documentano un aspetto della sua produzione assai significativo ma meno conosciuto.

La mostra, curata da Pietro Di Natale, è organizzata da Fondazione Ferrara Arte Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara.

Il catalogo è edito da Fondazione Ferrara Arte editore



Date al pubblico
22 marzo – 20 luglio 2025
 
Orario apertura
Tutti i giorni, feriali e festivi, 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
 
Biglietti
Intero € 15,00 (audioguida inclusa) Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa)
 
Informazioni e prenotazioni
+39 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it | www.palazzodiamanti.it
 
Informazioni
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#palazzodiamanti #MuchaFerrara #BoldiniFerrara @palazzodiamanti @arthemisiaarte
 
Sito
www.palazzodiamanti.it
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Arthemisia
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comunicazione.ferrararte@comune.fe.it

Alphonse Mucha a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Palazzo dei Diamanti di Ferraradal 22 marzo al 20 luglio 2025, aprono al pubblico due mostre straordinarie: una monografica su Alphonse Mucha, uno dei padri dell’Art Nouveau, nelle 11 sale dell’ala Rossetti, e una mostra-dossier su Giovanni Boldini, dedicata al tema del ritratto femminile, nelle 3 sale dell’ala Tisi.

Sia il ceco Alphonse Mucha (Ivančice, 1860 – Praga, 1939), sia il ferrarese Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) si affermarono nella Parigi della Belle Époque ottenendo un successo di portata internazionale. Mucha giunse nella capitale francese nell’autunno del 1887, quando il ferrarese era già molto famoso e stava maturando l’intenzione di dedicarsi prevalentemente al genere del ritratto. Mucha ammirò certamente le opere di Boldini presenti all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove fu a sua volta coinvolto in mostre e progetti, tra cui la decorazione del padiglione della Bosnia- Erzegovina commissionatagli dal governo austriaco. Entrambi furono straordinari cantori della bellezza e del fascino della donna e riuscirono a dar forma, ognuno a proprio modo, all’ideale femminile del tempo presentandoci figure attraenti e seducenti, eleganti e energiche, emancipate e padrone del proprio destino.

Mucha e Boldini: arriva la primavera a Palazzo dei Diamanti

La retrospettiva racconta la biografia, il percorso artistico e i molteplici aspetti della produzione di Alphonse Mucha, che, nato nel 1860 nella piccola città morava di Ivančice, raggiunse fama internazionale nella Parigi fin de siècle grazie ai manifesti per gli spettacoli teatrali della celebre attrice Sarah Bernhardt e a pannelli decorativi raffiguranti donne attraenti e raffinate. Queste opere divennero presto emblematiche della nascente Art Nouveau, alla cui affermazione contribuì elaborando uno stile inconfondibile e seducente, subito ribattezzato “Le style Mucha”. Quando nel 1900 venne inaugurata l’Esposizione Universale di Parigi, il grafico ceco era già considerato una delle figure di spicco di questo nuovo movimento artistico. Nel 1904 visitò per la prima volta gli Stati Uniti e la stampa lo definì «il più grande artista decorativo del mondo». Sebbene sia noto principalmente per i manifesti eseguiti nella ville lumiere, Mucha fu straordinariamente poliedrico e versatile: oltre che illustratore, grafico e pittore, fu anche fotografo, scenografo, progettista d ‘interni, creatore di gioielli, packaging designer. Fu anche un brillante insegnante, un filosofo e un pensatore politico: era convinto che la bellezza e la forza ispiratrice dell’arte potessero favorire il progresso dell’umanità e la pace; inoltre credeva fermamente nell’indipendenza della sua patria dall’Impero asburgico e seppe esprimere con forza il sogno di unità dei popoli slavi.

La mostra di Palazzo dei Diamanti illustra attraverso circa 150 opere – tra dipinti, disegni, fotografie, manifesti, oggetti – l’intera vicenda biografica e artistica di Mucha: dal decisivo incontro a Parigi con la “divina Sarah” all’affermazione del suo linguaggio attraverso i manifesti pubblicitari; dai progetti in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ai soggiorni negli Stati Uniti, sino alla produzione degli anni maturi trascorsi in Cecoslovacchia, dove rientrò nel 1910 con l’obiettivo di mettere la propria arte al servizio del paese, specialmente attraverso la creazione del monumentale ciclo di dipinti dell’Epopea slava, il suo indiscutibile capolavoro.

L’esposizione, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, è organizzata da Fondazione Ferrara ArteServizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation ed è curata da Tomoko Sato con il coordinamento scientifico di Francesca Villanti.

La mostra vede come technical support Mucha Museum Prague City Tourism e come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale.

Il catalogo è edito da Moebius



Date al pubblico
22 marzo – 20 luglio 2025
 
Orario apertura
Tutti i giorni, feriali e festivi, 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
 
Biglietti
Intero € 15,00 (audioguida inclusa) Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa)
 
Informazioni e prenotazioni
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Polo Museale – Castello Aragonese, Conversano: Apre la mostra “M.C. ESCHER”

“M.C. ESCHER”
Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona
Conversano – Bari
28 marzo – 28 settembre 2025

Dal 28 marzo al 28 settembre 2025 le sale espositive del Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano accoglieranno le opere di Escher,artista geniale e visionario, amatissimo dal grande pubblico in tutto il mondo, artista iconico per gli amanti dell’arte ma anche per matematici, designer e grafici, per le sue creazioni uniche in grado di coniugare l’arte con l’universo infinito dei numeri, la scienza con la natura, la realtà con l’immaginazione, generando invenzioni fantasiose e paradossi magici.

Maurits Cornelis Escher (Olanda, 1898 – 1972) ha sviluppato uno stile unico e inconfondibile grazie alla sua straordinaria capacità di trasportare i visitatori all’interno di mondi immaginifici e apparentemente impossibili.

Nelle creazioni del grande maestro olandese, che ha anche vissuto e viaggiato in ltalia fra le due guerre, confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.
Le sue inconfondibili opere, che hanno influenzato anche il mondo del design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti i tempi.

A Conversano, attraverso l’esposizione di circa 80 opere, corredato da approfondimenti didattici, video e sale immersive, viene presentato l’intero percorso artistico di Escher, dagli inizi ai viaggi in Italia alle varie tecniche artistiche che lo videro impegnato per tutta la vita e che lo hanno reso un artista unico.
Tra tassellature, metamorfosi, strutture dello spazio e paradossi geometrici, fino alle opere che dagli anni ’50 ne hanno accresciuto la popolarità tanto da poter parlare oggi di una vera e propria Eschermania, in mostra vengono presentati alcuni i lavori tra più noti dell’artista olandese come Cascata (1961), Belvedere (1958), Relatività (1953), Giorno e notte (1938) Galleria di stampe (1956) e tante altre.

‟Escher rappresenta una nuova intrigante scommessa culturale per la nostra città d’arte che vuole proporsi con sempre maggiore vigore quale punto di riferimento per gli esperti, gli appassionati e per gli studenti di ogni stato e grado”, afferma il Sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio.

‟Con lo sguardo verso l’orizzonte abbiamo sempre immaginato questa Città, che oggi, ancora una volta, dimostra di essere all’altezza delle aspettative, pianificando un’offerta culturale senza rivali”, dichiara l’Assessore alla Cultura Katia Sportelli.

Conversano è ormai diventato un caso di studio: portare grandi mostre e numeri importanti in un centro geograficamente piccolo non era un’impresa scontata, ma grazie alla collaborazione tra Arthemisia e l’Amministrazione illuminata del Sindaco Lovascio, abbiamo ottenuto un risultato che oggi è di esempio per centinaia di cittadine in Italia. È motivo di grande orgoglio, per noi, aver partecipato a questo bellissimo progetto, e con Escher alziamo l’asticella” dichiara Iole Siena, Presidente di Arthemisia.

La mostra M.C.ESCHER, promossa e sostenuta dal Comune di Conversano Città d’Arte Museco – Musei in Conversano e Regione Puglia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, della Città Metropolitana di Bari, di Puglia Promozione ed ENIT – Agenzia nazionale del turismo, è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e Maurits ed è a cura di Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti al mondo dell’artista.

La mostra vede come sponsor SIECO Sistemi integrati per l’ecologiamobility partner Ferrotramviariapartner plus BCC ConversanoCestaro Rossi & C.Replan ESG e UpsystemspartnerVetrerie meridionaliBdM Banca e GVM Care & Research.
Il catalogo è edito da Moebius.


Sede

Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona
Piazza Conciliazione (Arco monumentale)
Conversano – Bari

Date al pubblico
28 marzo – 28 settembre 2025

Orario apertura
Dal martedì al venerdì 10.00 – 13.30 | 15.30 – 19.00
Sabato e domenica 10.00 – 13.30 | 15.30 – 20.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Lunedì chiuso

Biglietti
Intero € 16,00
Ridotto € 14,00

Informazioni e prenotazioni
T. +39 080 99 52 31

Sito
www.arthemisia.it

Hashtag ufficiale
#EscherConversano

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

La Fondazione Sassi rinnova l’impegno per l’arte e avvia importanti collaborazioni

Con l’apertura al pubblico di tre mostre, organizzate e coordinate dalla direttrice Patrizia Minardi e realizzate in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, Soroptimist Club Matera e Associazione Maria SS. della Bruna, prende concretezza il piano di rilancio della Fondazione Sassi. Intitolato Curiamo Matera e redatto dalla direttrice Minardi e dalla Presidente Maria Giovanna Salerno, il programma di azioni della Fondazione Sassi è stato presentato il 17 gennaio 2025 e fra le linee guida presenta l’arte come strumento di benessere psicologico e sociale.

Su questo cardine la Fondazione apre i suoi spazi nei giorni di sabato 29 e domenica 30 marzo 2025, presentando le personali degli artisti Pino Oliva e Daniela Madeddu e l’anteprima – visitabile in notturna sin dalle 22 di venerdì 28 marzo – della mostra a cura dell’Associazione Maria SS. della Bruna Ave Mundi Spes Maria. I carri giubilari della Madonna della Bruna 1925–2025.

LA FONDAZIONE SASSI RINNOVA L’IMPEGNO PER L’ARTE
E AVVIA IMPORTANTI COLLABORAZIONI CON SOROPTIMIST, ASSOCIAZIONE MARIA SS. DELLA BRUNA E ASSOCIAZIONE VOLONTARI OPEN CULTURE 2019

Le tre mostre sono a ingresso gratuito e saranno visitabili sabato 29 e domenica 30 marzo dalle ore 10:00 alle 20:00.

Al pubblico viene così offerta un’esperienza artistica immersiva negli spazi storici della Fondazione Sassi: gli ipogei, le cisterne e la Sala Mostre di via San Giovanni Vecchio n.7. L’iniziativa si inserisce nel programma del convegno di Soroptimist International d’Italia e Soroptimist Club Matera Le imprese culturali e creative, un’occasione di confronto sul valore della cultura come strumento di cura e rigenerazione sociale e al ruolo femminile nelle istituzioni e nelle organizzazioni culturali.

La Sala Mostre della Fondazione Sassi, con la sua particolare struttura fra costruito e scavato, ha consentito di realizzare due mostre temporanee che, grazie all’articolazione degli spazi, si offrono al pubblico come due personali. In esposizione le opere pittoriche di Daniela Madeddu e di Pino Oliva.

L’artista e scenografa Daniela Madeddu presenta le sue Donne Madonne, una visione contemporanea della figura femminile inserita nel paesaggio delle chiese rupestri lucane. Attraverso tecniche miste su ceramica, tela, legno e stoffa, le sue opere sperimentano nuovi linguaggi artistici.

La pittura evocativa e dal forte impatto cromatico di Pino Oliva invita a un’esplorazione del sacro e del profano attraverso opere in cui le “madonne laiche” diventano simbolo di riflessione culturale e identitaria. L’esposizione invita a un viaggio nell’immaginario sospeso dell’artista, tra realtà e astrazione.

Negli ipogei della Fondazione Sassi, via San Giovanni Vecchio, è allestita Ave Mundi Spes Maria. I carri giubilari della Madonna della Bruna 1925–2025. Un’esposizione che celebra il legame tra arte, tradizione e devozione, raccontando la storia dei carri giubilari della Madonna della Bruna. Un viaggio tra cartapesta e memoria collettiva, che segna l’inizio di una preziosa collaborazione tra Fondazione Sassi e Associazione Maria SS. della Bruna, unite nella valorizzazione di cultura, territorio e comunità.

La mostra Ave Mundi Spes Maria regala un’emozione in più al pubblico: sarà aperta in anteprima notturna venerdì 28 marzo dalle ore 22:00, consentendo una visita dal forte impatto emozionale.

Fra le iniziative del convegno Le imprese culturali e creative, sabato 29 marzo dalle 15:30 alle 18, alla Fondazione Sassi si terrà l’incontro tematico: “La cartapesta e la sacralità intrinseca: Ave Mundi Spes Maria. I carri giubilari della Madonna della Bruna”. InterverrannoMaria Giovanna Salerno, Presidente Fondazione Sassi, Fabrizio Perrone, storico dell’arte, e Franco Moliterni, delegato attività culturali Associazione Madonna della Bruna.

“Nei prossimi giorni, 29 e 30 marzo, la Fondazione Sassi apre le sue porte ad esperienze sinestetiche grazie ad una serie di mostre, pezzi teatrali e installazioni, queste ultime curate dal comitato Madonna della Bruna, che renderanno il suggestivo contenitore un amplificatore di bellezza – afferma la Presidente Salerno – Prezioso link fra Soroptimist e Fondazione Sassi è la nostra direttrice Patrizia Minardi che all’interno della prestigiosa associazione internazionale impegnata nella valorizzazione delle donne è componente del Comitato pari opportunità Soroptimist International. Sono onorata e felice di aprire i nostri spazi alle donne che con professionalità e sensibilità affrontano i temi legati alla difficoltà di affermarsi nei ruoli apicali della società. La Fondazione accoglie le donne Soroptimiste per dare vita ad un dialogo costruttivo e costante nel segno di una crescita culturale e sociale della nostra comunità”.

“L’intenso lavoro di questi mesi alla direzione della Fondazione Sassi e l’impegno di anni come Soroptimista confluiscono in questa prima grande iniziativa realizzata in Fondazione – illustra la Direttrice Minardi – i dibattiti con e fra donne di rilievo nazionale che hanno dato un forte contributo all’affrancamento da vecchi cliché, con imprenditrici e animatrici della vita culturale cittadina, avranno come obiettivo la valorizzazione della filiera delle professioni culturali al femminile. A questi incontri ho voluto fortemente affiancare esposizioni di artisti. Con la presidente Salerno a
bbiamo selezionato artisti locali che espongono a livello nazionale che hanno interpretato il tema la cultura come cura. Ognuno di loro ci offre una lettura della libertà e della emancipazione della donna attraverso l’arte”.

L’accoglienza alle mostre sarà curata dai volontari l’Associazione Volontari Open Culture 2019, nell’ambito della recente intesa di collaborazione fra la Fondazione e l’Associazione, contribuendo a valorizzare l’esperienza dei visitatori ea favorire il coinvolgimento della comunità locale.


Info e contatti:
Fondazione Sassi – Via San Giovanni Vecchio n.24/27, Matera
Email: info@fondazionesassi.it
Sito web: www.fondazionesassi.it
                                                                                                                                                                                                           
Sissi Ruggi
per la Fondazione Sassi
Per contatti e ulteriori informazioni
ufficiostampa@sissiruggi.com

Manca poco al Festival “Bizet, l’amore ribelle” | Venezia, Palazzetto Bru Zane

Nel 150° anniversario della prima di Carmen e della morte del suo autore, il Festival Bizetl’amore ribelle propone un programma di 7 concerti e una conferenza concepito a immagine del compositore che si divideva tra opera, mélodie e pezzi per pianoforte (il suo strumento). Il pubblico potrà così accedere a un ritratto di Bizet che va oltre il capolavoro che ha consacrato il suo successo.

FESTIVAL “BIZET, L’AMORE RIBELLE”
Venezia, Palazzetto Bru Zane
29 marzo – 16 maggio 2025

Dal 29 marzo al 16 maggio 2025
 
Programma completo al sito: bru-zane.com

Georges Bizet (1838-1875) è l’autore dell’opera francese oggi più rappresentata al mondo, ma nonostante la sua prematura scomparsa a soli 36 anni, ha lasciato ai posteri una ricca eredità di opere liriche, opera- comique, melodies e ha segnato la sua epoca con una produzione musicale d’avanguardia. Il suo retaggio va ben oltre il successo di Carmen: il festival veneziano approfondirà questi aspetti poco noti al pubblico italiano.

Il concerto di inaugurazione sabato 29 marzo metterà in luce le qualità di trascrittore di Bizet, che in gioventù si guadagnava da vivere lavorando per altri compositori come Charles Gounod o Camille Saint-Saëns. Il pianista Nathanaël Gouin interpreterà una serie di queste composizioni, completate dalle sue trascrizioni di opere di Bizet.

Domenica 30 marzo, ritroveremo un Bizet giovane con Le Docteur Miracle, deliziosa opéra-comique in un atto con cui vinse (ex-aequo con Charles Lecocq) un concorso organizzato da Offenbach. Presentata in versione concerto alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, l’opera rivela il naturale talento comico del compositore. Per favorire la fruizione da parte del pubblico, l’attore Vincenzo Tosetto interverrà raccontando, in italiano, gli sviluppi della trama di questa opera che vede come protagonista il Podestà di Padova.

Il festival proseguirà mercoledì 2 aprile con un altro genere caro a Bizet: la mélodie, tanto abbondante quanto poco conosciuta nel suo catalogo. Il tenore Reinoud Van Mechelen, accompagnato da Anthony Romaniuk al pianoforte, svelerà alcune di queste gemme – composte, tra l’altro, su testi di Victor Hugo o Pierre de Ronsard – pur lasciando spazio ai contemporanei di Bizet.

Martedì 8 aprile, Monique Ciola terrà una conferenza sul legame di Bizet con il suo strumento prediletto: il pianoforte. 

Torneremo, appunto, al pianoforte martedì 15 aprile, questa volta a quattro mani con il Duo Spina & Benignetti. Oltre a opere e trascrizioni dei suoi contemporanei, il Duo eseguirà l’unica raccolta a quattro mani di Bizet, Jeux d’enfants, composta mentre si apprestava a diventare padre.

Martedì 6 maggio segnerà il ritorno al Palazzetto Bru Zane di Roberto Prosseda che ha già contribuito a rivalorizzare il repertorio romantico francese a Venezia e in CD. Interpreterà opere di Bizet in alternanza con pezzi di Gounod e Farrenc, tra la poesia di un Nocturne e il virtuosismo delle Variations Chromatiques.  

Inserito all’interno della coproduzione con Asolo Musica che prosegue per la seconda stagione, il concerto successivo si terrà presso l’Auditorium Lo Squero sull’Isola di San Giorgio sabato 10 maggio. Gli artisti dell’Académie de l’Opéra national de Paris eseguiranno mélodies e duetti di Bizet, Massenet, Gounod e Saint-Saëns.

Venerdì 16 maggio, il festival si concluderà con un concerto in collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala, con la quale il Palazzetto Bru Zane collabora per la quinta stagione. Gli artisti interpreteranno una selezione di arie di Bizet e dei suoi contemporanei tra i più affascinanti dell’epoca.

TUTTI GLI EVENTI
 
GIOVEDÌ 20 MARZO
ORE 18
PALAZZETTO BRU ZANE
Presentazione del festival
Adèle Charvet mezzosoprano
Florian Caroubi pianoforte
Mélodies et pezzi per pianoforte di BIZET
ingresso gratuito
 
SABATO 29 MARZO
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Il giovane Bizet
Nathanaël Gouin pianoforte
Opere composte o trascritte per pianoforte di GOUNOD, BIZET e SAINT-SAËNS
 
DOMENICA 30 MARZO
ORE 17
SCUOLA GRANDE SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Le Docteur Miracle
Dima Bawab Laurette / soprano
Marie Kalinine Véronique / mezzosoprano
Marc Mauillon Le Capitaine Silvio / tenore
Thomas Dolié Le Podestat / baritono
Vincenzo Tosetto voce recitante
Thomas Tacquet pianoforte
Le Docteur Miracle di BIZET
Opéra-comique in un atto di Georges Bizet su un libretto di Léon Battu e Ludovic Halévy, rappresentato per la prima volta al Théâtre des Bouffes-Parisiens il 9 aprile 1857.
 
MERCOLEDÌ 2 APRILE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Amore e sogni
Reinoud Van Mechelen tenore
Anthony Romaniuk pianoforte
Mélodies e pezzi per pianoforte di BIZET, LASSEN, LISZT, VIARDOT CHOPIN
 
MARTEDÌ 8 APRILE
ORE 18
PALAZZETTO BRU ZANE
Bizet in bianco e nero
Monique Ciola relatrice
 
MARTEDÌ 15 APRILE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
La grande sfida
SPINA & BENIGNETTI PIANO DUO
Eleonora Spina e
Michele Benignetti pianoforte a quattro mani
opere per pianoforte a quattro mani di BIZET, GOUNOD, GOUVY e BILLEMA
 
MARTEDÌ 6 MAGGIO
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Bizet segreto  
Roberto Prosseda pianoforte
opere per pianoforte di BIZET, GOUNOD e FARRENC
 
SABATO 10 MAGGIO
ORE 16.30
AUDITORIUM LO SQUERO
Nuovi romantici
Artisti dell’Académie de l’Opéra national de Paris
Mélodies e duetti di BIZET, MASSENET, GOUNOD SAINT-SAËNS
In collaborazione con l’Académie de l’Opéra national de Paris
Coproduzione Asolo Musica / Palazzetto Bru Zane
Concerto fuori abbonamento. Tariffe e prenotazioni: boxol.it/auditoriumlosquero
Concerto proposto il 14 maggio 2025 all’Amphithéâtre Olivier Messiaen dell’Opéra Bastille,
Parigi (Francia)
 
VENERDÌ 16 MAGGIO
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Il pescatore di perle
Artisti dell’Accademia Teatro alla Scala
Brani da opere liriche di BIZET e dei suoi contemporanei
In collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala
Concerto proposto in maggio 2025 al Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” del Teatro alla Scala, Milano

INDIRIZZO
Palazzetto Bru Zane
Venezia, San Polo 2368
 
Contatti per la Stampa
contact@bru-zane.com
 
In collaborazione con Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Ref. Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net Tel. 049 663499
 

Mostra collettiva alla Borgo Pio Art Gallery

L’Associazione Culturale Borgo Pio Art Gallery, in collaborazione con la curatrice di eventi Barbara Filippi e con il patrocinio della Regione Lazio e della Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale, presenta, in occasione del Giubileo 2025, una mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo “Uniti per Dare una Mano – Una Tela per la Pace”.

Giubileo: “Uniti per Dare una Mano – Una Tela per la Pace”

Mostra collettiva dal 29 marzo al 12 aprile 2025 alla Borgo Pio Art Gallery

La mostra verrà inaugurata il 29 marzo alle 17:30 presso la sede della Borgo Pio Art Gallery, in via degli Ombrellari 2, Roma, e durerà fino al 12 aprile 2025.

Parteciperanno alla mostra pittori, scultori e fotografi la cui arte, intesa come strumento di unione, desidera trasmettere un messaggio di speranza in un momento storico segnato da conflitti e divisioni. Gli artisti esporranno opere caratterizzate da stili, tecniche, forme e contenuti dei più disparati, ma con un intento comune: promuovere la pace attraverso l’arte, comunicando l’importanza di azioni individuali e collettive per il suo raggiungimento e invitando i visitatori a partecipare attivamente all’evento, creando un senso di appartenenza e responsabilità condivisa.

La parola “Mano”, nel titolo della mostra, rappresenta il legame tra idea e azione. La mano può essere strumento di guerra, ma in questo contesto simboleggia l’importanza di contribuire, anche con piccoli gesti, alla costruzione di un mondo migliore.

Durante le giornate del 4 e 5 aprile, gli artisti saranno coinvolti nella realizzazione di un’opera d’arte collettiva attraverso un live painting, in cui i loro colori, segni, impronte e visioni si uniranno in un unico messaggio di pace. Una volta completata la tela, il ricavato della vendita sarà destinato al Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale della Croce Rossa Italiana, per la quale verrà effettuata una raccolta fondi per tutta la durata dell’esposizione, come riconoscimento per l’impegno che essa svolge quotidianamente.

Alla serata d’inaugurazione, sabato 29 marzo, sarà presente Daniele Nicosia, conduttore del programma televisivo “Arte24 – Il viaggio nella cultura”, in onda su Rete Oro. Sarà inoltre disponibile un banco d’assaggio dei vini del Casale del Giglio, sponsor dell’evento, e sarà presente Teresa Ingrosso, fondatrice di Endless by Teresa Roma e Italian Culture Collection, nonché licenziataria ufficiale del logo del Giubileo 2025. Teresa Ingrosso crea gioielli pensati per ispirare forza alle donne, poiché non sono solo belli, ma racchiudono emozioni e legami profondi.

“Uniti per Dare una Mano – Una Tela per la Pace” rappresenta un’opportunità unica per riflettere insieme sul potere dell’arte e sull’importanza di agire per la pace. In questa importante riflessione, verranno coinvolti cittadini, turisti e pellegrini. Con la partecipazione attiva di artisti e visitatori, si spera che questo evento memorabile possa ispirare un cambiamento positivo grazie all’arte, quale importante mezzo di comunicazione e cambiamento sociale.

Artisti partecipanti: Antonella Argiroffo, Luca Aiello, Claudia Artuso, Francesco Barnabei, Andrèe Bollella, Silvia Castaldo, Massimo Ceccaccio, Luisa Ciampi, Alessandro Croce, Antonio Di Bianca, Silvano Fabrizio, Fernanda Faggian, Vito Fulgione, Valeria Galasso, Gemma Garofalo, Daniela Giovannini, Teresa Ingrosso, Gloria Leonardi, Paolo Mariani, Michel Oz, Nino Palmieri, Paolo Pardi, Pia Parodi, Pietro Plutino, Alessandra Schaffer, Emanuela Tomassi, Andrea Trisciuzzi.


Borgo Pio Art Gallery 
Via degli Ombrellari 2, 00193 Roma 
borgoart2.0@gmail.com 
www.borgopioartgallery.com

Da sirenzi@libero.it 

Biblioteca Regionale di Messina – “L’ombra del Re Sole in Sicilia” di Pippo Lo Cascio

Appuntamento a Messina venerdì 28 marzo 2025 alle ore 17.00, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale “Giacomo Longo” per  la presentazione del volume “L’ombra del Re Sole in Sicilia. La guerra civile 1674-1678” di Pippo Lo Cascio, pubblicato nel 2024 da “I Buoni cugini editori ” ed inserito nella collana “Risorgimentalia”.

Biblioteca Regionale di Messina – “L’ombra del Re Sole in Sicilia. La guerra civile di Messina 1674-1678”- Presentazione del volume di Pippo Lo Cascio, venerdì 28 marzo 2025, ore 17.

Dopo i Saluti Istituzionali e l’Introduzione ai Lavori dell’ Avv. Tommasa Siragusa, Direttrice della  Biblioteca Regionale di Messina, interverranno il Dott. Alfonso Lo Cascio, Presidente Regionale di BCsicilia. Relazionerà il Prof. Federico Martino, Giurista, già Docente di Storia del Diritto italiano alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina. I lavori saranno moderati dalla Prof.ssa Sabrina Patania, Presidente BCsicilia Sez di Messina. Il Cantastorie Fulvio Cama si esibirà in un canto /cunto  sulla guerra di  Messina del 1674-78, opera composta per l’occasione. Saranno presenti l’Autore e gli Editori Anna Squadrito e Ivo Tiberio Ginevra.

Si analizzerà la “rivolta antispagnola” di Messina 1674-1678, alla luce di quello che è considerato tra i migliori testi di storia 2024, premiato con il Fiorino d’oro per la saggistica al “Premio Firenze”.

L’Autore  ci condurrà alla  scoperta della trascrizione del manoscritto di Don Francesco Lo Cascio, Cappellano palermitano del Monastero detto di Saladino, dove sono annotati gli avvenimenti di Messina nei primi anni della seconda metà del Seicento nell’arco temporale 1674-1678 quando la Città fu al centro di una sommossa volta a scrollarsi di dosso la dominazione spagnola.



Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere durante l‘evento.

Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 090674564 urpbibliome@regione.sicilia.it.


Il Padiglione del Giappone presenta “IN-BETWEEN”, mostra a cura di Jun Aoki

La Japan Foundation annuncia la mostra del Padiglione del Giappone alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, che si terrà a Venezia dal 10 maggio al 23 novembre 2025. “IN-BETWEEN”, questo il titolo della mostra che sarà curata dall’architetto Jun Aoki, segue in pieno il tema proposto dal curatore di questa edizione della Biennale Architettura 2025, Carlo Ratti: “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”.

PADIGLIONE DEL GIAPPONE
Alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia
 
“IN-BETWEEN”
A cura di Jun Aoki

Il curatore della mostra del Padiglione del Giappone Jun Aoki ci propone una riflessione sui progressi esponenziali della tecnologia digitale, il mondo intero – spiega l’architetto – è preso dal timore che, in un futuro molto prossimo, l’IA generativa possa modificare completamente le sfaccettature della nostra società, del nostro ambiente e persino delle nostre menti. In particolare, si potrebbe sembrare che con la proliferazione dei social media e di altre tecnologie digitali, il Giappone si stia dirigendo verso una società politically correct, universale e mediocre, definita solo dalla mancanza di errori o difetti. È vero che l’IA generativa fornisce la risposta con il minor errore derivante dalla sintesi dei dati esistenti e che noi tendiamo a percepirla come la risposta “corretta”. Tuttavia, se continuiamo su questa strada, ci aspetta una società in cui l’uomo si rimette all’IA generativa e non è più l’uomo il soggetto.

Da qui l’invito a ripensare alla nostra percezione della dicotomia soggetto-oggetto e di aggiornare la nostra intelligenza. Ciò che si propone è l’idea di “spazio intermedio”. In Giappone, infatti, il concetto di “ma”, che significa “spazio-tempo intermedio”, ha una lunga storia. “ma” in origine non stava solo a significare “intervallo” o “spazio” in senso letterale, ma indicava la tensione che si crea dallo scambio (dialogo) tra due oggetti e l’idea che questa tensione si comporti come un soggetto immaginario. Secondo questa concezione, il soggetto non si trova né in noi esseri umani né nel mondo esterno, bensì in un mondo che non è né uno né l’altro, in una terza dimensione: lo spazio intermedio.

Lo spazio intermedio è la situazione di scambio (dialogo) indistinto tra umani e non umani, tra naturale e artificiale e immergersi in esso rappresenta una nuova forma di intelligenza.

Nell’intento di esplorarla, verrà preso in considerazione l’edificio stesso del Padiglione del Giappone. Questo tentativo mira a creare una situazione di scambio (dialogo) reale e immaginario tra gli elementi che compongono il Padiglione del Giappone: l’Apertura, le Colonne Murarie, i Muri Esterni, la Terrazza in Mattoni, la Pensilina, il Percorso ad anello in pendenza e l’Albero di Tasso – e gli esseri umani, a partire dal team curatoriale e le due coppie di artisti, in cui si immaginerà un futuro leggermente diverso per il Padiglione.


“IN-BETWEEN”
10 maggio al 23 novembre 2025
 
CREDITS
Commissario: The Japan Foundation
Curatore: Jun Aoki (architetto e direttore di AS Co., Ltd.)
Espositori: Tamayo IemuraAsako Fujikura + Takahiro Ohmura, SUNAKI (Toshikatsu Kiuchi e Taichi Sunayama)
Sede: Giardini della Biennale di Venezia

Ufficio stampa
Studio ESSECI
Cartella stampa e foto: www.studioesseci.net
Ref. Roberta Barbaro – E-mail: roberta@studioesseci.net
+ 39 (0)49663499

Messina: una lapide per Giacomo Matteotti

A distanza di 101 anni dal suo abbietto assassinio per mano fascista, la città e i lavoratori di Messina ricordano Giacomo Matteotti, simbolo di libertà e giustizia sociale. Lo fanno con una lapide che sarà scoperta sabato 29 marzo, alle ore 10, nella villetta che in città porta il suo nome, al rione Annunziata. L’iniziativa è stata presa dall’Anpi, dalla Cgil e dalla Uil di Messina, che invitano tutta la cittadinanza a partecipare alla cerimonia.

Giacomo Matteotti:
la città e i lavoratori di Messina gli dedicano una lapide

Con il coordinamento del giornalista Marcello Mento, prenderanno la parola Roberto Morassut, vicepresidente della Fondazione Matteotti, Santo Biondo, segretario nazionale Uil, Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia, e Ciro Raia, coordinatore Anpi Campania.

Intermezzi musicali saranno eseguiti dal Corpo bandistico “Santa Cecilia” di Villafranca Tirrena, diretto dal maestro Emanuele Celona.

Giacomo Matteotti, figura centrale della politica italiana del Novecento, rappresenta un simbolo indelebile della lotta per la democrazia, per la giustizia sociale e per la pace.

La sua memoria, celebrata attraverso circa tremila intitolazioni nella toponomastica italiana, è spesso associata al tragico martirio per mano dello squadrismo fascista.

Tuttavia, la sua vita e il suo impegno politico vanno ben oltre quel drammatico evento, offrendo un esempio di dedizione totale alla giustizia sociale, alla difesa delle istituzioni democratiche e delle classi lavoratrici.

Pacifista convinto e antimilitarista irriducibile, i suoi ideali socialisti lo portarono a subire un vero e proprio confino militare a Messina, dove visse dal 1916 al 1919, durante la prima guerra mondiale. Il suo “esilio” messinese è stato ricordato già da Enzo Caruso, attuale assessore alla Cultura, dall’Istituto storico “Salvemini”, dal Movimento Cambiamo Messina dal Basso. Quella permanenza obbligata sulle rive dello Stretto e i rapporti che intrecciò con la città portarono nel 1944 il sindaco demosociale Lauricella e la giunta, di cui faceva parte Umberto Fiore rifondatore della Camera del lavoro, a intitolargli il rione dell’Annunziata che da allora per i messinesi rimase il “Villaggio Matteotti”.

Matteotti fu un politico appassionato, un socialista rigoroso e un intellettuale raffinato.

Tre volte deputato al Parlamento italiano, il suo impegno non si limitava alle istituzioni: fu promotore dell’associazionismo delle autonomie, sostenitore del movimento cooperativo e dirigente sindacale.

Il centenario della sua scomparsa ha offerto l’occasione non solo di ricordare il suo tragico sacrificio, ma anche di riscoprire la sua vita dedicata alla libertà e alla dignità umana. Il suo esempio continua a ispirare le nuove generazioni nella difesa dei diritti democratici e nella lotta contro ogni forma di oppressione.


Anpi, Cgil e Uil Messina
Comunicato stampa – 25 marzo 2025

Matteo Mingoli, poesia-perfomance

Giovedì 27 marzo, dalle ore 21.30, al Jelly Roll andrà in scena, solo corpo e voce, il poeta Matteo Mingoli. La serata, dal titolo “Sulla vita di mare in terra ferra“, sarà “un viaggio passo a passo nel vizio, nel furore, nella notte, alla ricerca strenua di una sopravvivenza ai giorni di risacca e all’onde anomale dell’esistenza“.

Solo corpo e voce
Matteo Mingoli
Sulla vita di mare in terra ferma
 
Giovedì 27 marzo 2025, ore 21.30
Jelly Roll, via Ettore Giovenale 30 – Pigneto (Roma)

Matteo Mingoli è poeta ostinato, tra i fondatori di ASMA di Poesia di Roma. Ha pubblicato le raccolte 𝘉𝘢𝘨𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘴 (ANIMA Grande Edizioni, 2013) e 𝘐 𝘱𝘰𝘦𝘵𝘪 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘧𝘰𝘳𝘮𝘪 (Casa Utòpia – Edizioni Haiku, 2017). Nel 2018 pubblica online la plaquette 𝘐𝘰, 𝘚𝘪𝘭𝘷𝘪𝘢 𝘦 𝘭𝘢 𝘕𝘰𝘵𝘵𝘦 (Yawp! Giornale di lettere e filosofie) e comincia la sua florida collaborazione con la trasmissione radio La Carota Blu, interpretando dapprima il personaggio di Pimento Mingus con le sue Lugubrazioni e poi realizzando con Daniele Carta e Marco Andrea Lippa i cut-up sonori di Ɠ𝘦𝘻𝘺𝘱𝘰𝘱𝘱𝘦𝘳, 𝘋ž𝘪𝘯𝘯 𝘋𝘦𝘍𝘦𝘯𝘯𝘦𝘤 𝘍𝘰𝘹 e 𝘐𝘯𝘥𝘪𝘤𝘢𝘧𝘭æ𝘸𝘦𝘳𝘴í𝘱𝘩𝘰𝘯𝘰𝘱𝘩𝘰𝘳ø𝘦. Nel 2020 ha contribuito alla sonorizzazione della mostra itinerante di Carlos Atoche 𝘒𝘩𝘈𝘳𝘵À𝘈 / 𝘗𝘭𝘢𝘯𝘦𝘵𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘐𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰. Dal 2022 ha collaborato alla realizzazione di alcune installazioni multimediali con il collettivo Half/Humans e una serie di performance di improvvisazione orale/musicale con il collettivo NED (Nostra Etichetta Discografica) diretto da Marco Olivieri.


Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com>